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Estinzione — Anno 2023

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345 provvedimenti applicano questo termine

Altri anni per Estinzione

Provvedimenti

Definizione agevolata: estinzione liti doganali
Una società di spedizioni, agendo come rappresentante indiretto di un'azienda importatrice, è stata coinvolta in un contenzioso doganale relativo al mancato inserimento delle royalties nel valore delle merci dichiarate. A seguito dell'adesione alla definizione agevolata da parte della società importatrice (debitrice principale), la Corte di Cassazione ha valutato l'estensione degli effetti della sanatoria al coobbligato. La Corte ha dichiarato l'estinzione del giudizio, confermando che il perfezionamento della definizione agevolata da parte di un debitore in solido giova anche agli altri coobbligati, ponendo fine alla lite fiscale.
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Morte dell’imputato e revoca della confisca
La Corte di Cassazione ha esaminato il caso di un ricorso presentato dall'erede di un soggetto condannato per reati ambientali. Poiché la morte dell'imputato era avvenuta prima che la sentenza di legittimità venisse pronunciata, la difesa ha richiesto la correzione di un errore materiale per revocare la confisca dei beni e annullare la condanna. La Corte ha dichiarato il non luogo a provvedere poiché una precedente decisione aveva già accolto l'istanza, confermando che il decesso estingue il reato e impedisce il mantenimento di misure patrimoniali ablative.
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Rottamazione cartelle: estinzione giudizio tributario
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione di un giudizio tributario riguardante Ires, Irap e Iva a seguito dell'adesione di una società di trasporti alla rottamazione cartelle. La società ha usufruito della definizione agevolata prevista dall'art. 6 del D.L. n. 193/2016, provvedendo al pagamento integrale delle somme dovute. L'Amministrazione Finanziaria ha confermato il perfezionamento della procedura, portando alla cessazione della materia del contendere. La Corte ha stabilito che le spese di lite restano a carico di chi le ha anticipate e ha escluso il raddoppio del contributo unificato, trattandosi di una pronuncia di estinzione e non di rigetto.
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Rinuncia al ricorso: estinzione e spese legali
Una lavoratrice impegnata in attività socialmente utili ha presentato ricorso per ottenere il ricalcolo dell'assegno integrativo, chiedendo l'inclusione della tredicesima mensilità e di altre indennità. Dopo una sentenza d'appello sfavorevole, la ricorrente ha deciso di procedere con la Rinuncia al ricorso in sede di legittimità. La Suprema Corte, preso atto dell'accettazione della controparte e dell'accordo sulla compensazione delle spese, ha dichiarato l'estinzione del giudizio. La decisione chiarisce inoltre che, in caso di estinzione per rinuncia, non si applica il raddoppio del contributo unificato, trattandosi di una misura sanzionatoria non compatibile con la chiusura volontaria del processo.
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Rinuncia al ricorso: estinzione e spese legali
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del giudizio a seguito della Rinuncia al ricorso presentata da un lavoratore socialmente utile impegnato presso un ente universitario. La controversia originaria riguardava il calcolo dell'assegno integrativo, con particolare riferimento all'inclusione della tredicesima mensilità e dell'indennità di ateneo. Poiché la rinuncia è stata formalmente accettata dalla controparte con accordo sulla compensazione delle spese, la Suprema Corte ha preso atto della volontà delle parti, escludendo inoltre l'applicazione della sanzione del raddoppio del contributo unificato.
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Rinuncia al ricorso: effetti su spese e tasse
In seguito a un accordo transattivo raggiunto tra le parti, i ricorrenti hanno presentato formale rinuncia al ricorso per cassazione. La Suprema Corte ha dichiarato l'estinzione del giudizio, analizzando le conseguenze relative alla liquidazione delle spese processuali. Poiché l'atto di rinuncia non è stato formalmente accettato dalla controparte, le spese sono state poste a carico dei rinuncianti. La Corte ha inoltre chiarito che, in caso di estinzione, non trova applicazione il raddoppio del contributo unificato.
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Rinuncia al ricorso: estinzione e spese legali
Una lavoratrice ha impugnato la sentenza d'appello che negava l'inclusione della tredicesima mensilità nel calcolo dell'assegno integrativo per LSU. Prima della decisione della Suprema Corte, la ricorrente ha presentato formale rinuncia al ricorso, accettata dalla controparte istituzionale con accordo sulla compensazione delle spese. La Corte ha dichiarato l'estinzione del giudizio, precisando che la rinuncia al ricorso esclude l'obbligo di versare l'ulteriore importo del contributo unificato, trattandosi di una pronuncia non sanzionatoria.
