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Guida In Stato Di Ebbrezza — Anno 2022

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247 provvedimenti applicano questo termine

Altri anni per Guida In Stato Di Ebbrezza

Provvedimenti

Guida in stato di ebbrezza: quando l’alcoltest fa prova
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un automobilista condannato per guida in stato di ebbrezza. Il conducente sosteneva il malfunzionamento dell'etilometro, ritenendo le prove basate su semplici presunzioni. I giudici hanno invece chiarito che l'esito positivo dell'alcoltest costituisce una prova legale valida e affidabile dello stato di alterazione. Spetta interamente alla difesa l'onere di dimostrare il mancato funzionamento o l'assenza delle verifiche periodiche dello strumento, ad esempio richiedendo il libretto metrologico. Di conseguenza, l'automobilista perde definitivamente la causa, con la conferma della condanna penale e l'obbligo di pagare le spese processuali e una sanzione di tremila euro alla Cassa delle ammende.
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Guida in stato di ebbrezza: condanna annullata per prescrizione
Il caso riguarda un automobilista condannato nei gradi di merito per il reato di guida in stato di ebbrezza, commesso nel 2015. Il conducente ha proposto ricorso in Cassazione lamentando, tra l'altro, la mancata prova del corretto funzionamento dell'etilometro e l'omessa applicazione della particolare tenuità del fatto. La Suprema Corte, senza entrare nel merito delle singole contestazioni, ha rilevato che il reato si era estinto per il decorso del termine massimo di prescrizione, calcolato tenendo conto delle sospensioni dovute all'emergenza sanitaria. Di conseguenza, i giudici hanno annullato senza rinvio la sentenza di condanna, sancendo la vittoria del ricorrente grazie all'estinzione del reato per intervenuta prescrizione.
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Guida in stato di ebbrezza: l’alcoltest dopo l’incidente è valido
Il conducente di un camion con semirimorchio, coinvolto in un incidente stradale, è stato condannato per guida in stato di ebbrezza dopo che l'alcoltest ha rivelato valori superiori ai limiti di legge. La difesa ha contestato l'attendibilità del test e ha chiesto l'applicazione di un tasso di conversione della pena più favorevole, previsto solo per il decreto penale di condanna. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. I giudici hanno chiarito che il controllo alcolemico effettuato subito dopo l'incidente è pienamente attendibile e che i benefici sanzionatori legati a riti alternativi non possono essere estesi ad altre procedure. Il conducente è stato condannato anche al pagamento delle spese e di una sanzione pecuniaria.
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Guida in stato di ebbrezza: il ricorso inutile costa tremila euro
Il Conducente è stato condannato per il reato di guida in stato di ebbrezza commesso nel giugno 2017. Sia il Tribunale che la Corte d'Appello hanno confermato la sua colpevolezza. Il Conducente ha proposto ricorso in Cassazione lamentando una motivazione illogica e contraddittoria della sentenza di condanna. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile perché volto unicamente a richiedere una nuova valutazione dei fatti, preclusa in sede di legittimità in presenza di una doppia conforme decisione di condanna. Il ricorrente è stato condannato anche al pagamento delle spese e di tremila euro alla cassa delle ammende.
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Guida in stato di ebbrezza: l’incidente esclude la tenuità
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un automobilista condannato per guida in stato di ebbrezza con l'aggravante di aver provocato un incidente stradale. L'imputato contestava la precisione dell'accusa e chiedeva l'applicazione della particolare tenuità del fatto. I giudici hanno confermato la condanna, evidenziando che le lievi imprecisioni sulla data e sul luogo non inficiano la validità dell'accusa. Inoltre, l'elevatissimo tasso alcolemico rilevato (fino a 3,19 g/l) e la gravità dell'incidente escludono qualsiasi ipotesi di particolare tenuità del fatto.
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Guida in stato di ebbrezza: la prescrizione cancella la condanna
Il Conducente era stato condannato nei primi due gradi di giudizio per il reato di guida in stato di ebbrezza. Contro la condanna, il suo difensore ha proposto ricorso in Cassazione, contestando la regolarità dell'etilometro e il mancato avviso di farsi assistere da un avvocato durante il test. La Corte di Cassazione ha rilevato che, nel frattempo, era decorso il termine massimo di cinque anni per la prescrizione del reato. Poiché il ricorso non era manifestamente inammissibile, i giudici hanno annullato senza rinvio la sentenza impugnata. Il Conducente ha ottenuto così la cancellazione della condanna grazie all'estinzione del reato per il decorso del tempo.
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Guida in stato di ebbrezza: reato prescritto e sanzioni revocate
Il caso riguarda un automobilista condannato nei gradi precedenti per il reato di guida in stato di ebbrezza con l'aggravante di aver provocato un incidente. Il conducente ha proposto ricorso in Cassazione lamentando diverse violazioni procedurali, tra cui l'inutilizzabilità dei prelievi ematici e la mancata ammissione di testimoni. La Suprema Corte ha accolto la richiesta di estinzione del reato per intervenuta prescrizione, essendo decorso il termine massimo di cinque anni dal fatto senza sospensioni. Di conseguenza, i giudici hanno annullato senza rinvio la sentenza di condanna e hanno revocato le sanzioni amministrative accessorie della sospensione della patente e della confisca del veicolo, disponendo la trasmissione degli atti al Prefetto.
