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Estinzione Per Confusione

7 provvedimenti applicano questo termine

Definizione

La cancellazione di un debito che si produce quando la qualifica di debitore e quella di creditore si concentrano nella stessa persona.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Sequestro antimafia e accertamento tributario dei Comuni
Un Comune ha notificato due avvisi di accertamento TIA per l'anno 2012 a una società commerciale. Successivamente, la società è stata sottoposta a sequestro preventivo con nomina di un amministratore giudiziario. La Commissione Tributaria Regionale ha annullato gli atti impositivi, ritenendo che la competenza sull'accertamento dei crediti spettasse esclusivamente al giudice della prevenzione antimafia. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso dell'ente locale, stabilendo che il sequestro antimafia e accertamento tributario possono coesistere. Il Comune mantiene intatto il potere di accertare i tributi maturati prima della misura cautelare. La legittimità dell'imposta rimane di competenza del giudice tributario, mentre il giudice delegato della prevenzione si limita a verificare l'idoneità del titolo per l'ammissione allo stato passivo.
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Sequestro antimafia e accertamento tributario: decide il fisco
Un Comune ha notificato due avvisi di accertamento relativi alla tassa rifiuti (TARES) a una società commerciali per annualità antecedenti alla misura cautelare. Successivamente la società è stata sottoposta a sequestro antimafia e posta in amministrazione giudiziaria. I giudici d'appello hanno annullato gli atti impositivi, ritenendo che spettasse solo al giudice della prevenzione accertare i crediti tributari. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso del Comune e ribaltato la decisione. Riguardo al tema Sequestro antimafia e accertamento tributario, la Suprema Corte ha stabilito che la misura cautelare non blocca il potere del Comune di accertare tributi sorti prima del sequestro. Il giudice della prevenzione valuta solo l'ammissione del credito al passivo concorsuale, mentre la verifica della legittimità della tassa resta di competenza esclusiva del giudice tributario.
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Sequestro antimafia e tributi: i limiti del potere d’incasso
Un Comune ha emesso ingiunzioni di pagamento per la TIA relative ad anni precedenti al sequestro antimafia subìto da una società. La Commissione Tributaria Regionale ha annullato gli atti impositivi, ritenendo che l'accertamento dei crediti spettasse in via esclusiva al giudice della prevenzione. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso del Comune, stabilendo un importante principio in materia di sequestro antimafia e tributi. Il sequestro di beni non priva il Comune del potere di accertare i tributi dovuti per periodi antecedenti alla misura cautelare. Il giudice tributario conserva la competenza esclusiva nel decidere la fondatezza e l'importo della tassa, mentre il giudice della prevenzione si limita a verificare l'idoneità del titolo per l'inserimento dello stesso nello stato passivo.
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Concordato fallimentare con assuntore: niente beni se non paghi
Una società conduttrice, debitrice per canoni di locazione verso una procedura fallimentare, propone un concordato fallimentare con assuntore per rilevare la medesima procedura. Il piano viene omologato, ma la società non adempie agli impegni economici assunti. Il curatore richiede quindi il fallimento della società per il mancato pagamento dei canoni. La debitrice sostiene che l'omologazione le abbia trasferito subito tutti i crediti, azzerando il debito per confusione o compensazione. La Corte di Cassazione respinge la tesi: l'effetto traslativo dei beni all'assuntore può essere legittimamente posticipato al totale adempimento dei pagamenti concordatari. Non avendo pagato, la società non ha acquisito alcun credito e resta debitrice, confermando la piena legittimazione del fallimento ad agire.
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Accertamento tributario e sequestro antimafia: i veri limiti
Il Comune ha emesso due avvisi di accertamento TARI del 2014 nei confronti di una Società, successivamente sottoposta a sequestro antimafia. La Commissione Tributaria Regionale ha annullato gli atti, ritenendo che solo il giudice della prevenzione potesse accertare i crediti. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso del Comune, stabilendo che l'accertamento tributario e sequestro antimafia possono coesistere. La misura di prevenzione non blocca il potere dell'ente impositore di emettere atti impositivi per crediti sorti prima del sequestro. La contestazione sulla legittimità della tassa spetta sempre al giudice tributario, mentre il giudice della prevenzione verifica solo l'ammissione al passivo. La sentenza è stata cassata con rinvio.
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Sequestro antimafia e IMU: scontro tra Comune e azienda
Un Ente Locale ha emesso un avviso di accertamento IMU per l'anno 2015 nei confronti di una Società sottoposta a sequestro antimafia. La Corte di Cassazione ha confermato l'annullamento parziale dell'atto. Per il periodo successivo al sequestro, opera la sospensione del versamento delle imposte: il tributo è temporaneamente inesigibile e l'ente non può emettere accertamenti finché non si individua il proprietario definitivo. Al contrario, per il periodo precedente al sequestro, l'accertamento è pienamente legittimo, anche se il Comune dovrà insinuarsi al passivo della procedura per riscuoterlo. La sentenza chiarisce i confini tra sequestro antimafia e IMU, respingendo sia il ricorso dell'Ente Locale sia quello della Società.
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Costituzione servitù di passaggio: vince l’hotel con l’atto scritto
Una società proprietaria di una strada nega a un hotel vicino il diritto di transito. L'hotel si difende sostenendo che il diritto era stato concesso con un atto scritto decenni prima, durante una riorganizzazione societaria. La società proprietaria riteneva l'atto non idoneo e che l'eventuale diritto si fosse estinto per 'confusione', poiché le proprietà erano state per un periodo riconducibili allo stesso gruppo. La Cassazione ha dato ragione all'hotel, stabilendo che per la costituzione servitù di passaggio è sufficiente la chiara volontà delle parti risultante da un atto scritto, senza bisogno di formule specifiche. Il diritto, una volta creato validamente, non si era estinto. L'hotel ha quindi vinto la causa.
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