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Gestione Separata — Anno 2023

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142 provvedimenti applicano questo termine

Altri anni per Gestione Separata

Provvedimenti

Mancata compilazione Quadro RR: debito INPS annullato per errore
Una lavoratrice autonoma non compila il Quadro RR della dichiarazione dei redditi. L'Ente Previdenziale le chiede i contributi dopo la scadenza dei 5 anni, sostenendo che l'omissione fosse un occultamento fraudolento del debito. La Corte di Cassazione stabilisce un principio fondamentale: la mancata compilazione Quadro RR non equivale automaticamente a un comportamento doloso. Senza una prova concreta dell'intenzione di frodare, vale la normale prescrizione. L'Ente Previdenziale perde la causa e il debito della lavoratrice viene cancellato perché richiesto troppo tardi.
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Prescrizione Contributi INPS: Salva la Scadenza, non il Fisco
Un libero professionista ometteva di versare i contributi dovuti alla Gestione Separata per il 2009. L'Ente Previdenziale inviava la richiesta di pagamento nel 2015. Il professionista sosteneva che il debito fosse estinto, calcolando la prescrizione dalla data di presentazione della dichiarazione dei redditi. La Corte di Cassazione ha invece chiarito il principio sulla prescrizione contributi INPS: il termine di cinque anni non decorre dalla dichiarazione, ma dalla scadenza legale fissata per il pagamento. Poiché la richiesta dell'Ente è arrivata prima di tale scadenza, il suo diritto a riscuotere i contributi è stato ritenuto valido. L'Ente Previdenziale ha quindi vinto la causa.
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Quadro RR non compilato: Evasione Contributiva o semplice errore?
Un professionista non compila il Quadro RR della dichiarazione dei redditi, omettendo di versare i contributi alla Gestione Separata. L'Ente Previdenziale contesta l'evasione contributiva, che prevede sanzioni più gravi, sostenendo che la mancata compilazione dimostra l'intento di occultare i redditi. Il professionista si difende affermando che si tratta di una semplice omissione, giustificata anche dall'incertezza normativa dell'epoca sull'obbligo di versamento. La Corte di Cassazione, riconoscendo la complessità della questione, non emette una decisione finale ma rinvia il caso a una sezione specializzata per un esame più approfondito. La distinzione tra semplice omissione ed evasione contributiva resta quindi al centro del dibattito.
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Proroga Fiscale e Contributi: la Cassazione blocca la prescrizione
Un professionista non aveva versato i contributi previdenziali per i redditi del 2008, ritenendo il debito estinto per prescrizione. L'Ente Previdenziale, invece, sosteneva la validità della sua richiesta di pagamento. La Corte di Cassazione ha chiarito un punto fondamentale sulla decorrenza prescrizione contributi. Il termine di cinque anni non parte dalla scadenza ordinaria prevista per il versamento, ma dalla data di scadenza effettiva, anche se posticipata da un provvedimento di legge come una proroga fiscale. Poiché un DPCM aveva spostato in avanti il termine per i versamenti del 2008, la richiesta dell'Ente era da considerarsi tempestiva. Di conseguenza, il debito del professionista non era prescritto e doveva essere pagato.
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Gestione Separata: prescrizione e Quadro RR
Una professionista ha impugnato la decisione che la obbligava al versamento di contributi verso la Gestione Separata per l'anno 2012. La Corte di Cassazione ha confermato che gli avvocati non iscritti alla cassa professionale autonoma devono iscriversi alla gestione dell'ente previdenziale pubblico. Tuttavia, la Corte ha accolto il ricorso sulla prescrizione, stabilendo che la mancata compilazione del Quadro RR nella dichiarazione dei redditi non comporta automaticamente un occultamento doloso del debito. Tale omissione non è sufficiente a sospendere i termini prescrizionali senza una prova concreta della volontà di frodare l'ente.
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Gestione Separata INPS: prescrizione e sanzioni
Un professionista ha impugnato l'iscrizione d'ufficio alla Gestione Separata INPS per l'anno 2009, sostenendo che il credito contributivo fosse ormai prescritto. La Corte d'Appello aveva invece ritenuto che il termine di cinque anni non fosse decorso, calcolandolo dalla data di scadenza dei pagamenti prorogata da un decreto governativo. La Corte di Cassazione, con questa ordinanza interlocutoria, ha rilevato la complessità della questione, specialmente in merito alla misura delle sanzioni civili e alla non immediata sovrapponibilità dei precedenti giurisprudenziali, decidendo di rimettere la causa alla Sezione Lavoro per una trattazione più approfondita.
