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Furto Con Destrezza

167 provvedimenti applicano questo termine

Definizione

Circostanza aggravante del reato di furto che sussiste quando il colpevole agisce con particolare abilità, astuzia o sveltezza, tali da sorprendere, eludere o attenuare la sorveglianza della vittima sul bene sottratto.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Furto con destrezza: 90 euro rubati ma il ricorso è respinto
L'Imputato ha proposto ricorso per cassazione contro la condanna per furto di un portafogli. La difesa contestava la sussistenza dell'aggravante del furto con destrezza, sostenendo che l'accusa si basasse su mere congetture. La difesa richiedeva inoltre il riconoscimento dell'attenuante per la speciale tenuità del danno, dato il ridotto valore del contante sottratto pari a novanta euro. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. I giudici hanno chiarito che l'aggravante risulta provata dalla testimonianza attendibile della persona offesa. Inoltre, l'attenuante economica non si applica, poiché oltre alle banconote il portafogli conteneva due carte bancomat e due libretti di assegni. L'Imputato è stato quindi condannato al pagamento delle spese e al versamento di tremila euro alla Cassa delle Ammende.
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Furto con Destrezza: L’Abilità del Ladro non Scusa il Danno
Un individuo ha rubato un paio di occhiali da sole da un negozio, fingendosi cliente e sottraendo il bene con abilità. I giudici lo hanno condannato per Furto con destrezza e su cose esposte alla pubblica fede. L'imputato ha presentato ricorso in Cassazione, contestando la presenza della destrezza, il mancato riconoscimento dell'attenuante del danno di speciale tenuità (valore 139 euro) e l'applicazione del reato continuato per altri illeciti. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, confermando la condanna. Ha ritenuto la condotta abile, il danno non irrisorio e ha escluso il reato continuato, vedendo nei reati precedenti un'abitudine al crimine piuttosto che un unico disegno criminoso.
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Furto con Destrezza: Cassazione Annulla Condanna per Mancanza di Prove
La Corte di Cassazione ha annullato la condanna di un imputato per furto con destrezza e resistenza a pubblico ufficiale, precedentemente stabilita tramite patteggiamento. L'annullamento è avvenuto perché la circostanza aggravante del furto con destrezza non risultava adeguatamente descritta o provata negli atti processuali. La Suprema Corte ha chiarito che la destrezza implica un'abilità specifica per eludere la sorveglianza, non un semplice approfittare di distrazione. Il caso tornerà al Tribunale di Brindisi per una nuova valutazione, escludendo l'aggravante se non correttamente giustificata.
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Furto con strappo ad anziana: confermata la condanna
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso presentato da una donna condannata per furto con strappo e furto con destrezza ai danni di una persona anziana. L'imputata contestava la validità del riconoscimento visivo da parte della vittima e negava la sussistenza della violenza sul bene. I giudici hanno confermato la piena colpevolezza della ricorrente grazie alla testimonianza della persona offesa e al ritrovamento dei gioielli rubati presso un esercizio di compravendita di oro, dove il complice li aveva ceduti lasciando il proprio documento. La Suprema Corte ha confermato la corretta qualificazione del reato e l'aggravante della minorata difesa, dovuta all'età avanzata e ai problemi di deambulazione della vittima.
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Furto con destrezza: Cassazione chiarisce i limiti dell’aggravante
Un individuo ha sottratto una borsa contenente denaro, documenti e bancomat da un bar, approfittando della distrazione della proprietaria. La condanna iniziale includeva l'aggravante di "furto con destrezza". La Corte di Cassazione ha annullato la sentenza su questo punto, stabilendo che la semplice distrazione della vittima, non causata attivamente dal ladro, non integra il "furto con destrezza". L'imputato si era limitato a trarre vantaggio da una situazione preesistente. La Cassazione ha invece confermato il diniego dell'attenuante per danno di speciale tenuità, considerando il valore complessivo dei beni rubati non irrisorio.
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Furto con destrezza e cellulare: la Cassazione cancella la condanna
I giudici di merito hanno condannato un uomo per il reato di furto con destrezza di uno smartphone dimenticato su una panchina. L'accusa si basava unicamente sull'inserimento nel telefono di una scheda telefonica intestata all'imputato. La difesa ha contestato l'assenza del contratto di attivazione, l'esito negativo delle perquisizioni e l'assenza di vera destrezza. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso e ha annullato la condanna con rinvio. La Suprema Corte ha ribadito che raccogliere un bene incustodito non costituisce destrezza. Inoltre, la semplice intestazione anagrafica di una scheda telefonica non supera la soglia del ragionevole dubbio senza riscontri investigativi puntuali.
