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Espulsione Dello Straniero

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113 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Patteggia per droga ma il Giudice omette l’espulsione: Cassazione
Un cittadino straniero, condannato per detenzione di cocaina tramite patteggiamento, non ha ricevuto l'ordine di espulsione dal giudice. La Procura ha contestato questa omissione. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso, stabilendo un principio fondamentale: anche in caso di patteggiamento, il giudice ha l'obbligo di valutare e decidere sull'applicazione della misura di sicurezza dell'espulsione dello straniero, se prevista come obbligatoria dalla legge. La mancata valutazione della pericolosità sociale dell'imputato costituisce un errore. La sentenza è stata quindi annullata limitatamente a questo punto, con rinvio al Tribunale per una nuova decisione.
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Espulsione dello Straniero: Legami Familiari Deboli non Bastano
La Corte di Cassazione ha confermato la decisione del Tribunale di Sorveglianza riguardo l'espulsione dello straniero. Il soggetto si era opposto al provvedimento sostenendo di avere legami familiari in Italia. Tuttavia, i giudici hanno ritenuto questi legami non sufficientemente stabili, poiché la madre non risiedeva stabilmente nel Paese e i contatti con altri parenti erano solo superficiali. Il ricorso è stato dichiarato inammissibile perché rappresentava un semplice dissenso sulla valutazione dei fatti, non una critica valida sulla motivazione della sentenza. Di conseguenza, l'espulsione è diventata definitiva e il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Espulsione Straniero: Titolare d’azienda ma vive di spaccio
La Corte di Cassazione ha confermato la legittimità dell'espulsione dello straniero condannato per traffico di stupefacenti, anche in caso di patteggiamento. La difesa sosteneva che l'imputato, titolare di una società, non fosse socialmente pericoloso. I giudici hanno però stabilito che la titolarità di un'impresa è irrilevante se, come in questo caso, non produce reddito e la persona vive stabilmente dei proventi del crimine. La detenzione di un'enorme quantità di droga (oltre 8.600 dosi) è stata considerata prova sufficiente del suo stabile inserimento nel narcotraffico e, quindi, della sua pericolosità sociale, giustificando pienamente la misura di sicurezza dell'espulsione.
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Espulsione dello straniero: lavoro e famiglia bloccano il rimpatrio
La Corte di Cassazione ha annullato un provvedimento di espulsione dello straniero condannato per reati di droga. La sentenza stabilisce un principio fondamentale: la pericolosità sociale, da sola, non è sufficiente per giustificare l'allontanamento dal territorio. Il giudice ha l'obbligo di effettuare un bilanciamento tra l'interesse dello Stato alla sicurezza e il diritto del singolo alla vita familiare e sociale. In questo caso, il Tribunale non aveva considerato i legami familiari, il permesso di soggiorno e il contratto di lavoro dell'imputato. Questa omissione ha reso la decisione illegittima, imponendo un nuovo giudizio che tenga conto di tutti gli aspetti della vita della persona.
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9kg di cocaina: patteggia ma il Giudice omette l’espulsione
Un uomo straniero, trovato in possesso di oltre 9 kg di cocaina, ha patteggiato una pena di 5 anni. Il giudice, però, ha omesso di decidere sulla misura di sicurezza dell'espulsione dello straniero. Il Procuratore Generale ha fatto ricorso, sostenendo che tale valutazione fosse obbligatoria. La Corte di Cassazione gli ha dato ragione, stabilendo che, anche in caso di patteggiamento, il giudice deve sempre valutare la pericolosità sociale dell'imputato e motivare la sua decisione sull'eventuale espulsione. La sentenza è stata quindi annullata su questo punto e rinviata a un nuovo giudice per la decisione mancante.
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Espulsione dello Straniero: Obbligatoria ma non Automatica
Un cittadino straniero, condannato per reati di droga tramite patteggiamento, non riceve la misura di sicurezza dell'espulsione. Il Procuratore Generale ricorre in Cassazione, sostenendo l'illegalità della sentenza per tale omissione. La Corte Suprema, pur riconoscendo l'obbligatorietà della misura, dichiara il ricorso inammissibile. Il principio sancito è che l'espulsione dello straniero non è mai automatica: il giudice deve sempre valutare la concreta pericolosità sociale del condannato. Il ricorso del Procuratore è stato giudicato troppo generico per consentire una decisione nel merito, portando alla sua reiezione per motivi procedurali.