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Gestione separata: calcolo della prescrizione
La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso dell'INPS contro un professionista in merito alla prescrizione dei contributi dovuti alla Gestione separata per l'anno 2010. Mentre i giudici di merito avevano ritenuto il credito prescritto fissando la scadenza al 16 giugno 2011, la Suprema Corte ha chiarito che, per i soggetti sottoposti agli studi di settore, il termine di pagamento era stato differito al 6 luglio 2011 da un apposito D.P.C.M. Pertanto, la richiesta dell'ente previdenziale notificata il 4 luglio 2016 è risultata tempestiva, interrompendo correttamente il termine quinquennale.
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Gestione Separata: calcolo prescrizione contributi
La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso dell'INPS riguardante la prescrizione dei contributi dovuti alla Gestione Separata per l'anno 2009 da un libero professionista. Il punto centrale della decisione riguarda l'individuazione del termine iniziale per il calcolo della prescrizione quinquennale. Mentre i giudici di merito avevano fissato la scadenza al 16 giugno 2010, la Suprema Corte ha stabilito che, per i contribuenti soggetti agli studi di settore, il termine di pagamento era stato differito al 6 luglio 2010 dal D.P.C.M. del 10 giugno 2010. Di conseguenza, la richiesta di pagamento notificata dall'ente il 1 luglio 2015 è stata considerata tempestiva, impedendo l'estinzione del credito contributivo.
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Prescrizione contributiva: il calcolo dei termini
La Corte di Cassazione ha stabilito che la prescrizione contributiva per i debiti verso la Gestione Separata decorre dalla scadenza effettiva dei termini di pagamento, inclusi i differimenti previsti da decreti governativi. Nel caso analizzato, un professionista contestava la richiesta di contributi per l'anno 2010, ritenendoli prescritti. Tuttavia, la Suprema Corte ha rilevato che il termine di versamento era stato prorogato al 6 luglio 2011. Poiché la notifica dell'ente previdenziale è avvenuta il 6 luglio 2016, il termine quinquennale non era ancora decorso. La decisione sottolinea che il giudice deve applicare d'ufficio le proroghe di legge nel calcolo dei termini.
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Gestione separata: obbligo per avvocati sotto i 5000 euro
La Corte di Cassazione ha confermato l'obbligo di iscrizione alla Gestione separata INPS per un avvocato non iscritto alla Cassa Forense, nonostante il reddito annuo fosse inferiore alla soglia di 5.000 euro. La decisione chiarisce che l'obbligo contributivo non dipende dal volume d'affari, ma dal carattere abituale della professione. Tale abitualità è stata desunta da elementi concreti quali l'iscrizione all'albo, l'apertura della partita IVA e la tipologia di dichiarazione dei redditi presentata. La soglia di esenzione dei 5.000 euro si applica esclusivamente alle attività autonome occasionali e non all'esercizio della libera professione svolta con continuità.
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Prescrizione contributi INPS: decorrenza e proroghe
La Corte di Cassazione ha stabilito che la Prescrizione contributi INPS per i professionisti iscritti alla Gestione Separata decorre dal momento in cui scade il termine per il pagamento. Nel caso analizzato, un decreto ministeriale aveva prorogato la scadenza dei versamenti al 6 luglio 2011 per i soggetti sottoposti agli studi di settore. Di conseguenza, la richiesta di pagamento inviata dall'ente previdenziale il 4 luglio 2016 è stata considerata tempestiva, poiché avvenuta entro il quinquennio calcolato dalla nuova scadenza. La sentenza ribadisce che le proroghe amministrative dei termini di versamento spostano in avanti il termine iniziale della prescrizione.
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Prescrizione contributi INPS: decorrenza e proroghe
La Corte di Cassazione ha stabilito che la prescrizione contributi INPS per i professionisti iscritti alla Gestione Separata decorre dalla scadenza effettiva dei termini di pagamento. Nel caso analizzato, un decreto ministeriale aveva prorogato il termine di versamento per l'anno 2009 al 6 luglio 2010. Di conseguenza, la richiesta di pagamento notificata dall'ente previdenziale il 3 luglio 2015 è stata considerata tempestiva, poiché avvenuta entro il quinquennio legale. La Corte ha chiarito che il differimento dei termini operato da fonti regolamentari sposta il momento iniziale della prescrizione per tutti i contribuenti soggetti agli studi di settore.
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Gestione Separata: calcolo prescrizione contributi
La Corte di Cassazione ha stabilito che il termine di prescrizione quinquennale per i contributi dovuti alla Gestione Separata decorre dalla scadenza effettiva del pagamento, includendo eventuali proroghe legislative. Nel caso analizzato, un professionista aveva contestato una richiesta dell'INPS relativa all'anno 2009, ritenendola prescritta. Tuttavia, la Suprema Corte ha chiarito che il differimento dei termini al 6 luglio 2010, previsto per i soggetti sottoposti agli studi di settore, sposta in avanti il momento iniziale del calcolo. Di conseguenza, la notifica dell'INPS avvenuta il 30 giugno 2015 è stata considerata tempestiva, annullando la precedente decisione di merito.
