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Ius Superveniens — Anno 2025

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335 provvedimenti applicano questo termine

Altri anni per Ius Superveniens

Provvedimenti

Acquisizione sanante: sì all’applicazione retroattiva
La Corte di Cassazione ha stabilito la piena applicabilità dell'istituto dell'acquisizione sanante (art. 42-bis TUE) anche a fatti di occupazione illegittima di suoli privati da parte della Pubblica Amministrazione avvenuti prima dell'entrata in vigore della norma. A seguito dell'emanazione del provvedimento di acquisizione da parte di un Comune durante il giudizio, la Corte ha dichiarato l'improcedibilità della domanda di restituzione e risarcimento del danno avanzata dai proprietari, cassando le sentenze precedenti. La decisione si fonda sulla volontà del legislatore di porre fine al fenomeno delle espropriazioni indirette.
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Valore imposta di registro: non fa prova per i redditi
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza in esame, ha stabilito un importante principio in materia di accertamento fiscale. Ha chiarito che il valore di un immobile definito ai fini dell'imposta di registro non può essere automaticamente utilizzato per provare un maggior reddito ai fini delle imposte dirette. Tale valore costituisce solo un semplice indizio e l'Agenzia delle Entrate ha l'onere di fornire ulteriori prove gravi, precise e concordanti. La Corte ha inoltre censurato la decisione dei giudici di merito per aver erroneamente qualificato la natura dell'accertamento, violando il principio di corrispondenza tra il chiesto e il pronunciato.
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Prescrizione tributi erariali: la Cassazione decide
Una contribuente ha impugnato un estratto di ruolo per debiti IRPEF, lamentando la mancata notifica delle cartelle e la prescrizione quinquennale. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, confermando la prescrizione tributi erariali di dieci anni. Ha inoltre chiarito che l'estratto di ruolo non è impugnabile se le cartelle sottostanti sono state notificate correttamente e ha precisato i requisiti per la validità della notifica a terzi.
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Assoluzione penale e accertamento: la Cassazione attende
La Corte di Cassazione ha sospeso la decisione su un ricorso dell'Agenzia delle Entrate contro una società, in attesa di un pronunciamento delle Sezioni Unite. Il caso riguarda l'impatto di una assoluzione penale dell'amministratore sui debiti fiscali della società, alla luce di una nuova normativa (art. 21-bis d.lgs. 74/2000). La controversia nasce da un avviso di accertamento per IRES, IRAP e IVA, annullato in secondo grado proprio sulla base della vicenda penale. La Corte ha ritenuto opportuno attendere chiarimenti sulla portata e applicabilità della nuova legge prima di decidere il caso di specie.
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Amministratore di fatto: responsabilità per debiti fiscali
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un individuo ritenuto l'amministratore di fatto di una società 'cartiera'. La Corte ha confermato la sua piena responsabilità per i debiti fiscali e le sanzioni, stabilendo che quando la società è solo uno schermo fittizio per illeciti personali, non si applica il principio di responsabilità esclusiva dell'ente. L'amministratore di fatto è considerato il vero soggetto economico e, quindi, il diretto responsabile verso l'erario.
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Motivazione apparente: quando la sentenza è nulla
Una società ha ricevuto un avviso di accertamento fiscale per presunti ricavi non dichiarati. Dopo due sentenze sfavorevoli, la Corte di Cassazione ha annullato la decisione d'appello a causa di una motivazione apparente. La Corte ha stabilito che i giudici di merito non possono limitarsi a respingere le argomentazioni del contribuente senza fornire una spiegazione logica e dettagliata, violando così l'obbligo di una motivazione effettiva. Il caso è stato rinviato per un nuovo esame.
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Responsabilità amministratore: dovere di informarsi
Il caso analizza la sanzione irrogata dall'autorità di vigilanza finanziaria a un vicepresidente di un istituto di credito per omissioni informative in prospetti relativi a un aumento di capitale. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso del dirigente, confermando la sua colpevolezza e sottolineando come la responsabilità amministratore sussista anche in assenza di deleghe operative. La sentenza ribadisce il fondamentale dovere degli amministratori di informarsi attivamente sulla gestione societaria, specialmente in presenza di segnali di allarme, e chiarisce che l'onere di provare l'assenza di colpa grava sul sanzionato.
