LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

LexCEDpedia

Ius Superveniens — Anno 2025

Pagina 9 di 17

335 provvedimenti applicano questo termine

Altri anni per Ius Superveniens

Provvedimenti

Accertamento presuntivo: no a dati generici
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso dell'Agenzia delle Entrate, stabilendo che un accertamento presuntivo a carico di un tassista non può fondarsi su dati generici e statistici come la 'corsa media'. Per essere valido, l'accertamento deve basarsi su indizi gravi, precisi e concordanti, dotati di una riferibilità concreta e specifica alla situazione del singolo contribuente, cosa che mancava nel caso di specie.
Continua »
Ripetizione indebito pubblico impiego: i limiti
La Corte di Cassazione si è pronunciata sulla ripetizione indebito pubblico impiego, confermando l'obbligo di restituzione di indennità erogate per errore da un Comune a propri dipendenti. L'ordinanza chiarisce che, sebbene il diritto alla restituzione sia solido, il suo esercizio deve essere temperato dal principio di buona fede. La Corte ha ritenuto inammissibile il ricorso dei lavoratori, poiché l'ente pubblico aveva già proposto modalità di recupero agevolate, come la rateizzazione, tenendo conto della situazione dei debitori, ormai in pensione. La buona fede non elimina l'obbligo di restituzione, ma impone al creditore di adottare modalità di recupero che non causino un grave pregiudizio.
Continua »
Rimborso sisma: limite 50% non si applica al giudizio
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso dell'Agenzia delle Entrate, stabilendo che la normativa sopravvenuta (ius superveniens) che limita il rimborso sisma al 50% in caso di esaurimento dei fondi, non si applica al giudizio di cognizione che accerta il diritto del contribuente, ma solo alla successiva fase esecutiva del pagamento. La Corte ha confermato il diritto integrale al rimborso, come deciso nei gradi di merito, chiarendo la distinzione tra l'accertamento del diritto e le modalità della sua successiva attuazione.
Continua »
Rimborso sisma: legittimo anche per i dipendenti
Un lavoratore dipendente, vittima del sisma che ha colpito la Sicilia nel 1990, ha richiesto un rimborso per le imposte IRPEF versate dal suo datore di lavoro. L'Agenzia delle Entrate si è opposta, ma la Corte di Cassazione ha confermato il diritto del lavoratore a ricevere il rimborso sisma. La sentenza chiarisce che il beneficio spetta anche a chi ha già pagato le imposte e che il legittimo richiedente è il dipendente (soggetto passivo sostanziale dell'imposta), non il datore di lavoro. Inoltre, la Corte ha validato la tempestività della domanda, calcolando il termine di decadenza a partire dalle proroghe legislative successive.
Continua »
Interesse ad agire: quando impugnare l’estratto di ruolo
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 7983/2025, ha dichiarato inammissibile il ricorso di una società contro un estratto di ruolo. La decisione si fonda sulla mancanza di interesse ad agire del contribuente, secondo le nuove disposizioni normative (art. 3-bis D.L. 146/2021). L'impugnazione è consentita solo in casi specifici che dimostrino un pregiudizio concreto, come l'esclusione da appalti pubblici. Poiché tale condizione mancava, la Corte ha cassato la sentenza precedente senza rinvio, ponendo fine alla controversia.
Continua »
Impugnazione estratto di ruolo: i nuovi limiti
Un contribuente impugna una cartella esattoriale di cui è venuto a conoscenza tramite un estratto di ruolo. La Corte di Cassazione, applicando una nuova normativa (ius superveniens), dichiara il ricorso inammissibile. La decisione stabilisce che per l'impugnazione estratto di ruolo è necessario dimostrare un pregiudizio specifico e concreto, onere non assolto nel caso di specie, portando alla cassazione senza rinvio della sentenza.
Continua »
Impugnazione estratto di ruolo: limiti e condizioni
