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Estratto Di Ruolo — Anno 2025

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253 provvedimenti applicano questo termine

Altri anni per Estratto Di Ruolo

Provvedimenti

Impugnazione estratto ruolo: interesse concreto è chiave
La Corte di Cassazione ha stabilito che l'impugnazione di un estratto di ruolo è inammissibile se il contribuente non dimostra un pregiudizio specifico, diretto e concreto. Un interesse generico, come la partecipazione a future gare pubbliche, non è sufficiente. La Corte ha rigettato la richiesta di revocazione di una società, chiarendo che la valutazione della prova non costituisce un errore di fatto, ma un errore di giudizio non soggetto a revocazione.
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Impugnazione estratto di ruolo: quando è ammessa?
Un contribuente ha contestato un estratto di ruolo per presunta mancata notifica degli atti presupposti. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. La motivazione principale è che l'impugnazione estratto di ruolo è consentita solo se il ricorrente dimostra un pregiudizio concreto e attuale, come l'impossibilità di partecipare a gare pubbliche. In questo caso, tale pregiudizio è stato eccepito per la prima volta in Cassazione, risultando quindi un motivo nuovo e non esaminabile.
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Estratto di ruolo: basta per l’insinuazione al passivo?
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza in esame, ha ribadito un principio fondamentale in materia di procedure concorsuali e crediti tributari. Ha confermato che, ai fini dell'insinuazione allo stato passivo di una liquidazione giudiziale, l'Agente della riscossione può limitarsi a depositare l'estratto di ruolo, senza dover provare la preventiva notifica della cartella di pagamento. In caso di contestazione da parte del curatore, il credito viene ammesso con riserva, e la controversia sulla sua fondatezza deve essere risolta dinanzi al giudice tributario. La Corte ha tuttavia cassato la decisione del tribunale per omessa pronuncia sulle eccezioni di prescrizione sollevate dalla curatela.
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Impugnazione estratto di ruolo: quando è possibile?
Una società ha contestato un estratto di ruolo per cartelle di pagamento mai notificate. La Corte di Cassazione, applicando una nuova legge retroattivamente, ha dichiarato il ricorso inammissibile. La sentenza chiarisce che l'impugnazione dell'estratto di ruolo è possibile solo se il contribuente dimostra di subire un pregiudizio concreto dall'iscrizione a ruolo, un requisito non soddisfatto nel caso di specie.
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Estratto di ruolo: quando è inammissibile l’impugnazione
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 31917/2025, ha stabilito che l'impugnazione di un estratto di ruolo è inammissibile se il contribuente non dimostra un pregiudizio concreto e attuale, come previsto dalla riforma del 2021. La semplice scoperta del debito tramite l'estratto non è sufficiente per agire in giudizio, mancando l'interesse ad agire. La Corte ha quindi cassato la sentenza di merito senza rinvio, chiudendo il caso.
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Ultrapetizione: quando il giudice decide troppo
Un cittadino si opponeva a un debito contributivo del 2008 chiedendone la prescrizione. La Corte d'Appello, però, dichiarava prescritti anche debiti relativi ad altri anni non contestati. La Cassazione ha annullato questa decisione per vizio di ultrapetizione, stabilendo che il giudice non può pronunciarsi oltre i limiti della domanda presentata, riaffermando il principio della corrispondenza tra chiesto e pronunciato.
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Estratto di ruolo: quando il ricorso è inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un ente previdenziale contro una società. Il caso riguardava un'opposizione a un estratto di ruolo per contributi non versati. La Corte ha stabilito che la valutazione delle prove documentali, come le notifiche degli atti, rientra nel libero apprezzamento del giudice di merito e non può essere riesaminata in sede di legittimità. Di conseguenza, la decisione d'appello che aveva dichiarato la prescrizione dei crediti per mancata prova della notifica è stata confermata in via indiretta, rendendo il ricorso inammissibile.
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Impugnazione estratto di ruolo: nuove regole retroattive
Una recente ordinanza della Corte di Cassazione stabilisce la retroattività della norma che limita l'impugnazione dell'estratto di ruolo. Il caso riguardava una contribuente che aveva contestato debiti previdenziali prescritti. La Corte ha chiarito che, se la cartella di pagamento originaria è stata regolarmente notificata, l'impugnazione dell'estratto di ruolo è inammissibile, applicando questo principio anche ai giudizi in corso al momento dell'entrata in vigore della nuova legge.
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Impugnazione estratto di ruolo: i limiti d’azione
Una contribuente contesta un estratto di ruolo per omessa notifica della cartella. Dopo due gradi di giudizio favorevoli, la Cassazione ribalta la decisione. Applicando una nuova legge (jus superveniens), la Corte dichiara inammissibile l'originaria impugnazione estratto di ruolo per carenza di un concreto interesse ad agire, assorbendo ogni altra questione.
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Impugnabilità estratto di ruolo: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione, con una recente ordinanza, ha stabilito i limiti dell'impugnabilità dell'estratto di ruolo. Applicando una nuova normativa (ius superveniens) anche ai giudizi pendenti, la Corte ha dichiarato inammissibile il ricorso di un contribuente contro delle cartelle esattoriali di cui era venuto a conoscenza tramite l'estratto. La decisione si fonda sulla mancata dimostrazione, da parte del ricorrente, di un pregiudizio concreto e attuale derivante dall'iscrizione a ruolo, come richiesto dalla nuova legge per poter agire in giudizio.
