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Estinzione Del Giudizio

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3904 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Definizione agevolata delle liti pendenti: vince il silenzio
L'Agenzia delle Entrate ha proposto ricorso contro una società per una cartella esattoriale IRPEG. Durante il giudizio, la società ha presentato domanda di definizione agevolata delle liti pendenti ai sensi del Decreto Legge 119/2018, pagando la prima rata. Poiché nessuna delle parti ha presentato l'istanza di trattazione entro il termine perentorio del 31 dicembre 2020, e non è intervenuto alcun diniego da parte dell'amministrazione finanziaria, la Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del processo.
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Rinuncia al ricorso per cassazione: stop alla lite sul fisco
Una società impugnava l'avviso di rettifica dell'imposta di registro emesso dall'Agenzia delle Entrate, che aveva ricalcolato il valore dell'avviamento aziendale. Successivamente, la società ha depositato formale rinuncia al ricorso per cassazione, chiedendo la compensazione delle spese di lite. La Corte di Cassazione, preso atto della volontà della ricorrente e della notifica all'ufficio finanziario, ha dichiarato l'estinzione del giudizio ai sensi dell'articolo 390 del codice di procedura civile, disponendo che ciascuna parte sostenga le proprie spese di difesa.
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Definizione agevolata delle controversie tributarie: addio alla causa
L'Agenzia delle Entrate ha impugnato la decisione favorevole ottenuta da una società e dal suo socio in merito a un accertamento IVA e IRAP. Durante il giudizio in Cassazione, i contribuenti hanno presentato istanza di definizione agevolata delle controversie tributarie ai sensi del Decreto Legge n. 119 del 2018, allegando i relativi pagamenti effettuati tramite modello F24. La Corte di Cassazione, verificata la regolarità della documentazione e l'avvenuto pagamento delle somme dovute, ha dichiarato la cessazione della materia del contendere e la conseguente estinzione del giudizio. Le spese del processo sono state poste a carico di chi le ha anticipate, chiudendo definitivamente la vertenza tra il fisco e i contribuenti.
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Definizione agevolata: il fisco si ferma e il processo si estingue
L'Agenzia delle Entrate aveva impugnato la decisione favorevole al contribuente riguardante un accertamento IRPEF per l'anno 2006. Nelle more del giudizio di Cassazione, il contribuente ha presentato istanza di definizione agevolata ai sensi del decreto legge n. 119 del 2018, provvedendo al relativo pagamento. Poiché nessuna delle parti ha richiesto la prosecuzione del giudizio entro i termini di legge, la Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del processo per cessazione della materia del contendere. Le spese del giudizio restano a carico di chi le ha anticipate, escludendo inoltre il raddoppio del contributo unificato.
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Rinuncia al ricorso per cassazione: stop alle spese di lite
Un mediatore immobiliare impugnava un avviso di accertamento per l'imposta sulla pubblicità relativa a una bacheca con foto di immobili. Dopo la decisione sfavorevole in appello, il contribuente proponeva ricorso in Cassazione. Nel corso del giudizio, a seguito del decesso del contribuente, i suoi eredi presentavano una formale rinuncia al ricorso per cassazione, accettata dalla società concessionaria della riscossione con accordo sulla compensazione delle spese. La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del giudizio, confermando la compensazione delle spese e stabilendo che, in caso di rinuncia, non è dovuto il raddoppio del contributo unificato, misura eccezionale applicabile solo nei casi di rigetto, inammissibilità o improcedibilità dell'impugnazione.
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Definizione agevolata: stop alla lite fiscale senza pagare spese
Una società riceveva un avviso di accertamento dall'Agenzia delle Entrate per presunte irregolarità su IRES, IRAP e IVA. Dopo i primi gradi di giudizio sfavorevoli, la contribuente ricorreva in Cassazione. Durante il processo, la società presentava domanda di definizione agevolata ai sensi del Decreto Legge 119/2018, dimostrando di non dover versare ulteriori somme. La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del giudizio per cessazione della materia del contendere, ponendo le spese a carico di chi le ha anticipate.
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Definizione agevolata delle controversie: il Fisco si ferma al 5%
L'Agenzia delle Entrate ha impugnato la decisione favorevole al contribuente riguardante accertamenti per maggiori redditi negli anni 2001 e 2002. Nel corso del giudizio di Cassazione, il contribuente ha richiesto e ottenuto la definizione agevolata delle controversie ai sensi del decreto legge 119 del 2018. Avendo l'amministrazione finanziaria perso nei precedenti gradi di giudizio, il contribuente ha versato il cinque per cento del valore della lite. L'Agenzia delle Entrate ha confermato la regolarità del pagamento. Non essendo stata presentata alcuna istanza di trattazione nei termini di legge, la Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del giudizio, ponendo le spese a carico di chi le ha anticipate.
