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Fondo Di Garanzia

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123 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Decadenza fondo di garanzia: quando agire in giudizio
Una lavoratrice si è vista negare l'accesso al Fondo di Garanzia INPS per le ultime retribuzioni non pagate dal datore di lavoro fallito. La Corte d'Appello ha accolto l'eccezione dell'INPS sulla decadenza fondo di garanzia, ritenendo l'azione giudiziaria tardiva. La lavoratrice ha impugnato la decisione in Cassazione, ma il processo si è estinto per rinuncia al ricorso prima di una decisione nel merito, evidenziando l'importanza cruciale del rispetto dei termini per non perdere i propri diritti.
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Decadenza prestazioni previdenziali: i termini stretti
La Corte di Cassazione ha confermato il rigetto della domanda di un lavoratore contro l'INPS per il pagamento del TFR dal Fondo di Garanzia. La decisione si fonda sulla tardività dell'azione giudiziaria, evidenziando la perentorietà del termine di un anno per la decadenza prestazioni previdenziali, che decorre una volta esaurita la fase amministrativa.
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Fondo di Garanzia INPS: No se l’azienda è ceduta
La Cassazione nega l'accesso al Fondo di Garanzia INPS ai lavoratori di un'azienda ceduta in amministrazione straordinaria. Se il rapporto di lavoro prosegue con un acquirente solvente, quest'ultimo resta coobbligato per i crediti pregressi, nonostante accordi sindacali contrari. L'accordo privato non vincola l'INPS.
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Fondo Garanzia TFR: no se il titolo è invalido
Un ex dipendente si è visto negare l'accesso al Fondo di Garanzia per il TFR. La Corte d'Appello ha confermato la decisione, stabilendo che il lavoratore non aveva ottenuto un valido titolo esecutivo. Dopo la cancellazione della società datrice di lavoro, l'azione per l'accertamento del credito doveva essere intentata contro tutti i soci successori dei debiti sociali, e non solo contro uno di essi. La mancanza di questo presupposto ha reso impossibile l'intervento del Fondo Garanzia TFR.
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Fondo di Garanzia TFR: il diritto al pagamento
Una lavoratrice, non pagata dal suo ex datore di lavoro insolvente, si rivolge al Fondo di Garanzia per ottenere il TFR. L'ente nega il pagamento eccependo la prescrizione del diritto. Il Tribunale di Torino accoglie il ricorso della lavoratrice, condannando il Fondo al pagamento. La decisione sottolinea come le azioni esecutive contro il datore di lavoro interrompano la prescrizione e come una documentazione completa sia cruciale per l'accoglimento della domanda per il Fondo di Garanzia TFR.
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Fondo di Garanzia TFR: quando non interviene
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 16832/2024, ha stabilito che il Fondo di Garanzia TFR non è tenuto a intervenire se, al momento della cessazione del rapporto di lavoro, il datore di lavoro è un'azienda cessionaria in bonis (solvente). Questo principio vale anche se un accordo sindacale aveva lasciato il TFR maturato a carico dell'azienda cedente, successivamente divenuta insolvente. La Corte ha sottolineato l'autonomia del rapporto previdenziale rispetto a quello civilistico, affermando che gli accordi tra le parti private non sono opponibili all'ente previdenziale.
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Fondo Garanzia TFR: l’originale del titolo non serve
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 16776/2024, ha stabilito che l'INPS non può rifiutare il pagamento del TFR a carico del Fondo Garanzia TFR solo perché il lavoratore non ha consegnato l'originale del titolo esecutivo contro il datore di lavoro insolvente. Secondo la Corte, una copia del titolo è sufficiente, a meno che l'ente non ne contesti formalmente la conformità. La richiesta dell'originale è stata ritenuta irragionevole e non necessaria, neanche per la successiva azione di surroga dell'INPS verso il datore di lavoro.
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Fondo di Garanzia INPS: No TFR se il lavoro continua
La Cassazione ha stabilito che il Fondo di Garanzia INPS non è tenuto a pagare il TFR se, al momento del fallimento del datore di lavoro originario, il rapporto di lavoro prosegue con una nuova società. Un accordo sindacale che lascia il TFR in capo al cedente non è opponibile all'INPS.
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Fondo di Garanzia: diritto autonomo nel fallimento
La Corte di Cassazione stabilisce che il Fondo di Garanzia Pubblico, dopo aver pagato una banca per la garanzia su un finanziamento a un'impresa poi fallita, acquisisce un diritto autonomo e privilegiato di insinuarsi al passivo. Tale diritto non è subordinato al completo soddisfacimento del creditore originario (la banca), derogando alle norme comuni sui coobbligati solidali in ambito fallimentare.
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Fondo di garanzia: no ultime mensilità se troppo lontane
Un lavoratore ha richiesto l'intervento del fondo di garanzia per TFR e ultime tre mensilità a seguito della liquidazione giudiziale del datore di lavoro. Il Tribunale ha accolto la domanda per il TFR (pagato in corso di causa) ma ha respinto quella per le retribuzioni, poiché maturate in un periodo che non rientrava nei dodici mesi precedenti l'apertura della procedura concorsuale, come richiesto dalla legge.
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Fondo garanzia INPS: TFR e concordato preventivo
Una lavoratrice ha richiesto al Fondo di Garanzia INPS il pagamento del suo TFR dopo che la sua azienda è entrata in concordato preventivo. La lavoratrice aveva accettato una riduzione dell'importo e la degradazione del credito a chirografario. La Corte di Cassazione ha stabilito che, sebbene l'accettazione non elimini il diritto alla prestazione, il Fondo garanzia INPS è tenuto a pagare solo l'importo del TFR come definito e quantificato nel decreto di omologa del concordato, anche se decurtato, e non l'intero ammontare originario.