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Esenzione IMU agricola: Sì anche ai pensionati
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 14919/2025, ha stabilito che l'esenzione IMU agricola per i terreni spetta anche ai coltivatori diretti e imprenditori agricoli in pensione, a condizione che mantengano l'iscrizione alla previdenza agricola. La Corte ha chiarito che lo status di pensionato e la prevalenza del reddito da pensione non sono ostativi al beneficio fiscale, annullando la decisione di merito che aveva negato l'agevolazione a un contribuente.
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Agevolazioni IMU agricoltura: Sì anche ai pensionati
Un coltivatore diretto, titolare anche di una pensione di anzianità, si è visto negare le agevolazioni IMU sui terreni agricoli. La Corte di Cassazione, applicando una nuova norma con efficacia retroattiva (art. 78-bis, D.L. 104/2020), ha ribaltato la decisione. È stato stabilito che lo status di pensionato non preclude il diritto alle agevolazioni IMU agricoltura, a condizione che il soggetto sia regolarmente iscritto alla previdenza agricola. Tale iscrizione è considerata l'unico requisito necessario, senza dover confrontare il reddito agricolo con quello pensionistico.
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Responsabilità amministratore non esecutivo: il dovere di agire
Un amministratore di un istituto di credito, privo di deleghe operative, è stato sanzionato dalla CONSOB per l'omessa indicazione nei prospetti informativi di operazioni di "capitale finanziato". La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, confermando la sanzione e sottolineando la piena responsabilità dell'amministratore non esecutivo. La Corte ha stabilito che anche chi non ha ruoli operativi ha un preciso dovere di informarsi attivamente sulla gestione e sull'organizzazione aziendale, soprattutto in presenza di segnali di allarme. La sentenza ribadisce che, in materia di sanzioni amministrative, vige una presunzione di colpa, e spetta all'amministratore dimostrare di aver agito diligentemente per prevenire l'illecito.
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Responsabilità amministratore: la Cassazione conferma
La Corte di Cassazione ha confermato una sanzione dell'Autorità di vigilanza a un amministratore non esecutivo di una banca per non aver riportato nei prospetti informativi la pratica del 'capitale finanziato'. Il ricorso, basato su presunte violazioni procedurali e sulla mancanza di conoscenza dei fatti, è stato respinto. La Corte ha ribadito l'esistenza di un dovere attivo di informazione per tutti gli amministratori e ha confermato il principio della presunzione di colpa, ponendo a carico dell'amministratore l'onere di dimostrare di aver agito senza colpa. La decisione rafforza i doveri di vigilanza all'interno degli organi societari.
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Retribuzione ex lettori: No a stipendio da ricercatore
La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso di due ex lettrici universitarie, stabilendo che la loro retribuzione non deve essere permanentemente agganciata a quella dei ricercatori. Anche in presenza di un precedente giudicato favorevole, nuove leggi e contratti collettivi possono modificare il trattamento economico. La differenza viene conservata come assegno personale non rivalutabile, senza che ciò costituisca discriminazione. La Corte ha chiarito la corretta interpretazione della normativa sulla retribuzione ex lettori.
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Assoluzione penale nel processo tributario
Un'ordinanza interlocutoria della Corte di Cassazione affronta il caso di un contribuente, titolare di un'attività di commercio all'ingrosso, che ha ricevuto un avviso di accertamento basato su una ricostruzione induttiva dei ricavi. Dopo aver vinto nei primi due gradi di giudizio, in Cassazione il contribuente ha invocato una sentenza di assoluzione penale definitiva e una nuova legge (ius superveniens) che rafforza il valore del giudicato penale nel processo tributario. Data l'esistenza di contrasti giurisprudenziali sull'interpretazione e applicabilità della nuova norma, la Corte ha sospeso il giudizio e ha rimesso la questione alle Sezioni Unite per una decisione definitiva. La parola chiave del caso è l'effetto dell'assoluzione penale.
