LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

LexCEDpedia

Misura Di Sicurezza — Anno 2025

Pagina 3 di 4

62 provvedimenti applicano questo termine

Altri anni per Misura Di Sicurezza

Provvedimenti

Riparazione detenzione: sì se trattenuto senza titolo
La Corte di Cassazione ha stabilito il diritto alla riparazione per ingiusta detenzione a favore di un uomo che, sebbene prosciolto per vizio totale di mente, era stato trattenuto in carcere per mesi senza un valido titolo giuridico. La sentenza di proscioglimento aveva reso inefficace la misura cautelare, ma la successiva misura di sicurezza era stata applicata solo tempo dopo, creando un vuoto normativo che ha reso la detenzione illegittima e quindi risarcibile.
Continua »
Pericolosità sociale: rissa e proroga misura sicurezza
La Corte di Cassazione ha confermato la decisione di prorogare una misura di sicurezza di libertà vigilata nei confronti di un soggetto condannato per reati di stampo mafioso. Nonostante un percorso di reinserimento positivo, un recente episodio di rissa condominiale è stato ritenuto un indicatore sufficiente di una persistente pericolosità sociale, giustificando così la continuazione della misura. La Corte ha stabilito che la valutazione deve essere globale e che un singolo evento negativo recente può prevalere su precedenti progressi, se ritenuto sintomatico di un atteggiamento non modificato.
Continua »
Pericolosità sociale: espulsione dello straniero
La Corte di Cassazione ha confermato la legittimità di una misura di sicurezza di espulsione per uno straniero, chiarendo i criteri di valutazione della pericolosità sociale. La Corte ha stabilito che la valutazione deve basarsi su un'analisi complessiva della personalità del soggetto, includendo precedenti penali, irregolarità sul territorio, uso di alias e condotta generale, anche se attualmente detenuto. L'irregolarità, di per sé, non basta, ma diventa rilevante se impedisce al soggetto di procurarsi mezzi leciti di sussistenza, aumentando il rischio di recidiva.
Continua »
Ingiusta detenzione: niente risarcimento per ritardo REMS
La Corte di Cassazione ha stabilito che la permanenza in carcere di un soggetto, in attesa di un posto disponibile in una REMS (Residenza per l'Esecuzione delle Misure di Sicurezza), non dà diritto alla riparazione per ingiusta detenzione. La sentenza chiarisce che tale istituto si applica solo quando la misura cautelare è illegittima sin dall'origine, e non per i ritardi nell'esecuzione dovuti a carenze strutturali dello Stato. Il danno lamentato non deriva da un errore giudiziario, ma dalle modalità con cui la privazione della libertà è stata attuata.
Continua »
Espulsione patteggiamento: la decisione del giudice
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso contro un'ordinanza di espulsione dopo patteggiamento. Anche se non inclusa nell'accordo, il giudice può disporre l'espulsione se motiva la pericolosità sociale del soggetto, basandosi su precedenti e recidiva. La situazione familiare deve essere eccepita in primo grado.
Continua »
Confisca per contrabbando: non basta la sanzione
Un automobilista è stato fermato per contrabbando a causa dell'uso irregolare di un'auto di lusso con targa non comunitaria. Nonostante il pagamento di una sanzione ridotta, la Corte di Cassazione ha stabilito che la confisca per contrabbando del veicolo è obbligatoria. La Corte ha chiarito che si tratta di una misura di sicurezza, non di una sanzione accessoria, e pertanto non viene annullata dalla definizione agevolata della sanzione pecuniaria. La confisca del veicolo è stata quindi confermata.
Continua »
Pericolosità sociale: quando la Cassazione conferma
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un detenuto contro la proroga della misura di sicurezza. La valutazione della pericolosità sociale, basata su un passato criminale grave e legami attuali con l'ambiente mafioso, è stata ritenuta logica e ben motivata, superando le dichiarazioni di dissociazione dell'interessato.
Continua »
Espulsione straniero: quando è misura facoltativa?
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un Procuratore Generale contro la mancata applicazione della misura di sicurezza dell'espulsione straniero. La Corte ha ribadito che tale misura è facoltativa e la sua non applicazione da parte del giudice di merito implica una valutazione negativa sulla pericolosità sociale del condannato, non richiedendo una motivazione esplicita.
Continua »
Pericolosità sociale: quando è legittima la misura?
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un soggetto contro l'ordinanza che ne confermava la pericolosità sociale e la misura di sicurezza della libertà vigilata. La Corte ha ritenuto corretta la valutazione del Tribunale di Sorveglianza, basata sui gravi precedenti penali per associazione mafiosa, sulla lunga durata del vincolo con il clan di appartenenza e sul suo re-inserimento nello stesso contesto territoriale e familiare, respingendo la richiesta di una nuova valutazione dei fatti.
Continua »
Espulsione straniero: quando non si applica la misura
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un Procuratore Generale contro la mancata applicazione della misura di sicurezza dell'espulsione straniero nei confronti di un imputato condannato per reati legati agli stupefacenti. La Corte ha stabilito che tale misura non è automatica, ma richiede una valutazione concreta della pericolosità sociale del soggetto. Sebbene la motivazione non fosse esplicita, la Corte ha ritenuto che la decisione del giudice di merito fosse implicitamente fondata su elementi come la concessione di attenuanti e la riqualificazione del reato, indicativi di un giudizio di non pericolosità.