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Guida in stato di ebbrezza: auto ferma ma condanna confermata
Il Conducente ha impugnato la condanna per guida in stato di ebbrezza, sostenendo che l'auto fosse ferma al momento del controllo della polizia. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. I giudici hanno chiarito che, secondo la testimonianza degli agenti, l'uomo si era messo alla guida e aveva mosso il veicolo prima di fermarsi. La Cassazione ha ricordato che non può riesaminare le prove già valutate nei precedenti gradi di giudizio, ma deve solo verificare la correttezza logica della decisione. Il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di tremila euro alla Cassa delle ammende.
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Guida in stato di ebbrezza: la prescrizione non regala l’assoluzione
L'Imputato, accusato del reato di guida in stato di ebbrezza con l'aggravante di aver provocato un incidente stradale, ha proposto ricorso in Cassazione. La Corte d'Appello aveva precedentemente dichiarato il reato estinto per prescrizione. La difesa lamentava la mancata pronuncia di un proscioglimento nel merito per assenza di prove evidenti di colpevolezza. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. I giudici hanno chiarito che, in presenza della prescrizione, non è possibile procedere a un'assoluzione nel merito a meno che l'innocenza dell'imputato non emerga in modo assolutamente evidente e immediato dagli atti. Di conseguenza, l'imputato è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Guida in stato di ebbrezza: l’etilometro identico non salva
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un automobilista condannato per guida in stato di ebbrezza. Il conducente contestava il funzionamento dell'etilometro, evidenziando che le due misurazioni consecutive avevano fornito lo stesso identico tasso alcolemico. La Suprema Corte ha confermato la validità del test, rilevando che l'apparecchio era regolarmente revisionato e che gli agenti avevano riscontrato sintomi evidenti come alito vinoso e occhi lucidi. Inoltre, i giudici hanno escluso l'applicazione della particolare tenuità del fatto a causa dell'elevato tasso alcolemico riscontrato. Di conseguenza, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria a favore della Cassa delle ammende.
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Guida in stato di ebbrezza: l’urto autonomo è comunque incidente
Il caso riguarda un automobilista condannato per guida in stato di ebbrezza con l'aggravante di aver provocato un incidente stradale. Il conducente aveva perso il controllo del veicolo, finendo contro un palo segnaletico di un distributore e rimanendo privo di sensi. La difesa sosteneva che non si trattasse di un vero incidente, poiché l'auto era ferma fuori dalla carreggiata e non aveva causato danni a terzi. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, confermando la condanna. I giudici hanno chiarito che per incidente stradale si intende qualsiasi turbativa al traffico potenzialmente pericolosa, compreso l'urto contro ostacoli o la fuoriuscita dalla carreggiata, senza che sia necessario il coinvolgimento di altre persone o veicoli. Il ricorrente è stato condannato anche al pagamento delle spese e di tremila euro alla Cassa delle ammende.
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Guida in stato di ebbrezza: condanna annullata per prescrizione
Il conducente di un veicolo veniva condannato per il reato di guida in stato di ebbrezza commesso nel novembre 2015. La Corte d'Appello riduceva la pena a due mesi di arresto e mille euro di ammenda. L'imputato proponeva ricorso per Cassazione contestando la sussistenza dello stato di alterazione e il diniego della sospensione condizionale della pena. La Suprema Corte ha rilevato che il primo motivo di ricorso non era palesemente infondato, a causa di contrasti interpretativi nella giurisprudenza. Di conseguenza, non potendosi dichiarare l'inammissibilità del ricorso, i giudici hanno dovuto rilevare l'avvenuta prescrizione del reato, maturata nel termine di cinque anni. La Cassazione ha quindi annullato senza rinvio la sentenza impugnata per estinzione del reato.
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Guida in stato di ebbrezza: la condanna salta per prescrizione
Un automobilista veniva condannato per il reato di guida in stato di ebbrezza, accertato tramite alcoltest con valori superiori ai limiti di legge. L'imputato proponeva ricorso in Cassazione lamentando, tra i vari motivi, l'invalidità della notifica del decreto di citazione a giudizio e la mancata concessione di benefici di legge. La Suprema Corte, rilevando che il primo motivo di ricorso non era manifestamente infondato, ha dichiarato l'ammissibilità dell'impugnazione. Di conseguenza, i giudici hanno rilevato il decorso del tempo massimo consentito dalla legge e hanno annullato senza rinvio la sentenza di condanna. Il reato si è infatti estinto per prescrizione, poiché il fatto risaliva al maggio del 2016. L'automobilista ottiene così la cancellazione della condanna.
