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Illecito Di Pericolo

5 provvedimenti applicano questo termine

Definizione

Un tipo di infrazione in cui la legge punisce un comportamento per il solo fatto che crea un rischio per un bene giuridico protetto, senza che si verifichi un danno effettivo.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Sanzioni Consob per esponenti aziendali: stop ai raggiri
La Corte di Cassazione ha confermato la legittimità delle sanzioni Consob per esponenti aziendali irrogate nei confronti di un dirigente e amministratore delegato di una società di intermediazione finanziaria. Il manager aveva autorizzato compensi anomali per coprire le perdite causate da un consulente radiato e aveva mantenuto l'assegnazione della clientela alla compagna di quest'ultimo contro i divieti interni. La Suprema Corte ha chiarito che la responsabilità scatta per la semplice violazione dei doveri di diligenza, correttezza e trasparenza idonea a creare un pericolo per il mercato. Non serve la prova di un danno effettivo agli investitori. Il ricorso del manager è stato respinto con condanna alle spese processuali.
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Farmacista e Grossista: Multata per Stoccaggio Non Autorizzato
Una farmacista, titolare anche di un'autorizzazione per la distribuzione all'ingrosso, ha utilizzato i locali della propria farmacia al dettaglio per il primo stoccaggio di medicinali destinati alla vendita all'ingrosso. Questa pratica, finalizzata a sfruttare canali di approvvigionamento più rapidi riservati alle farmacie, ha portato a sanzioni da parte dell'Azienda Sanitaria Locale. La Corte di Cassazione ha confermato le multe, stabilendo che lo stoccaggio farmaci in locale non autorizzato è illegittimo. Il principio sancito è che le attività di farmacia e di grossista devono rimanere nettamente separate, con locali e flussi di merce distinti, anche se gestite dallo stesso soggetto. L'appello della farmacista è stato respinto perché la sua condotta ha violato le norme sulla tracciabilità e sicurezza della filiera del farmaco.
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Concorrenza sleale del terzo: condanna anche senza risarcimento
Un'ex dirigente, divenuta presidente di una nuova cooperativa concorrente, ha sottratto soci e una licenza software alla sua precedente azienda tramite comunicazioni ingannevoli. La Corte di Cassazione ha confermato la sua responsabilità, stabilendo un importante principio sulla **concorrenza sleale del terzo**: anche chi non è formalmente un imprenditore risponde di concorrenza sleale se agisce nell'interesse di un concorrente. I giudici hanno chiarito che per la condanna è sufficiente la potenzialità del danno, non la prova del suo ammontare. Di conseguenza, pur negando il risarcimento economico per mancanza di prove quantitative, hanno confermato la sanzione della pubblicazione della sentenza.
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Obbligo dichiarativo: anche un titolo falso va dichiarato
Un viaggiatore viene sanzionato per non aver dichiarato alla dogana una cambiale di alto valore, che sostiene essere falsa. La Corte di Cassazione conferma la sanzione, stabilendo che l'obbligo dichiarativo si estende a qualsiasi strumento che appaia negoziabile, indipendentemente dalla sua effettiva validità o falsità. La finalità della norma è preventiva e mira a contrastare il riciclaggio, monitorando tutti i titoli potenzialmente idonei a creare rapporti obbligatori.
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Custodia di armi: non è reato se manca una parte
La Corte di Cassazione ha annullato una condanna per omessa custodia di armi nei confronti di un uomo a cui era caduto un fucile dall'auto. La Corte ha stabilito che, essendo il fucile privo dell'otturatore e quindi non immediatamente utilizzabile, non sussiste il reato. La norma sulla custodia di armi mira a prevenire il pericolo immediato che un'arma possa essere sottratta e usata, pericolo che non esiste se l'arma è incompleta.
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