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Reg. UE 1939/2017

17 provvedimenti

Mandato di arresto europeo: valida la consegna verso l’estero
L'Indagato, accusato di frode fiscale transnazionale nel commercio di automobili, ha impugnato l'ordinanza che ne disponeva la consegna alla Germania in esecuzione di un Mandato di arresto europeo. La difesa sosteneva il divieto di consegna per la pendenza di un procedimento penale in Italia per fatti analoghi e il rischio di violazione del principio del ne bis in idem. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, confermando la consegna dell'Indagato all'autorità tedesca. I giudici hanno chiarito che le condotte contestate in Italia non coincidono del tutto con i reati fiscali transnazionali contestati in Germania. Inoltre, trattandosi di un'indagine coordinata dalla Procura Europea per frodi all'IVA superiori a dieci milioni di euro, il coordinamento delle indagini garantisce il rispetto delle garanzie difensive e previene conflitti di giurisdizione.
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Mandato di arresto europeo: sì alla consegna nonostante indagini
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un cittadino italiano contro la decisione di consegnarlo alle autorità tedesche in esecuzione di un mandato di arresto europeo per frode IVA transnazionale. Il ricorrente invocava il rifiuto della consegna a causa di un procedimento penale pendente in Italia per i medesimi fatti. La Suprema Corte ha stabilito che la pendenza di indagini preliminari in Italia non basta a bloccare l'estradizione se l'autorità italiana esprime disinteresse a procedere, preferendo l'azione della Procura europea tedesca, che conduce indagini più ampie e avanzate. Inoltre, i conflitti di competenza interna alla Procura europea (EPPO) vanno risolti internamente e non dal giudice nazionale. Di conseguenza, la consegna è stata confermata e il ricorrente condannato alle spese.
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Sequestro preventivo negato: la forma batte l’accusa di evasione
Un'imbarcazione di lusso battente bandiera estera stazionava stabilmente in un porto italiano, effettuando brevi viaggi fuori dall'Unione Europea solo per azzerare fittiziamente il termine di diciotto mesi previsto per l'esenzione IVA. La Procura ha ipotizzato un'evasione fiscale milionaria e ha richiesto il sequestro preventivo del natante. Tuttavia, il Tribunale del Riesame ha negato la misura. Il Procuratore Europeo ha proposto ricorso in Cassazione, ma ha depositato l'atto presso la cancelleria di un tribunale diverso da quello che aveva emesso la decisione impugnata. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile: le regole di presentazione e i termini di scadenza valgono anche per la pubblica accusa. Di conseguenza, il diniego del sequestro preventivo è stato confermato e lo yacht non è stato confiscato.
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Mandato Arresto Europeo EPPO: Consegna inevitabile, no al rifiuto
La Corte di Cassazione ha esaminato il caso di un imprenditore destinatario di un mandato di arresto europeo emesso dalla Procura Europea (EPPO) in Germania per una frode fiscale internazionale. L'imprenditore si opponeva alla consegna sostenendo di essere già indagato in Italia per fatti simili. La Corte ha stabilito che il **rifiuto consegna mandato arresto europeo** non è applicabile. In primo luogo, i fatti contestati nei due Paesi non erano identici. In secondo luogo, e più importante, quando il mandato proviene dall'EPPO, la sua competenza sovranazionale nel coordinare le indagini prevale sui potenziali conflitti di giurisdizione tra Stati. Di conseguenza, la consegna dell'indagato è stata confermata.
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Mandato di arresto europeo: la competenza interna non ferma la consegna
La Corte di Cassazione ha confermato la consegna di un imprenditore alla Germania sulla base di un Mandato di arresto europeo per reati di evasione IVA. L'imprenditore si opponeva sostenendo che il mandato fosse invalido perché emesso da un'autorità tedesca ordinaria anziché dalla Procura Europea (EPPO). La Corte ha respinto il ricorso, stabilendo un principio fondamentale: il giudice italiano non ha il potere di valutare la ripartizione interna delle competenze giudiziarie di un altro Stato membro. Il suo unico compito è verificare che il mandato provenga da un'autorità giudiziaria. La consegna è stata quindi ritenuta legittima e inevitabile.
