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Guida In Stato Di Ebbrezza — Anno 2025

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37 provvedimenti applicano questo termine

Altri anni per Guida In Stato Di Ebbrezza

Provvedimenti

Guida in stato di ebbrezza: l’avviso al difensore
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un automobilista condannato per guida in stato di ebbrezza. Il ricorrente lamentava la nullità dell'accertamento per presunta violazione del diritto di difesa, sostenendo di non essere stato avvisato della facoltà di farsi assistere da un difensore. La Corte ha respinto il ricorso, confermando la decisione della Corte d'Appello, poiché le prove documentali e testimoniali (verbali e dichiarazione di un agente) attestavano che l'avviso era stato regolarmente dato. I motivi del ricorso sono stati giudicati come una mera riproposizione di censure già esaminate e respinte nei gradi di merito.
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Guida in stato di ebbrezza: quando non si applica
Un automobilista condannato per guida in stato di ebbrezza, con un tasso alcolemico elevato e dopo aver causato un incidente autonomo, ha visto respinta la sua richiesta di non punibilità per particolare tenuità del fatto. La Corte di Cassazione ha confermato la decisione, sottolineando che un tasso alcolemico rientrante nella fascia più grave e il verificarsi di un sinistro stradale indicano un pericolo concreto per la sicurezza pubblica, incompatibile con la concessione del beneficio previsto dall'art. 131-bis c.p.
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Guida in stato di ebbrezza: l’alcoltest è prova
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un'automobilista condannata per guida in stato di ebbrezza. La Corte ha ribadito che l'esito positivo dell'alcoltest costituisce piena prova della colpevolezza e spetta alla difesa dimostrare eventuali vizi dello strumento o della procedura. È stato inoltre confermato che la rinnovazione delle prove in appello è un'eccezione e non un diritto, potendo il giudice negarla se ritiene sufficienti gli atti già acquisiti.
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Guida in stato di ebbrezza: quando il ricorso è nullo
Una conducente, condannata per guida in stato di ebbrezza con un tasso alcolemico molto elevato, ha presentato ricorso in Cassazione. Ha contestato la mancata ammissione di testimoni, l'errata valutazione delle sue condizioni di salute (anoressia) e ha richiesto l'applicazione della causa di non punibilità per tenuità del fatto. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, stabilendo che la scelta di non ammettere nuove prove in appello è discrezionale, che la valutazione dei fatti non è sindacabile in sede di legittimità e che la tenuità del fatto non può essere eccepita per la prima volta in Cassazione.
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Guida in stato di ebbrezza: il ricorso è inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un automobilista condannato per guida in stato di ebbrezza dopo aver causato un incidente. La tesi difensiva, basata sulla presunta presenza di una macchia d'olio, non ha trovato riscontro, mentre gli indizi a carico dell'imputato, come l'alito vinoso, erano evidenti. La condanna al pagamento delle spese e di una sanzione è stata confermata.
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Guida in stato di ebbrezza: ricorso inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un automobilista condannato per guida in stato di ebbrezza. I motivi del ricorso, basati su presunti 'falsi positivi' dell'alcoltest dovuti a farmaci e sull'intervenuta prescrizione, sono stati rigettati. La Corte ha stabilito che le critiche all'attendibilità della prova erano questioni di merito non valutabili in sede di legittimità e che la prescrizione era stata correttamente calcolata secondo la 'Riforma Orlando', applicabile ai reati commessi nel periodo in questione.
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Guida in stato di ebbrezza: ricorso inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un automobilista condannato per guida in stato di ebbrezza. La sentenza chiarisce punti cruciali sulla prescrizione del reato, sull'onere della prova relativo al malfunzionamento dell'etilometro e sull'applicazione della circostanza attenuante del risarcimento del danno. Per i reati commessi fino al 31 dicembre 2019, si applicano specifiche norme sulla sospensione della prescrizione. Inoltre, spetta all'imputato l'onere di contestare specificamente il cattivo funzionamento dell'etilometro, non essendo sufficiente una generica doglianza. Infine, il risarcimento del danno per ottenere l'attenuante deve riguardare solo gli effetti normali e diretti del reato.
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Guida in stato di ebbrezza: avviso al difensore valido
Un automobilista condannato per guida in stato di ebbrezza, con l'aggravante di aver causato un incidente, ha presentato ricorso in Cassazione lamentando la nullità del prelievo ematico eseguito in ospedale, poiché non preceduto da un nuovo avviso della facoltà di farsi assistere da un difensore. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, stabilendo che l'avviso dato e sottoscritto in precedenza era sufficiente, confermando così la condanna e la revoca della patente.
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Guida in stato di ebbrezza: quando c’è incidente?
