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Guida In Stato Di Ebbrezza — Anno 2022

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247 provvedimenti applicano questo termine

Altri anni per Guida In Stato Di Ebbrezza

Provvedimenti

Guida in stato di ebbrezza: l’alcoltest batte la scusa dell’amaro
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un automobilista condannato per guida in stato di ebbrezza aggravata. Il conducente contestava l'attendibilità dell'alcoltest, sostenendo che l'esame avesse misurato solo i vapori di un amaro assunto poco prima del controllo e non l'alcol effettivo nei polmoni. La Suprema Corte ha chiarito che i giudici di merito hanno correttamente valutato l'intera condotta, inclusa l'assunzione di quattro bicchieri di vino nelle ore precedenti. Inoltre, le obiezioni sul funzionamento dell'apparecchio sono state ritenute semplici congetture non supportate da prove. Di conseguenza, la condanna è stata confermata e il ricorrente è stato condannato a pagare le spese processuali e una sanzione pecuniaria.
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Guida in stato di ebbrezza: l’incidente esiste anche senza danni
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di una conducente condannata per il reato di guida in stato di ebbrezza, aggravato dall'aver provocato un incidente stradale. La difesa lamentava la tardiva trasmissione delle conclusioni del Procuratore Generale e l'assenza di danni a cose o persone, sostenendo che non si potesse configurare un vero e proprio sinistro. I giudici hanno chiarito che il ritardo procedurale non comporta nullità se non lede concretamente il diritto di difesa. Inoltre, per la configurabilità dell'aggravante dell'incidente stradale è sufficiente qualsiasi turbamento inatteso della circolazione che crei pericolo per la collettività, a prescindere dalla presenza di danni effettivi o dal coinvolgimento di altri veicoli. Di conseguenza, la condanna è stata confermata con l'aggiunta di una sanzione pecuniaria.
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Guida in stato di ebbrezza in bicicletta: condanna senza patente
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per il reato di guida in stato di ebbrezza in bicicletta nei confronti di un uomo sorpreso a pedalare con un tasso alcolemico di 2,77 g/l, dopo aver urtato un pedone. Il Ciclista sosteneva che il reato non potesse applicarsi a chi conduce una bicicletta, poiché per tale mezzo non è richiesta la patente e non si può applicare la sanzione accessoria della sospensione del titolo di guida. I giudici hanno respinto la tesi, chiarendo che la norma tutela la sicurezza stradale e si applica a qualsiasi mezzo idoneo a interferire con la circolazione. È stata inoltre negata la particolare tenuità del fatto a causa dell'elevato livello di alcol nel sangue e del pericolo concreto creato. Il ricorso è stato dichiarato inammissibile.
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Guida in stato di ebbrezza: lavori utili o sconto di pena?
Un automobilista, condannato per il reato di guida in stato di ebbrezza aggravata, ha richiesto in appello la sostituzione della pena con il lavoro di pubblica utilità e, solo in via subordinata, una riduzione della sanzione. La Corte d'appello ha accolto la richiesta principale di sostituzione. L'imputato ha comunque fatto ricorso in Cassazione, lamentando la mancata riduzione della pena e il mancato riconoscimento delle attenuanti generiche basato sulla sua incensuratezza. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. I giudici hanno chiarito che l'accoglimento della richiesta principale assorbe quella subordinata, esonerando il giudice dal valutarla. Inoltre, l'incensuratezza da sola non garantisce lo sconto di pena. Il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese e di una sanzione pecuniaria.
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Guida in stato di ebbrezza: il ricorso in ritardo costa caro
Il caso riguarda un automobilista condannato per il reato di guida in stato di ebbrezza aggravata. L'imputato ha proposto ricorso in Cassazione contestando il mancato riconoscimento della particolare tenuità del fatto e delle attenuanti generiche. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile principalmente perché presentato oltre i termini di legge (tardivo). Inoltre, i motivi di ricorso sono stati ritenuti generici e non confrontati con la decisione della Corte d'Appello, la quale aveva legittimamente negato le attenuanti a causa dei precedenti penali del soggetto. Di conseguenza, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria a favore della cassa delle ammende.
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Guida in stato di ebbrezza: il test tardivo evita la condanna?
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un automobilista condannato per guida in stato di ebbrezza. Il conducente contestava la validità del test alcolemico eseguito quattro ore dopo l'incidente e la mancanza di avvisi sulla facoltà di farsi assistere da un difensore. I giudici hanno chiarito che il decorso del tempo non invalida l'accertamento, in quanto il tasso alcolemico al momento della guida era presumibilmente ancora più alto. Inoltre, i verbali dimostravano che l'imputato era stato regolarmente avvisato dei suoi diritti prima del prelievo. Di conseguenza, la Suprema Corte ha confermato la condanna, respingendo anche le richieste di applicazione della particolare tenuità del fatto e delle attenuanti generiche, e condannando il ricorrente al pagamento delle spese e di una sanzione pecuniaria.
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Guida in stato di ebbrezza: no alla confisca dell’auto altrui
Un conducente, sorpreso alla guida con un tasso alcolemico elevato, viene accusato di guida in stato di ebbrezza. Il veicolo appartiene a una terza persona estranea ai fatti. In primo grado viene disposta la revoca della patente ma non la confisca dell'auto. La Corte d'appello dichiara il reato estinto per prescrizione, ma ordina la trasmissione degli atti al Prefetto per l'applicazione della confisca del veicolo e della sospensione della patente. La Corte di Cassazione accoglie il ricorso del conducente e annulla senza rinvio la decisione sulle sanzioni accessorie. I giudici chiariscono che la prescrizione del reato preclude al giudice penale l'applicazione delle sanzioni amministrative, la cui competenza spetta esclusivamente al Prefetto. Inoltre, la confisca è illegittima se il veicolo appartiene a un soggetto estraneo al reato.
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