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Guida In Stato Di Ebbrezza — Anno 2025

37 provvedimenti applicano questo termine

Altri anni per Guida In Stato Di Ebbrezza

Provvedimenti

Guida in stato di ebbrezza: la prova sintomatica
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per guida in stato di ebbrezza basata esclusivamente su prove sintomatiche. L'imputato, che si era rifiutato di sottoporsi all'alcoltest, è stato condannato per la fattispecie penale (art. 186, co. 2, lett. b) e non per quella amministrativa, data l'estrema gravità dei sintomi manifestati, quali agitazione, aggressività e condotte autolesionistiche.
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Guida in stato di ebbrezza: ricorso inammissibile
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un automobilista condannato per guida in stato di ebbrezza con un tasso alcolemico elevatissimo (3,11 g/l) e per aver causato un incidente. La Corte ha stabilito che i motivi basati sulla rivalutazione delle prove, sulla richiesta di tenuità del fatto e sulle attenuanti generiche non sono ammissibili in sede di legittimità, confermando così la condanna inflitta nei gradi di merito.
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Guida in stato di ebbrezza: la difesa post-incidente
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un automobilista condannato per guida in stato di ebbrezza. L'imputato sosteneva di aver assunto alcol e farmaci solo dopo l'incidente per alleviare il dolore, ma la Corte ha ribadito che una tale difesa, per essere credibile, deve essere supportata da prove concrete e specifiche, che nel caso di specie mancavano del tutto. La sentenza chiarisce l'onere probatorio a carico di chi avanza questa tesi difensiva.
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Guida in stato di ebbrezza: quando il ricorso è nullo
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un automobilista condannato per guida in stato di ebbrezza con l'aggravante di aver causato un incidente. L'ordinanza chiarisce che non è possibile chiedere alla Suprema Corte una nuova valutazione dei fatti già accertati nei gradi di merito e conferma che la pericolosità della condotta esclude sia la particolare tenuità del fatto sia le attenuanti generiche.
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Guida in stato di ebbrezza: ubriaco in auto ferma?
Un automobilista viene trovato addormentato e in stato di ebbrezza all'interno della sua auto ferma, ma con il motore acceso. La Corte di Appello aveva dichiarato la non punibilità per tenuità del fatto. La Corte di Cassazione, invece, annulla la sentenza, chiarendo che la sola presenza in un'auto ferma, anche se accesa, non è sufficiente a provare il reato di guida in stato di ebbrezza. È necessario dimostrare che l'individuo stesse effettivamente guidando o che la sosta fosse una fase della circolazione.
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Guida in stato di ebbrezza: nullità non eccepita
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un automobilista condannato per guida in stato di ebbrezza. La corte ha stabilito che la mancata notifica del diritto all'assistenza legale prima del test alcolemico costituisce una nullità che deve essere eccepita entro la sentenza di primo grado. Non essendo stata sollevata tempestivamente, la nullità si è sanata, precludendo un esame nel merito della questione.
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Guida in stato di ebbrezza: ricorso inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un automobilista condannato per guida in stato di ebbrezza e sotto l'effetto di stupefacenti. I motivi, incentrati sul presunto travisamento della prova testimoniale e sulla validità degli accertamenti ematici, sono stati respinti. La Corte ha confermato che la particolare tenuità del fatto non è applicabile data l'elevata pericolosità della condotta.
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Guida in stato di ebbrezza: test valido anche se irregolare
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un automobilista condannato per guida in stato di ebbrezza. Si stabilisce che un alcooltest con misurazioni irregolari è valido se supportato da altri elementi sintomatici. La causa di non punibilità per tenuità del fatto è stata negata a causa della guida senza patente, considerata una circostanza aggravante.
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Guida in stato di ebbrezza: bere dopo l’incidente?
Un motociclista, condannato per guida in stato di ebbrezza con l'aggravante di aver causato un incidente notturno, ha fatto ricorso sostenendo di aver bevuto solo dopo il sinistro. La Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, giudicando la versione difensiva implausibile e confermando la condanna. L'ordinanza sottolinea come il tentativo di ottenere una nuova valutazione dei fatti sia inammissibile in sede di legittimità.
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Guida in stato di ebbrezza: ricorso inammissibile
La Corte di Cassazione ha confermato una condanna per guida in stato di ebbrezza, dichiarando inammissibile il ricorso dell'imputato. I motivi, incentrati sulla presunta irregolarità dell'etilometro e sulla valutazione delle prove, sono stati ritenuti una mera ripetizione di doglianze già respinte in appello, senza presentare nuovi elementi di diritto. La Corte ha quindi condannato il ricorrente al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Guida in stato di ebbrezza: ricorso inammissibile
