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Estinzione — Anno 2023

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345 provvedimenti applicano questo termine

Altri anni per Estinzione

Provvedimenti

Rinunzia al ricorso: estinzione del giudizio civile
Una controversia immobiliare relativa al rilascio di un suolo e alla violazione delle distanze legali è giunta dinanzi alla Corte di Cassazione. Prima della decisione di merito, la parte ricorrente ha depositato un atto di rinunzia al ricorso, regolarmente accettato dalla controparte e sottoscritto dai rispettivi difensori. La Suprema Corte, preso atto dell'accordo tra le parti, ha dichiarato l'estinzione del giudizio. In virtù dell'adesione alla rinunzia, non è stata emessa alcuna condanna al pagamento delle spese processuali, chiudendo definitivamente il contenzioso senza ulteriori oneri per le parti coinvolte.
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Estinzione del giudizio: stop alle liti col Fisco
L'ordinanza della Suprema Corte sancisce l'estinzione del giudizio in una controversia tra una società di servizi e l'Amministrazione Finanziaria. La decisione chiude definitivamente il contenzioso senza esaminare il merito della pretesa fiscale, prendendo atto del venir meno dell'interesse delle parti alla prosecuzione della causa di legittimità.
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Sanzioni tributarie e soci di società estinte
La Corte di Cassazione ha emesso un'ordinanza interlocutoria riguardante la responsabilità dei soci di una società estinta per le sanzioni tributarie legate all'imposta unica sulle scommesse. Il caso nasce da un accertamento fiscale per omessi versamenti negli anni 2010 e 2011. Mentre i debiti d'imposta seguono regole successorie chiare, l'applicabilità delle sanzioni tributarie ai soci dopo la cancellazione della società presenta profili di incertezza. La Corte ha rilevato un contrasto interpretativo tra il principio di intrasmissibilità delle sanzioni agli eredi e la natura della successione societaria ex art. 2495 c.c., decidendo di rinviare la questione alla pubblica udienza per un chiarimento nomofilattico.
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Estinzione del giudizio e stop al doppio contributo
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del giudizio in una controversia tributaria pendente tra l'amministrazione finanziaria e una società privata. La decisione è stata assunta in seguito al deposito della domanda di definizione agevolata ai sensi della Legge n. 197 del 2022. La Corte ha chiarito che, in caso di estinzione per tregua fiscale, non trova applicazione il raddoppio del contributo unificato, poiché tale misura ha natura sanzionatoria e si applica esclusivamente ai casi di rigetto o inammissibilità del ricorso.
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Rinuncia al ricorso e definizione agevolata IVA
Una società ha proposto istanza di revocazione contro una sentenza della Cassazione relativa ad accertamenti IVA. Nel corso del giudizio, la contribuente ha aderito alla definizione agevolata delle pendenze tributarie, presentando successivamente una formale rinuncia al ricorso. La Suprema Corte, constatata la regolarità della rinuncia ai sensi del codice di procedura civile, ha dichiarato l'estinzione del giudizio. La decisione sottolinea come la rinuncia al ricorso sia lo strumento idoneo per concludere il contenzioso a seguito di pace fiscale, portando alla compensazione delle spese tra le parti.
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Rinuncia al ricorso: stop al doppio contributo
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del giudizio a seguito della rinuncia al ricorso presentata dai fideiussori di una società cooperativa. La controversia, originata da un'ingiunzione di pagamento bancaria per saldi di conto corrente e anticipi fatture, si è conclusa con una transazione stragiudiziale tra le parti. Il provvedimento chiarisce che, in caso di rinuncia, non è dovuto il raddoppio del contributo unificato, poiché tale misura sanzionatoria si applica esclusivamente ai casi di rigetto, inammissibilità o improcedibilità dell'impugnazione.
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Estinzione del reato per morte dell’imputato
La Corte di Cassazione ha esaminato il ricorso di un soggetto condannato in appello per i reati di rapina e lesioni personali. Nonostante l'articolata difesa volta a contestare la qualificazione giuridica dei fatti e la dinamica dell'evento, il procedimento si è concluso per l'estinzione del reato per morte del ricorrente. La Suprema Corte, dopo aver acquisito il certificato di decesso dell'imputato avvenuto durante la pendenza del ricorso, ha applicato la normativa vigente che impone l'immediata cessazione di ogni azione penale, annullando senza rinvio la sentenza impugnata.