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un'automobilista condannata per guida in stato di ebbrezza con l'aggravante di aver causato un incidente. La Corte chiarisce che per 'incidente stradale' si intende qualsiasi evento che alteri la circolazione, inclusa la semplice uscita di strada del veicolo, senza necessità di coinvolgere terzi o causare danni. Viene inoltre ribadito che la Cassazione non può riesaminare le prove, come la valutazione dello stato di ebbrezza, se la decisione dei giudici di merito è logicamente motivata.
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Guida in stato di ebbrezza: ricorso inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un automobilista condannato per guida in stato di ebbrezza. Il conducente, dopo aver causato un incidente stradale, era risultato positivo all'alcol test con un tasso di 1,65 g/l. La Suprema Corte ha confermato che l'elevato tasso alcolemico e il coinvolgimento in un sinistro escludono sia l'applicazione della causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto (art. 131-bis c.p.), sia la concessione della sospensione condizionale della pena.
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Guida in stato di ebbrezza: avviso del difensore
Un motociclista viene condannato per guida in stato di ebbrezza aggravata dall'aver causato un incidente stradale. L'imputato ricorre in Cassazione sostenendo l'inutilizzabilità del test alcolemico, effettuato in ospedale, per mancato avviso della facoltà di farsi assistere da un difensore. La Corte Suprema rigetta il ricorso, chiarendo che l'avviso è obbligatorio quando la polizia giudiziaria richiede l'analisi su un prelievo ematico a fini probatori. Tuttavia, nel caso specifico, i giudici di merito avevano accertato che l'avviso era stato dato. Viene inoltre confermata la nozione di 'incidente stradale' come qualsiasi evento che interrompa la circolazione e crei pericolo, ricollegabile alla condotta alterata del conducente.
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Guida in stato di ebbrezza: appello nullo e condanna
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un automobilista condannato per guida in stato di ebbrezza con l'aggravante di aver causato un sinistro stradale. La Corte ha stabilito che le censure mosse dalla difesa, relative alla ricostruzione dei fatti e alla valutazione delle prove, non costituiscono un vizio di motivazione ma un tentativo di riesame del merito, non consentito in sede di legittimità. La motivazione della Corte d'Appello, che ha logicamente collegato l'incidente allo stato di alterazione del conducente, è stata ritenuta congrua e adeguata.
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Guida in stato di ebbrezza: la curva di Widmark
Un automobilista, condannato per guida in stato di ebbrezza dopo un incidente con un tasso alcolemico molto elevato (2,80 g/l), ha presentato ricorso in Cassazione. Sosteneva che, secondo la curva di Widmark, il suo tasso alcolemico al momento del sinistro fosse più basso. La Corte ha respinto il ricorso, affermando che la curva di Widmark offre solo un modello generale e non può essere usata per calcoli retroattivi senza prove concrete. Inoltre, ha confermato il diniego della sospensione condizionale della pena, basato non sul precedente reato (sebbene estinto), ma sulla specifica ricaduta, indicativa di una prognosi negativa sul comportamento futuro dell'imputato.
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Guida in stato di ebbrezza: quando l’incidente esclude?
Un automobilista, condannato per guida in stato di ebbrezza aggravata dall'aver causato un incidente, ha fatto ricorso in Cassazione. Chiedeva l'applicazione della non punibilità per tenuità del fatto e contestava l'aggravante. La Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, confermando che l'impatto con un guard-rail integra la nozione di incidente e che la gravità del fatto esclude l'applicazione dell'art. 131-bis c.p.
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Guida in stato di ebbrezza: onere della prova etilometro
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un automobilista condannato per guida in stato di ebbrezza. La Corte ribadisce che l'esito positivo dell'alcoltest costituisce prova legale e spetta all'imputato dimostrare, con allegazioni specifiche, eventuali vizi dello strumento. Viene inoltre esclusa l'applicabilità della causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto a causa dell'elevato tasso alcolemico riscontrato.
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Guida in stato di ebbrezza: quando è valida la prova
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un automobilista condannato per guida in stato di ebbrezza. La Corte stabilisce che la menzione sul verbale è prova sufficiente dell'avviso di farsi assistere da un legale. Inoltre, per contestare l'etilometro non basta un dubbio generico, ma serve un'allegazione specifica di malfunzionamento, onere che grava sull'imputato.
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Guida stato di ebbrezza: quando il ricorso è inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un automobilista condannato per guida in stato di ebbrezza a seguito di un sinistro. L'imputato contestava di essere stato il conducente, ma la Corte ha ritenuto tale obiezione una censura di merito non valutabile in sede di legittimità. La decisione si fonda su prove concrete raccolte dai giudici di merito, come l'assenza di altri soggetti sul luogo dell'incidente, l'intestazione del veicolo al ricorrente e la sua sottoscrizione del verbale di contestazione.
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