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Misura Di Sicurezza — Anno 2025

62 provvedimenti applicano questo termine

Altri anni per Misura Di Sicurezza

Provvedimenti

Delinquenza abituale: quando è legittima la misura?
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna di un imputato per reati legati agli stupefacenti, ritenendo legittima la dichiarazione di delinquenza abituale. La Corte ha chiarito che tale dichiarazione non può basarsi solo sui precedenti penali, ma richiede una valutazione concreta e attuale della pericolosità sociale del soggetto, basata su elementi come le modalità di condotta, le condizioni di vita e i collegamenti con ambienti criminali. Il ricorso è stato dichiarato inammissibile perché le argomentazioni della difesa erano mere ripetizioni dei motivi d'appello, senza un reale confronto con le motivazioni della sentenza impugnata.
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Pericolosità sociale: i criteri per la proroga
La Corte di Cassazione ha annullato l'ordinanza che prorogava una misura di sicurezza basandosi solo sulla gravità del reato passato e su valutazioni psicologiche datate. La Corte ha stabilito che la valutazione della pericolosità sociale deve essere attuale, completa e basata su tutti gli elementi previsti dall'art. 133 del codice penale, incluse le prove sanitarie recenti e il comportamento del soggetto dopo il reato.
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Pericolosità sociale: espulsione annullata dalla Corte
La Corte di Cassazione ha annullato una misura di sicurezza di espulsione nei confronti di un cittadino straniero condannato per tentata estorsione. La decisione si fonda sul principio che la valutazione della pericolosità sociale non può basarsi unicamente sulla gravità del reato commesso, ma deve considerare in modo completo la personalità e le condizioni di vita del soggetto, come la sua integrazione lavorativa e sociale. La condanna per il reato è stata invece confermata.
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Minaccia implicita: è estorsione anche senza minacce
La Corte di Cassazione chiarisce che si configura il reato di estorsione anche quando la vittima di un furto offre spontaneamente del denaro per riavere il bene sottratto. Tale offerta non è libera, ma coartata dalla minaccia implicita della perdita definitiva del bene. La Corte ha quindi rigettato il ricorso dell'imputato su questo punto, ma ha annullato la misura di sicurezza dell'espulsione perché la pena inflitta (due anni) era inferiore al limite di legge (superiore a due anni).
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Espulsione dello straniero: quando è discrezionale?
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un Procuratore Generale che lamentava la mancata applicazione della misura di sicurezza dell'espulsione dello straniero nei confronti di un cittadino extracomunitario condannato per gravi reati. La Corte ha ribadito che l'espulsione è una misura facoltativa e non obbligatoria. La sua mancata applicazione da parte del giudice di merito implica una valutazione negativa sulla pericolosità sociale del condannato, senza che sia necessaria una motivazione esplicita.
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Ricorso inammissibile: limiti del giudizio di rinvio
La Corte di Cassazione dichiara un ricorso inammissibile presentato avverso una sentenza della Corte d'Appello emessa in sede di rinvio. La Corte stabilisce che le censure sulla determinazione della pena sono infondate, in quanto adeguatamente motivate, e che la questione sulla misura di sicurezza non può essere riesaminata, poiché non era stata oggetto del precedente ricorso e quindi coperta da giudicato. La decisione sottolinea l'importanza della specificità dei motivi di ricorso e i limiti invalicabili del giudizio di rinvio.
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Allontanamento cittadino UE: la Cassazione decide
Un cittadino UE, condannato a oltre 4 anni per furto aggravato, non aveva ricevuto l'applicazione della misura di sicurezza dell'espulsione. La Corte di Cassazione, su ricorso del Procuratore, ha annullato la sentenza su questo punto, stabilendo che il giudice di merito ha l'obbligo di valutare la pericolosità sociale e l'eventuale allontanamento cittadino UE per condanne superiori a due anni. Il caso è stato rinviato al Tribunale per una nuova valutazione.
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Ricorso PM patteggiamento: quando è inammissibile?
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso del PM avverso una sentenza di patteggiamento che aveva omesso di applicare la misura di sicurezza dell'espulsione. La decisione si fonda sui limiti tassativi all'impugnazione del pubblico ministero previsti dall'art. 448, comma 2-bis, c.p.p., che non consentono di censurare la mancata applicazione di una misura di sicurezza, a meno che non sia obbligatoria per legge. La Corte ha chiarito che resta aperta per il P.M. la possibilità di agire tramite incidente di esecuzione.
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Inammissibilità ricorso: i limiti del riesame di merito
La Corte di Cassazione dichiara l'inammissibilità del ricorso di un uomo contro l'applicazione della libertà vigilata. L'ordinanza stabilisce che non è possibile chiedere alla Suprema Corte una nuova valutazione dei fatti già correttamente esaminati dal Tribunale di Sorveglianza, che aveva giudicato persistente la pericolosità sociale del soggetto sulla base di gravi reati e condotte precedenti. La decisione conferma i limiti del giudizio di legittimità e l'impossibilità di un terzo grado di merito.
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Misura di sicurezza: quando è illegittima? Cassazione
La Corte di Cassazione ha annullato una misura di sicurezza di espulsione applicata per errore dalla magistratura di sorveglianza. Il provvedimento si basava sull'erroneo presupposto che la sentenza di condanna originale avesse disposto tale misura, mentre in realtà aveva ordinato un semplice rimpatrio. La Corte ha chiarito che il rimpatrio non è una misura di sicurezza e che, in ogni caso, quest'ultima sarebbe stata illegittima per il tipo di reato commesso.
