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Ope Legis — Anno 2023

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117 provvedimenti applicano questo termine

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Provvedimenti

Rendita catastale impianti: la Cassazione sui pozzi
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 33411/2023, ha chiarito i criteri per il calcolo della rendita catastale impianti energetici. Ha stabilito che i pozzi geotermici, essendo funzionali al processo produttivo ('imbullonati'), devono essere esclusi dalla stima catastale a partire dal 1° gennaio 2016, in applicazione della Legge n. 208/2015. La Corte ha inoltre confermato l'esclusione dei carriponte per la formazione di un giudicato interno.
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Impresa sociale: solo liquidazione, no fallimento
La Corte di Cassazione ha stabilito che una impresa sociale, in particolare un consorzio di cooperative sociali, non può essere dichiarata fallita. Anche se occasionalmente svolge attività a scopo di lucro, il suo status legale impone, in caso di insolvenza, l'applicazione esclusiva della liquidazione coatta amministrativa. La decisione della Corte d'Appello, che aveva confermato il fallimento basandosi su un singolo contratto con finalità lucrative, è stata annullata.
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Indennità di Buonuscita: Calcolo per i Forestali
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 32980/2023, ha stabilito che l'indennità forestale, percepita dagli ex dipendenti del Corpo forestale della Regione Sicilia, deve essere inclusa nel calcolo dell'indennità di buonuscita anche per il periodo successivo al 1° gennaio 2004. Nonostante una legge regionale avesse allineato le modalità di calcolo a quelle statali, la Corte ha chiarito che la normativa nazionale (art. 38, d.P.R. 1032/1973) non contiene un elenco tassativo degli emolumenti utili, ma una clausola di chiusura che permette di includere assegni fissi, continuativi e pensionabili come l'indennità in questione. Di conseguenza, il ricorso dell'ente pensionistico è stato respinto.
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Servizio scuole paritarie: no al punteggio mobilità
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 32709/2023, ha stabilito che il servizio pre-ruolo svolto dai docenti presso le scuole paritarie non può essere riconosciuto ai fini del punteggio per la mobilità del personale della scuola statale. La Corte ha chiarito che, sebbene la legge garantisca un trattamento equipollente agli alunni, non ha mai inteso equiparare il rapporto di lavoro dei docenti delle scuole paritarie a quello dei docenti statali. Di conseguenza, in assenza di una norma specifica, il servizio scuole paritarie non è valutabile, riformando le precedenti decisioni di merito che avevano dato ragione ai docenti.
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Espulsione migrante soccorso illegittima se controllato
La Cassazione ha annullato un'espulsione migrante soccorso in mare, chiarendo che se l'individuo viene identificato dalle autorità al momento dello sbarco, non si può parlare di 'sottrazione ai controlli di frontiera'. L'ordine di espulsione, basato su questo presupposto errato, è illegittimo, così come il conseguente trattenimento.
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Accertamento sintetico: il reddito familiare conta
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 31568/2023, ha stabilito un principio fondamentale in materia di accertamento sintetico del reddito. Un contribuente, a seguito dell'acquisto di un terreno, si è visto contestare un maggior reddito dal Fisco. La Corte ha cassato la decisione dei giudici di merito, chiarendo che per vincere la presunzione dell'Agenzia delle Entrate, il contribuente può e deve fare riferimento non solo ai propri redditi, ma a quelli dell'intero nucleo familiare. Inoltre, è possibile dimostrare l'uso di risparmi accumulati anche in periodi antecedenti ai cinque anni precedenti la spesa.
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Decreto di espulsione: la domanda di protezione dopo
Un cittadino straniero ha impugnato un decreto di espulsione, sostenendo di voler richiedere la protezione internazionale. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. La decisione del giudice precedente si basava su due ragioni autonome: il ricorrente non aveva formalizzato la domanda e, in ogni caso, una domanda successiva al decreto di espulsione ne sospende solo l'efficacia, senza annullarlo. Poiché il ricorrente ha contestato solo la prima ragione, lasciando intatta la seconda, il ricorso è stato respinto per difetto di interesse.
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Improcedibilità ricorso per tardivo deposito in Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'improcedibilità di un ricorso presentato da un ente fiscale contro una società contribuente. La causa dell'improcedibilità del ricorso è stata il mancato deposito dell'atto presso la cancelleria della Corte entro i termini di legge, nonostante la notifica alla controparte fosse avvenuta correttamente. La Corte ha ribadito che tale adempimento è un requisito di procedibilità la cui violazione è insanabile, anche in caso di costituzione della parte avversaria. Di conseguenza, l'ente ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese legali sostenute dalla società.
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Carenza di interesse: ricorso inammissibile
Il titolare di un bar, multato per apparecchi da gioco non a norma, ricorre in Cassazione. Durante il processo, aderisce a una definizione agevolata del debito. La Corte dichiara il ricorso inammissibile per sopravvenuta carenza di interesse, condannandolo alle spese.
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Dichiarazione integrativa: quando si può correggere?
Una società chiede un rimborso tramite una dichiarazione integrativa per agevolazioni fiscali non richieste in precedenza. La Corte di Cassazione, di fronte al diniego del giudice di merito che ha qualificato l'omissione come una "scelta negoziale" non emendabile, non decide nel merito ma rinvia la causa per una trattazione congiunta con un altro ricorso connesso, relativo alla cartella di pagamento derivante dalle stesse dichiarazioni.
