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Fondo di Garanzia: i limiti temporali per i crediti

La Corte d’Appello ha accolto il ricorso dell’ente gestore del Fondo di Garanzia, stabilendo che il pagamento delle ultime tre mensilità di stipendio spetta solo se queste rientrano nei dodici mesi precedenti l’azione legale del lavoratore. La Corte ha chiarito che tale limite temporale non è un termine di prescrizione soggetto a sospensioni emergenziali (come quelle per il Covid-19), ma un presupposto sostanziale del diritto stesso.

Riferimento:
SENTENZA CORTE DI APPELLO DI LAQUILA N. 83 2026 - N. R.G. 00000499 2024 DEPOSITO MINUTA 03 03 2026 PUBBLICAZIONE 04 03 2026
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Pubblicato il 16 marzo 2026 in Diritto del Lavoro, Giurisprudenza Civile

Fondo di Garanzia: quando scatta il diritto al pagamento degli stipendi?

Ottenere il pagamento degli stipendi arretrati attraverso il Fondo di Garanzia è una tutela fondamentale per i lavoratori di aziende in crisi. Tuttavia, non si tratta di un diritto incondizionato: la legge impone dei paletti temporali molto rigidi che spesso diventano oggetto di contenzioso giudiziario. Una recente sentenza della Corte d’Appello chiarisce definitivamente come interpretare questi limiti e perché le sospensioni dei termini introdotte durante il periodo della pandemia non sempre possono essere invocate.

I fatti del caso

Un lavoratore, dopo aver cessato il rapporto di lavoro con una società che non aveva corrisposto le ultime mensilità, aveva agito in giudizio per il recupero dei propri crediti. Dopo aver ottenuto una sentenza di condanna e aver tentato inutilmente l’esecuzione forzata e il fallimento della società (respinto per l’esiguità dei debiti), il lavoratore si era rivolto al Fondo di Garanzia gestito dall’ente previdenziale.

L’ente aveva pagato il TFR ma aveva negato il pagamento delle ultime tre mensilità di retribuzione. Il motivo? Secondo il gestore del Fondo, gli stipendi richiesti non rientravano nei dodici mesi precedenti l’inizio dell’azione giudiziaria del lavoratore. Il Tribunale, in primo grado, aveva invece dato ragione al lavoratore, ritenendo che i termini temporali fossero stati sospesi dalla normativa emergenziale emanata durante il periodo del Covid-19.

La decisione della Corte d’Appello

La Corte d’Appello ha ribaltato la decisione di primo grado, accogliendo il ricorso dell’ente gestore. I giudici hanno stabilito che il lavoratore non aveva diritto al pagamento delle tre mensilità poiché il ricorso giudiziale era stato depositato oltre un anno dopo la cessazione del rapporto di lavoro.

La Corte ha sottolineato che la funzione del limite dei dodici mesi è quella di stabilire un nesso temporale tra l’omesso pagamento e l’insolvenza del datore, incentivando il lavoratore ad agire tempestivamente. Di conseguenza, il diritto alla copertura del Fondo decade se l’iniziativa giudiziaria non è solerte.

Le motivazioni

Le motivazioni della Corte si basano sulla natura giuridica del termine previsto dal D.Lgs. 80/1992. Secondo i giudici, l’ambito temporale annuale entro cui devono ricadere le mensilità non è un termine di prescrizione (che estingue un diritto non esercitato) né di decadenza processuale. Si tratta, invece, di un presupposto sostanziale dell’intervento del Fondo.

Essendo un requisito di natura sostanziale e non processuale, ad esso non si applicano le sospensioni dei termini previste dagli articoli 34 e 83 del D.L. 18/2020 (normativa Covid). La legge emergenziale mirava a impedire decadenze legate all’impossibilità fisica di svolgere attività processuali, ma non poteva modificare i requisiti costitutivi di un diritto previdenziale basato su un calcolo a ritroso nel tempo.

Le conclusioni

In conclusione, la sentenza stabilisce un principio di rigore: per accedere alla tutela del Fondo di Garanzia per le ultime tre mensilità, è necessario che il lavoratore agisca giudizialmente entro dodici mesi dalla maturazione del credito. Le implicazioni pratiche sono chiare: attendere troppo tempo per avviare il recupero crediti nei confronti di un datore insolvente può comportare la perdita definitiva della garanzia pubblica sulle retribuzioni arretrate, senza possibilità di invocare sospensioni temporali legate a cause esterne come la pandemia.

Cosa copre il Fondo di Garanzia in caso di insolvenza del datore?
Il Fondo copre l’intero importo del Trattamento di Fine Rapporto e le ultime tre mensilità di retribuzione maturate negli ultimi dodici mesi di lavoro.

Il limite dei dodici mesi per le mensilità può essere sospeso?
No, secondo la giurisprudenza questo limite è un presupposto sostanziale e non è soggetto alle sospensioni dei termini previste per prescrizione o decadenza.

Cosa succede se il lavoratore agisce in giudizio dopo un anno dalla fine del rapporto?
Il lavoratore rischia di non veder pagate le ultime tre mensilità dal Fondo, poiché queste risulterebbero antecedenti al periodo di dodici mesi coperto dalla garanzia.

La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, e Benevento.

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