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Misura Di Sicurezza — Anno 2025

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62 provvedimenti applicano questo termine

Altri anni per Misura Di Sicurezza

Provvedimenti

Aumento di pena per recidivo e continuazione
La Corte di Cassazione ha annullato una sentenza per un errato calcolo dell'aumento di pena per recidivo in un caso di reato continuato. La Corte ha stabilito che, in presenza di recidiva reiterata, l'aumento non può essere inferiore a un terzo della pena base. Ha invece rigettato il ricorso sulla mancata applicazione della misura di sicurezza dell'espulsione, ribadendo la sua natura discrezionale in assenza di una specifica e motivata pericolosità sociale.
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Ricorso inammissibile patteggiamento: limiti Cassazione
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso contro una sentenza di patteggiamento, ribadendo i limiti tassativi di impugnazione previsti dall'art. 448, comma 2-bis, c.p.p. Il caso riguarda un individuo condannato per reati legati agli stupefacenti, il cui ricorso è stato respinto perché basato su motivi non consentiti dalla legge. La Corte ha inoltre confermato la misura di sicurezza dell'espulsione, ritenendo adeguata la valutazione della pericolosità sociale basata sulla condizione di straniero irregolare che delinque per sostentarsi. Si tratta di un classico esempio di ricorso inammissibile patteggiamento.
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Confisca senza motivazione: la Cassazione annulla
La Corte di Cassazione ha annullato una sentenza di patteggiamento limitatamente alla confisca di una somma di denaro. La decisione è stata presa a causa della totale assenza di motivazione da parte del giudice di merito riguardo alla confisca stessa. Secondo la Corte, una confisca senza motivazione costituisce una misura di sicurezza illegale, vizio che permette di ricorrere in Cassazione anche contro una sentenza di patteggiamento.
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Espulsione straniero: quando è illegittima la misura
La Corte di Cassazione ha annullato una sentenza di patteggiamento nella parte in cui applicava la misura di sicurezza dell'espulsione a un cittadino straniero condannato per reati di droga. La Corte ha stabilito che la motivazione del giudice di merito era insufficiente e tautologica, in quanto non conteneva una valutazione concreta e individualizzata della pericolosità sociale dell'imputato, come richiesto dalla giurisprudenza costituzionale. L'espulsione straniero non può essere una conseguenza automatica della condanna, ma deve fondarsi su un accertamento effettivo del pericolo che l'individuo rappresenta per la società. Il caso è stato rinviato per una nuova valutazione.
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Libertà Vigilata: Lavoro e Pericolosità Sociale
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un individuo sottoposto alla misura della libertà vigilata. L'uomo contestava sia la valutazione della sua pericolosità sociale, basata su una condanna non definitiva, sia il mancato adeguamento delle prescrizioni alla sua attività lavorativa che richiedeva spostamenti su tutto il territorio nazionale. La Corte ha stabilito che la valutazione della pericolosità era ragionevole e che l'esigenza di vigilanza prevale sulla necessità lavorativa, rendendo di fatto incompatibile la misura con un impiego itinerante a livello nazionale.
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Espulsione dello straniero: obbligatoria nel reato
La Corte di Cassazione ha annullato una sentenza di patteggiamento che ometteva di valutare la misura di sicurezza dell'espulsione dello straniero, condannato per traffico di stupefacenti. La Corte ha ribadito che, anche in caso di accordo tra le parti, il giudice deve accertare la pericolosità sociale del condannato prima di decidere sull'espulsione, confermando che tale omissione rende la sentenza appellabile. Il ricorso del condannato è stato invece dichiarato inammissibile.
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Confisca per relationem: legittimità della motivazione
Un soggetto condannato per spaccio di stupefacenti tramite patteggiamento impugna in Cassazione la sentenza, contestando la confisca di una somma di denaro. Sostiene che i fondi fossero di provenienza lecita e che la confisca non fosse motivata. La Suprema Corte dichiara inammissibile il motivo sulla provenienza del denaro, poiché le sentenze di patteggiamento non sono appellabili nel merito. Ritiene invece legittima la motivazione della confisca per relationem, ovvero tramite rinvio al precedente decreto di sequestro preventivo, in quanto atto noto all'imputato e sufficientemente motivato.
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Pericolosità sociale e 41-bis: la decisione della Corte
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un detenuto sottoposto al regime del 41-bis, confermando la proroga della misura di sicurezza dell'assegnazione a una casa di lavoro. La Corte ha stabilito che la valutazione della pericolosità sociale deve basarsi su una visione complessiva che include la gravità dei reati commessi, la condotta carceraria negativa e l'assenza di un percorso di risocializzazione, ritenendo irrilevanti la concessione della liberazione anticipata o il tempo trascorso. La decisione sottolinea che la pericolosità sociale persiste finché non vi sono prove concrete di un definitivo distacco dall'ambiente criminale.
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Pericolosità sociale: valutazione completa e misure
La Corte di Cassazione conferma la misura di sicurezza del ricovero in REMS per un soggetto prosciolto per vizio di mente. La sentenza chiarisce che la valutazione della pericolosità sociale non può limitarsi al singolo reato, ma deve considerare la personalità complessiva del soggetto, la sua storia criminale e la sua resistenza alle cure, basandosi su tutti i parametri dell'art. 133 cod. pen. Viene inoltre dichiarata inammissibile la doglianza su vizi procedurali del processo di cognizione, poiché esula dalla competenza del Tribunale di Sorveglianza.
