LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

LexCEDpedia

Lex Fori

5 provvedimenti applicano questo termine

Definizione

Espressione latina che significa 'legge del foro', ovvero la legge del luogo in cui si svolge il processo. Indica le norme procedurali che il giudice deve applicare.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Giurisdizione nel rapporto di lavoro all’estero: Italia o Algeria?
Un lavoratore italiano ha fatto causa a un'azienda straniera chiedendo oltre centomila euro per differenze retributive relative a un'attività lavorativa svolta interamente in Algeria. I giudici di merito hanno dichiarato il difetto di giurisdizione del giudice italiano, poiché l'attività si era svolta all'estero. Il lavoratore ha fatto ricorso in Cassazione, sostenendo che l'applicazione di norme imperative italiane sul lavoro all'estero dovesse radicare la competenza in Italia. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, confermando che la giurisdizione nel rapporto di lavoro all'estero dipende dal luogo di svolgimento abituale dell'attività. La presenza di norme imperative non sposta la giurisdizione, che precede logicamente la scelta della legge applicabile. Il lavoratore ha perso la causa ed è stato condannato a pagare le spese processuali.
Continua »
Sequestro preventivo EPPO: limiti del giudice
La Corte di Cassazione ha confermato la legittimità di un **Sequestro preventivo EPPO** per oltre 25 milioni di euro, eseguito in Italia su richiesta della Procura Europea di Madrid. Il ricorrente, indagato per frode IVA transnazionale e riciclaggio, lamentava la mancata valutazione del merito dell'accusa da parte del giudice italiano. La Suprema Corte ha stabilito che, nel sistema di cooperazione EPPO, il giudice dello Stato di esecuzione deve limitarsi a verificare i requisiti formali e la proporzionalità della misura, mentre il controllo sulla sussistenza del reato spetta esclusivamente all'autorità giudiziaria dello Stato richiedente.
Continua »
Sequestro preventivo EPPO: i limiti del controllo
La Corte di Cassazione ha confermato la legittimità di un sequestro preventivo EPPO per oltre 25 milioni di euro, emesso su richiesta della Procura europea di Madrid ed eseguito in Italia. Il ricorrente contestava la mancanza di una valutazione autonoma del fumus delicti da parte del giudice italiano. La Suprema Corte ha stabilito che, in base al principio di mutuo riconoscimento e al Regolamento EPPO, il controllo del merito spetta esclusivamente all'autorità dello Stato richiedente (lex fori). Il giudice dell'esecuzione (lex loci) deve limitarsi a verificare la regolarità formale della richiesta, la proporzionalità della misura e la compatibilità con i principi fondamentali dell'ordinamento interno, senza poter sindacare le ragioni di merito dell'accusa estera.
Continua »
Danni punitivi: via libera alla sentenza straniera
La Corte di Cassazione ha confermato il riconoscimento in Italia di una sentenza californiana che condannava due amministratori al pagamento di 'treble damages' (danni punitivi pari al triplo del danno effettivo) per distrazione di fondi societari. La Corte ha stabilito che i danni punitivi non sono di per sé contrari all'ordine pubblico italiano, a condizione che la loro applicazione sia prevista dalla legge straniera in modo tipico, prevedibile e con limiti quantitativi definiti. Inoltre, ha chiarito che la regolarità delle notifiche e della rappresentanza legale nel processo estero va valutata secondo la legge del luogo (lex fori), respingendo le doglianze sulla violazione del diritto di difesa.
Continua »
Dati criptati: la Cassazione sull’uso delle chat
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un indagato contro una misura cautelare basata su dati criptati provenienti da una chat. La sentenza chiarisce che l'acquisizione di tali dati, già decifrati da autorità estere (in questo caso francesi) e trasmessi tramite Ordine Europeo di Indagine, non è assimilabile a un'intercettazione ma alla circolazione di prove tra procedimenti. Pertanto, l'acquisizione da parte del Pubblico Ministero non necessita di autorizzazione preventiva del giudice ed è legittima, a meno che non venga provata una violazione dei diritti fondamentali.
Continua »