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Fondo Di Garanzia

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123 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Fondo di garanzia INPS: natura del credito TFR
La Corte di Cassazione ha chiarito la natura giuridica dell'intervento del Fondo di garanzia INPS per il pagamento del TFR. Il ricorrente chiedeva che gli accessori del credito (interessi e rivalutazione) fossero calcolati dalla cessazione del rapporto di lavoro, equiparando il debito dell'ente a quello del datore di lavoro. La Corte ha rigettato il ricorso, stabilendo che l'obbligazione del Fondo ha natura previdenziale e non retributiva. Di conseguenza, gli interessi decorrono solo dopo 120 giorni dalla domanda amministrativa e non è dovuta la rivalutazione monetaria, confermando l'autonomia del debito previdenziale rispetto a quello lavoratizio.
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Fondo di garanzia: quando scatta la prescrizione?
La Corte di Cassazione ha stabilito che il termine di prescrizione annuale per l'accesso al Fondo di garanzia gestito dall'ente previdenziale decorre solo dal momento in cui il lavoratore ha effettiva conoscenza dell'esito negativo dell'esecuzione forzata. Nel caso di datori di lavoro non soggetti a fallimento, non basta la semplice data di redazione del verbale di pignoramento negativo, ma rileva il momento in cui il lavoratore ne entra in possesso. La decisione sottolinea che il diritto alla prestazione del Fondo di garanzia è autonomo e richiede la prova dell'insufficienza patrimoniale del datore, conoscibile solo tramite il ritiro degli atti ufficiali.
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Accertamento del credito TFR: nullo il titolo contro ditte estinte
Una lavoratrice ha richiesto l'intervento del Fondo di garanzia INPS per ottenere il pagamento del TFR dopo la cessazione del rapporto di lavoro con una società a responsabilità limitata. La società era stata cancellata dal registro delle imprese a seguito di una fusione per incorporazione in una società estera. La lavoratrice aveva ottenuto un decreto ingiuntivo contro la società originaria, ormai estinta, e aveva tentato invano l'esecuzione forzata. L'INPS, dopo aver inizialmente pagato la somma, ne ha chiesto la restituzione sostenendo l'invalidità del titolo. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso dell'Istituto, stabilendo che l'accertamento del credito TFR deve avvenire necessariamente nei confronti del legittimo successore (la società incorporante) e che un titolo ottenuto contro un ente già estinto è giuridicamente inesistente.
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Equa riparazione: i limiti dell’indennizzo fallimentare
La Corte di Cassazione ha analizzato i criteri per la liquidazione dell'**equa riparazione** in seguito a una procedura fallimentare durata oltre dodici anni. I giudici hanno confermato che l'indennizzo annuo può essere ridotto sotto i parametri minimi di legge in presenza di elevata complessità del caso o se il creditore ha già ottenuto rimborsi parziali da fondi di garanzia. Tuttavia, la sentenza ha accolto le doglianze relative alle spese legali, stabilendo che il compenso per il difensore deve includere obbligatoriamente la fase istruttoria e le maggiorazioni previste per la difesa di più parti con posizioni identiche.
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Equa riparazione: calcolo indennizzo e crediti residui
Alcune lavoratrici hanno richiesto l'equa riparazione per l'eccessiva durata di una procedura fallimentare durata quattordici anni. La Corte d'Appello aveva ridotto l'indennizzo poiché il Fondo di Garanzia INPS era intervenuto pagando parte dei crediti prima che il processo superasse la durata ragionevole. La Cassazione ha confermato questa decisione, stabilendo che il valore della causa per il calcolo dell'indennizzo deve essere parametrato al credito residuo rimasto insoddisfatto al momento in cui scatta il ritardo irragionevole, al fine di evitare una ingiusta sovracompensazione.
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Fondo di Garanzia: insinuazione al passivo e regresso
La Corte di Cassazione ha stabilito che il Fondo di Garanzia per le PMI non può essere considerato un coobbligato solidale del debitore principale. Di conseguenza, non si applica il limite previsto dall'art. 61 della legge fallimentare, che impedisce al garante di agire in regresso prima dell'integrale pagamento del creditore. Il Fondo, agendo per conto dello Stato, acquisisce un credito autonomo e privilegiato non appena indennizza la banca, potendo così richiedere l'insinuazione al passivo fallimentare in via prioritaria.