Un contribuente ha impugnato diverse cartelle di pagamento di cui è venuto a conoscenza tramite un estratto di ruolo. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile applicando una nuova legge (ius superveniens). Questa norma limita l'impugnazione dell'estratto di ruolo ai soli casi in cui il contribuente dimostri un pregiudizio specifico e concreto, come l'impossibilità di partecipare a gare d'appalto. Poiché il ricorrente non ha provato tale pregiudizio, la sua azione è stata respinta.
Continua »
Rimborso fiscale sisma: diritto anche senza sospensione
Un contribuente, colpito dal sisma del 2016, aveva pagato le imposte senza usufruire della sospensione. Una legge successiva ha ridotto del 60% il debito fiscale per i soggetti in quella situazione. La Corte di Cassazione ha confermato il suo diritto al rimborso fiscale sisma, stabilendo che una nuova legge che riduce un'imposta (ius superveniens) genera automaticamente il diritto alla restituzione di quanto pagato in eccesso, a prescindere dalla precedente scelta di non sospendere i pagamenti.
Continua »
Gestione Separata: obbligo per professionisti
Un professionista iscritto all'albo ma non alla propria cassa di previdenza ha contestato l'iscrizione d'ufficio alla Gestione Separata INPS, sostenendo che il suo reddito fosse inferiore alla soglia di 5.000 euro. La Corte di Cassazione ha confermato l'obbligo di iscrizione, chiarendo che per un'attività professionale esercitata in modo abituale il limite di reddito non rileva come soglia di esenzione, ma serve a distinguere il lavoro occasionale da quello abituale. Tuttavia, la Corte ha annullato le sanzioni applicate, in virtù di una recente sentenza della Corte Costituzionale.
Continua »
Motivazione apparente: sentenza tributaria annullata
La Corte di Cassazione ha annullato una sentenza della Commissione Tributaria Regionale per vizio di motivazione apparente. La decisione impugnata si limitava a richiamare un verbale di constatazione senza spiegare le ragioni della condanna di una società per l'uso di fatture false, violando il 'minimo costituzionale' richiesto per la motivazione di un provvedimento.
Continua »
Onere probatorio lavoro familiare: Cassazione decide
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di alcuni lavoratori agricoli che chiedevano l'iscrizione agli elenchi previdenziali. La Corte conferma la decisione dei giudici di merito, i quali avevano ritenuto non sufficientemente provato il rapporto di lavoro subordinato a causa del vincolo familiare. Viene ribadito che l'onere probatorio nel lavoro familiare grava sul lavoratore, che deve superare la presunzione di gratuità della prestazione con prove rigorose, non essendo sufficienti documenti unilaterali del datore di lavoro o testimonianze generiche.
Continua »
Sanzioni INPS: Cassazione annulla le sanzioni civili
Un professionista ha contestato l'iscrizione d'ufficio alla Gestione Separata INPS. Dopo un lungo iter giudiziario, la Corte di Cassazione ha confermato il debito contributivo ma ha annullato le relative sanzioni INPS. La decisione si basa sull'applicazione di un principio di 'ius superveniens', derivato da una recente pronuncia della Corte Costituzionale, che esonera dal pagamento delle sanzioni i professionisti già iscritti ad altre forme di previdenza obbligatoria per il periodo antecedente a una specifica normativa del 2011.
Continua »
Responsabilità depositario fiscale: nuova sentenza UE
La Corte di Cassazione ha esaminato un caso di frode sulle accise relative a carburante agricolo. Una società venditrice è stata accusata di evasione fiscale dopo che il prodotto è stato illecitamente deviato da un intermediario fittizio. Il punto cruciale era determinare se la società venditrice dovesse provare la propria buona fede o se l'Amministrazione finanziaria dovesse dimostrarne la complicità. L'ordinanza interlocutoria non decide nel merito ma, a causa di una recente e dirimente sentenza della Corte di Giustizia dell'Unione Europea che introduce un principio di responsabilità quasi oggettiva del depositario, rinvia la causa a una pubblica udienza per approfondire la questione, data la sua importanza per l'ordinamento. La nuova pronuncia europea, qualificata come ius superveniens, potrebbe cambiare radicalmente l'interpretazione della responsabilità depositario fiscale.
Continua »
