LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

LexCEDpedia

Gestione Separata — Anno 2023

Pagina 3 di 8

142 provvedimenti applicano questo termine

Altri anni per Gestione Separata

Provvedimenti

Prescrizione contributi previdenziali: no al dolo automatico
Un Professionista ha contestato un avviso di addebito dell'INPS per contributi omessi alla Gestione Separata relativi all'anno 2009. L'ente previdenziale sosteneva che il termine di prescrizione fosse sospeso a causa della mancata compilazione del quadro RR della dichiarazione dei redditi, qualificata come occultamento doloso del debito. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso del lavoratore, stabilendo che non esiste alcun automatismo tra l'omessa compilazione del quadro RR e l'occultamento doloso. Di conseguenza, la prescrizione contributi previdenziali non si sospende automaticamente, ma richiede una valutazione specifica del giudice di merito sulle circostanze concrete del caso. La sentenza d'appello è stata cassata con rinvio.
Continua »
Gestione separata INPS: sanzioni per omissione e non evasione
L'ente previdenziale ha richiesto a un Avvocato il pagamento dei contributi per la Gestione separata INPS per l'anno 2010, oltre alle sanzioni per evasione. La Corte d'appello ha ritenuto legittima l'iscrizione ma ha ridotto le sanzioni, applicando il regime più favorevole dell'omissione anziché dell'evasione, a causa dell'incertezza normativa. L'ente ha proposto ricorso in Cassazione per ottenere l'applicazione delle sanzioni per evasione. La Suprema Corte ha dichiarato inammissibile il ricorso dell'ente. I giudici hanno confermato che l'omessa comunicazione dei dati non equivale automaticamente a dolo di evasione. Inoltre, l'intervento della Corte Costituzionale (sentenza 104/2022) ha confermato l'illegittimità delle sanzioni per il periodo precedente, ma l'assenza di un ricorso incidentale dell'Avvocato impedisce l'annullamento totale delle sanzioni già decise. Vince l'Avvocato, che pagherà solo le sanzioni ridotte per omissione.
Continua »
Produttore assicurativo diretto: no alla Gestione Commercianti
L'INPS pretendeva l'iscrizione d'ufficio alla Gestione commercianti di un Produttore assicurativo diretto, sostenendo che l'attività svolta per conto di una compagnia assicurativa rientrasse nell'obbligo previdenziale. La Corte d'Appello ha escluso tale obbligo. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso dell'INPS, confermando che l'obbligo di iscrizione non si applica a chi lavora direttamente per le imprese assicurative, ma solo a chi è collegato ad agenti o subagenti. Per il produttore assicurativo diretto, l'inquadramento previdenziale dipende dalle concrete modalità di lavoro: Gestione commercianti solo se opera come impresa, o Gestione separata se l'attività è coordinata o autonoma occasionale sopra i cinquemila euro.
Continua »
Gestione commercianti INPS: no all’obbligo per i produttori diretti
L'ente previdenziale pretendeva l'iscrizione alla Gestione commercianti INPS di alcuni produttori diretti di assicurazione che operavano per conto di una compagnia assicurativa. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso dell'ente, confermando che l'obbligo di iscrizione automatica a tale gestione non si applica a chi lavora direttamente con le compagnie assicurative, ma solo a chi è collegato ad agenti o sub-agenti. Per i produttori diretti, l'inquadramento previdenziale corretto dipende dalle concrete modalità di lavoro, con applicazione della Gestione separata in assenza di una reale organizzazione d'impresa.
Continua »
Evasione contributiva: commentatori sportivi o presentatori?
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un'importante azienda televisiva, confermando l'obbligo di versare i contributi previdenziali per due noti ex calciatori impiegati come commentatori sportivi. I giudici hanno qualificato la loro attività come quella di veri e propri conduttori o presentatori televisivi, rientranti tra i lavoratori dello spettacolo, e non come semplici collaboratori autonomi iscritti alla Gestione separata. Di conseguenza, la mancata e corretta denuncia mensile dei rapporti di lavoro ha configurato la più grave fattispecie di evasione contributiva, anziché di semplice omissione. La Suprema Corte ha stabilito che l'omessa comunicazione mensile all'INPS fa presumere l'intento di occultare i compensi, ponendo a carico del datore di lavoro l'onere di provare la propria buona fede. L'azienda è stata condannata al pagamento delle spese di giudizio.