Continua »
Misura di sicurezza: no al proscioglimento predibattimentale
Un individuo viene prosciolto in udienza predibattimentale per incapacità di intendere e di volere, ma il giudice applica contestualmente una misura di sicurezza. La Corte di Cassazione interviene chiarendo un doppio errore: primo, il giudice non poteva prosciogliere dovendo applicare una misura di sicurezza, ma doveva rinviare a giudizio; secondo, il mezzo di impugnazione corretto non è il ricorso diretto in Cassazione, ma l'appello. La Corte riqualifica quindi l'impugnazione e trasmette gli atti alla Corte d'Appello competente.
Continua »
Delinquente abituale: quando è legittima la misura
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un soggetto dichiarato delinquente abituale. La Corte ha confermato la validità della valutazione del Tribunale di Sorveglianza, basata su precedenti penali e carichi pendenti, ritenendo irrilevante la mera allegazione di un miglioramento delle condizioni di vita e il fatto che il soggetto fosse agli arresti domiciliari. La pericolosità sociale, secondo la Corte, è stata correttamente valutata come attuale.
Continua »
Pericolosità sociale: ricorso inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un individuo condannato per associazione mafiosa, confermando la sua pericolosità sociale e la misura della libertà vigilata. La decisione si basa sui gravi precedenti, sui legami persistenti con il clan e sull'assenza di un'attività lavorativa, ritenendo l'appello una mera richiesta di riesame del merito.
Continua »
Misura di sicurezza: quando inizia se c’è l’ergastolo?
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un detenuto che, mentre scontava una pena all'ergastolo, chiedeva l'esecuzione immediata di una misura di sicurezza detentiva (il ricovero in R.E.M.S.) disposta nei suoi confronti per un altro procedimento. La Corte ha ribadito che, secondo l'art. 211 del codice penale, la misura di sicurezza può essere eseguita solo dopo la cessazione dello stato detentivo, a condizione che persista la pericolosità sociale del soggetto.
Continua »
Durata massima misura di sicurezza: il calcolo corretto
La Corte di Cassazione chiarisce come determinare la durata massima misura di sicurezza per un delinquente abituale. La Corte ha rigettato il ricorso di un condannato, stabilendo che il limite massimo va calcolato con riferimento alla pena edittale del reato più grave tra quelli che fondano la dichiarazione di abitualità, anche se per quel reato non era stata applicata alcuna misura di sicurezza. Questa interpretazione, basata sul principio di assorbimento, è stata ritenuta coerente con il sistema e più favorevole rispetto a un cumulo materiale.
Continua »
Pericolosità sociale: ricorso inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un soggetto che chiedeva la revoca della misura di sicurezza della casa lavoro. La decisione si fonda sulla valutazione della sua attuale pericolosità sociale, confermata da recenti condotte illecite e dalla persistente capacità di mantenere legami con ambienti criminali. Il ricorso è stato respinto in quanto basato su censure di fatto, non ammissibili in sede di legittimità.
Continua »
Patto in appello: i limiti al ricorso in Cassazione
La Corte di Cassazione dichiara inammissibili i ricorsi di tre imputati. La sentenza stabilisce principi chiave sul patto in appello (art. 599-bis c.p.p.), chiarendo che tale accordo limita fortemente la possibilità di un successivo ricorso, in quanto implica la rinuncia ai motivi di appello. Per uno dei ricorrenti, il cui caso è stato esaminato nel merito, la Corte ha ritenuto il ricorso manifestamente infondato, confermando la logicità della sentenza impugnata sia sulla valutazione delle prove che sull'applicazione di una misura di sicurezza.
Continua »
Confisca di sproporzione: sì alla retroattività
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un'imputata per riciclaggio, il cui reato era stato dichiarato prescritto in appello. La Corte ha confermato la confisca di sproporzione sui suoi beni, stabilendo che non si tratta di una sanzione penale, ma di una misura di sicurezza. In quanto tale, ad essa si applica il principio del "tempus regit actum", consentendo l'applicazione retroattiva della norma (art. 578-bis c.p.p.) che permette la confisca anche in caso di prescrizione, purché la sua applicabilità fosse prevedibile al momento della commissione del reato.
Continua »
Pericolosità sociale: motivazione apparente annulla misura
La Corte di Cassazione ha annullato un'ordinanza che applicava una misura di sicurezza basata sulla pericolosità sociale di un individuo. La Corte ha ritenuto la motivazione del Tribunale di Sorveglianza 'apparente' e generica, poiché fondata su informative di polizia non circostanziate e sulla gravità di reati passati, senza un'analisi concreta e attuale degli elementi che dimostrassero un effettivo pericolo. Il caso è stato rinviato per un nuovo giudizio che dovrà basarsi su prove concrete e non su mere presunzioni.
Continua »
Confisca denaro per droga: la Cassazione chiarisce
Un individuo è stato condannato per reati legati agli stupefacenti, con contestuale confisca di una somma di quarantamila euro. La Corte di Cassazione ha annullato la statuizione sulla confisca denaro per totale assenza di motivazione, rinviando il caso alla Corte d'Appello. La Suprema Corte ha precisato che, sebbene non si possa procedere con confisca diretta o per equivalente, poiché la somma non costituisce prezzo, prodotto o profitto del reato, è possibile valutare la confisca per sproporzione, misura di sicurezza applicabile anche retroattivamente.
Continua »