Compensazione spese di lite: stop alle formule generiche
Un contribuente ha impugnato con successo la decisione di una Commissione Tributaria che aveva disposto la compensazione delle spese di lite utilizzando una motivazione generica. La Corte di Cassazione ha annullato la sentenza, affermando che la compensazione spese di lite è legittima solo in presenza di 'gravi ed eccezionali ragioni' che devono essere specificamente e concretamente indicate dal giudice. Formule astratte come 'novità dei temi e complessità della controversia' non sono sufficienti, violando il principio secondo cui la parte soccombente paga le spese. Di conseguenza, l'ente della riscossione è stato condannato al pagamento di tutte le spese legali.
Continua »
Giudicato interno e spese legali: Cassazione alle S.U.
Un contribuente vince una causa contro l'Agenzia delle Entrate per un difetto di notifica ma ricorre in Cassazione solo per l'errata liquidazione delle spese legali. L'Agenzia, con ricorso incidentale, solleva per la prima volta l'inammissibilità dell'azione originaria per una nuova legge. La Corte di Cassazione, rilevando un contrasto giurisprudenziale sulla formazione del giudicato interno su questioni pregiudiziali non esaminate, ha sospeso la decisione e rinviato la causa a nuovo ruolo, in attesa di una pronuncia delle Sezioni Unite su un caso analogo.
Continua »
Giudicato interno e spese: rinvio alle Sezioni Unite
In una causa originata da un'impugnazione di un estratto di ruolo e proseguita in Cassazione per la sola quantificazione delle spese legali, la Corte rileva un contrasto giurisprudenziale. La questione centrale è se si sia formato un giudicato interno sull'ammissibilità dell'azione, alla luce di una nuova legge. In attesa di una pronuncia chiarificatrice, la Corte ha sospeso il giudizio e ha rimesso la questione alle Sezioni Unite.
Continua »
Giudicato interno e spese legali: la Cassazione rinvia
Un contribuente impugna un estratto di ruolo per prescrizione, vincendo in primo grado. Appella poi la sola decisione sulle spese legali. In Cassazione, emerge una questione cruciale: l'eventuale inammissibilità originaria dell'azione. La Corte si interroga sulla formazione del giudicato interno su tale punto, mai esaminato prima. Rilevando che la questione è già pendente dinanzi alle Sezioni Unite, la Corte sospende il procedimento in attesa della loro decisione, evidenziando la complessità del concetto di giudicato interno.
Continua »
Impugnazione estratto di ruolo: quando è inammissibile
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 6588/2025, ha dichiarato inammissibile il ricorso di un contribuente contro un estratto di ruolo. Applicando la nuova normativa (ius superveniens), i giudici hanno stabilito che l'impugnazione estratto di ruolo è possibile solo se il debitore dimostra un pregiudizio concreto e attuale derivante dall'iscrizione a ruolo. In assenza di tale prova, il ricorso è inammissibile per carenza di interesse ad agire, a prescindere dalla presunta omessa notifica della cartella di pagamento originaria.
Continua »
Termine impugnazione: vale la legge del primo ricorso
Un'impresa impugna un avviso di accertamento. Dopo varie fasi processuali, incluse cassazione con rinvio, l'Agenzia delle Entrate appella una decisione di primo grado. La Commissione Tributaria Regionale dichiara l'appello tardivo applicando il nuovo termine impugnazione di 6 mesi. La Cassazione annulla, statuendo che si applica il termine annuale vigente all'inizio del giudizio (1995), non la legge successiva.
Continua »
Esenzione IMU ruralità: conta la data della domanda
Un comune ha emesso un avviso di accertamento IMU per il 2013. Il contribuente ha rivendicato l'esenzione per la ruralità degli immobili, nonostante la richiesta di annotazione catastale fosse stata presentata solo nel 2017/2018. La Corte di Cassazione ha stabilito che per ottenere l'esenzione IMU ruralità con effetto retroattivo, la domanda doveva essere presentata entro il 30 settembre 2012. Le domande successive, come nel caso in esame, hanno efficacia solo dalla data di presentazione, rendendo dovuto il tributo per il 2013.
Continua »