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Accertamento studi di settore: onere della prova
Una società di costruzioni ha impugnato un avviso di accertamento fiscale fondato sugli studi di settore. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, riaffermando che l'accertamento studi di settore si basa su presunzioni semplici che acquistano valore probatorio solo dopo un effettivo contraddittorio con il contribuente. In tale sede, spetta al contribuente l'onere di fornire la prova delle circostanze specifiche che giustificano lo scostamento dei ricavi dichiarati rispetto agli standard. La Corte ha ritenuto legittima la decisione dei giudici di merito, i quali avevano verificato l'avvenuto contraddittorio e la corretta valutazione delle argomentazioni difensive da parte dell'Amministrazione Finanziaria.
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Grave incongruenza: Cassazione annulla accertamento
Una società ha ricevuto un accertamento fiscale basato sugli studi di settore. La pretesa è stata ridotta dopo l'applicazione di uno studio più evoluto, lasciando una deviazione del 4,72%. La Corte di Cassazione ha annullato la decisione del giudice di merito, affermando che era necessario verificare se una così piccola differenza costituisse ancora una 'grave incongruenza', requisito fondamentale per la validità dell'accertamento. Il caso è stato rinviato per una nuova valutazione.
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Giudicato penale tributario: Cassazione alle SSUU
La Corte di Cassazione esamina il caso di un accertamento fiscale a carico di un grossista di cosmetici. A seguito dell'introduzione di una nuova legge sull'efficacia del giudicato penale tributario, il contribuente ha presentato una sentenza di assoluzione definitiva. Rilevando un contrasto giurisprudenziale sul tema, la Corte ha sospeso il giudizio in attesa di una pronuncia delle Sezioni Unite per chiarire l'impatto di un'assoluzione penale sul processo fiscale.
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Impugnazione estratto ruolo: quando è inammissibile
Un contribuente ha impugnato un estratto di ruolo sostenendo di non aver mai ricevuto le notifiche degli atti presupposti. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, chiarendo che il disconoscimento delle prove di notifica deve essere specifico e non generico. La decisione sottolinea i requisiti procedurali per una valida impugnazione estratto ruolo, confermando che la produzione dell'avviso di ricevimento è prova sufficiente della notifica, salvo querela di falso.
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Interesse ad agire: quando impugnare una cartella
Un contribuente ha impugnato una cartella di pagamento, di cui è venuto a conoscenza tramite un estratto di ruolo, sostenendo la prescrizione del credito. La Corte di Cassazione ha dichiarato l'azione inammissibile per carenza di interesse ad agire. Secondo la Corte, per contestare una cartella non notificata è necessario dimostrare un pregiudizio concreto e attuale derivante dall'iscrizione a ruolo, come la sospensione di una pensione, e non è sufficiente un mero rischio futuro o ipotetico.
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Rimborso tributi sisma: quando spetta la restituzione
Una società colpita dal terremoto in Abruzzo ha richiesto il rimborso per le imposte versate in eccesso rispetto alla soglia del 40% fissata da una legge successiva. La Corte di Cassazione ha stabilito che il diritto al rimborso tributi sisma per le imposte dirette (IRES e IRAP) sussiste, ma è condizionato al rispetto delle normative europee sugli aiuti di Stato. Ha invece escluso il rimborso per l'IVA. La sentenza del giudice di merito è stata quindi parzialmente annullata con rinvio.
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Pay back farmaci: vale l’offerta, non l’aggiudica
Una società farmaceutica si è vista contestare il pagamento di una fornitura da un'Azienda Sanitaria, la quale pretendeva uno sconto del 5% su farmaci oggetto di gara. La Corte di Cassazione ha stabilito che, sebbene la gara fosse stata bandita prima della legge sul "pay back farmaci", le offerte erano state presentate quando una riduzione di prezzo era già obbligatoria. La successiva legge sul pay back ha solo modificato le modalità di versamento dello sconto (direttamente alla Regione anziché all'Azienda Sanitaria), senza alterare le condizioni economiche dell'offerta. Di conseguenza, il ricorso dell'Azienda Sanitaria è stato respinto.
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