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Remissione di querela: estinzione reato in Cassazione
La Corte di Cassazione ha esaminato il ricorso di un imputato condannato per frode assicurativa. Nonostante le contestazioni relative alla violazione del diritto di difesa per l'acquisizione di testimonianze di soggetti irreperibili, il procedimento si è concluso per intervenuta remissione di querela. Poiché le parti hanno raggiunto un accordo stragiudiziale accettato dall'imputato, la Suprema Corte ha dichiarato l'estinzione del reato, annullando la condanna senza rinvio e ponendo le spese a carico del ricorrente.
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Remissione di querela: annullata condanna per truffa
La Corte di Cassazione ha annullato senza rinvio una condanna per truffa aggravata da recidiva qualificata a seguito dell'entrata in vigore della Riforma Cartabia. Poiché il reato è divenuto procedibile a querela, la sopravvenuta remissione di querela da parte della persona offesa, regolarmente accettata dall'imputato, ha comportato l'estinzione del reato e la caducazione della sentenza di merito.
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Remissione di querela: stop al processo per truffa
La Corte di Cassazione ha sancito l'estinzione del reato di truffa a seguito della intervenuta remissione di querela da parte della persona offesa. Il ricorrente, dopo aver impugnato la sentenza di appello, ha prodotto documentazione attestante la volontà della vittima di non procedere e la propria accettazione. Non emergendo elementi per un proscioglimento nel merito ai sensi dell'art. 129 c.p.p., la Corte ha disposto l'annullamento senza rinvio, ponendo le spese processuali a carico dell'imputato come previsto dalla norma.
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Recidiva e blocco estinzione della pena: la sentenza
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un condannato che chiedeva l'estinzione della pena per decorso del tempo. Il fulcro della decisione riguarda la **Recidiva**: i giudici hanno stabilito che, se la circostanza è stata contestata e non esclusa nel merito, essa impedisce la prescrizione della pena ai sensi dell'art. 172 c.p., anche qualora sia stata considerata equivalente alle attenuanti generiche e non abbia comportato un aumento effettivo della sanzione.
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Rinuncia al ricorso: estinzione del giudizio civile
Una società operante nel settore della logistica ha impugnato il diniego al rimborso della tassa di ancoraggio versata tra il 2012 e il 2013. Dopo i rigetti subiti nei primi due gradi di giudizio, la controversia è approdata in Cassazione. Durante la pendenza del giudizio di legittimità, le parti hanno raggiunto un accordo transattivo stragiudiziale, formalizzando la reciproca **rinuncia al ricorso** principale e incidentale. La Suprema Corte ha preso atto della volontà delle parti, dichiarando l'estinzione del giudizio e disponendo la compensazione delle spese, escludendo inoltre l'obbligo di versamento del raddoppio del contributo unificato.
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Rinuncia al ricorso: estinzione del giudizio tributario
Una società operante nel settore della logistica marittima ha impugnato il diniego di rimborso della tassa di ancoraggio versata per un triennio. Dopo i rigetti in primo e secondo grado, la controversia è approdata in Cassazione. Durante il giudizio di legittimità, le parti hanno raggiunto un accordo transattivo extragiudiziale, formalizzando la successiva rinuncia al ricorso principale e incidentale. La Suprema Corte ha dichiarato l'estinzione del giudizio, rilevando che la rinuncia al ricorso esclude il raddoppio del contributo unificato e disponendo la compensazione delle spese di lite come richiesto dalle parti stesse.
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Estinzione del processo: rinuncia al ricorso
Una dipendente di un Ente Locale, con qualifica di architetto, ha impugnato la revoca del proprio incarico di posizione organizzativa e denunciato un demansionamento. Dopo una sentenza d'appello che ha parzialmente accolto le sue richieste, il caso è giunto dinanzi alla Suprema Corte. Tuttavia, prima della decisione di merito, entrambe le parti hanno depositato atti di rinuncia ai rispettivi ricorsi. La Corte di Cassazione ha dunque dichiarato l'estinzione del processo, prendendo atto dell'accordo tra le parti anche in merito alla compensazione delle spese legali, evitando così la prosecuzione di un lungo contenzioso.
