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Ius Superveniens — Anno 2025

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335 provvedimenti applicano questo termine

Altri anni per Ius Superveniens

Provvedimenti

Visto di conformità infedele: l’ufficio competente
Un professionista ha impugnato una cartella di pagamento per visto di conformità infedele. La Cassazione ha annullato l'atto, stabilendo la competenza esclusiva della direzione regionale basata sul domicilio fiscale del professionista e non del contribuente, rendendo nullo l'atto emesso dall'ufficio provinciale.
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Visto infedele: l’ufficio competente a sanzionare
Un professionista che aveva apposto un visto infedele su una dichiarazione dei redditi è stato sanzionato dall'ufficio locale dell'Agenzia delle Entrate. La Corte di Cassazione ha annullato l'atto, stabilendo che la competenza esclusiva per irrogare la sanzione spetta alla direzione regionale del domicilio fiscale del professionista, non a quella del contribuente. Un atto emesso da un ufficio incompetente è illegittimo.
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Visto di conformità infedele: Ufficio Competente
Un professionista ha contestato una cartella di pagamento ricevuta per un visto di conformità infedele. La Corte di Cassazione ha annullato l'atto, stabilendo che la competenza a sanzionare non è dell'ufficio del domicilio del contribuente, ma di quello del professionista che ha commesso la violazione. Questa regola sulla competenza territoriale è inderogabile e la sua violazione rende l'atto nullo.
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Ius superveniens: no all’applicazione retroattiva
La Corte di Cassazione ha stabilito che una nuova legge (ius superveniens) che limita i rimborsi fiscali non può essere applicata retroattivamente ai giudizi di ottemperanza già pendenti. L'Amministrazione finanziaria aveva negato un rimborso a un contribuente basandosi su una norma successiva, ma la Corte ha chiarito che il momento decisivo per l'applicazione della legge è la data di inizio del giudizio esecutivo, non la data della sentenza da eseguire. Pertanto, se il giudizio di ottemperanza è stato avviato prima della nuova legge, quest'ultima non si applica.
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Obbligo di segnalazione notaio: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha confermato la sanzione a un notaio per la mancata segnalazione di un'operazione sospetta di antiriciclaggio. Il caso riguardava un aumento di capitale di 8 milioni di euro a favore di due società italiane, realizzato tramite il conferimento di titoli da parte di un'opaca società scozzese. La Corte ha stabilito che l'obbligo di segnalazione del notaio sorge in presenza di indici oggettivi di anomalia, come l'ingente valore, la complessità dell'operazione e l'impossibilità di identificare il titolare effettivo, a prescindere dalla prova concreta di un reato a monte. La sanzione originaria di 200.000 euro è stata ritenuta congrua nella misura ridotta a 100.000 euro.
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Giudice di rinvio: obbligo di conformarsi al principio
La Corte di Cassazione ribadisce che il giudice di rinvio ha l'obbligo assoluto di conformarsi al principio di diritto enunciato nella sentenza di cassazione. Anche un successivo mutamento della giurisprudenza, persino da parte delle Sezioni Unite, non autorizza il giudice di rinvio a discostarsi da tale principio. La vicenda riguarda un contenzioso fiscale su una plusvalenza da vendita di terreni, in cui la Commissione Tributaria Regionale, in sede di rinvio, aveva disatteso le indicazioni della Suprema Corte, venendo per questo motivo nuovamente cassata.
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Favor rei sanzioni: la Cassazione chiarisce
Una società immobiliare ha impugnato un avviso di accertamento per maggiori imposte. La Corte di Cassazione ha rigettato gran parte dei motivi, ma ha accolto quello relativo all'applicazione del principio del 'favor rei' per le sanzioni. A seguito di una modifica normativa più favorevole per il contribuente, intervenuta durante il processo, la Corte ha cassato la sentenza impugnata limitatamente alla misura delle sanzioni, rinviando la causa al giudice di merito per la rideterminazione.