Continua »
Produttori diretti di assicurazione: niente Gestione Commercianti
L'INPS pretendeva l'iscrizione d'ufficio alla Gestione commercianti di alcuni produttori diretti di assicurazione, sostenendo che l'obbligo derivasse dal decreto legge 269 del 2003. I lavoratori si sono opposti, vincendo nei primi gradi di giudizio. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso dell'INPS, confermando che i produttori diretti di assicurazione, operando direttamente per le compagnie e non per agenti o subagenti, non rientrano nell'obbligo di iscrizione automatica previsto da tale norma. L'inquadramento previdenziale corretto dipende dalle concrete modalità di lavoro: se l'attività è svolta in forma d'impresa si applica la Gestione commercianti, mentre se è svolta come collaborazione personale o autonoma occasionale sopra i 5.000 euro annui, l'iscrizione va effettuata presso la Gestione separata. L'INPS perde la causa e deve pagare le spese legali.
Continua »
Rottamazione quater: come estinguere la causa con l’INPS
Un professionista ha impugnato un avviso di addebito dell'INPS per contributi omessi. Dopo il ricorso in Cassazione, il ricorrente ha aderito alla Rottamazione quater per definire il debito in via agevolata. Avendo presentato la domanda di sanatoria, il lavoratore ha rinunciato formalmente al ricorso. La Suprema Corte ha dichiarato l'estinzione del giudizio per rinuncia, senza applicare il raddoppio del contributo unificato e senza condanna alle spese.
Continua »
Iscrizione gestione separata avvocati: contributi sì, sanzioni no
Una Libera Professionista ha contestato la richiesta dell'INPS di pagare i contributi previdenziali e le relative sanzioni per l'anno 2009. La Corte d'Appello aveva confermato l'obbligo di iscrizione gestione separata avvocati, ma aveva ridotto le sanzioni qualificando la condotta come semplice omissione e non come evasione. La Corte di Cassazione, applicando una recente sentenza della Corte Costituzionale, ha stabilito che per gli avvocati non iscritti alla Cassa Forense prima del 2011 non sono dovute sanzioni civili per l'omessa iscrizione. Di conseguenza, la Suprema Corte ha accolto parzialmente il ricorso della professionista, confermando l'obbligo di versare i contributi ma annullando interamente le sanzioni civili richieste dall'ente previdenziale.
Continua »
Iscrizione gestione separata: l’INPS non vince solo col reddito
Un avvocato contesta la richiesta dell'INPS di pagamento dei contributi previdenziali per l'anno 2009. La Corte d'Appello aveva ritenuto legittima la pretesa dell'ente, considerando l'attività professionale abituale solo perché il reddito prodotto era l'unico percepito dal professionista. La Corte di Cassazione accoglie il ricorso del lavoratore autonomo, chiarendo che l'iscrizione gestione separata richiede una reale abitualità dell'attività. Tale requisito va valutato dal giudice di merito con un'analisi globale dei fatti (come l'apertura della partita IVA o l'organizzazione dello studio) e non basandosi esclusivamente sull'ammontare del reddito o sulla sua unicità. La sentenza viene quindi cassata con rinvio per una nuova valutazione.
Continua »
Iscrizione alla Gestione separata: l’avvocato perde contro l’INPS
Un avvocato ha contestato la richiesta dell'INPS di pagamento dei contributi previdenziali per l'anno 2010, eccependo la prescrizione del credito e contestando l'obbligo di iscrizione alla Gestione separata. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso del professionista. I giudici hanno chiarito che l'Iscrizione alla Gestione separata è obbligatoria per tutti i professionisti che non versano alla propria cassa previdenziale contributi utili a creare una pensione. Inoltre, la prescrizione dei contributi decorre solo dalla scadenza effettiva del termine di pagamento, che può essere prorogato da decreti governativi, spostando in avanti il tempo utile per l'INPS per richiedere le somme. Infine, la mancata riproposizione in appello della questione sulle sanzioni ha creato un giudicato definitivo, impedendo l'applicazione di successive sentenze favorevoli della Corte Costituzionale.
Continua »
Prescrizione dei contributi previdenziali: la proroga salva l’INPS
