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Ius Superveniens — Anno 2025

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335 provvedimenti applicano questo termine

Altri anni per Ius Superveniens

Provvedimenti

Giudicato esterno: limiti e ultrattività della sentenza
Una lavoratrice ha ottenuto dalla Corte di Cassazione il riconoscimento del suo diritto a differenze retributive per un periodo successivo a quello coperto da una precedente sentenza. La Corte ha stabilito che il giudicato esterno, ovvero la decisione definitiva precedente, aveva già escluso l'applicabilità di una certa norma di legge al rapporto di lavoro. Pertanto, tale questione non poteva essere nuovamente discussa, e gli effetti della prima sentenza dovevano estendersi anche al futuro, garantendo alla lavoratrice il trattamento economico richiesto.
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Giudicato esterno: la Cassazione sul diritto del lettore
Un ex lettore universitario, dopo aver ottenuto un giudicato che riconosceva il suo diritto a una retribuzione superiore fino al 2008, ha agito per il riconoscimento dello stesso diritto per gli anni successivi. L'università si è opposta, invocando una nuova legge. La Corte di Cassazione ha stabilito che il principio del giudicato esterno impedisce di riesaminare la questione, poiché la nuova norma era già in vigore ed era stata implicitamente vagliata nella precedente decisione definitiva. Di conseguenza, la sentenza d'appello che negava tale diritto è stata annullata con rinvio.
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Impugnazione estratto di ruolo: l’interesse ad agire
Un contribuente ha contestato un estratto di ruolo relativo a diverse cartelle di pagamento. La Corte di Cassazione, applicando una nuova normativa (ius superveniens), ha dichiarato il ricorso originario inammissibile. La decisione si fonda sul principio del difetto di interesse ad agire, poiché il contribuente non ha dimostrato di subire un pregiudizio specifico e concreto, come richiesto dalla legge per procedere con l'impugnazione estratto di ruolo.
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Accordi di riallineamento: la Cassazione chiarisce
Una società floricola in liquidazione ha contestato una richiesta di pagamento di contributi da parte dell'ente previdenziale, sostenendo di aver diritto a benefici contributivi grazie ad accordi di riallineamento. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso dell'azienda, annullando la precedente decisione della Corte d'Appello. La sentenza si basa su una nuova legge interpretativa (ius superveniens) che ha chiarito i requisiti per la validità degli accordi di riallineamento nel settore agricolo: è sufficiente la firma della sola associazione datoriale e sono ammesse integrazioni successive anche oltre i limiti temporali precedentemente fissati. Il caso è stato rinviato alla Corte d'Appello per un nuovo esame alla luce di questi principi.
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Impugnazione estratto ruolo: no spese se inammissibile
La Corte di Cassazione ha stabilito che, anche se un contribuente ottiene una vittoria sul merito contro una pretesa fiscale, non ha diritto al rimborso delle spese legali se l'azione originaria (l'impugnazione estratto di ruolo) viene resa inammissibile da una nuova legge (ius superveniens) intervenuta nel corso del giudizio. La sopravvenuta inammissibilità dell'azione principale 'sterilizza' anche la pretesa accessoria relativa alle spese di lite.
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Giudicato esterno: vincolante per il futuro
Un docente, forte di una precedente sentenza definitiva che stabiliva il suo trattamento economico equiparato a quello di un ricercatore, ha citato in giudizio l'ateneo per ottenere lo stesso trattamento per gli anni successivi. La Corte di Cassazione ha accolto il suo ricorso, stabilendo che il precedente giudicato esterno è vincolante anche per il futuro. La Corte ha chiarito che, avendo la sentenza precedente già valutato e disapplicato una normativa sopravvenuta, tale decisione si estende a tutto il rapporto di lavoro, impedendo di rimettere in discussione la questione.
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Frode IVA: quando il venditore è responsabile?
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 21569/2025, chiarisce la responsabilità del cedente in caso di frode IVA commessa dall'acquirente che si dichiara falsamente 'esportatore abituale'. La Corte ha stabilito che i soli controlli formali non sono sufficienti a dimostrare la buona fede del venditore. È necessario un esame complessivo di tutti gli indizi a disposizione per escludere che il venditore sapesse o dovesse sapere della frode. Viene inoltre ribadita l'autonomia del giudizio tributario rispetto a quello penale, specificando che un'assoluzione in sede penale non è automaticamente vincolante per il giudice tributario.