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Definizione agevolata delle controversie tributarie: il fisco tace
L'Agenzia delle Entrate ha proposto ricorso per Cassazione contro una contribuente. Quest'ultima ha chiesto la sospensione del processo per aderire alla definizione agevolata delle controversie tributarie (ai sensi dell'art. 6 del d.l. n. 119/2018), dimostrando di aver presentato la domanda e pagato la prima rata. Poiché l'ufficio tributario non ha notificato alcun diniego alla sanatoria, la Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del giudizio, ponendo le spese a carico di chi le ha sostenute.
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Rinuncia al ricorso per cassazione: stop al doppio contributo
Un Comune e il suo ente di riscossione hanno impugnato la decisione che dimezzava un accertamento ICI su un terreno edificabile. Successivamente, i ricorrenti hanno depositato una formale rinuncia al ricorso per cassazione. La Corte di Cassazione ha dichiarato estinto il giudizio. I giudici hanno chiarito che, in caso di rinuncia, non si applica il raddoppio del contributo unificato. Questa misura sanzionatoria si applica infatti solo nei casi tipici di rigetto, inammissibilità o improcedibilità dell'impugnazione, non potendo essere estesa per analogia a causa della sua natura eccezionale.
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Rinuncia al ricorso: si estingue la causa senza doppia tassa
Un lavoratore ha impugnato il proprio licenziamento, ma i giudici di merito hanno respinto la domanda dichiarando nullo il contratto di lavoro originario. Durante il successivo giudizio in Cassazione, il lavoratore ha presentato una formale rinuncia al ricorso, accettata dall'azienda. La Suprema Corte ha dichiarato l'estinzione del giudizio con compensazione delle spese. I giudici hanno chiarito che la rinuncia al ricorso non comporta l'obbligo di pagare il doppio del contributo unificato, poiché tale sanzione si applica solo nei casi di inammissibilità originaria dell'impugnazione e non per cause sopravvenute come l'estinzione consensuale.
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Rinuncia al ricorso per cassazione: stop alle spese per gli eredi
Gli eredi del Ricorrente, subentrati a seguito del suo decesso, hanno presentato formale atto di rinuncia al ricorso per cassazione. Il Controricorrente ha accettato espressamente tale rinuncia. La Corte di Cassazione ha preso atto dell'accordo tra le parti e ha dichiarato l'estinzione del giudizio. In base alle norme del codice di procedura civile, l'accettazione della rinuncia da parte del controricorrente evita la condanna al pagamento delle spese legali. Di conseguenza, il processo si chiude definitivamente senza vincitori né vinti e ciascuna parte sostiene le proprie spese.
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Condono fiscale: il contribuente vince contro il Fisco
Un contribuente impugnava l'avviso di liquidazione con cui l'Agenzia delle Entrate revocava le agevolazioni per la piccola proprietà contadina. Dopo alterne vicende nei gradi di merito, l'Agenzia delle Entrate proponeva ricorso in Cassazione. Nelle more del giudizio, il contribuente presentava domanda di definizione agevolata, avvalendosi del condono fiscale previsto dal D.L. 119/2018, e pagava la prima rata. Poiché l'ufficio finanziario non ha notificato alcun diniego entro i termini di legge e nessuna parte ha chiesto la prosecuzione della causa, la Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del giudizio. Le spese del processo restano a carico di chi le ha anticipate.
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Definizione agevolata delle controversie tributarie: lite estinta
Un contribuente riceveva un avviso di liquidazione che revocava le agevolazioni fiscali per la piccola proprietà contadina. Dopo alterne vicende nei gradi di merito, l'Amministrazione Finanziaria proponeva ricorso in Cassazione. Durante la pendenza del giudizio di legittimità, il contribuente presentava domanda di condono fiscale, pagando regolarmente la prima rata. Poiché l'ufficio finanziario non notificava alcun diniego e l'Avvocatura dello Stato chiedeva la chiusura del caso per cessazione della materia del contendere, la Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del processo. La definizione agevolata delle controversie tributarie ha così estinto definitivamente la lite, con spese a carico di chi le ha anticipate.
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Definizione agevolata delle controversie tributarie: stop lite
Un contribuente riceveva un avviso di liquidazione dall'Agenzia delle Entrate che revocava le agevolazioni fiscali per la piccola proprietà contadina a causa dell'affitto temporaneo del terreno prima dei cinque anni. Dopo alterne vicende nei gradi di merito, la controversia giungeva in Cassazione. Nelle more del giudizio, il contribuente presentava domanda di definizione agevolata delle controversie tributarie ai sensi del D.L. n. 119/2018, effettuando il relativo versamento. L'Agenzia delle Entrate confermava la regolarità della procedura. Di conseguenza, la Suprema Corte ha dichiarato l'estinzione del processo per cessazione della materia del contendere, ponendo le spese a carico di chi le ha anticipate.
