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Estinzione Del Giudizio — Anno 2023

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647 provvedimenti applicano questo termine

Altri anni per Estinzione Del Giudizio

Provvedimenti

Rinuncia al ricorso e estinzione del processo
Una società impugnava un avviso di accertamento per la tassa sui rifiuti (Tares) relativo a un'area portuale. Dopo essere risultata soccombente nei primi due gradi di giudizio, la società ha proposto ricorso in Cassazione. Tuttavia, prima della decisione, ha presentato una formale rinuncia al ricorso. La Corte Suprema, prendendo atto della rinuncia, ha dichiarato l'estinzione del processo, compensando integralmente le spese legali tra le parti in base a un loro accordo.
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Rinuncia al ricorso TARI: estinto il giudizio
Una società operante nel settore portuale ha impugnato un avviso di accertamento TARI relativo a uno specchio d'acqua. Dopo aver perso nei primi due gradi di giudizio, ha presentato ricorso in Cassazione. Successivamente, la società ha effettuato una rinuncia al ricorso. La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 32208/2023, ha dichiarato l'estinzione del giudizio, compensando le spese tra le parti e chiarendo che, in caso di rinuncia, non è dovuto l'ulteriore importo a titolo di contributo unificato.
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Rinuncia al ricorso: gli effetti sul processo
Una società di gestione portuale aveva impugnato dinanzi alla Corte di Cassazione la sentenza di secondo grado che confermava la legittimità di un avviso di accertamento TARSU emesso da un Comune. Tuttavia, prima della decisione nel merito, la società ha presentato una formale rinuncia al ricorso. La Corte Suprema, prendendo atto della rinuncia, ha dichiarato l'estinzione del giudizio, senza esaminare i motivi di impugnazione. Le spese processuali sono state integralmente compensate tra le parti in virtù di un loro accordo.
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Rinuncia al ricorso: niente doppio contributo
Una società di gestione portuale, dopo aver impugnato un avviso di accertamento per la tassa sui rifiuti (Tarsu) e aver perso nei primi due gradi di giudizio, ha presentato ricorso in Cassazione. Tuttavia, prima della decisione, la società ha effettuato una rinuncia al ricorso. La Corte Suprema ha quindi dichiarato l'estinzione del giudizio. La sentenza è rilevante perché chiarisce che, in caso di rinuncia, il ricorrente non è tenuto a versare l'ulteriore importo a titolo di contributo unificato, previsto invece per i casi di rigetto o inammissibilità del ricorso.
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Estinzione giudizio per rinuncia: il caso in Cassazione
La Corte di Cassazione ha decretato l'estinzione del giudizio per rinuncia in una controversia di lavoro. Una fondazione culturale e una lavoratrice, dopo aver impugnato una sentenza d'appello, hanno raggiunto una conciliazione sindacale. Di conseguenza, hanno depositato un atto di rinuncia reciproca ai rispettivi ricorsi, portando la Corte a chiudere formalmente il procedimento senza una decisione nel merito.
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Estinzione del giudizio per definizione agevolata
Una società, dopo aver impugnato una sentenza tributaria sfavorevole in Cassazione, ha aderito alla definizione agevolata. La Corte Suprema, in linea con i suoi precedenti, ha dichiarato l'estinzione del giudizio. Questa decisione conferma che l'adesione a una sanatoria fiscale implica la rinuncia alla lite pendente, senza alcuna pronuncia sulle spese processuali, considerate assorbite dall'accordo.
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Estinzione del giudizio: rinuncia al ricorso
Un istituto di credito, dopo aver perso nei primi due gradi di giudizio una causa per un rimborso fiscale, ha presentato ricorso in Cassazione. Successivamente, ha formalmente rinunciato al ricorso e l'Agenzia fiscale ha accettato tale rinuncia. La Corte di Cassazione, preso atto dell'accordo, ha dichiarato l'estinzione del giudizio, ponendo fine alla controversia senza una decisione nel merito e compensando le spese legali tra le parti.
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Estinzione del giudizio: accordo e rinuncia al ricorso
Una società operante nel settore delle energie rinnovabili aveva impugnato un avviso di pagamento per accise. A seguito di un accordo di ristrutturazione del debito, che includeva la chiusura delle liti pendenti, la società ha rinunciato al ricorso in Cassazione. La Corte, applicando le nuove normative procedurali, ha dichiarato l'estinzione del giudizio, ponendo fine alla controversia e compensando le spese legali tra le parti.
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Estinzione del giudizio: definizione delle liti fiscali
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del giudizio in una controversia tra l'Agenzia delle Entrate e un'impresa di costruzioni. La decisione è stata presa non nel merito della questione, ma perché l'impresa ha aderito alla definizione agevolata delle liti pendenti prevista dalla Legge 197/2022, pagando quanto dovuto. La presentazione della domanda di sanatoria e la relativa documentazione hanno portato alla chiusura del processo, con spese a carico delle parti che le hanno anticipate.
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Estinzione giudizio tributario: il caso di definizione