La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso dell'INPS contro la decisione che dichiarava prescritti i contributi di un avvocato iscritto alla Gestione separata per l'anno 2009. La Corte d'appello aveva ritenuto maturata la prescrizione dei contributi previdenziali, calcolando il termine dal 16 giugno 2010 al 1° luglio 2015. Tuttavia, la Cassazione ha chiarito che un decreto ministeriale aveva prorogato la scadenza del versamento al 6 luglio 2010. Di conseguenza, la richiesta di pagamento dell'INPS, notificata il 1° luglio 2015, è avvenuta prima del compimento dei cinque anni, interrompendo validamente il termine. La sentenza impugnata è stata cassata con rinvio per un nuovo esame.
Continua »
Prescrizione contributi previdenziali: INPS vince solo a metà
L'INPS ha richiesto a un professionista il pagamento di contributi omessi alla Gestione Separata per gli anni 2009 e 2010. Il professionista ha eccepito la prescrizione dei crediti. La Corte di Cassazione ha stabilito che per l'anno 2010 la richiesta dell'INPS è tempestiva poiché la scadenza del versamento era stata prorogata da un decreto ministeriale, spostando in avanti l'inizio del termine. Per l'anno 2009, invece, la richiesta è tardiva. La Corte ha chiarito che la mancata compilazione del quadro RR nella dichiarazione dei redditi non costituisce automaticamente un occultamento doloso del debito idoneo a sospendere la prescrizione. Di conseguenza, la Suprema Corte ha accolto parzialmente il ricorso dell'ente previdenziale, rinviando la causa alla Corte d'Appello per ricalcolare la prescrizione contributi previdenziali del 2010.
Continua »
Contributi INPS: omesso quadro RR ma nessun occultamento doloso
L'INPS ha richiesto a un lavoratore autonomo il pagamento di contributi previdenziali per l'anno 2011. Il lavoratore si è opposto eccependo la prescrizione del credito, poiché l'avviso di pagamento era giunto oltre i cinque anni previsti. L'INPS sosteneva che la mancata compilazione del quadro RR della dichiarazione dei redditi costituisse un occultamento doloso del debito, idoneo a sospendere la prescrizione. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso dell'INPS, confermando che l'omessa compilazione del quadro RR non configura automaticamente un occultamento doloso del debito, specialmente se il contribuente ha regolarmente dichiarato i propri redditi in un altro quadro (quadro CM). Di conseguenza, il credito dell'INPS è stato dichiarato definitivamente prescritto.
Continua »
Prescrizione contributi previdenziali: INPS vince sui minimi
L'Istituto Previdenziale ha richiesto a un Professionista il pagamento dei contributi per la gestione separata relativi all'anno 2009. Il Tribunale e la Corte d'Appello hanno ritenuto il credito estinto per prescrizione. La Corte d'Appello ha inoltre dichiarato inammissibile l'appello dell'ente per mancanza di specificità. La Corte di Cassazione ha invece accolto il ricorso dell'ente previdenziale. La Corte ha chiarito che la prescrizione contributi previdenziali decorre dalla scadenza dei termini di pagamento, compresi i differimenti previsti per legge. Tali rinvii si applicano oggettivamente a chi svolge attività soggette a studi di settore, a prescindere dal regime fiscale concreto (come il regime dei minimi). Di conseguenza, la sentenza è stata cassata con rinvio per un nuovo esame del merito.
Continua »
Iscrizione Gestione Separata: no ai contributi con reddito minimo
Una professionista ha impugnato la richiesta dell'ente previdenziale di pagare i contributi per l'anno 2010, sostenendo che il proprio reddito annuo era inferiore a cinquemila euro e che l'attività non era svolta in modo abituale. La Corte d'Appello aveva ritenuto comunque dovuti i contributi. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso della lavoratrice autonoma, stabilendo che l'Iscrizione Gestione Separata richiede una verifica concreta sull'effettiva abitualità dell'attività professionale. Se il reddito è sotto la soglia dei cinquemila euro, il giudice non può presumere automaticamente l'obbligo contributivo, ma deve valutare indizi come l'apertura della partita IVA o l'iscrizione all'albo per dimostrare la continuità del lavoro. La sentenza è stata quindi cassata con rinvio per un nuovo esame.
Continua »
Prescrizione contributi previdenziali: INPS perde la causa