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Indeducibilità costi da reato: la Cassazione decide
Una società del settore automobilistico è stata oggetto di accertamento fiscale per la deduzione di costi legati a presunte attività di riciclaggio e per ricavi non dichiarati. La Corte di Cassazione, con la sentenza 2951/2025, ha definito il principio di indeducibilità costi da reato, stabilendo che un costo è indeducibile solo se direttamente collegato a un reato intenzionale per il quale il pubblico ministero ha avviato un'azione penale. La Corte ha annullato la decisione di merito per non aver verificato tale presupposto e ha rinviato il caso per un nuovo giudizio, ordinando anche l'applicazione delle leggi sanzionatorie più favorevoli nel frattempo sopravvenute (principio del favor rei).
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Sanzioni tributarie: Cassazione su ius superveniens
Una società manifatturiera ha impugnato un avviso di accertamento per costi inesistenti. La Corte di Cassazione, con la sentenza 3687/2025, ha respinto gran parte dei motivi di ricorso relativi all'accertamento del maggior reddito, ma ha accolto quelli relativi alle sanzioni tributarie. La Corte ha annullato la decisione della Commissione Tributaria Regionale per difetto di motivazione sulla quantificazione delle sanzioni e per non aver considerato l'applicazione di normative successive più favorevoli (ius superveniens), rinviando il caso per un nuovo esame su questi specifici punti.
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Sanzioni tributarie: Cassazione su ius superveniens
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 3697/2025, interviene su un caso di accertamento fiscale a carico di una società per omesso versamento di ritenute su utili extracontabili. La Corte ha rigettato gran parte dei motivi di ricorso della società, ma ha accolto quelli relativi alle sanzioni tributarie. È stato stabilito che il giudice di merito ha l'obbligo di pronunciarsi sull'applicazione di normative sanzionatorie più favorevoli sopravvenute (ius superveniens) e sulla legittimità dell'irrogazione delle sanzioni tramite un atto separato. La sentenza è stata cassata con rinvio su questi specifici punti.
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Imposta Regionale Benzina: illegittima per la Cassazione
Una società petrolifera ha impugnato un avviso di pagamento per l'Imposta Regionale Benzina (IRBA) non versata, nonostante avesse delegato il pagamento al proprio fornitore. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso, dichiarando l'IRBA incompatibile con la normativa dell'Unione Europea. La Corte ha stabilito che, in assenza di una 'finalità specifica' (come quella ambientale), un'imposta di questo tipo non può essere aggiunta a prodotti già soggetti ad accisa. Di conseguenza, la normativa nazionale è stata disapplicata, annullando la pretesa fiscale anche per le annualità passate.
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Indennità DIS-COLL: no a ricercatori prima del 2017
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 3831/2025, ha chiarito la decorrenza del diritto all'indennità DIS-COLL per gli assegnisti di ricerca. Un ricercatore, il cui contratto era terminato nel 2016, si era visto riconoscere il sussidio in appello. L'ente previdenziale ha impugnato la decisione, sostenendo che la norma che estendeva il beneficio ai ricercatori (L. 81/2017) non fosse retroattiva. La Suprema Corte ha accolto il ricorso, stabilendo che la legge del 2017 ha natura innovativa e non meramente interpretativa. Di conseguenza, l'indennità DIS-COLL è dovuta agli assegnisti di ricerca solo per gli eventi di disoccupazione verificatisi a partire dal 1° luglio 2017, respingendo la domanda per il periodo precedente.
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Diritto all’assunzione: il ruolo dello ius superveniens
La Corte di Cassazione si è pronunciata sul caso di alcuni vincitori di un concorso pubblico che, a causa di ritardi dell'amministrazione e di una normativa sopravvenuta (ius superveniens), si sono visti riconoscere un inquadramento inferiore a quello previsto dal bando. La Corte ha confermato la decisione dei giudici di merito, stabilendo che il corretto inquadramento va determinato in base alla legge in vigore al momento dell'assunzione, non del bando. È stato così negato il diritto all'assunzione nella qualifica superiore e respinta la richiesta di risarcimento danni per vizi procedurali nell'appello.