Una società e il suo socio di maggioranza hanno impugnato alcuni avvisi di accertamento fiscale. Dopo aver perso nei primi due gradi di giudizio, hanno fatto ricorso in Cassazione. Durante questo procedimento, hanno aderito alla definizione agevolata delle liti pendenti, come previsto dalla L. 197/2022. La Corte Suprema, prendendo atto dell'istanza e dei relativi pagamenti, ha dichiarato l'estinzione del giudizio tributario, con spese compensate tra le parti.
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Estinzione del giudizio: definizione agevolata
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del giudizio in una controversia fiscale, a seguito della richiesta di definizione agevolata presentata dalla società contribuente ai sensi della Legge 197/2022. La Corte ha verificato che la società aveva presentato l'istanza e versato gli importi dovuti, soddisfacendo così i requisiti per chiudere il contenzioso. Le spese legali sono rimaste a carico di chi le aveva anticipate.
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Estinzione Giudizio Tributario: la definizione agevolata
Una lunga controversia fiscale, giunta in Cassazione, si conclude con una declaratoria di estinzione del giudizio tributario. La contribuente ha utilizzato la definizione agevolata prevista dalla Legge n. 197/2022, presentando istanza e pagando la prima rata. La Suprema Corte ha dichiarato il processo estinto, stabilendo che le spese legali restano a carico di chi le ha anticipate e che non si applica il raddoppio del contributo unificato.
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Estinzione del giudizio: la rinuncia ex L. 197/2022
Un contribuente, dopo aver perso nei primi due gradi di giudizio contro un avviso di accertamento basato su fatture per operazioni inesistenti, ha adito la Corte di Cassazione. Durante il procedimento, ha presentato istanza di definizione agevolata ai sensi della L. 197/2022, rinunciando al ricorso. La Suprema Corte, preso atto della rinuncia, ha dichiarato l'estinzione del giudizio, ponendo fine alla controversia.
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Rinuncia al ricorso: estinzione del giudizio
La Corte di Cassazione ha analizzato un caso in cui la parte ricorrente, dopo aver avviato un giudizio per revocazione, ha deciso di formalizzare la rinuncia al ricorso. Di conseguenza, la Corte ha dichiarato l'estinzione del giudizio, senza pronunciarsi sulle spese a causa della mancata costituzione della controparte. La decisione evidenzia le conseguenze processuali immediate di tale atto.
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Rinuncia al ricorso: niente condanna alle spese
Una banca aveva impugnato un decreto del Tribunale che rigettava la sua istanza di rimessione in termini. In Cassazione, la stessa banca ha presentato una rinuncia al ricorso, accettata dalla controparte. La Corte ha quindi dichiarato l'estinzione del giudizio, specificando che in caso di rinuncia accettata, non si applica né la condanna alle spese né il raddoppio del contributo unificato.
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Definizione agevolata: estinzione del giudizio
Due contribuenti, dopo aver impugnato una cartella per imposta di successione, hanno aderito alla definizione agevolata prevista dalla L. 197/2022. La Cassazione, preso atto dell'istanza e del pagamento, ha dichiarato l'estinzione del giudizio, stabilendo che le spese restano a carico di chi le ha sostenute e non si applica il doppio contributo unificato.
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Rinuncia al ricorso: guida all’estinzione del giudizio
La Corte di Cassazione dichiara estinto un giudizio a seguito della rinuncia al ricorso da parte della società ricorrente. La controversia originale riguardava la richiesta di ammissione al passivo fallimentare per un credito, rigettata in primo grado per avvenuta compensazione. L'accordo tra le parti ha portato alla rinuncia, evidenziando come la risoluzione stragiudiziale possa chiudere un contenzioso anche in fase avanzata.
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Estinzione del giudizio: la rinuncia al ricorso
Un soggetto privato, che aveva presentato ricorso in Cassazione contro una sentenza della Corte d'Appello, ha successivamente deciso di rinunciare all'impugnazione. La società controparte ha accettato tale rinuncia. Di conseguenza, la Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del giudizio, senza pronunciarsi sulle spese legali, in applicazione del codice di procedura civile.
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Autonoma organizzazione: giudizio estinto per rinuncia
Una professionista ha richiesto il rimborso dell'IRAP per assenza di autonoma organizzazione. Dopo una vittoria in secondo grado, l'Amministrazione Finanziaria ha presentato ricorso in Cassazione, per poi rinunciarvi. La Suprema Corte ha quindi dichiarato l'estinzione del giudizio, compensando le spese tra le parti, senza decidere nel merito della questione.
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Estinzione giudizio tributario: rinuncia e accordo
Un contribuente ha presentato ricorso in Cassazione contro l'Agenzia delle Entrate per un rimborso IRAP. Successivamente, le parti hanno raggiunto un accordo transattivo e il contribuente ha rinunciato al ricorso. La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del giudizio tributario, compensando le spese e specificando che non è dovuto il raddoppio del contributo unificato, come avviene invece in caso di rigetto dell'impugnazione.
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