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Rinuncia al ricorso: guida all’estinzione del giudizio
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione di un giudizio di legittimità a seguito della formale rinuncia al ricorso presentata da una lavoratrice. La controversia originava dalla richiesta di differenze retributive sull'assegno integrativo per lavoratori socialmente utili, contestando l'esclusione della tredicesima e dell'indennità di ateneo dal calcolo. Poiché la rinuncia è stata accettata dalla controparte con accordo sulla compensazione delle spese, la Corte ha preso atto della volontà delle parti, escludendo inoltre l'applicazione del raddoppio del contributo unificato, tipico dei casi di rigetto o inammissibilità.
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Rinuncia al ricorso: guida all’estinzione in Cassazione
Un lavoratore impegnato in attività socialmente utili ha presentato ricorso in Cassazione per contestare il calcolo del proprio assegno integrativo, escludente tredicesima e indennità specifiche. Prima della decisione, il ricorrente ha depositato un atto di rinuncia al ricorso, formalmente accettato dall'ente universitario controricorrente. La Suprema Corte ha dichiarato l'estinzione del giudizio, confermando che la rinuncia accettata esclude sia la condanna alle spese, sia l'obbligo di versare l'ulteriore importo del contributo unificato, trattandosi di una definizione non sanzionatoria del processo.
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Rinuncia al ricorso: estinzione e spese legali
Una lavoratrice ha impugnato la sentenza d'appello relativa al calcolo dell'assegno integrativo per lavoratori socialmente utili, contestando l'esclusione di alcune indennità. Prima della decisione di legittimità, la ricorrente ha presentato una formale rinuncia al ricorso, accettata dall'ente universitario resistente. La Suprema Corte ha dichiarato l'estinzione del giudizio, confermando la validità dell'accordo sulla compensazione delle spese e chiarendo che, in caso di estinzione, non si applica il raddoppio del contributo unificato.
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Definizione agevolata: stop alle liti fiscali
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione di un giudizio relativo a detrazioni IRPEF per lavori di manutenzione a seguito dell'adesione del contribuente alla definizione agevolata. Il contribuente ha depositato la documentazione attestante il pagamento della rata prevista dalla Legge di Bilancio 2023. La Corte ha stabilito che, in presenza di tale sanatoria, il processo deve chiudersi senza una decisione sul merito, con spese a carico di chi le ha anticipate e senza l'obbligo di versare il doppio contributo unificato.
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Definizione agevolata: estinzione del giudizio
Una società di persone ha impugnato un avviso di accertamento per IVA e IRAP basato su studi di settore e omessa documentazione delle rimanenze. Dopo i rigetti nei primi due gradi di merito, la contribuente ha proposto ricorso in Cassazione. Durante la pendenza del giudizio di legittimità, la società ha aderito alla definizione agevolata prevista dalla Legge di Bilancio 2023, provvedendo al pagamento della prima rata. La Suprema Corte ha dichiarato l'estinzione del giudizio per cessazione della materia del contendere, confermando che le spese restano a carico di chi le ha anticipate e che non è dovuto il raddoppio del contributo unificato.
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Definizione agevolata: stop al processo tributario
L'Agenzia delle Entrate ha impugnato una sentenza favorevole a un'associazione sportiva, contestando il diritto alle agevolazioni fiscali per mancanza di requisiti. Durante il giudizio di legittimità, l'associazione ha presentato istanza di definizione agevolata ai sensi della Legge di Bilancio 2023, provvedendo al pagamento integrale del debito tributario. La Corte di Cassazione ha dunque dichiarato l'estinzione del giudizio per cessazione della materia del contendere, stabilendo che le spese restano a carico di chi le ha anticipate e negando il raddoppio del contributo unificato.
