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Inadempimento — Anno 2026

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109 provvedimenti applicano questo termine

Altri anni per Inadempimento

Provvedimenti

Responsabilità intermediario finanziario e prova danno
La Corte di Cassazione ha confermato l'inammissibilità del ricorso presentato da un investitore contro un istituto di credito. Il caso riguardava presunte irregolarità in contratti bancari e la violazione degli obblighi informativi in un investimento finanziario. La Suprema Corte ha ribadito che, ai fini della responsabilità intermediario finanziario, non è sufficiente lamentare l'inadempimento degli obblighi di informazione, ma è necessario allegare e provare il pregiudizio economico concreto subito e il nesso di causalità tra la condotta e il danno.
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Condotta elusiva: quando è reato ex art. 388 c.p.
La Cassazione dichiara inammissibile un ricorso contro una condanna per il reato previsto dall'art. 388 c.p. La Corte chiarisce che una semplice riproposizione delle proprie tesi, senza un confronto critico con la sentenza d'appello che aveva già motivato sulla sussistenza di una vera e propria condotta elusiva e non di un mero inadempimento, rende il ricorso generico e quindi inammissibile.
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Responsabilità commercialista: l’obbligo di informare
Un cliente ha citato in giudizio il proprio commercialista per aver omesso la dichiarazione di uno yacht nel quadro RW, causando sanzioni fiscali. I tribunali di merito avevano respinto la richiesta. La Corte di Cassazione ha ribaltato la decisione, affermando che la responsabilità commercialista comprende un ampio dovere di informare il cliente su rischi e opzioni, non limitandosi alla mera esecuzione tecnica. Il caso è stato rinviato per un nuovo esame.
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Inadempimento obblighi informativi: risoluzione contratto
Un istituto di credito ha impugnato una decisione che aveva sancito la risoluzione di un contratto di investimento a causa dell'inadempimento degli obblighi informativi. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, confermando che una grave violazione dei doveri informativi giustifica la risoluzione contrattuale, distinguendola nettamente dall'azione di risarcimento del danno, per la quale è invece necessario provare il nesso causale.
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Compenso professionale: quando spetta senza risultato
La Corte di Cassazione ha confermato il diritto di un consulente a ricevere il proprio compenso professionale per un'attività di assistenza in un'acquisizione aziendale, anche se l'affare non si è concluso. L'ordinanza sottolinea che le contestazioni dei clienti sull'operato del professionista sono state respinte perché formulate in modo generico e tardivo, violando le preclusioni processuali. La Corte ha ribadito che l'obbligazione del professionista è di mezzi e non di risultato, e il compenso è stato liquidato secondo le tariffe professionali in base al valore dell'operazione.
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Certificato di agibilità: quando il recesso è legittimo
La Corte di Cassazione ha confermato la legittimità del recesso di un promissario acquirente da un contratto preliminare di compravendita. La causa del recesso era la mancata consegna del certificato di agibilità da parte dei promittenti venditori entro la data del rogito. La Corte ha stabilito che tale mancanza, unita all'assenza dei requisiti sostanziali per ottenere il certificato, costituisce un inadempimento di grave importanza che giustifica la risoluzione del contratto e la richiesta di restituzione del doppio della caparra.
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Responsabilità professionale avvocato: il caso
La Corte di Cassazione conferma il rigetto della richiesta di compenso di un avvocato per l'assistenza a un'impresa in crisi. La Corte ha stabilito che la responsabilità professionale dell'avvocato impone di fornire prestazioni utili. Proporre una soluzione di risanamento palesemente impraticabile fin dall'inizio, data la condizione dell'impresa, costituisce un inadempimento contrattuale che non dà diritto al pagamento.
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Inadempimento contratto preliminare: il caso risolto
La Corte di Cassazione conferma la risoluzione di un contratto preliminare di compravendita immobiliare a causa del grave inadempimento della società promittente venditrice. Quest'ultima aveva omesso di dichiarare all'ente pubblico acquirente l'esistenza di un pignoramento gravante sull'immobile. La Corte ha ritenuto tale omissione un fatto decisivo che giustifica l'inadempimento contratto preliminare, poiché il vincolo sottraeva la disponibilità del bene, rendendo impossibile la realizzazione del progetto per cui l'ente lo stava acquistando.
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Onere della prova mobilità: la Cassazione decide
Una docente si vede negato il trasferimento richiesto, superata da colleghi con punteggio inferiore. La Corte di Cassazione, ribaltando le decisioni dei giudici di merito, stabilisce un principio fondamentale sull'onere della prova mobilità: non spetta al docente dimostrare l'errore in una procedura complessa e poco trasparente, ma è il Ministero dell'Istruzione a dover provare la correttezza del proprio operato. La Corte ha chiarito che il lavoratore deve solo allegare l'inadempimento, invertendo l'onere probatorio in base al principio di vicinanza della prova.
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