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Espulsione misura alternativa: l’errore che costa caro
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un cittadino straniero avverso un'ordinanza di espulsione. L'errore del ricorrente è stato confondere l'espulsione misura alternativa alla detenzione, prevista dalla legge sull'immigrazione, con l'espulsione come misura di sicurezza, sollevando motivi di ricorso del tutto inconferenti e basati su una presunta mancata valutazione della pericolosità sociale, non richiesta per la misura applicata.
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Circostanze attenuanti: il diniego per precedenti
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un imputato condannato per furto. La Corte conferma la decisione di non concedere le circostanze attenuanti generiche, basandosi sulla sua spiccata capacità a delinquere, dimostrata da numerosi precedenti penali. Viene inoltre confermata la misura di sicurezza dell'espulsione dal territorio nazionale a causa della sua pericolosità sociale, evidenziata dalla mancanza di un lavoro, di una dimora stabile e dalla dedizione a commettere reati.
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Espulsione straniero: obbligo di motivazione del giudice
La Corte di Cassazione ha annullato una sentenza di condanna per reati di droga limitatamente alla mancata decisione sulla misura di sicurezza dell'espulsione dello straniero. La Corte ha ribadito che il giudice, pur non essendo l'espulsione automatica, ha l'obbligo di valutare la pericolosità sociale dell'imputato e di motivare esplicitamente la sua decisione in merito, anche in caso di giudizio abbreviato. L'omissione di tale valutazione costituisce un vizio di motivazione che comporta l'annullamento con rinvio della sentenza sul punto.
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Espulsione straniero: quando il giudice deve decidere
Un individuo straniero è stato condannato per detenzione di stupefacenti. Il Procuratore ha impugnato la sentenza perché il giudice non si era pronunciato sulla misura di sicurezza dell'espulsione straniero. La Corte di Cassazione ha annullato la sentenza su questo punto, stabilendo che il giudice ha sempre l'obbligo di valutare la pericolosità sociale del condannato per decidere sull'espulsione, anche se poi decide di non applicarla. La mancata valutazione è un errore di legge.
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Carenza di interesse: ricorso inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile un ricorso contro la proroga di una misura di sicurezza per sopravvenuta carenza di interesse. Al momento della decisione, la misura era già scaduta, rendendo inutile una pronuncia nel merito. La sentenza ribadisce che l'interesse a impugnare deve essere concreto e attuale, non solo al momento della proposizione del ricorso, ma anche al momento della decisione.
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Confisca stupefacenti: motivazione e limiti
Un soggetto, condannato con patteggiamento per trasporto di cocaina, ha impugnato la sentenza riguardo la confisca di denaro e dell'auto, oltre che per l'espulsione. La Corte di Cassazione ha annullato la confisca stupefacenti relativa al denaro per assenza di motivazione, non potendo essere considerato profitto diretto del reato di trasporto. Ha invece confermato la confisca dell'auto, in quanto strumento modificato per commettere il reato, e ha ritenuto legittima l'espulsione, non essendo incompatibile con le attenuanti generiche concesse.
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Misura di sicurezza: valida se emessa lo stesso giorno
La Corte di Cassazione ha confermato la validità di una misura di sicurezza di espulsione disposta con un'ordinanza separata, ma emessa nel corso della stessa udienza della sentenza di patteggiamento. Secondo la Corte, il requisito della 'contestualità' è rispettato, rendendo legittimo il provvedimento, poiché la decisione è stata presa simultaneamente alla sentenza, anche se formalizzata in due atti distinti.
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Ricorso inammissibile: sospesa la misura di sicurezza
Un individuo, condannato alla pena dell'ergastolo, ha presentato ricorso contro un'ordinanza relativa alla misura di sicurezza della casa di lavoro. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, poiché la misura di sicurezza in questione è attualmente sospesa a tempo indeterminato ('sine die') proprio a causa dell'esecuzione della pena principale. L'assenza di un'effettiva applicazione della misura rende l'impugnazione priva di interesse attuale, con conseguente condanna del ricorrente alle spese processuali e al pagamento di una sanzione pecuniaria.
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Espulsione straniero: quando la motivazione è nulla
La Corte di Cassazione ha annullato una sentenza di patteggiamento limitatamente alla misura di sicurezza dell'espulsione straniero. La decisione si fonda sulla totale assenza di motivazione da parte del giudice di merito riguardo alla pericolosità sociale dei condannati, un presupposto indispensabile per l'applicazione di tale misura. La Corte ha ribadito che il mero riferimento alla norma di legge non è sufficiente a giustificare un provvedimento così incisivo.
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Legittimo impedimento: quando va rinviato il processo?
Un individuo, condannato per false dichiarazioni, ha fatto ricorso in Cassazione lamentando un errore procedurale dovuto a un legittimo impedimento (una misura di sicurezza che gli impediva di presenziare al processo). La Corte ha respinto il ricorso, sottolineando che non vi era prova agli atti che il giudice fosse stato informato di tale impedimento. Un secondo motivo, relativo alla qualificazione del reato, è stato dichiarato inammissibile per carenza di interesse, poiché la modifica richiesta avrebbe comportato una pena più severa.
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