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TFR operai agricoli: accesso al Fondo di Garanzia
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di una lavoratrice agricola a tempo determinato che chiedeva il pagamento del TFR al Fondo di Garanzia dell'INPS. La decisione si fonda su un vizio procedurale: la ricorrente non aveva adeguatamente provato di aver tentato tutte le vie esecutive per recuperare il credito dal datore di lavoro. Questo aspetto, una delle due 'rationes decidendi' della sentenza d'appello, non è stato specificamente contestato nel ricorso, rendendolo così inammissibile a prescindere dalla questione sull'applicabilità del Fondo di Garanzia a questa categoria di lavoratori.
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Fondo di garanzia: no al pagamento con cessione d’azienda
La Corte di Cassazione ha stabilito che il Fondo di garanzia dell'INPS non è tenuto a corrispondere le ultime mensilità di retribuzione a un lavoratore il cui datore di lavoro originario sia fallito dopo aver ceduto l'azienda, se il rapporto di lavoro è proseguito con il nuovo acquirente. Anche in presenza di un accordo sindacale che escluda la responsabilità solidale dell'acquirente per i debiti pregressi, tale pattuizione privata non può estendere gli obblighi del Fondo, il cui intervento è previsto solo in caso di insolvenza del datore di lavoro al momento della cessazione del rapporto, non di un ex datore di lavoro.
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Fondo di garanzia TFR: il calcolo è sempre lordo
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 34284/2024, ha stabilito che il Fondo di garanzia TFR, gestito dall'ente previdenziale, è tenuto a liquidare il Trattamento di Fine Rapporto calcolandolo sull'importo lordo, anche quando la richiesta del lavoratore si fonda su un atto che indica una somma netta. L'ente agisce come sostituto d'imposta e deve provvedere a trattenere le imposte dovute. L'onere di dimostrare che le ritenute fiscali siano già state versate dal datore di lavoro insolvente ricade sull'ente stesso e non sul lavoratore.
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Fondo Garanzia TFR: Pagamento senza escussione cedente
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 33951/2024, ha stabilito che in caso di trasferimento d'azienda seguito dal fallimento del datore di lavoro cessionario, il lavoratore ha diritto all'intervento del Fondo Garanzia TFR per l'intero credito, compresa la quota maturata presso il cedente. La Corte ha rigettato la tesi dell'INPS, secondo cui l'obbligazione del Fondo sarebbe sussidiaria, affermando che il lavoratore non è tenuto ad agire preventivamente contro il cedente per ottenere il pagamento.
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Fondo di Garanzia: quando il ricorso è inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un lavoratore per accedere al Fondo di Garanzia dell'INPS. La decisione si basa su vizi procedurali: il ricorrente non ha adeguatamente documentato nel suo appello le ragioni per cui il suo ex datore di lavoro, una società cancellata dal registro imprese, non sarebbe stato assoggettabile a fallimento. La Corte ha sottolineato la mancata autosufficienza del ricorso, che impediva di valutare nel merito la questione.
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Fondo di Garanzia INPS: No se il lavoro continua
La Corte di Cassazione ha negato l'intervento del Fondo di Garanzia INPS a favore di alcuni lavoratori i cui crediti retributivi e TFR erano rimasti a carico della precedente azienda, poi fallita, a seguito di un affitto di ramo d'azienda. La decisione si fonda sul principio che il rapporto di lavoro era proseguito senza interruzioni con la nuova società. Poiché la cessazione del rapporto di lavoro è un presupposto essenziale per l'attivazione del Fondo, la richiesta dei lavoratori è stata respinta. Gli accordi tra le aziende non sono stati ritenuti opponibili all'INPS.
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Società cancellata: diritti del lavoratore tutelati
Un lavoratore ha agito in giudizio per il riconoscimento del suo rapporto di lavoro subordinato nei confronti di una società, successivamente cancellata dal registro delle imprese. La Corte di Cassazione, ribaltando la decisione d'appello, ha stabilito che i soci dell'ex società sono legittimati passivi nel processo. Anche in assenza di utili di liquidazione distribuiti, il lavoratore conserva l'interesse ad ottenere una sentenza di mero accertamento del proprio credito. Tale pronuncia è fondamentale per poter accedere al Fondo di Garanzia dell'INPS. La sentenza chiarisce un importante principio a tutela dei creditori di una società cancellata.
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Pagamento TFR Fondo Garanzia: No alla doppia imposta
Un lavoratore ha richiesto il pagamento del suo TFR al netto dall'INPS. L'ente ha erroneamente trattato tale somma come lorda, applicando una seconda ritenuta fiscale. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso dell'INPS, stabilendo che in caso di richiesta netta per il pagamento TFR Fondo Garanzia, l'istituto deve ricalcolare il lordo corrispondente e applicare le imposte una sola volta, garantendo al lavoratore la somma netta corretta e impedendo una illegittima doppia imposizione.
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Fondo di Garanzia TFR: l’obbligo INPS non si ferma
La Corte di Cassazione ha stabilito che il Fondo di Garanzia TFR gestito dall'INPS deve intervenire per pagare il trattamento di fine rapporto a un lavoratore di un'azienda fallita, anche in presenza di un'altra società solvibile, coobbligata in solido a seguito di una scissione societaria. La sentenza sottolinea che la tutela del lavoratore è diretta e immediata, non subordinata alla preventiva azione contro altri debitori. L'obiettivo è garantire una protezione tempestiva ed efficace del credito del lavoratore.
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