L'Amministrazione Finanziaria ha recuperato a tassazione il credito d'imposta cinema concesso a una società di produzione cinematografica, poiché quest'ultima lo aveva indicato in dichiarazioni integrative considerate tardive. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso del Fisco, stabilendo che i crediti d'imposta per incentivi al cinema devono essere indicati, a pena di decadenza, sia nella dichiarazione dei redditi del periodo di concessione sia in quella di utilizzo. Trattandosi di una dichiarazione di volontà di natura negoziale, essa è irretrattabile e non può essere modificata successivamente per rimediare a una dimenticanza, salvo vizi della volontà riconoscibili dall'amministrazione. Di conseguenza, la società perde il beneficio fiscale per non aver rispettato i termini di dichiarazione.
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