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Ope Legis — Anno 2023

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117 provvedimenti applicano questo termine

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Provvedimenti

Remunerazione medici specializzandi: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 29528/2023, ha confermato il diritto al risarcimento per due medici che, iscritti alla scuola di specializzazione nell'anno 1981/1982, non avevano ricevuto alcuna remunerazione. La Corte ha stabilito che, nonostante l'iscrizione sia avvenuta prima dell'entrata in vigore della direttiva UE 82/76, la remunerazione per i medici specializzandi è dovuta per il periodo di formazione successivo al 1° gennaio 1983, termine ultimo per l'adeguamento dell'Italia alla normativa europea.
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Notifica PEC: validità solo con indirizzo ReGIndE
In una controversia fiscale tra l'Agenzia Fiscale e una società di gestione parcheggi, la Corte di Cassazione ha emesso un'ordinanza interlocutoria. La Corte ha rilevato che la notifica PEC del ricorso ad alcune Amministrazioni Regionali non era stata provata come regolarmente effettuata agli indirizzi presenti nel registro pubblico ReGIndE. Di conseguenza, ha dichiarato la nullità di tali notifiche e ha disposto la loro rinnovazione per garantire la corretta instaurazione del contraddittorio.
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Rinuncia al ricorso: quando si estingue il giudizio
Un'Azienda Sanitaria Provinciale, dopo aver impugnato una sentenza favorevole a un suo dirigente medico, presenta una rinuncia al ricorso in Cassazione. La Corte, ricevuta l'accettazione della controparte, dichiara l'estinzione del giudizio, specificando che in caso di rinuncia al ricorso non si applica il raddoppio del contributo unificato.
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Rinuncia al ricorso in Cassazione: effetti e costi
Un'azienda sanitaria pubblica, dopo aver impugnato in Cassazione una sentenza che la condannava a risarcire un proprio dirigente, ha presentato una rinuncia al ricorso. La Suprema Corte, preso atto dell'accettazione della controparte, ha dichiarato l'estinzione del giudizio. La decisione chiarisce che in caso di rinuncia non si applica il raddoppio del contributo unificato, previsto solo per rigetto, inammissibilità o improcedibilità del ricorso.
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Rinuncia al ricorso: quando si estingue il giudizio
Un dirigente medico aveva ottenuto in appello il risarcimento del danno da parte di un'azienda sanitaria per la mancata graduazione delle funzioni dirigenziali. L'ente sanitario ha presentato ricorso in Cassazione, ma prima della decisione ha effettuato una rinuncia al ricorso, che è stata accettata dalla controparte. Di conseguenza, la Suprema Corte ha dichiarato l'estinzione del giudizio, rendendo definitiva la sentenza d'appello.
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Rinuncia al ricorso: quando si estingue il giudizio
Un'Azienda Sanitaria, dopo aver impugnato in Cassazione una condanna al risarcimento danni per omessa graduazione delle funzioni dirigenziali, ha presentato una rinuncia al ricorso. Accettata dalla controparte, la Corte ha dichiarato l'estinzione del giudizio, senza statuire sulle spese legali.
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Rinuncia al ricorso: estinzione del giudizio
Un'azienda sanitaria, condannata a risarcire un dirigente medico per mancata graduazione delle funzioni, aveva presentato ricorso in Cassazione. Successivamente, ha presentato una formale rinuncia al ricorso, che è stata accettata dalla controparte. Di conseguenza, la Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del giudizio, ponendo fine alla controversia senza una decisione nel merito.
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Rinuncia al ricorso: estinzione del giudizio di Cassazione
Un'Azienda Sanitaria, dopo essere stata condannata a risarcire una dirigente medica, ha presentato ricorso in Cassazione. Successivamente, ha formalizzato la rinuncia al ricorso, che è stata accettata dalla controparte. La Corte ha quindi dichiarato l'estinzione del giudizio, senza pronunciarsi sulle spese, dato l'accordo tra le parti.
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Interposizione fittizia: no sanzioni senza richiesta
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 14788/2023, ha stabilito che in un caso di interposizione fittizia di manodopera, l'Ispettorato del Lavoro non può sanzionare l'impresa utilizzatrice per la mancata consegna della lettera di assunzione se i lavoratori non hanno promosso un'azione legale per far riconoscere il loro rapporto di lavoro. Senza un'iniziativa giudiziaria del lavoratore, il rapporto di lavoro con l'utilizzatore non si costituisce automaticamente e, di conseguenza, non sussiste l'obbligo sanzionabile.
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Autodichia: ricorso inammissibile contro il Senato