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Confisca dopo prescrizione: la Cassazione conferma
Un amministratore di società, condannato in primo grado per reati tributari, otteneva in appello la dichiarazione di prescrizione del reato. Tuttavia, la Corte d'Appello confermava la confisca delle somme illecite. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso dell'imputato, stabilendo che la confisca dopo prescrizione è legittima quando ha natura di 'confisca diretta'. Tale misura, essendo una misura di sicurezza e non una sanzione, non è soggetta al principio di irretroattività della legge penale.
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Pericolosità sociale: valutazione post-pena
Un uomo, terminata la pena per associazione mafiosa e altri reati, si vede applicare la misura di sicurezza della libertà vigilata. La Corte di Cassazione ha rigettato il suo ricorso, confermando che la valutazione sulla pericolosità sociale deve basarsi su un'analisi complessiva della biografia criminale, della condotta e dell'atteggiamento del soggetto, non essendo sufficiente il buon comportamento tenuto in carcere o l'assenza di pendenze recenti per escluderla.
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Libertà Vigilata: quando si aggrava la misura?
La Corte di Cassazione conferma l'aggravamento della misura di sicurezza della libertà vigilata con l'assegnazione a una casa lavoro per un soggetto che, durante il periodo di prova, ha ripreso la sua condotta criminale associativa. La Corte ha ritenuto che la ripresa di tali attività, anche in un ruolo di minor rilievo, costituisca una trasgressione grave che dimostra un'accresciuta pericolosità sociale e giustifica la sostituzione della misura, a prescindere dall'applicazione preliminare di sanzioni più lievi.
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Prescrizione e confisca: evoluzione giurisprudenziale
I reati di un pubblico ufficiale sono dichiarati prescritti, ma la Corte d'Appello conferma due confische. La Cassazione si pronuncia sulla complessa relazione tra prescrizione e confisca, confermando la confisca dei beni sproporzionati come misura di sicurezza. Annulla con rinvio invece la confisca di 30.000 euro: se sarà provato essere il provento diretto del reato, resterà valida, altrimenti, essendo 'per equivalente', dovrà essere annullata per tutelare l'imputato da un'imprevedibile evoluzione giurisprudenziale sfavorevole.
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Inammissibilità del ricorso: i criteri della Cassazione
La Corte di Cassazione dichiara l'inammissibilità del ricorso presentato da un imputato contro una sentenza della Corte d'Appello. La decisione si fonda sulla manifesta infondatezza dei motivi, ritenendo logica e coerente la valutazione dei giudici di merito sulla pericolosità sociale del soggetto e sul diniego di una pena sostitutiva. Di conseguenza, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Espulsione straniero: quando è legittima? La Cassazione
Un cittadino straniero, condannato per spaccio e porto d'armi, ricorre contro l'ordine di espulsione. La Cassazione dichiara inammissibile il ricorso, confermando che l'espulsione dello straniero è legittima se il giudice motiva adeguatamente sulla concreta pericolosità sociale, anche in caso di patteggiamento. L'integrazione sociale e l'incensuratezza non sono sufficienti a escluderla di fronte a reati gravi.
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Misura di sicurezza: inammissibile ricorso generico
Un soggetto, dichiarato delinquente abituale, ricorre in Cassazione contro l'applicazione di una misura di sicurezza di un anno in colonia agricola. La Corte dichiara il ricorso inammissibile perché generico e manifestamente infondato, sottolineando che la durata contestata era addirittura inferiore al minimo di legge. Di conseguenza, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Ricorso inammissibile: condanna alle spese e multa
La Corte di Cassazione dichiara un ricorso inammissibile avverso una sentenza della Corte d'Appello che confermava una misura di sicurezza. A causa della manifesta infondatezza dei motivi, l'imputato viene condannato al pagamento delle spese processuali e di una somma di tremila euro a favore della Cassa delle ammende, confermando le gravi conseguenze di un'impugnazione temeraria.
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Espulsione straniero: valutazione della pericolosità
La Corte di Cassazione ha annullato una sentenza di condanna per reati di droga nei confronti di un cittadino straniero, poiché il giudice di merito aveva omesso di valutare la sua pericolosità sociale ai fini dell'applicazione della misura di sicurezza dell'espulsione. La Corte ha ribadito che, a seguito di una storica sentenza della Corte Costituzionale, l'espulsione dello straniero non è mai automatica ma richiede una specifica e motivata valutazione da parte del giudice circa il rischio che l'imputato commetta nuovi reati.
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Espulsione dello straniero: la valutazione del giudice
La Corte di Cassazione ha stabilito che la mancata applicazione della misura di sicurezza dell'espulsione dello straniero, anche a fronte di una condanna significativa, non costituisce un errore se il giudice di merito ha implicitamente valutato l'assenza di una specifica pericolosità sociale. Il ricorso del Procuratore Generale, che lamentava l'omessa applicazione della misura nonostante la gravità dei fatti, è stato rigettato, confermando la natura facoltativa e discrezionale della decisione del giudice.
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Pericolosità sociale: valutazione attuale obbligatoria
La Corte di Cassazione ha annullato un'ordinanza che applicava la libertà vigilata a un condannato per associazione di tipo mafioso. La Corte ha stabilito che la valutazione della pericolosità sociale non può essere automatica o basata solo sulla condanna passata, ma richiede un'analisi concreta e attuale della situazione del soggetto, considerando tutti i nuovi elementi emersi, come la buona condotta e l'esito di altri procedimenti.
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