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Definizione agevolata: estinzione processo tributario
Un contribuente, dopo aver vinto nei primi due gradi di giudizio una causa contro l'Agenzia delle Entrate per detrazioni su ristrutturazioni, ha aderito alla definizione agevolata mentre il caso era pendente in Cassazione. La Suprema Corte, ricevuta la prova dell'adesione e del pagamento, ha dichiarato l'estinzione del processo, senza entrare nel merito della questione fiscale, applicando la normativa sulla tregua fiscale.
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Settore finanziario e surtax: definizione estesa
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 31080/2023, ha stabilito che la nozione di 'settore finanziario' ai fini dell'applicazione della surtax del 10% su bonus e stock option è ampia e non limitata ai soli intermediari vigilati dal Testo Unico Bancario. Di conseguenza, anche le società di consulenza finanziaria rientrano nell'ambito di applicazione della norma, in quanto le loro politiche retributive possono generare effetti distorsivi per il mercato. La Corte ha cassato la decisione del giudice di merito che aveva escluso tale applicabilità, basandosi su una interpretazione teleologica e socio-economica della norma, volta a prevenire rischi per la stabilità finanziaria.
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Usucapione beni pubblici: quando è possibile?
La Corte di Cassazione conferma che l'usucapione di beni pubblici è possibile se il bene, pur essendo di proprietà di un ente come un'Azienda Sanitaria, non è mai stato effettivamente destinato a un pubblico servizio. La sentenza chiarisce che il mero trasferimento formale della proprietà all'ente non è sufficiente a renderlo 'indisponibile' e quindi immune da usucapione, prevalendo la destinazione d'uso concreta e prolungata nel tempo da parte del privato.
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Particolare tenuità del fatto: quando è esclusa?
Un conducente, condannato per guida senza patente per la seconda volta in sei mesi, ricorre in Cassazione chiedendo l'applicazione della causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto. La Corte Suprema ha rigettato il ricorso, stabilendo che la breve distanza temporale tra i reati e le circostanze specifiche della condotta possono legittimamente escludere il beneficio della particolare tenuità del fatto. La sentenza chiarisce anche che la revoca obbligatoria della sospensione condizionale della pena non viola il divieto di "reformatio in peius".
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Correzione errore materiale: la Cassazione chiarisce
La Corte di Cassazione interviene con un'ordinanza per rettificare un precedente provvedimento che, a sua volta, era destinato alla correzione di un errore materiale. La vicenda, nata da un contenzioso fiscale tra l'Ente Fiscale e una società, evidenzia l'iter procedurale per emendare sviste numeriche nei documenti giudiziari. La Corte ha disposto la sostituzione del numero di ordinanza errato con quello corretto, ripristinando la coerenza formale degli atti senza alterarne la sostanza decisionale.
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Silenzio-rifiuto: istanza di rimborso fiscale generica
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 30238/2023, ha stabilito che un'istanza di rimborso fiscale priva della quantificazione degli importi e degli estremi di versamento è inidonea a formare il silenzio-rifiuto. Di conseguenza, l'eventuale azione legale del contribuente è inammissibile. Il caso riguardava la richiesta di rimborso IRPEF di un pensionato, ma la Corte, pur dichiarando la cessazione della materia del contendere per rinuncia, ha chiarito questo importante principio procedurale decidendo sulle spese secondo la soccombenza virtuale.
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Notifica atto straniero: è valida se in inglese?
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un cittadino straniero contro un decreto di respingimento. La decisione si fonda sul fatto che lo stesso ricorrente aveva precedentemente indicato di preferire la lingua inglese per la notifica atto straniero, rendendo così la sua successiva contestazione sulla mancata traduzione generica e infondata.
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Giudizio di rinvio: errore del giudice e nullità
La Corte di Cassazione ha annullato l'ordinanza di un Giudice di Pace che aveva erroneamente trattato un ricorso in riassunzione come una nuova impugnazione. Il caso riguarda un cittadino straniero il cui appello contro un decreto di espulsione era stato cassato con rinvio. Il giudice del rinvio, non accorgendosi della natura del procedimento, lo ha respinto come se la questione fosse già stata decisa, commettendo un errore procedurale. La Cassazione ha quindi cassato nuovamente la decisione, sottolineando l'obbligo del giudice di attenersi alle regole del giudizio di rinvio.
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Trattamento economico dottorato: spetta l’indennità?
La Corte di Cassazione ha stabilito che il trattamento economico per il dottorato di ricerca di un dipendente pubblico include anche le voci retributive accessorie, a meno che non siano aleatorie e strettamente legate alla prestazione effettiva. Nel caso esaminato, una funzionaria in aspettativa per dottorato si è vista riconoscere il diritto a percepire un'indennità che i giudici di merito le avevano negato, ritenendola connessa al servizio attivo. La Suprema Corte ha cassato la decisione, affermando che la legge garantisce la conservazione del trattamento economico complessivo goduto.
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Lavori socialmente utili: no a stipendio da dipendente
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza in esame, ha stabilito che i lavori socialmente utili non configurano un rapporto di lavoro subordinato. Di conseguenza, il lavoratore non ha diritto alle tipiche voci retributive dei dipendenti, come la tredicesima mensilità, le ferie non godute e il TFR. La Corte ha chiarito che tale rapporto ha una natura assistenziale e speciale, e l'eventuale importo integrativo corrisposto dall'ente utilizzatore non ha carattere di retribuzione, ma di sussidio.
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