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Estinzione del giudizio: accordo tra banca e garanti
La controversia nasce dall'opposizione a decreti ingiuntivi riguardanti debiti bancari garantiti da fideiussioni personali. I garanti contestavano la condotta della banca, lamentando la violazione dell'obbligo di informazione sul peggioramento delle condizioni economiche del debitore principale e l'invalidità delle clausole contrattuali per profili antitrust. Dopo i primi due gradi di giudizio, la causa è giunta in Cassazione. Tuttavia, prima della decisione finale, le parti hanno raggiunto un accordo transattivo. Il ricorrente ha depositato formale rinuncia al ricorso e la società creditrice ha accettato la proposta. Di conseguenza, la Suprema Corte ha dichiarato l'estinzione del giudizio, confermando la chiusura della lite senza esaminare i motivi di ricorso.
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Rinuncia al ricorso: estinzione del processo civile
Un dipendente pubblico ha impugnato la revoca delle funzioni di Comandante della Polizia Municipale, lamentando un demansionamento. Dopo diverse fasi di giudizio e una sentenza di rinvio della Cassazione, la Corte d'Appello ha rigettato le pretese del lavoratore. Quest'ultimo ha proposto un nuovo ricorso per cassazione, ma ha successivamente depositato un atto di rinuncia al ricorso. La Suprema Corte, preso atto dell'accettazione della controparte e dell'accordo sulla compensazione delle spese, ha dichiarato l'estinzione del processo senza applicare il raddoppio del contributo unificato.
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Soccombenza virtuale: guida alle spese legali
La controversia riguarda un errore nel versamento di un'indennità di esproprio che ha portato a un lungo contenzioso. Dopo l'estinzione del giudizio di merito per una riassunzione incompleta, il ricorrente ha rinunciato al ricorso in Cassazione. La Corte ha applicato il principio della soccombenza virtuale per condannare il rinunciante al pagamento delle spese legali, valutando l'infondatezza dei motivi di ricorso originari.
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Rinuncia al ricorso tributario: effetti e costi
Una società operante nel settore del lusso ha impugnato un avviso di accertamento relativo a IRES e IRAP per l'anno 2003, contestando il recupero di minusvalenze ritenute indeducibili dall'Amministrazione Finanziaria. Dopo una sentenza d'appello favorevole all'Agenzia delle Entrate, la contribuente ha presentato ricorso in Cassazione. Successivamente, la società ha depositato formale rinuncia al ricorso, accettata dalla controparte, determinando la cessazione della materia del contendere. La Suprema Corte ha dichiarato l'estinzione del giudizio, escludendo l'obbligo del raddoppio del contributo unificato, in quanto la rinuncia non configura una soccombenza in senso tecnico.
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Definizione agevolata: stop alle liti in Cassazione
Una società operante nel settore dei servizi ha impugnato avvisi di accertamento relativi a costi di sponsorizzazione ritenuti inesistenti dal Fisco. Dopo una sentenza favorevole in appello, la causa è approdata in Cassazione. Durante il giudizio, la contribuente ha scelto di avvalersi della definizione agevolata prevista dalla Legge di Bilancio 2023. Avendo depositato la documentazione necessaria e la prova del pagamento della prima rata, la Suprema Corte ha dichiarato l'estinzione del processo per cessazione della materia del contendere, applicando la normativa sulla tregua fiscale.
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Definizione agevolata: estinzione del processo fiscale
Una società e i suoi soci hanno impugnato avvisi di accertamento relativi a presunte operazioni di permuta pubblicitaria e deduzioni di costi non documentati. Durante il giudizio di Cassazione, i contribuenti hanno presentato istanza di definizione agevolata ai sensi della Legge n. 197/2022. La Suprema Corte, verificata la regolarità della domanda e il pagamento della prima rata, ha dichiarato l'estinzione del giudizio. La decisione conferma che in caso di definizione agevolata le spese restano a carico di chi le ha anticipate e non si applica il raddoppio del contributo unificato.
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