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Impugnazione estratto di ruolo: limiti e condizioni
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 30341/2025, ha stabilito che l'impugnazione estratto di ruolo non è ammissibile se il contribuente non dimostra un pregiudizio concreto e attuale. Applicando una nuova normativa (ius superveniens) anche ai processi in corso, la Corte ha annullato la decisione precedente, dichiarando inammissibile il ricorso originario del contribuente poiché non era stato provato un interesse ad agire qualificato, come la perdita di un beneficio o l'esclusione da appalti pubblici.
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Impugnazione estratto di ruolo: quando è ammessa?
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di una società che contestava un debito tributario tramite l'impugnazione di un estratto di ruolo. La Corte ha ribadito che l'impugnazione estratto di ruolo è inammissibile se il contribuente non dimostra di subire un pregiudizio concreto e attuale, come l'esclusione da appalti pubblici. La semplice mancata notifica della cartella di pagamento non è sufficiente a giustificare l'azione.
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Impugnazione estratto di ruolo: quando è inammissibile
Un contribuente ha contestato un estratto di ruolo per prescrizione dei crediti. La Corte di Cassazione, applicando una nuova legge retroattivamente, ha dichiarato il ricorso originario inammissibile. La decisione si fonda sul divieto di impugnazione dell'estratto di ruolo, chiudendo il caso senza esaminare la questione della prescrizione e compensando le spese legali a causa della modifica normativa.
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Impugnazione estratto di ruolo: limiti e condizioni
Un contribuente ha impugnato un estratto di ruolo per contributi previdenziali prescritti. La Corte di Cassazione, applicando una nuova normativa (art. 12, comma 4-bis, d.P.R. 602/1973), ha respinto il ricorso. La Corte ha stabilito che l'impugnazione dell'estratto di ruolo è inammissibile se il ricorrente non dimostra un pregiudizio specifico e attuale, come previsto tassativamente dalla legge, confermando un orientamento restrittivo.
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Insinuazione al passivo del garante: i requisiti
Un Agente della Riscossione vede respinta la propria domanda di ammissione al passivo fallimentare per un credito derivante da una garanzia pubblica. La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso, sottolineando l'importanza della specificità degli atti processuali. La decisione chiarisce che una domanda di insinuazione al passivo del garante deve essere dettagliata e che un ricorso generico contro una delle plurime ragioni della decisione di merito ne causa l'inammissibilità totale per difetto di interesse.
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Impugnazione estratto di ruolo: il giudicato vince
Un contribuente impugna un estratto di ruolo per prescrizione del debito. Nonostante una nuova norma preveda l'inammissibilità di tale azione, la Corte di Cassazione rigetta il ricorso dell'ente previdenziale. La ragione risiede nel principio del 'giudicato interno': l'ente non aveva appellato la decisione di primo grado che ammetteva il ricorso, rendendo tale punto definitivo e non più contestabile, neppure alla luce della nuova legge. La decisione finale ha confermato la nullità degli avvisi di addebito per prescrizione.
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Crediti previdenziali fallimento: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha stabilito che la regola speciale dell'ammissione al passivo con riserva non si applica ai crediti previdenziali in un fallimento, ma solo a quelli tributari. La Corte ha accolto il ricorso del curatore fallimentare, annullando la decisione di un tribunale che aveva ammesso un credito previdenziale con riserva. Il caso è stato rinviato per un nuovo esame che dovrà tenere conto delle ordinarie regole di accertamento del passivo e valutare l'eccezione di prescrizione sollevata dal curatore.
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Inammissibilità sopravvenuta: spese legali accessorie
Una società di riscossione ha impugnato una sentenza che la condannava al pagamento delle spese legali. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso, dichiarando l'inammissibilità sopravvenuta dell'azione originaria dei contribuenti a causa di una nuova legge. Di conseguenza, ha annullato la decisione sulle spese, poiché queste sono accessorie e dipendono dalla validità della domanda principale. Il caso è stato chiuso senza un nuovo processo.
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Notifica irreperibilità assoluta: quando è nulla?
Una società ha impugnato un estratto di ruolo sostenendo di non aver mai ricevuto la relativa cartella di pagamento. La Corte di Cassazione ha accolto il suo ricorso, stabilendo che la notifica per irreperibilità assoluta è nulla se il messo notificatore non documenta adeguatamente le ricerche effettuate per rintracciare il destinatario, specialmente in presenza di altre sedi note nello stesso comune. La semplice dichiarazione su un modulo prestampato non è sufficiente a validare la procedura.
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Estratto di ruolo: quando non è più impugnabile
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza 29047/2025, ha dichiarato inammissibile il ricorso di un contribuente contro un estratto di ruolo. La decisione si fonda su una nuova normativa (ius superveniens) che esclude l'impugnabilità di tale atto, salvo casi eccezionali. La Corte ha cassato la sentenza precedente senza rinvio, poiché l'azione non avrebbe dovuto essere proposta in origine, compensando le spese legali tra le parti a causa della modifica legislativa intervenuta.
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