Una società, esclusa da una gara d'appalto indetta da un organo costituzionale, ha impugnato la decisione davanti agli organi di giustizia interna (autodichia). Dopo la conferma dell'esclusione, ha proposto ricorso in Cassazione. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, ribadendo che le decisioni degli organi di autodichia, espressione dell'autonomia costituzionale, non sono sindacabili dalla giurisdizione ordinaria.
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Risarcimento medici specializzandi: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza 4510/2023, ha confermato il diritto al risarcimento per i medici specializzandi anche per i corsi iniziati prima del 1983. La sentenza stabilisce che, sebbene il corso sia iniziato prima, la remunerazione è dovuta per tutto il periodo di formazione successivo al 1° gennaio 1983, data di scadenza per l'attuazione della direttiva europea 82/76/CEE. La Corte ha rigettato il ricorso della Presidenza del Consiglio dei Ministri, fondando la sua decisione sui principi stabiliti dalla Corte di Giustizia dell'Unione Europea e recepiti dalle Sezioni Unite della Cassazione. Viene così consolidato il principio che il diritto al risarcimento dei medici specializzandi per la tardiva attuazione delle direttive comunitarie si applica a tutti i periodi di formazione post-1983, indipendentemente dalla data di iscrizione.
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Remunerazione specializzandi medici: sì al risarcimento
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza 4508/2023, ha confermato il diritto al risarcimento per la mancata remunerazione degli specializzandi medici iscritti ai corsi prima del 1983, ma solo per il periodo successivo al 1° gennaio 1983. La sentenza impugnata è stata cassata con rinvio per un vizio procedurale: la Corte d'Appello non aveva correttamente rideterminato l'importo del risarcimento per uno dei medici nel dispositivo della sentenza.
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Prescrizione e processo estinto: la decisione della Corte
La Corte di Cassazione chiarisce gli effetti della prescrizione e processo estinto. Una professionista ha perso il diritto all'iscrizione a un albo perché, dopo aver iniziato una causa davanti a un giudice non competente (T.A.R.), non ha riassunto il processo davanti al giudice corretto (Tribunale Civile) nei termini previsti. La Corte ha stabilito che, in questi casi, l'atto iniziale interrompe la prescrizione solo momentaneamente, non in modo permanente. Di conseguenza, il diritto si è estinto per prescrizione prima dell'inizio della nuova causa.
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Imposta di Registro: Tassa Fissa per Sentenze di Nullità
Una società ottiene da un istituto di credito la restituzione di somme indebitamente pagate a causa di clausole nulle. L'Agenzia delle Entrate applica l'imposta di registro proporzionale, ma la Cassazione conferma che in questi casi si applica la tassa in misura fissa. Il principio vale anche se la nullità è solo parziale, poiché la condanna alla restituzione è una conseguenza della dichiarazione di nullità dell'atto che ne era alla base.
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Riduzione TARI: quando spetta per servizio assente?
Una società operante in una vasta area privata, non servita dalla raccolta comunale dei rifiuti, ha contestato il pagamento della TARI per intero. La Corte di Cassazione ha stabilito che la riduzione TARI è un diritto automatico e obbligatorio quando il servizio di raccolta è assente in una specifica 'zona', indipendentemente da una previsione nel regolamento comunale. In tal caso, l'imposta non può superare il 40% della tariffa ordinaria. La Corte ha chiarito che spetta al contribuente dimostrare l'assenza del servizio per beneficiare dello sconto.
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Riduzione TARI: quando spetta per servizio incompleto
Una società operante in un grande polo logistico, dove il servizio comunale di raccolta rifiuti era assente, si è vista negare la riduzione TARI dalla Commissione Tributaria Regionale. La Corte di Cassazione ha ribaltato la decisione, stabilendo che la riduzione TARI fino al 40% della tariffa ordinaria è un diritto del contribuente quando il servizio non viene effettuato in una determinata 'zona', anche se privata. La Corte ha chiarito che tale riduzione è obbligatoria per legge e spetta al contribuente provare l'assenza del servizio.
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Risarcimento medici specializzandi: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 4350/2023, ha rigettato il ricorso di un gruppo di medici che chiedevano un risarcimento maggiore per la mancata retribuzione durante la specializzazione prima del 1991. La Corte ha confermato la sua giurisprudenza costante, stabilendo che il corretto criterio per il risarcimento medici specializzandi è quello equitativo previsto dalla L. 370/99, e non l'importo superiore fissato dal D.Lgs. 257/91, a causa delle differenze normative ed economiche tra i periodi.
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