L'INPS ha richiesto a un Professionista il pagamento di contributi previdenziali per l'anno 2011 tramite un avviso notificato nel 2019. Il Tribunale e la Corte d'appello hanno dichiarato il credito prescritto, poiché il termine di cinque anni decorreva dalla scadenza del versamento (luglio 2012) e l'INPS aveva agito solo nel 2017. L'INPS ha fatto ricorso sostenendo che la mancata compilazione del quadro RR della dichiarazione dei redditi costituisse un occultamento doloso del debito, idoneo a sospendere la prescrizione. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, confermando che l'omessa compilazione del quadro RR non comporta un automatismo di dolo se il contribuente ha comunque dichiarato i propri redditi in un altro quadro. Di conseguenza, la prescrizione contributi previdenziali è maturata e il Professionista ha vinto la causa.
Continua »
Prescrizione contributi Gestione Separata: stop ai calcoli facili
L'Ente Previdenziale ha richiesto a un professionista il pagamento di contributi omessi per l'anno 2008. Il lavoratore ha eccepito la prescrizione quinquennale del debito. La Corte d'Appello ha accolto la tesi del professionista, escludendo che l'omessa compilazione del quadro RR costituisse un occultamento doloso del debito idoneo a sospendere i termini. La Corte di Cassazione ha invece accolto il ricorso dell'Ente Previdenziale, stabilendo che, prima di valutare la sospensione, i giudici di merito avrebbero dovuto verificare l'esatta decorrenza del termine. Infatti, in tema di prescrizione contributi Gestione Separata, l'eventuale differimento dei termini di pagamento previsto per i contribuenti soggetti agli studi di settore sposta in avanti il giorno di inizio della prescrizione stessa, a prescindere dalla condotta soggettiva del contribuente. La causa è stata rinviata per un nuovo esame.
Continua »
Gestione Separata INPS: obbligo anche con redditi minimi
L'INPS ha richiesto a un avvocato il pagamento dei contributi previdenziali per l'anno 2010. Il professionista si è opposto, sostenendo che il proprio reddito annuo, inferiore a cinquemila euro, dimostrasse il carattere occasionale dell'attività e lo esonerasse dall'obbligo di iscrizione. La Corte d'Appello ha accolto questa tesi. La Corte di Cassazione ha invece accolto il ricorso dell'INPS, stabilendo che la soglia dei cinquemila euro non esclude automaticamente l'obbligo di iscrizione alla Gestione Separata INPS. I giudici di merito devono verificare in concreto se l'attività professionale sia stata svolta con carattere di abitualità, a prescindere dall'entità del reddito percepito. La sentenza è stata cassata con rinvio per un nuovo esame.
Continua »
Lavoro a progetto nei call center: l’Azienda perde in Cassazione
L'Azienda ha impugnato l'avviso di addebito dell'INPS che riqualificava quarantasei rapporti di lavoro, tra cui diversi contratti di lavoro a progetto per attività di call center, in rapporti di lavoro subordinato. Il Tribunale e la Corte d'Appello hanno confermato la natura subordinata delle prestazioni, rilevando la genericità dei progetti e la presenza di indici tipici della subordinazione, come l'osservanza di turni e l'uso di strumenti aziendali. La Corte d'Appello ha solo concesso la compensazione con i contributi già versati alla Gestione Separata. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso dell'Azienda, confermando che la valutazione degli indici di subordinazione spetta ai giudici di merito e non può essere ridiscussa in sede di legittimità. L'Azienda perde la causa e deve pagare le spese processuali.
Continua »
Cassa previdenziale geometri: paghi anche senza reddito
Un geometra, iscritto all'albo professionale ma attivo come amministratore di società edilizie, ha contestato l'iscrizione d'ufficio operata dalla Cassa previdenziale geometri per il recupero dei contributi minimi del 2013. Il professionista sosteneva di non esercitare la libera professione in modo continuativo e di versare già i contributi alla Gestione Separata INPS. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso del professionista. I giudici hanno stabilito che la semplice iscrizione all'albo professionale fa presumere lo svolgimento dell'attività e fa scattare l'obbligo di iscrizione alla cassa e il pagamento dei contributi minimi. L'iscrizione ad altre gestioni INPS o la natura occasionale del lavoro non escludono questo dovere, a meno che non si presenti una specifica autocertificazione di esonero prevista dai regolamenti interni della cassa.
Continua »