Il caso riguarda un privato cittadino che si è opposto all'ordine di demolizione di un immobile abusivo, sostenendo di aver ottenuto dal Comune un regolare condono edilizio. Il Tribunale ha tuttavia disapplicato la sanatoria comunale, rilevando che i lavori di ampliamento di 27 metri quadri erano stati completati nelle parti essenziali (come il solaio di copertura) solo nel 1997, ben oltre la scadenza di legge fissata al 31 dicembre 1993. La Corte di Cassazione ha confermato questa decisione, respingendo il ricorso del proprietario. I giudici hanno chiarito che la norma di favore che estende il condono edilizio alle opere non ultimate a causa di un sequestro si applica solo alle strutture già realizzate al momento del blocco e alle rifiniture strettamente necessarie, e non a nuovi ampliamenti strutturali eseguiti successivamente.
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