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Furto con destrezza: la Cassazione conferma la condanna per i “gratta e vinci”
Un Lavoratore è stato condannato per furto con destrezza di "gratta e vinci" da un esercizio commerciale, approfittando della distrazione del venditore. Ha presentato ricorso in Cassazione contestando la mancata acquisizione di nuove prove (visione del DVD di sorveglianza e suo esame), l'illogicità della motivazione sulla sua identificazione e sulla sussistenza della destrezza, l'eccessività della pena e la prescrizione del reato. La Suprema Corte ha rigettato il ricorso, confermando la condanna.
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Furto con strappo: Cassazione chiarisce il confine con la destrezza
Un Lavoratore è stato condannato per furto con strappo dopo aver sottratto un telefono cellulare strappandolo di mano alla Persona Offesa. La difesa del Lavoratore ha sostenuto che si trattasse di furto con destrezza, argomentando che l'azione fosse stata rapida ma non violenta sulla persona. La Corte di Cassazione ha confermato la condanna, ribadendo che il furto con strappo si configura quando la violenza è esercitata sulla cosa (il telefono) per vincere la resistenza che la cosa oppone al distacco dalla persona, anche se la vittima non subisce lesioni dirette. Il ricorso è stato dichiarato inammissibile.
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Furto con destrezza: condanna annullata per prescrizione
L'Imputato veniva accusato di furto con destrezza per aver sottratto una borsa adagiata su un divano all'interno di un locale, eseguendo manovre sospette per eludere la vigilanza della vittima. La Difesa ha proposto ricorso in Cassazione contestando la sussistenza della circostanza aggravante e invocando il decorso dei termini di prescrizione del reato. La Corte di Cassazione ha confermato che la condotta astuta configura pienamente la destrezza, poiché tesa a eludere il controllo della vittima. Tuttavia, ricalcolando i termini di legge estesi per la presenza di precedenti penali dell'autore, i giudici hanno rilevato l'avvenuto decorso del termine massimo di dodici anni. Di conseguenza, la Suprema Corte ha annullato la sentenza di condanna senza rinvio, dichiarando l'estinzione del reato per intervenuta prescrizione.
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Furto con destrezza: ricorso generico e conferma condanna
L'Imputato ha proposto ricorso per cassazione contro la sentenza della Corte di Appello che confermava la sua condanna per furto con destrezza. La difesa contestava la sussistenza della circostanza aggravante, chiedendone l'esclusione. I giudici di legittimità hanno dichiarato il ricorso inammissibile a causa della genericità e della manifesta infondatezza delle censure proposte. La Corte territoriale ha infatti motivato in modo ineccepibile sia la ricostruzione dei fatti sia la qualificazione giuridica della condotta, conformandosi pienamente ai principi stabiliti dalle Sezioni Unite. Di conseguenza, la condanna dell'Imputato è diventata definitiva, con l'obbligo di pagare le spese del procedimento giudiziario e di versare una somma pecuniaria pari a tremila euro in favore della Cassa delle ammende.
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Continuazione del reato: quando un piano criminale non basta
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di una condannata che chiedeva l'applicazione della continuazione del reato per una serie di furti e ricettazioni. Il Tribunale aveva negato la continuazione, ritenendo che non ci fosse un'identità del disegno criminoso tra i diversi reati, commessi in tempi e contesti differenti. La Cassazione ha confermato questa decisione, sottolineando che l'onere di dimostrare un unico piano criminale spetta al condannato. La ricorrente è stata condannata al pagamento delle spese processuali.
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Furto con destrezza al supermercato: condanna confermata
Due donne hanno sottratto i portafogli dalle borse di clienti intente a fare la spesa in un supermercato, approfittando della loro distrazione mentre le borse erano appese ai carrelli, per poi utilizzare indebitamente le carte di pagamento. La difesa ha sostenuto l'insussistenza dell'aggravante e la prescrizione dei reati. La Corte di Cassazione ha confermato la condanna, dichiarando inammissibili i ricorsi. La Suprema Corte ha chiarito che integra il furto con destrezza la condotta fulminea di chi sfila un bene dalla borsa della vittima posta sotto la sua diretta sfera di vigilanza.
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Ricorso Penale Inammissibile: Quando la Cassazione non entra nel merito
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'inammissibilità del ricorso penale presentato da un imputato condannato per furto con destrezza e tentato furto. L'imputato contestava il mancato rinnovo dell'istruttoria e il diniego della sospensione condizionale della pena. La Cassazione ha ritenuto i motivi generici e non specifici, confermando che le motivazioni dei giudici precedenti erano esaustive. Il ricorso è stato dichiarato inammissibile, con conseguente condanna al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Furto con destrezza: l’abilità del ladro non basta a scagionarlo
Un Lavoratore è stato condannato per furto in abitazione, con l'aggravante del Furto con destrezza. Egli era entrato in un appartamento manipolando la porta senza forzarla, sottraendo preziosi. La Corte d'Appello aveva confermato la condanna. Il Lavoratore ha presentato ricorso in Cassazione, contestando la destrezza. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, sia per motivi procedurali (il motivo non era stato sollevato nell'appello originario) sia perché la condotta rientrava nella definizione di Furto con destrezza, che richiede abilità o astuzia per eludere la sorveglianza. Il Lavoratore è stato condannato alle spese processuali e al versamento di tremila euro alla cassa delle ammende.