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Società non operative: rimborso IVA sempre dovuto
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 4157/2025, ha stabilito che la normativa italiana sulle società non operative è incompatibile con il diritto dell'Unione Europea. Di conseguenza, non è possibile negare il rimborso del credito IVA a una società solo perché i suoi ricavi sono inferiori a una soglia minima presunta dalla legge. La decisione si basa su un recente pronunciamento della Corte di Giustizia UE, che ha riaffermato il principio di neutralità dell'IVA, svincolando il diritto alla detrazione dal raggiungimento di specifici risultati economici, salvo i casi di frode o abuso.
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Riallineamento retributivo: basta la sigla datoriale
Una società agricola si opponeva a una richiesta di contributi previdenziali, sostenendo di aver aderito a un programma di riallineamento retributivo. Le corti di merito avevano respinto la tesi per un vizio di forma nella sottoscrizione dell'accordo aziendale. La Corte di Cassazione, applicando una nuova legge di interpretazione autentica (ius superveniens), ha ribaltato la decisione, stabilendo che per la validità dell'accordo è sufficiente la firma dell'associazione datoriale firmataria del contratto provinciale. La sentenza è stata annullata con rinvio.
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Omissione contributiva: non sempre è evasione
Un professionista ometteva di iscriversi alla Gestione Separata e di versare i relativi contributi. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 4730/2025, ha dichiarato inammissibile il ricorso dell'ente previdenziale che chiedeva l'applicazione delle più gravi sanzioni per evasione. La Corte ha chiarito che l'omissione contributiva non si traduce automaticamente in evasione, in quanto è possibile per il contribuente dimostrare l'assenza di un intento fraudolento. La decisione è stata influenzata anche da una sopravvenuta sentenza della Corte Costituzionale che ha modificato il quadro sanzionatorio.
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Rimborso sisma: diritto integrale anche con fondi limitati
Un contribuente, avente diritto a un rimborso fiscale del 90% a seguito di un evento sismico, si è visto corrispondere solo il 50% dell'importo dovuto a causa di una nuova legge che limitava i fondi. La Corte di Cassazione ha stabilito che il diritto al rimborso integrale, confermato da una sentenza passata in giudicato, non può essere ridotto. La carenza di fondi statali incide solo sulle modalità di pagamento, ma non sull'ammontare del credito. La Corte ha quindi incaricato il giudice dell'esecuzione di attivare specifici strumenti di contabilità pubblica per garantire il saldo completo del rimborso sisma.
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Ricorso inammissibile: Cassazione e errore di fatto
La Corte di Cassazione dichiara un ricorso inammissibile presentato da un socio di S.r.l. contro un accertamento fiscale. L'ordinanza chiarisce i limiti del ricorso per errore di fatto e la non influenza di un decreto di archiviazione penale nel processo tributario, confermando la presunzione di distribuzione degli utili.
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Monitoraggio fiscale: Cassazione annulla sanzioni
Un contribuente, sanzionato per omesso monitoraggio fiscale su trasferimenti di capitali legati al gioco, ha visto la propria condanna annullata dalla Corte di Cassazione. La Corte ha accolto il ricorso per 'omessa pronuncia' del giudice d'appello su due punti cruciali: l'applicazione di una legge più favorevole sopravvenuta (ius superveniens) che ha abrogato la sanzione, e l'incertezza oggettiva della normativa. Il caso è stato rinviato per un nuovo esame.
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Visto di conformità infedele: l’ufficio competente
Un professionista ha apposto un visto di conformità infedele su una dichiarazione dei redditi. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 5014/2025, ha confermato che la competenza a sanzionare non spetta all'ufficio locale del contribuente, bensì alla Direzione Regionale del domicilio fiscale del professionista stesso. La cartella di pagamento è stata quindi annullata per incompetenza.
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