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Fondo di garanzia: TFR dovuto anche con contributi prescritti
La Corte di Cassazione ha confermato il diritto di un lavoratore a percepire il TFR dal Fondo di garanzia gestito dall'INPS, nonostante l'insolvenza del datore di lavoro e l'intervenuta prescrizione dei contributi previdenziali. La decisione ribadisce che il Fondo di garanzia opera in base al principio di automaticità delle prestazioni ex art. 2116 c.c., il quale non può essere limitato dalla mancanza di versamenti contributivi o dalla loro prescrizione. La tutela del lavoratore contro l'insolvenza datoriale è considerata un valore primario, derivante sia dalla Costituzione italiana che dal diritto dell'Unione Europea.
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Fondo di garanzia: limiti temporali per i rimborsi
La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso dell'INPS negando l'accesso al Fondo di garanzia per crediti retributivi maturati oltre il limite temporale previsto. Il lavoratore richiedeva il pagamento di mensilità risalenti a un periodo di sospensione per CIGS iniziato nel 2009, ma l'azione giudiziaria era stata avviata solo a fine 2010. La Corte ha chiarito che il Fondo di garanzia interviene solo per le retribuzioni maturate nei dodici mesi antecedenti l'iniziativa del lavoratore volta a far valere l'insolvenza, rendendo inammissibili le richieste relative a periodi precedenti tale finestra temporale.
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Fondo di garanzia e TFR: i limiti della tutela
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di una lavoratrice che chiedeva l'intervento del Fondo di garanzia per il recupero del TFR maturato presso un datore di lavoro fallito. La Corte ha stabilito che la continuità del rapporto di lavoro, derivante da una cessione d'azienda ex art. 2112 c.c., impedisce l'accesso alla tutela previdenziale. Poiché il rapporto è proseguito con il nuovo datore senza interruzioni, manca il presupposto essenziale della cessazione del rapporto lavorativo necessario per attivare il Fondo di garanzia.
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Fondo di Garanzia: limiti per il recupero crediti
La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso dell'INPS contro un lavoratore che richiedeva l'intervento del Fondo di Garanzia per mensilità arretrate. Il cuore della controversia riguarda il rispetto del limite temporale dei dodici mesi precedenti l'iniziativa giudiziaria per l'accesso alla tutela. Poiché il lavoratore aveva agito in giudizio oltre un anno dopo la maturazione dei crediti retributivi, la Corte ha stabilito che tali somme non rientravano nel perimetro di protezione del Fondo di Garanzia, ribadendo la necessità di un nesso temporale stretto tra inadempimento e stato di insolvenza.
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Fondo di Garanzia: i limiti temporali per i crediti
La Corte d'Appello ha accolto il ricorso dell'ente gestore del Fondo di Garanzia, stabilendo che il pagamento delle ultime tre mensilità di stipendio spetta solo se queste rientrano nei dodici mesi precedenti l'azione legale del lavoratore. La Corte ha chiarito che tale limite temporale non è un termine di prescrizione soggetto a sospensioni emergenziali (come quelle per il Covid-19), ma un presupposto sostanziale del diritto stesso.
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Fondo Garanzia TFR: no pagamento in cessione d’azienda
La Corte di Cassazione ha stabilito che il Fondo di Garanzia TFR non è tenuto a intervenire per il pagamento del Trattamento di Fine Rapporto maturato presso un'azienda cedente, poi fallita, se il rapporto di lavoro del dipendente prosegue senza interruzioni con l'azienda acquirente. La decisione chiarisce che il credito per il TFR non è ancora esigibile e che gli accordi privati di esclusione della solidarietà tra le aziende non vincolano l'INPS. Il caso riguardava un lavoratore che, dopo il trasferimento d'azienda e il successivo fallimento del datore originario, aveva richiesto l'intervento del Fondo.
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Fondo di Garanzia INPS: quando non paga? Il caso
La Corte di Cassazione ha stabilito che il Fondo di Garanzia INPS non è tenuto a pagare TFR e retribuzioni arretrate se, dopo un trasferimento d'azienda, il rapporto di lavoro prosegue con un nuovo datore di lavoro solvente. La Corte ha chiarito che gli accordi privati tra le aziende, che escludono la responsabilità solidale del nuovo datore, non sono opponibili all'INPS. Il presupposto per l'intervento del Fondo, ovvero l'insolvenza del datore di lavoro al momento della cessazione del rapporto, non sussiste se il rapporto continua, vanificando la richiesta del lavoratore.
