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Liquidazione Giudiziale

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311 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Efficacia DASPO e radiazione della squadra di calcio
La Corte di Cassazione ha stabilito che l'efficacia DASPO con obbligo di firma decade se la squadra di calcio viene radiata o fallisce. Nel caso esaminato, un tifoso era soggetto a restrizioni legate a una società poi liquidata. La Suprema Corte ha chiarito che l'obbligo non può essere esteso automaticamente a una nuova realtà sportiva della stessa città, richiedendo un nuovo giudizio sulla pericolosità sociale.
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Estinzione del procedimento: limiti alla revoca
La Corte di Cassazione ha stabilito che l'estinzione del procedimento non può essere revocata dal medesimo Tribunale che l'ha pronunciata, nemmeno in presenza di errori materiali o informatici. Nel caso in esame, una società era stata dichiarata in liquidazione giudiziale dopo la revoca di un decreto di estinzione. La Suprema Corte ha annullato la decisione, specificando che l'unica via per rimuovere un decreto di estinzione è il reclamo alla Corte d'Appello.
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Notifica liquidazione giudiziale: validità via PEC
La Corte di Cassazione ha confermato la validità della notifica liquidazione giudiziale effettuata tramite posta elettronica certificata (PEC), anche in caso di trasferimento del fascicolo tra tribunali diversi. La prova dell'avvenuta consegna telematica nel fascicolo informatico garantisce la regolarità del contraddittorio, rendendo irrilevante la mancata conoscenza effettiva degli atti da parte del debitore.
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Liquidazione giudiziale valore causa: criteri di calcolo
La Corte di Cassazione ha stabilito che, in tema di liquidazione giudiziale valore causa, le spese legali per i giudizi di reclamo devono essere calcolate sulla base dello scaglione relativo alle cause di valore indeterminabile. Non è legittimo utilizzare l'entità dell'attivo concordatario come parametro di riferimento economico, poiché l'oggetto del contendere riguarda l'accertamento dell'insolvenza.
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Liquidazione giudiziale impresa minore: come revocarla
La Corte d'Appello ha revocato la liquidazione giudiziale impresa minore dichiarata dal Tribunale. Nonostante la validità della notifica via PEC d'ufficio e l'infondatezza della questione di legittimità costituzionale, il reclamo è stato accolto poiché la società ha dimostrato, tramite bilanci e dichiarazioni fiscali, di restare sotto le soglie dimensionali di legge.
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Liquidazione giudiziale start-up: la sentenza
La Corte d'Appello di Torino ha confermato l'apertura della liquidazione giudiziale start-up verso una società che rivendicava lo status di impresa innovativa per evitare il fallimento. La decisione si fonda sulla perdita dei requisiti di legge, sul superamento del termine dei cinque anni e sulla manifesta insolvenza derivante da debiti bancari non onorati, nonostante la presunta esistenza di brevetti immateriali.
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Misure protettive: la conferma del Tribunale di Roma
Un'impresa del settore informatico, in grave difficoltà finanziaria, ha richiesto e ottenuto dal Tribunale di Roma la conferma delle misure protettive nell'ambito di una procedura di composizione negoziata della crisi. Il provvedimento, basato sul parere positivo dell'esperto nominato, ha concesso 120 giorni di tregua dalle azioni esecutive dei creditori. Il giudice ha verificato la sussistenza di tutti i presupposti di legge, sia procedurali che sostanziali, ritenendo il piano di risanamento sufficientemente fattibile e le misure indispensabili per la sua attuazione, salvaguardando così la continuità aziendale.
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Compenso avvocato: i minimi non sono derogabili
Una recente sentenza della Corte di Cassazione ha stabilito un principio fondamentale sul compenso dell'avvocato. A seguito di un ricorso vinto da una cittadina, il giudice di merito aveva liquidato spese legali inferiori ai minimi previsti dalla legge. La Suprema Corte ha accolto il ricorso dell'interessata, chiarendo che, con le modifiche introdotte dal D.M. 37/2018, i giudici non possono ridurre i compensi oltre il limite massimo del 50% rispetto ai valori medi, rendendo di fatto inderogabili i minimi tabellari a tutela del decoro professionale.
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Compensi avvocato: minimi inderogabili per il giudice
Una cittadina vince una causa contro l'amministrazione per multe stradali. Il Tribunale, pur dandole ragione, liquida spese legali inferiori ai minimi tariffari. La Corte di Cassazione accoglie il ricorso dell'interessata, stabilendo che, a seguito delle modifiche del D.M. 37/2018, i minimi per i compensi avvocato sono inderogabili. Il giudice non può applicare una riduzione superiore al 50% dei valori medi, garantendo così una remunerazione equa e tutelando il decoro professionale.
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Concordato Semplificato: Appello inammissibile
Un creditore ha impugnato l'omologazione di un concordato semplificato che prevedeva una soddisfazione minima. La Corte d'Appello ha dichiarato il reclamo inammissibile per carenza di interesse, poiché l'alternativa della liquidazione giudiziale sarebbe stata ancora più svantaggiosa per il creditore stesso, non offrendo alcuna prospettiva di recupero.