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Definizione agevolata: estinzione del giudizio fiscale
Una società di persone ha impugnato un avviso di accertamento relativo a IVA e IRAP, scaturito da un controllo induttivo dovuto alla mancata esibizione del prospetto analitico delle rimanenze. Dopo i rigetti nei gradi di merito, la contribuente ha presentato ricorso in Cassazione. Durante la pendenza del giudizio di legittimità, la società ha richiesto di avvalersi della definizione agevolata prevista dalla Legge di Bilancio 2023, provvedendo al pagamento della prima rata. La Suprema Corte ha dichiarato l'estinzione del giudizio per cessazione della materia del contendere, stabilendo che le spese restano a carico della parte che le ha anticipate e che non sussistono i presupposti per il raddoppio del contributo unificato.
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Mobilità docenti: rinuncia al ricorso e spese
Una docente ha impugnato il mancato riconoscimento del punteggio per il servizio svolto in una scuola paritaria nell'ambito delle procedure di mobilità docenti. Dopo una sentenza d'appello sfavorevole, la lavoratrice ha presentato ricorso in Cassazione, decidendo successivamente di depositare atto di rinuncia. La Suprema Corte ha dichiarato l'estinzione del giudizio, disponendo la compensazione delle spese di lite a causa del mutamento del quadro giurisprudenziale avvenuto durante il processo.
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Definizione agevolata: stop al contenzioso tributario
Un contribuente ha impugnato due avvisi di accertamento IRPEF basati su indici di capacità contributiva, come il possesso di un immobile e di un'autovettura. Dopo le sentenze sfavorevoli nei gradi di merito, la causa è giunta in Cassazione. Durante il giudizio di legittimità, il contribuente ha aderito alla definizione agevolata delle liti pendenti prevista dalla normativa speciale, provvedendo al pagamento richiesto. Di conseguenza, la Suprema Corte ha dichiarato l'estinzione del giudizio per cessazione della materia del contendere, disponendo la compensazione delle spese tra le parti.
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Rinuncia al ricorso: effetti in Cassazione
Una Pubblica Amministrazione ha impugnato in Cassazione la sentenza del Tribunale che confermava l'annullamento di un'ordinanza ingiunzione relativa a violazioni del regolamento di circolazione acquea. Durante il giudizio di legittimità, l'ente ricorrente ha notificato alla società controricorrente un atto di rinuncia al ricorso. La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del giudizio, precisando che la rinuncia al ricorso è un atto unilaterale recettizio che non richiede l'accettazione della controparte per essere efficace. Poiché la società ha comunque aderito alla rinuncia, la Corte non ha emesso alcuna condanna alle spese legali.
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Rinuncia al ricorso e contributo unificato
Una società informatica ha presentato una formale rinuncia al ricorso in Cassazione a seguito di un accordo transattivo raggiunto con un lavoratore dipendente. La controversia riguardava spettanze retributive derivanti da un subingresso aziendale dichiarato illegittimo nei precedenti gradi di merito. La Suprema Corte, preso atto della volontà delle parti, ha dichiarato l'estinzione del giudizio per cessazione della materia del contendere. Il punto centrale della decisione riguarda l'esclusione del raddoppio del contributo unificato: la Corte ha stabilito che tale sanzione non si applica in caso di rinuncia al ricorso, poiché l'inammissibilità sopravvenuta non è equiparabile a quella originaria o pretestuosa.
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Recidiva e reato estinto dopo patteggiamento
La Corte di Cassazione ha annullato una sentenza di merito nella parte in cui era stata applicata la **Recidiva** basandosi su un precedente reato ormai estinto. Il ricorrente era stato condannato per reati in materia di stupefacenti con un aumento di pena derivante da una condanna del 2009. Tuttavia, tale condanna era frutto di un patteggiamento che, per il decorso del tempo e l'assenza di nuove violazioni, aveva determinato l'estinzione del reato ai sensi dell'art. 445 c.p.p. La Suprema Corte ha ribadito che l'estinzione del reato conseguente al patteggiamento cancella ogni effetto penale, impedendo che quel precedente possa essere utilizzato per configurare la **Recidiva** in processi successivi.
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Rinuncia al ricorso: estinzione in Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del giudizio a seguito della rinuncia al ricorso presentata da entrambe le parti. Prima dell'adunanza in camera di consiglio, la società ricorrente e la società controricorrente hanno depositato atti formali di rinuncia e accettazione reciproca, concordando sulla compensazione delle spese. La Corte, verificata la regolarità procedurale ai sensi dell'art. 390 c.p.c., ha preso atto dell'accordo e chiuso il procedimento senza esaminare il merito della controversia.
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