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Ordinanza Di Demolizione

6 provvedimenti applicano questo termine

Definizione

Un provvedimento emesso dall'autorità giudiziaria o amministrativa che impone l'abbattimento di una costruzione realizzata in violazione delle norme edilizie.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Ordinanza di demolizione: sicurezza idraulica prevale su parcheggio privato
Due società, proprietarie di un supermercato a Cortina d'Ampezzo, avevano realizzato un parcheggio coprendo un tratto del torrente Bigontina, in un'area vincolata. Il Comune ha emesso un'ordinanza di demolizione a causa del rischio idraulico persistente. Le società hanno impugnato questo provvedimento. La Corte di Cassazione, Sezioni Unite, ha rigettato il ricorso delle società. Ha confermato la legittimità dell'ordinanza di demolizione, sottolineando la permanenza del pericolo e l'assenza di una valida alternativa. Le società sono state condannate al pagamento delle spese legali. La decisione evidenzia l'importanza della sicurezza pubblica sul mantenimento di opere private.
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Violazioni edilizie: ricorso inammissibile per tabellone abusivo
Un Imprenditore è stato condannato per violazioni edilizie legate all'installazione di un tabellone pubblicitario. Ha presentato ricorso in Cassazione, contestando l'uso di dichiarazioni testimoniali. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ritenuto le censure dell'Imprenditore manifestamente infondate. La prova dell'incarico per i lavori e l'esistenza di un'ordinanza di demolizione erano già sufficienti. L'Imprenditore dovrà pagare le spese processuali e una somma alla Cassa delle ammende.
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Condono edilizio e Demolizione: La Cassazione annulla per presunzioni
Due cittadini hanno costruito abusivamente. Sono stati condannati e hanno ricevuto un ordine di demolizione. Hanno ottenuto un condono edilizio dal Comune. Il giudice dell'esecuzione ha però rifiutato di revocare l'ordine di demolizione, dubitando che l'opera fosse completa entro la data limite del 31.12.1993. La Corte di Cassazione ha annullato questa decisione. Ha stabilito che il giudice aveva basato il suo rifiuto su semplici presunzioni, senza un'adeguata verifica dei fatti e ignorando prove che indicavano il completamento del manufatto entro i termini per il condono edilizio. La Cassazione ha rinviato il caso per un nuovo esame.
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Notifica irregolare sentenza penale: quando un ordine di demolizione è nullo?
La Corte di Cassazione ha annullato un'ordinanza del Tribunale di Napoli che aveva respinto la richiesta di due imputati. Questi ultimi lamentavano la **notifica irregolare sentenza penale** di condanna e dell'ordine di demolizione, sostenendo di non averne mai avuto effettiva conoscenza. La notifica del decreto di citazione a giudizio era avvenuta a persona non convivente e mancava l'avviso di deposito della sentenza contumaciale, oltre a una pagina del provvedimento. La Cassazione ha ritenuto che il Tribunale non avesse adeguatamente esaminato questi vizi, rinviando gli atti per un nuovo accertamento sulla validità delle notifiche e sulla conoscenza della sentenza da parte degli imputati.
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Condono edilizio: Sanatoria parziale e tardiva non salva la demolizione
La Corte di Cassazione ha esaminato il caso di due Proprietari che chiedevano la revoca di un ordine di demolizione per un immobile abusivo. Il Tribunale aveva respinto la loro richiesta, ritenendo illegittima la sanatoria ottenuta. La Cassazione ha confermato questa decisione. La sanatoria era parziale e non rispettava il requisito della "doppia conformità", essenziale per il condono edilizio ordinario. Inoltre, l'istanza di condono edilizio era stata presentata tardivamente, oltre il termine di decadenza stabilito dalla legge. I ricorsi dei Proprietari sono stati dichiarati inammissibili, confermando l'ordine di demolizione e le relative conseguenze.
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Ordinanza di demolizione: sanzione da 20mila euro confermata
Due comproprietari hanno impugnato la sanzione di ventimila euro inflitta dal Comune per non aver rispettato un'ordinanza di demolizione di un fabbricato abusivo in zona vincolata. La Corte d'appello ha dichiarato inammissibile il loro gravame perché non avevano contestato i motivi principali della decisione di primo grado. La Corte di Cassazione ha confermato l'inammissibilità del ricorso: i ricorrenti hanno contestato solo le argomentazioni di merito espresse dal giudice d'appello per pura completezza (ad abundantiam), senza impugnare la reale causa della decisione, ossia la dichiarazione di inammissibilità. La Suprema Corte ha ribadito che l'ordinanza di demolizione può legittimamente motivare per relationem la successiva sanzione pecuniaria. Il ricorso è stato dichiarato inammissibile con condanna alle spese.
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