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Liquidazione giudiziale: quando si apre la procedura?
Il Tribunale di Milano ha dichiarato l'apertura della liquidazione giudiziale per una società, accertando uno stato di insolvenza conclamato. La decisione si fonda su debiti scaduti superiori a 30.000 euro, inclusi un debito fiscale di oltre 200.000 euro, e l'incapacità strutturale dell'impresa di far fronte alle proprie obbligazioni. La sentenza conferma la competenza del Tribunale basata sul Centro degli interessi principali (COMI) dell'impresa.
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Inammissibilità reclamo: competenza e merito decisi
Una società in liquidazione ha impugnato una sentenza che apriva la sua liquidazione giudiziale, contestando unicamente la competenza territoriale del tribunale. La Corte di Cassazione ha dichiarato l'inammissibilità del reclamo, chiarendo che quando una sentenza di primo grado decide sia sulla competenza sia nel merito, l'unico strumento per contestare la sola competenza è il regolamento di competenza, non l'appello. La scelta del mezzo di impugnazione errato ha reso il gravame inammissibile.
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Liquidazione giudiziale: quando scatta l’insolvenza?
Il Tribunale di Milano ha aperto la liquidazione giudiziale di un'impresa individuale su ricorso di alcuni creditori. La decisione si fonda sulla prova dello stato di insolvenza, caratterizzato da un'incapacità strutturale di adempiere alle obbligazioni, e sul superamento delle soglie di debito e ricavi previste dal Codice della Crisi d'Impresa, includendo nel calcolo anche i debiti verso l'Erario.
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Misure protettive: la conferma del Tribunale di Milano
Il Tribunale di Milano ha confermato le misure protettive per 120 giorni a favore di un'agenzia di comunicazione in crisi. La società aveva avviato una procedura di composizione negoziata, presentando un piano di risanamento. La decisione del Tribunale si basa sulla valutazione positiva del piano e sulla necessità di proteggere il patrimonio aziendale dalle azioni dei creditori, al fine di garantire il buon esito delle trattative e la continuità aziendale.
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Compenso avvocato: come si calcola il valore causa
Un avvocato ha impugnato la liquidazione del suo compenso professionale in diverse cause connesse a una liquidazione giudiziale, ritenendola inadeguata. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, confermando la decisione del tribunale. L'ordinanza chiarisce i criteri per la determinazione del valore effettivo della controversia, l'applicazione delle tariffe forensi nel tempo e l'onere della prova a carico del professionista per ottenere aumenti del compenso avvocato.
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Responsabilità professionale avvocato: no onorario
La Corte di Cassazione ha negato il compenso a un legale per inadempimento, evidenziando la sua responsabilità professionale avvocato. La strategia adottata, sebbene formalmente corretta, è stata giudicata concretamente inutile e non ha tutelato gli interessi del cliente, una società in grave crisi. Il dovere del professionista non si limita al compimento di atti procedurali, ma include una valutazione sostanziale sull'utilità e fattibilità delle azioni intraprese per il cliente.
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Responsabilità professionale avvocato: il caso
La Corte di Cassazione conferma il rigetto della richiesta di compenso di un avvocato per l'assistenza a un'impresa in crisi. La Corte ha stabilito che la responsabilità professionale dell'avvocato impone di fornire prestazioni utili. Proporre una soluzione di risanamento palesemente impraticabile fin dall'inizio, data la condizione dell'impresa, costituisce un inadempimento contrattuale che non dà diritto al pagamento.
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Liquidazione giudiziale: quando si dichiara aperta?
Un creditore ha richiesto la liquidazione giudiziale di un'impresa per un credito non saldato di oltre 22.000 euro. Il Tribunale di Milano, pur in assenza della società debitrice, ha accolto la richiesta. La decisione si è basata su chiari indizi di insolvenza, come l'irreperibilità della società, il mancato deposito dei bilanci, un ingente debito con l'erario e l'incapacità di saldare debiti anche di modesta entità. Di conseguenza, è stata aperta la procedura di liquidazione giudiziale.
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Liquidazione Giudiziale: Requisiti e Apertura
Una società ha presentato ricorso per la propria liquidazione giudiziale. Il Tribunale di Milano ha accolto la richiesta, dichiarando aperta la procedura. La decisione si basa sulla verifica della competenza territoriale, sul superamento delle soglie di indebitamento previste dal Codice della Crisi (con debiti superiori al milione di euro) e sull'accertamento di un conclamato stato di insolvenza, manifestato dall'incapacità di far fronte ai pagamenti e da un forte squilibrio patrimoniale. Sono stati nominati un giudice delegato e un curatore per gestire le fasi successive.
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Misure protettive: ok del Tribunale per 120 giorni
Il Tribunale di Milano ha concesso la conferma di misure protettive per 120 giorni a una società del settore cine-televisivo in crisi. La decisione si basa sul parere positivo dell'esperto sulla fattibilità del piano di risanamento e sull'assenza di opposizioni da parte dei creditori, ritenendo le misure funzionali al superamento della crisi.
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