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Competenza Procura Europea: Sì al sequestro anche per piccole frodi
Un imprenditore ottiene un contributo UE di 25.000 euro dichiarando il falso su una sua precedente condanna. La Procura Europea chiede il sequestro della somma, ma i giudici di merito negano la richiesta, ritenendo che l'organo UE non abbia potere per reati 'minori'. La Corte di Cassazione ribalta la decisione, stabilendo un principio fondamentale sulla competenza Procura Europea: essa può sempre chiedere il sequestro dei profitti illeciti derivanti da frodi ai danni dell'UE, indipendentemente dall'importo e dalla gravità della pena prevista. La competenza della Procura Europea non è limitata solo ai casi più gravi.
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Procura Europea: nullità se manca l’avviso udienza
La Corte di Cassazione ha annullato un'ordinanza del Tribunale del Riesame che aveva revocato un sequestro probatorio senza notificare l'avviso di udienza alla Procura Europea (EPPO). Poiché i reati contestati riguardavano frodi doganali e IVA che ledono gli interessi finanziari dell'Unione, la competenza spettava esclusivamente ai procuratori europei delegati. La notifica erroneamente inviata alla Procura nazionale anziché alla Procura Europea ha violato il principio del contraddittorio, determinando la nullità assoluta del provvedimento.
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Sequestro preventivo EPPO: limiti del giudice
La Corte di Cassazione ha confermato la legittimità di un **Sequestro preventivo EPPO** per oltre 25 milioni di euro, eseguito in Italia su richiesta della Procura Europea di Madrid. Il ricorrente, indagato per frode IVA transnazionale e riciclaggio, lamentava la mancata valutazione del merito dell'accusa da parte del giudice italiano. La Suprema Corte ha stabilito che, nel sistema di cooperazione EPPO, il giudice dello Stato di esecuzione deve limitarsi a verificare i requisiti formali e la proporzionalità della misura, mentre il controllo sulla sussistenza del reato spetta esclusivamente all'autorità giudiziaria dello Stato richiedente.
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Sequestro preventivo EPPO: i limiti del controllo
La Corte di Cassazione ha confermato la legittimità di un sequestro preventivo EPPO per oltre 25 milioni di euro, emesso su richiesta della Procura europea di Madrid ed eseguito in Italia. Il ricorrente contestava la mancanza di una valutazione autonoma del fumus delicti da parte del giudice italiano. La Suprema Corte ha stabilito che, in base al principio di mutuo riconoscimento e al Regolamento EPPO, il controllo del merito spetta esclusivamente all'autorità dello Stato richiedente (lex fori). Il giudice dell'esecuzione (lex loci) deve limitarsi a verificare la regolarità formale della richiesta, la proporzionalità della misura e la compatibilità con i principi fondamentali dell'ordinamento interno, senza poter sindacare le ragioni di merito dell'accusa estera.
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Competenza territoriale per erogazioni pubbliche
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 15120/2023, ha stabilito un principio fondamentale in materia di competenza territoriale per il reato di indebita percezione di erogazioni a danno dello Stato. Il caso riguardava la presunta illecita percezione di incentivi per la produzione di energia fotovoltaica. La Corte ha chiarito che il reato si consuma e, di conseguenza, la competenza territoriale si radica, nel luogo in cui ha sede l'ente pubblico che dispone il pagamento, e non dove il beneficiario riceve materialmente le somme. La decisione si fonda sulla tutela della corretta gestione delle risorse pubbliche, identificando il danno patrimoniale (deminutio patrimonii) nel momento in cui l'ente autorizza l'esborso. Di conseguenza, le sentenze dei giudici di merito sono state annullate per incompetenza territoriale.