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Responsabilità amministratore: doveri e sanzioni
La Corte di Cassazione conferma la sanzione pecuniaria inflitta dall'autorità di vigilanza a un amministratore non esecutivo di un istituto di credito. La decisione si fonda sulla violazione degli obblighi informativi nei prospetti relativi a un aumento di capitale. La Corte ha stabilito che la responsabilità dell'amministratore sussiste anche in assenza di deleghe operative, in virtù del dovere generale di agire in modo informato e di vigilare attivamente sulla gestione, specialmente in presenza di segnali di allarme. È stato ribadito che la presunzione di colpa grava sull'amministratore, il quale deve dimostrare di aver agito diligentemente per prevenire l'illecito.
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Delega di firma: nullo l’avviso se non è provata
La Corte di Cassazione ha annullato un avviso di accertamento notificato a un contribuente, socio di una società estinta. La decisione si fonda su un principio cruciale: se il contribuente contesta la firma sull'atto, spetta all'Amministrazione Finanziaria dimostrare la legittimità del potere del funzionario che ha firmato, producendo la relativa delega di firma. La mancata produzione di tale prova nei gradi di merito del giudizio determina la nullità insanabile dell'atto impositivo.
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Deducibilità costi familiari: quando è negata?
Un contribuente si è visto negare la deducibilità di costi e la detrazione IVA per fatture emesse dal padre. La Corte di Cassazione ha confermato la decisione dell'Agenzia delle Entrate, qualificando il rapporto come collaborazione familiare non deducibile. La Corte ha stabilito che, essendo la ditta del padre cancellata dal registro imprese prima dell'emissione delle fatture, l'operazione non era soggetta a IVA, rendendo indetraibile l'imposta esposta in fattura. Il ricorso del contribuente è stato quindi integralmente rigettato.
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Estratto di ruolo: quando si può impugnare? La guida
Una società impugnava un estratto di ruolo lamentando la mancata notifica delle cartelle di pagamento. La Corte di Cassazione, applicando una nuova normativa (ius superveniens), ha dichiarato il ricorso originario inammissibile per difetto di interesse ad agire. La Corte ha chiarito che l'impugnazione dell'estratto di ruolo è consentita solo se il contribuente dimostra un pregiudizio concreto e attuale, come l'esclusione da appalti o la perdita di benefici con la P.A., condizioni non presenti nel caso di specie. La decisione sottolinea come la mancanza di interesse ad agire sia rilevabile d'ufficio in ogni stato e grado del processo.
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Giudicato penale nel tributario: Cassazione alle Sezioni Unite
Un contribuente, accertato sulla base di indagini bancarie, fa valere in Cassazione una sentenza di assoluzione penale. La Corte, di fronte al nuovo art. 21-bis che regola l'efficacia del giudicato penale nel tributario, rileva dubbi interpretativi sulla norma. Per questo, in attesa di una pronuncia delle Sezioni Unite su un caso analogo, rinvia la causa a nuovo ruolo.
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Estratto di ruolo: quando non è più impugnabile
Un contribuente ha impugnato un estratto di ruolo sostenendo la mancata notifica di cartelle esattoriali. La Corte di Cassazione, applicando una nuova normativa con efficacia retroattiva, ha dichiarato l'azione inammissibile. L'estratto di ruolo, infatti, non è più direttamente contestabile in tribunale, salvo in casi eccezionali di pregiudizio grave e dimostrato, non presenti in questa vicenda. La sentenza è stata quindi cassata senza rinvio per difetto di interesse ad agire.
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Accertamento bancario: onere della prova e motivazione
Un contribuente ha impugnato un avviso di accertamento fondato su un'indagine bancaria. La Corte di Cassazione ha annullato la sentenza di secondo grado che aveva respinto le prove del contribuente con una motivazione generica. Secondo la Corte, in caso di accertamento bancario, il giudice ha l'obbligo di esaminare analiticamente le prove fornite e non può liquidarle con formule di stile, pena la nullità della sentenza per 'motivazione apparente'. Il caso è stato rinviato per un nuovo esame.
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Impugnazione estratto di ruolo: quando è possibile?
Un contribuente impugna un estratto di ruolo sostenendo di non aver mai ricevuto le cartelle di pagamento. La Cassazione dichiara il ricorso inammissibile applicando la nuova normativa che limita l'impugnazione estratto di ruolo a specifici casi di pregiudizio. La Corte stabilisce che, in assenza di tale prova, manca l'interesse ad agire del ricorrente, cassando la sentenza senza rinvio.
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