Un automobilista condannato per guida in stato di ebbrezza ha presentato ricorso in Cassazione, riproponendo le stesse argomentazioni già respinte in Appello. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, sottolineando che l'onere di provare l'inattendibilità dell'alcoltest spetta all'imputato. L'inammissibilità ha inoltre impedito la dichiarazione della prescrizione del reato, maturata successivamente alla sentenza di secondo grado. L'imputato è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una somma alla Cassa delle ammende.
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Guida in stato di ebbrezza: calcolo pena e aggravanti
La Corte di Cassazione ha annullato una sentenza per guida in stato di ebbrezza a carico di un autotrasportatore, a causa di una motivazione carente sul calcolo della pena. Il caso riguardava la complessa interazione tra le attenuanti generiche e due diverse aggravanti: quella per aver causato un incidente e quella 'privilegiata' per i conducenti professionali. La Corte ha ribadito la necessità per i giudici di seguire un percorso logico-giuridico preciso nel bilanciare le circostanze, annullando la decisione limitatamente al trattamento sanzionatorio e rinviando per un nuovo esame.
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Guida in stato di ebbrezza: ricorso inammissibile
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un automobilista condannato per guida in stato di ebbrezza con un tasso alcolemico elevato. La Corte ha confermato la decisione dei giudici di merito, respingendo i motivi legati alla particolare tenuità del fatto, all'utilizzabilità dell'alcoltest e al bilanciamento delle circostanze attenuanti, data la gravità della condotta.
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Guida in stato di ebbrezza: appello inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un automobilista condannato per guida in stato di ebbrezza con le aggravanti dell'incidente notturno. Il ricorso è stato respinto perché si limitava a riproporre le stesse censure già esaminate e rigettate nei precedenti gradi di giudizio, senza sollevare vizi logici o giuridici rilevanti contro la decisione di merito, basata su un doppio accertamento conforme.
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Guida in stato di ebbrezza: auto ferma è reato?
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 13599/2025, ha confermato che il reato di guida in stato di ebbrezza sussiste anche se il veicolo è fermo sulla pubblica via. Nel caso esaminato, una conducente è stata trovata addormentata nella sua auto, ferma in mezzo alla carreggiata con il motore acceso. La Corte ha dichiarato il suo ricorso inammissibile, ribadendo il principio secondo cui la fermata è una fase della circolazione stradale, rendendo irrilevante che il veicolo fosse in movimento o meno al momento del controllo.
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Guida in stato di ebbrezza: assorbe il rifiuto?
Un automobilista, dopo un incidente, tenta di eludere l'alcoltest ma viene comunque misurato un tasso di 2,46 g/l. La Cassazione conferma la condanna per guida in stato di ebbrezza, chiarendo che tale reato, una volta accertato, assorbe quello meno grave di rifiuto di sottoporsi al test. Inammissibile il ricorso dell'imputato.
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Guida in stato di ebbrezza: ricorso inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un automobilista condannato per guida in stato di ebbrezza. La Corte ha ribadito che, in presenza di indizi gravi, precisi e concordanti, spetta all'imputato l'onere della prova di aver consumato alcolici dopo l'incidente. Il ricorso, giudicato generico e riproduttivo di censure già respinte, non ha superato il vaglio di legittimità, impedendo anche la declaratoria di prescrizione del reato.
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Guida in stato di ebbrezza: bere dopo l’incidente?
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un conducente condannato per guida in stato di ebbrezza con un tasso alcolemico molto elevato. La difesa dell'imputato, che sosteneva di aver consumato alcol solo dopo l'incidente e prima dell'arrivo delle forze dell'ordine, è stata ritenuta infondata e non provata, data la brevità del tempo intercorso (32 minuti). La Corte ha quindi confermato la condanna.
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Guida in stato di ebbrezza: ricorso inammissibile
Un automobilista, condannato per guida in stato di ebbrezza aggravata da un incidente, ha presentato ricorso in Cassazione. La Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, confermando che l'avviso del diritto alla difesa dato sulla scena è sufficiente, che la richiesta di rito abbreviato sana eventuali nullità precedenti e che l'applicazione di sanzioni sostitutive richiede una esplicita richiesta da parte dell'imputato, anche nel rito cartolare.
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Guida in stato di ebbrezza: prova e prescrizione
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un automobilista condannato per guida in stato di ebbrezza. La sentenza chiarisce che spetta all'imputato dimostrare il malfunzionamento dell'etilometro e conferma l'applicazione delle norme sulla sospensione della prescrizione introdotte dalla "legge Orlando" per i reati commessi dopo il 3 agosto 2017.
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