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Fondo di Garanzia TFR: quando interviene l’INPS?
Un'ordinanza della Cassazione analizza un caso sul Fondo di Garanzia TFR. La Corte d'Appello aveva negato l'intervento del fondo perché, a seguito di cessione d'azienda, il rapporto di lavoro era continuato. Il giudizio in Cassazione si è estinto per rinuncia della ricorrente, lasciando irrisolta nel merito la questione principale ma confermando la decisione di secondo grado.
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Fondo di Garanzia INPS: No se continua il lavoro
La Corte di Cassazione ha stabilito che il Fondo di Garanzia INPS non è tenuto a intervenire per pagare il TFR e altri crediti se, in seguito a una cessione d'azienda, il rapporto di lavoro prosegue con un'impresa acquirente solvente. Anche se l'azienda cedente diventa insolvente dopo la cessione, la continuità del rapporto lavorativo impedisce che il credito diventi esigibile, presupposto essenziale per l'attivazione del Fondo. Un accordo sindacale che riaccolli il debito sulla società cedente non può alterare questa disciplina pubblicistica.
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Fondo di Garanzia INPS: No se l’azienda è ceduta
La Corte di Cassazione ha stabilito che i lavoratori non possono accedere al Fondo di Garanzia INPS se, prima dell'insolvenza del datore di lavoro, il loro rapporto è stato trasferito a un'altra azienda solvibile tramite cessione d'azienda. In questo caso, il rapporto di lavoro prosegue senza interruzioni con il nuovo datore, che diventa responsabile per i crediti maturati, incluso il TFR. La continuità del rapporto di lavoro esclude il presupposto fondamentale per l'intervento del Fondo, ovvero la cessazione del rapporto stesso.
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Fondo di Garanzia TFR e cessione d’azienda: la Cassazione
Un lavoratore, trasferito a una nuova società, ha richiesto il pagamento del TFR al Fondo di Garanzia TFR dopo il fallimento del suo precedente datore di lavoro. La Corte di Cassazione ha negato l'intervento del Fondo, specificando che la sua garanzia non è attivabile se il rapporto di lavoro prosegue con l'azienda acquirente, poiché il credito TFR non è ancora esigibile. Gli accordi tra le società non vincolano l'ente previdenziale.
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Equo indennizzo: il limite è il credito totale
Un gruppo di lavoratori di una società fallita ha richiesto un equo indennizzo per l'eccessiva durata della procedura. La Corte d'Appello aveva limitato il risarcimento al solo credito residuo dopo un pagamento parziale dell'INPS. La Corte di Cassazione ha annullato tale decisione, stabilendo che il limite dell'indennizzo deve essere calcolato sul valore totale del credito ammesso al passivo, non sulla parte residua. La causa è stata rinviata per una nuova valutazione basata su questo principio.
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Onere della prova TFR: a chi spetta per i soci?
Un socio lavoratore di una cooperativa fallita ha richiesto il pagamento del TFR al Fondo di Garanzia INPS. La Corte di Cassazione ha respinto il suo ricorso, stabilendo che l'onere della prova TFR, e in particolare del versamento dei contributi previdenziali antecedenti al 1997, spetta al lavoratore stesso. Questa prova è un fatto costitutivo essenziale per poter accedere alla tutela retroattiva offerta dal Fondo.
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Fondo di Garanzia TFR: quando non interviene?
Un lavoratore, a seguito del trasferimento della sua azienda ad un nuovo datore di lavoro, chiedeva l'intervento del Fondo di Garanzia TFR gestito dall'INPS per il TFR maturato con la vecchia società, divenuta insolvente solo dopo la cessione. La Corte di Cassazione ha respinto la richiesta, chiarendo che il Fondo non interviene se il rapporto di lavoro prosegue con un'azienda cessionaria solvibile. Il credito per TFR, infatti, non era ancora esigibile al momento dell'insolvenza del cedente, e gli accordi privati tra le aziende non possono vincolare l'ente previdenziale.
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