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Gestione Separata: calcolo della prescrizione
La sentenza analizza la decorrenza della prescrizione per i contributi alla Gestione Separata. La Suprema Corte ha stabilito che, in presenza di un differimento dei termini di pagamento stabilito per legge, il termine quinquennale di prescrizione inizia a decorrere dalla nuova scadenza prorogata e non da quella originaria. Questo principio rende tempestiva la richiesta dell'ente previdenziale se notificata entro cinque anni dal termine differito.
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Gestione separata: calcolo della prescrizione
La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso dell'ente previdenziale contro la decisione di merito che aveva dichiarato prescritti i contributi dovuti alla Gestione separata da un professionista per l'anno 2009. Il punto centrale della controversia riguarda l'individuazione del momento esatto in cui inizia a decorrere la prescrizione quinquennale. Mentre i giudici di merito avevano fissato tale data al 16 giugno 2010, la Suprema Corte ha stabilito che, per effetto del differimento dei termini di pagamento previsto dal d.P.C.M. del 10 giugno 2010 per i soggetti sottoposti agli studi di settore, la scadenza era slittata al 6 luglio 2010. Di conseguenza, la richiesta di pagamento notificata il 30 giugno 2015 risulta tempestiva e il credito non è estinto.
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Prescrizione contributi INPS: le regole sulla proroga
La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso dell'ente previdenziale in merito alla Prescrizione contributi INPS dovuti alla Gestione separata per l'anno 2009. La Corte territoriale aveva erroneamente dichiarato prescritto il credito, fissando la scadenza del pagamento al 16 giugno 2010. Gli Ermellini hanno invece stabilito che, per i contribuenti soggetti agli studi di settore, il termine era stato prorogato al 6 luglio 2010 da un apposito decreto ministeriale. Di conseguenza, la richiesta di pagamento notificata il 1° luglio 2015 è da considerarsi tempestiva, avendo interrotto il termine quinquennale prima della sua scadenza.
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Gestione separata: calcolo prescrizione contributi
La Corte di Cassazione ha stabilito che la prescrizione dei contributi dovuti alla Gestione separata decorre dalla scadenza del termine di pagamento, includendo eventuali proroghe disposte per legge o regolamento. Nel caso esaminato, il D.P.C.M. del 10 giugno 2010 aveva differito il termine al 6 luglio 2010, rendendo tempestiva la richiesta dell'ente previdenziale notificata il 30 giugno 2015. La decisione chiarisce che il differimento dei termini fiscali sposta il dies a quo del quinquennio prescrizionale.
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Gestione Separata: prescrizione e Quadro RR
La Corte di Cassazione ha affrontato il tema della prescrizione dei contributi dovuti alla Gestione Separata da parte di una professionista. La ricorrente contestava la pretesa dell'ente previdenziale per l'anno 2011, sostenendo che il termine quinquennale fosse già decorso. La Suprema Corte ha stabilito che la mancata compilazione del Quadro RR nella dichiarazione dei redditi non costituisce un occultamento doloso del debito. Pertanto, la prescrizione inizia a decorrere dalla scadenza del termine per il versamento del saldo e non dalla presentazione della dichiarazione, rendendo nulla la pretesa tardiva dell'ente.
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Gestione Separata: obblighi per professionisti
Un professionista, contemporaneamente insegnante pubblico, ha contestato l'iscrizione d'ufficio alla Gestione Separata per la sua attività di ingegnere. La Corte d'Appello ha confermato l'obbligo contributivo poiché la cassa professionale non garantiva una copertura pensionistica effettiva per tale attività. La Cassazione, analizzando i ricorsi, ha focalizzato l'attenzione sulla distinzione tra omissione ed evasione contributiva, rinviando la causa alla Sezione Quarta per definire il regime sanzionatorio applicabile alla luce dei recenti orientamenti costituzionali.
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Prescrizione contributiva: calcolo del termine INPS
La Corte di Cassazione ha chiarito i criteri per il calcolo della prescrizione contributiva relativa alla Gestione separata INPS per l'anno 2009. Un professionista aveva contestato una richiesta di pagamento sostenendo l'avvenuta estinzione del debito. Mentre i giudici di merito avevano fissato la decorrenza del termine al 16 giugno 2010, la Suprema Corte ha rilevato che, per effetto di una proroga governativa, il termine iniziale doveva essere individuato nel 6 luglio 2010. L'errore nel calcolo del termine impedisce la formazione del giudicato interno, rendendo necessario un nuovo esame per verificare se la richiesta dell'ente sia giunta prima della scadenza effettiva.
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