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Furto con destrezza: la Cassazione conferma l’aggravante anche senza distrazione provocata
Un individuo è stato condannato per furto con destrezza dopo aver sottratto una borsetta dal cestino di una bicicletta in movimento. L'individuo sosteneva di aver semplicemente approfittato di una momentanea distrazione della vittima. La Corte d'Appello aveva confermato la condanna, riconoscendo l'aggravante. La Cassazione ha rigettato il ricorso, ribadendo che il furto con destrezza si configura anche quando il ladro non provoca la distrazione, ma agisce con particolare abilità e rapidità, sorprendendo la vittima e eludendo la sua sorveglianza. L'azione repentina di afferrare la borsa dalla bicicletta in corsa rientra in tale definizione.
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Furto con destrezza tra finti acquisti e raggiri: la condanna
Un uomo ha simulato l'acquisto di merce all'interno di un negozio. L'autore ha atteso l'arrivo di altri clienti e ha sottratto con rapidità il portafoglio dalla borsa della titolare, compiendo un furto con destrezza. L'imputato ha inoltre eluso il pagamento di una corsa in taxi, adducendo scuse false circa la mancanza di denaro. I giudici di merito hanno condannato l'uomo per molteplici furti e per insolvenza fraudolenta. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso dell'imputato. I Supremi Giudici hanno confermato la sussistenza della specifica circostanza aggravante, riconoscendo la piena validità della contestazione formulata attraverso la descrizione materiale dei fatti.
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Furto con destrezza: condanna confermata per l’astuzia del reo
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna a carico di un individuo per il reato di furto con destrezza. L'imputato aveva contestato la sussistenza della circostanza aggravante e la mancata concessione delle circostanze attenuanti generiche. I giudici hanno chiarito che commette furto con destrezza chiunque crea appositamente una situazione favorevole per distrarre la vittima, ridurne la vigilanza e sottrarle i beni con un'azione fulminea. La Suprema Corte ha ritenuto il ricorso privo di specificità e ha ribadito la piena discrezionalità dei giudici di merito nel quantificare la sanzione. Il ricorso è stato dichiarato inammissibile, con la condanna del ricorrente alle spese legali e al versamento di tremila euro alla Cassa delle ammende.
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Da ricettazione a furto con destrezza: condanna confermata
Un uomo sottraeva due borse: una dal cestello di una bicicletta e l'altra dal sedile di un'automobile. Il pubblico ministero contestava originariamente il delitto di ricettazione. A seguito della confessione dell'imputato, il Tribunale riqualificava l'accusa condannando l'uomo per furto con destrezza e furto su bagaglio di viaggiatore. La Corte di Appello confermava la responsabilità penale. L'imputato proponeva ricorso per Cassazione, lamentando la violazione del diritto di difesa, l'insussistenza delle aggravanti e la mancata prescrizione. La Suprema Corte ha rigettato il ricorso. I giudici hanno chiarito che la diversa qualificazione non lede il contraddittorio se il fatto storico resta immutato e hanno confermato che sottrarre beni sotto la vigilanza diretta della persona offesa configura a tutti gli effetti un furto aggravato.
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Furto con destrezza: la Cassazione esclude l’aggravante per la semplice distrazione
Un Lavoratore è stato condannato per furto pluriaggravato, commesso in concorso all'aeroporto di Milano Linate, dove ha sottratto una borsa approfittando della distrazione della Vittima. La Corte di Cassazione ha esaminato il ricorso del Lavoratore e ha escluso la circostanza aggravante del furto con destrezza. La Cassazione ha stabilito che non c'è destrezza se il ladro si limita ad approfittare di una momentanea disattenzione, senza usare particolari abilità o astuzia. La sentenza è stata annullata con rinvio a un'altra sezione della Corte d'Appello di Milano per ricalcolare la pena senza questa aggravante.
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Furto con Destrezza: La Cassazione Annulla l’Assoluzione
La Cassazione ha annullato una sentenza di assoluzione per un caso di furto con destrezza. L'Imputata aveva sottratto un portafoglio a La Vittima all'interno di un'auto, simulando di far cadere il contenuto di una borsa per poi raccoglierlo. Il Tribunale aveva escluso l'aggravante della destrezza, ritenendo si trattasse di mera approfittazione di disattenzione. La Suprema Corte ha invece stabilito che il giudice di merito deve valutare se la manovra dell'Imputata fosse stata intenzionale per eludere la sorveglianza, rinviando il caso per un nuovo giudizio sulla sussistenza del furto con destrezza.
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