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Rinuncia al ricorso per cassazione: spese a carico del rinunciante
Una società alberghiera ha impugnato l'avviso di pagamento della tassa sui rifiuti (TARI), chiedendo riduzioni per la stagionalità dell'attività e per la produzione di rifiuti speciali. Dopo aver perso nei primi due gradi di giudizio, la società ha proposto ricorso in Cassazione. Successivamente, la contribuente ha depositato un atto di rinuncia al ricorso per cassazione. Il Comune si è opposto alla compensazione delle spese. La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del processo. In applicazione del principio di causalità, i giudici hanno condannato la società al pagamento delle spese legali a favore del Comune, poiché la rinuncia è avvenuta a ridosso dell'udienza. La Corte ha però escluso il raddoppio del contributo unificato, non applicabile in caso di estinzione per rinuncia.
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Distanze legali tra edifici: accordo cancella la causa
Una proprietaria di locali commerciali ha citato in giudizio una società edile per la violazione delle distanze legali tra edifici, poiché la società aveva costruito un fabbricato a soli 102 centimetri dal confine. La società sosteneva che il piano di recupero urbanistico approvato dal Comune consentisse di derogare alle distanze minime. Dopo alterne vicende nei primi due gradi di giudizio, la proprietaria ha proposto ricorso in Cassazione. Prima della decisione finale, le parti hanno raggiunto un accordo transattivo amichevole. Di conseguenza, la proprietaria ha depositato la rinuncia formale al ricorso. La Corte di Cassazione ha quindi dichiarato l'estinzione del giudizio, ponendo fine alla controversia senza una decisione sul merito, con compensazione di fatto delle spese legali.
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Definizione agevolata delle liti: stop al fisco milionario
L'Agenzia delle Entrate ha emesso un avviso di accertamento contro una grande società di costruzioni per imposte non pagate. Dopo alterne vicende nei primi gradi di giudizio, la controversia è giunta davanti alla Corte di Cassazione. Durante il processo, la società ha presentato domanda per la definizione agevolata delle liti ai sensi del decreto-legge n. 119 del 2018. Avendo la società pagato quanto dovuto e depositato la documentazione corretta, l'amministrazione finanziaria ha confermato la regolarità della procedura. Di conseguenza, la Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del giudizio per cessata materia del contendere, ponendo fine alla disputa tributaria. Le spese del processo sono rimaste a carico di chi le ha anticipate.
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Definizione agevolata: l’impresa batte il Fisco sulla caparra
Una società immobiliare riceve un atto di contestazione dall'Agenzia delle Entrate per non aver emesso fattura su oltre 29 milioni di euro. La società considera la somma una caparra confirmatoria per l'acquisto di un immobile, mentre il Fisco la qualifica come anticipo del prezzo soggetto a IVA. Dopo i primi gradi di giudizio sfavorevoli, la società ricorre in Cassazione. Durante il processo, la contribuente richiede la definizione agevolata della lite fiscale. Poiché l'ufficio tributario non presenta obiezioni entro i termini di legge, la procedura si perfeziona con successo. La Corte di Cassazione dichiara quindi l'estinzione del giudizio, compensando le spese tra le parti.
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Definizione agevolata: la società batte il Fisco e chiude la lite
L'Agenzia delle Entrate ha emesso un avviso di accertamento nei confronti di una società per imposte non pagate relative all'anno 2001. Dopo alterne vicende nei primi gradi di giudizio, la controversia è giunta davanti alla Corte di Cassazione. Durante il processo, la società contribuente ha presentato domanda di definizione agevolata per sanare la pendenza tributaria. Avendo la società pagato regolarmente quanto dovuto entro i termini stabiliti e avendo l'ufficio finanziario confermato il regolare adempimento, la Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del giudizio. Di conseguenza, la lite fiscale si è conclusa definitivamente senza una decisione sul merito, con la compensazione delle spese di lite tra le parti.
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Definizione agevolata: la società si salva e protegge i soci
L'Agenzia delle Entrate ha contestato a una società di persone l'indebita applicazione del regime del margine sulla rivendita di veicoli usati e l'omessa fatturazione di servizi. Dopo i primi gradi di giudizio, la società ha richiesto la definizione agevolata della controversia ai sensi del decreto legge 119/2018. Poiché l'Ufficio non ha presentato obiezioni entro i termini di legge, la procedura si è conclusa con successo. La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del giudizio, stabilendo che gli effetti della definizione agevolata si estendono automaticamente anche ai singoli soci. Questo avviene perché l'avviso di accertamento era unico e i redditi erano imputati per trasparenza. Le spese di giudizio sono rimaste a carico delle parti che le hanno sostenute.
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