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Competenza funzionale EPPO: la Cassazione chiarisce
La Corte di Cassazione ha stabilito un principio fondamentale sulla competenza funzionale in relazione ai provvedimenti della Procura Europea (EPPO). In un caso di presunta frode doganale, la Corte ha rigettato il ricorso dell'EPPO, confermando che il Tribunale del riesame competente per un sequestro probatorio non è quello del luogo del reato, ma quello del capoluogo di provincia in cui ha sede l'ufficio del Procuratore europeo delegato che ha emesso il provvedimento. Questa decisione sottolinea la prevalenza delle regole di competenza funzionale su quelle territoriali.
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Competenza EPPO: Quando può agire il PM europeo?
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un indagato contro una misura cautelare per associazione a delinquere e reati fiscali. Il punto centrale era la competenza EPPO (Procura Europea), contestata dalla difesa. La Corte ha confermato la giurisdizione della Procura Europea, ritenendo che il coinvolgimento di società fittizie con sede in Bulgaria e operazioni con San Marino costituisse un elemento transnazionale sufficiente a radicare la sua competenza, respingendo la tesi che i reati fossero stati commessi solo in Italia.
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Pena illegale: Cassazione su ricorso EPPO inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso del Procuratore Europeo Delegato (EPPO) contro una sentenza di patteggiamento per contrabbando doganale. Il giudice di primo grado aveva erroneamente applicato solo una pena pecuniaria, bilanciando attenuanti e aggravanti. La Cassazione ha qualificato tale sanzione come una 'pena illegale' favorevole al reo. Tuttavia, in assenza di uno specifico motivo di gravame del PM sull'illegalità della pena, e dato che il ricorso EPPO si concentrava su una questione di costituzionalità ritenuta irrilevante e mal posta, la Corte ha confermato l'inammissibilità, non potendo intervenire d'ufficio per peggiorare la posizione dell'imputato (divieto di 'reformatio in peius').
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Carenza di interesse: ricorso inammissibile
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso contro un'ordinanza di arresti domiciliari per reati di peculato e corruzione. La decisione si fonda sulla sopravvenuta carenza di interesse, poiché nel frattempo la misura cautelare era stata revocata e le parti avevano raggiunto un accordo per l'applicazione della pena.
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Procura Europea: Cassazione annulla sequestro milionario
La Corte di Cassazione ha annullato un'ordinanza del Tribunale di Parma che aveva revocato un sequestro preventivo di oltre 54 milioni di euro, richiesto dalla Procura Europea (EPPO) in un caso di frode IVA internazionale. La Corte ha stabilito due principi chiave: primo, ha confermato la piena legittimità dei Procuratori Europei Delegati a proporre ricorso in Cassazione, equiparandoli ai magistrati nazionali. Secondo, ha censurato il Tribunale per aver emesso una motivazione "meramente apparente", eludendo il compito di riesaminare nel merito il caso come richiesto da una precedente sentenza di rinvio della stessa Cassazione. Il procedimento è stato quindi rinviato nuovamente al Tribunale per una nuova e corretta valutazione.
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Competenza EPPO: la Cassazione sui reati tributari
La Suprema Corte ha confermato un sequestro preventivo, validando la competenza EPPO in un caso di presunta frode fiscale internazionale. La Corte ha chiarito che la giurisdizione della Procura Europea è radicata nella natura transnazionale delle attività criminali, anche quando queste coinvolgono società fittiziamente estere (esterovestite). I motivi di ricorso relativi a beni di società terze sono stati dichiarati inammissibili per difetto di legittimazione dell'imputato.
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Appello patteggiamento e EPPO: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un ente che, dopo una sentenza di applicazione della pena su richiesta (patteggiamento), aveva contestato la procedura della Procura Europea (EPPO). La Corte ha stabilito che l'appello patteggiamento ha limiti tassativi e non può essere usato per contestare questioni di merito, come la sussistenza del profitto illecito. Inoltre, la scelta del patteggiamento implica una consapevole rinuncia a determinate garanzie procedurali, incluso il diritto di essere ascoltati prima della decisione di esercitare l'azione penale, poiché tale diritto è garantito all'interno del procedimento nazionale.
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