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Guida in stato di ebbrezza: la Cassazione annulla la condanna
Il Conducente veniva condannato per il reato di guida in stato di ebbrezza, aggravato dall'aver provocato un incidente stradale e dall'essere neopatentato, con un tasso alcolemico superiore a 1,5 g/l. L'imputato proponeva ricorso in Cassazione contestando il funzionamento dell'etilometro, la qualifica di neopatentato, la dinamica dell'incidente e l'omessa valutazione delle attenuanti generiche. La Suprema Corte, rilevando l'ammissibilità del ricorso a causa della totale mancanza di motivazione del giudice d'appello sulle attenuanti generiche, ha dichiarato l'estinzione del reato per intervenuta prescrizione. Di conseguenza, la Cassazione ha annullato senza rinvio la sentenza di condanna, liberando il conducente dalle sanzioni penali.
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Guida in stato di ebbrezza: la prescrizione cancella la condanna
Un automobilista, accusato di guida in stato di ebbrezza per aver causato un incidente stradale con un tasso alcolemico superiore a 1,5 g/l, ha fatto ricorso in Cassazione. Il conducente ha contestato diverse violazioni procedurali, tra cui la mancata segnalazione della possibilità di accedere alla messa alla prova nel decreto di condanna originario. La Corte di Cassazione ha ritenuto il ricorso ammissibile e non manifestamente infondato. Di conseguenza, poiché il fatto risaliva al dicembre 2015, i giudici hanno dichiarato l'estinzione del reato per decorso dei termini di tempo. La Suprema Corte ha quindi annullato senza rinvio la sentenza di condanna, liberando l'imputato da ogni conseguenza penale grazie alla prescrizione.
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Guida in stato di ebbrezza: ricorso nullo e condanna confermata
Il caso riguarda un automobilista condannato per guida in stato di ebbrezza e guida senza patente con recidiva biennale. L'imputato ha proposto ricorso per cassazione contestando l'eccessività dell'aumento di pena applicato per la continuazione dei reati, lamentando una presunta mancanza di motivazione da parte dei giudici di secondo grado. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. I giudici di legittimità hanno rilevato che il ricorrente si è limitato a contestazioni generiche, senza confrontarsi concretamente con la dettagliata motivazione già fornita dalla Corte d'Appello sul trattamento sanzionatorio. Di conseguenza, l'automobilista è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria a favore della Cassa delle Ammende, confermando definitivamente la condanna precedente.
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Guida in stato di ebbrezza: condanna definitiva dopo l’incidente
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso presentato da un'automobilista condannata per il reato di guida in stato di ebbrezza, aggravato dall'aver provocato un incidente stradale in orario notturno. La ricorrente contestava il mancato riconoscimento della causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto e l'applicazione dell'aggravante. I giudici di legittimità hanno chiarito che la valutazione sulla tenuità del fatto spetta esclusivamente ai giudici di merito e non può essere ridiscussa in Cassazione se adeguatamente motivata. Inoltre, i motivi di ricorso non contestavano in modo specifico le decisioni della Corte d'Appello. Di conseguenza, la condanna è stata confermata e la conducente è stata condannata al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Guida in stato di ebbrezza: scontro tra ricorso e revoca patente
Il Conducente è stato condannato per il reato di guida in stato di ebbrezza dopo aver causato un incidente stradale con un tasso alcolemico di 1,75 g/l. L'uomo ha impugnato la sentenza contestando la validità del prelievo di sangue effettuato in ospedale senza il suo consenso, il diniego delle attenuanti generiche e la revoca della patente. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. I giudici hanno confermato la legittimità del prelievo ematico eseguito per cure mediche e la correttezza della revoca della patente, obbligatoria in caso di incidente stradale provocato sotto l'effetto di alcol. Il Conducente perde definitivamente la causa e deve pagare le spese processuali e una sanzione pecuniaria.
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Guida in stato di ebbrezza: l’alcoltest tardivo è valido
Il Conducente è stato condannato per guida in stato di ebbrezza dopo essere stato trovato con un tasso alcolemico oltre i limiti di legge. Il controllo con etilometro era avvenuto a 26 e 36 minuti dal fermo. Il Conducente ha proposto ricorso in Cassazione, sostenendo che il test tardivo non dimostrasse lo stato di ebbrezza al momento esatto della guida e chiedendo l'applicazione della particolare tenuità del fatto. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, confermando la condanna. I giudici hanno stabilito che le contestazioni sui tempi di assorbimento dell'alcol sono semplici congetture e che la valutazione sulla tenuità del fatto spetta solo ai giudici dei gradi precedenti.
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Guida in stato di ebbrezza: la prescrizione cancella la condanna
La Corte di Cassazione ha annullato senza rinvio la condanna inflitta a una donna per il reato di guida in stato di ebbrezza, commesso nel 2016. I giudici hanno rilevato che uno dei motivi di ricorso, riguardante la mancata concessione della sospensione condizionale della pena, non era manifestamente infondato. Di conseguenza, l'ammissibilità del ricorso ha permesso di rilevare l'avvenuta prescrizione del reato, maturata dopo cinque anni dal fatto. Non essendoci prove evidenti per un'assoluzione nel merito, la Suprema Corte ha dichiarato l'estinzione del reato per prescrizione, disponendo anche la revoca di tutte le sanzioni amministrative accessorie, come la sospensione della patente.
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