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Espulsione dello straniero: tra pericolosità e legami familiari
Un cittadino straniero, residente in Italia da oltre trent'anni e con familiari naturalizzati italiani, ha impugnato il provvedimento di espulsione dello straniero emesso a seguito della revoca di una misura alternativa. Il Tribunale di sorveglianza aveva confermato l'allontanamento basandosi sulla pericolosità sociale derivante da un periodo di latitanza e dalla violazione delle prescrizioni. La Corte di Cassazione ha però annullato tale decisione, rilevando una carenza motivazionale nel bilanciamento tra le esigenze di sicurezza pubblica e il diritto alla vita privata e familiare. Secondo i giudici di legittimità, la presenza di una figlia minore e di genitori cittadini italiani impone una valutazione rigorosa e non stereotipata della pericolosità, che deve essere proporzionata al sacrificio dei legami affettivi consolidati in decenni di permanenza sul territorio nazionale.
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Espulsione dello straniero e convivenza familiare
La Corte di Cassazione ha confermato la legittimità del provvedimento di espulsione dello straniero come misura alternativa alla detenzione, rigettando il ricorso di un cittadino che invocava la convivenza con una parente italiana. I giudici hanno stabilito che la mera ospitalità temporanea per visite familiari non integra il requisito della convivenza effettiva richiesto dall'art. 19 del Testo Unico Immigrazione. La decisione sottolinea inoltre come la pericolosità sociale del soggetto, desunta da precedenti penali e misure cautelari, giustifichi l'allontanamento dal territorio nazionale.
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Espulsione dello straniero e legami familiari
La Corte di Cassazione ha confermato la legittimità dell'**espulsione dello straniero** condannato per reati inerenti agli stupefacenti e resistenza a pubblico ufficiale. Nonostante l'imputato avesse contratto matrimonio con una cittadina italiana, la Corte ha stabilito che il solo legame formale non è sufficiente a bloccare la misura di sicurezza. È necessario che la difesa fornisca prove concrete sulla stabilità del nucleo familiare e sulle conseguenze dell'allontanamento. In assenza di tali elementi, prevale la valutazione della pericolosità sociale desunta dal curriculum criminale del soggetto.
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Espulsione dello straniero: illegittima se cittadino
La Corte di Cassazione ha annullato senza rinvio la misura di sicurezza dell'espulsione dello straniero disposta nei confronti di un uomo condannato per reati legati agli stupefacenti. Nonostante la condanna definitiva, la difesa ha dimostrato che l'imputato era in possesso della cittadinanza italiana già al momento della sentenza di primo grado. Poiché la norma sull'espulsione si applica esclusivamente ai cittadini non italiani, la Corte ha rimosso tale sanzione accessoria per difetto del presupposto soggettivo.
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Espulsione dello straniero: la Cassazione conferma
La Corte di Cassazione ha confermato l'ordine di espulsione dello straniero condannato per spaccio di lieve entità. La ricorrente aveva contestato la misura invocando i propri legami familiari, ma i giudici hanno ritenuto che la motivazione della sentenza d'appello fosse logica e completa. La pericolosità sociale è stata considerata prevalente sulla condizione familiare, rendendo il ricorso inammissibile e comportando la condanna al pagamento delle spese e di una somma alla Cassa delle Ammende.
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Espulsione dello straniero: limiti nel patteggiamento
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso del Procuratore Generale contro una sentenza di patteggiamento che aveva omesso di disporre l'espulsione dello straniero condannato per spaccio di stupefacenti. La Corte ha ribadito che l'espulsione ex art. 86 d.P.R. 309/1990 non è una misura automatica o obbligatoria, ma richiede una valutazione discrezionale della pericolosità sociale. Di conseguenza, la sua mancata applicazione in sede di patteggiamento non configura un'illegalità della pena ricorribile per cassazione, potendo il Pubblico Ministero rimediare rivolgendosi al Magistrato di Sorveglianza.
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Espulsione dello straniero: prova del radicamento
La Corte di Cassazione ha confermato l'inammissibilità del ricorso presentato da un cittadino straniero contro la sentenza di appello che disponeva l'espulsione dello straniero. La Suprema Corte ha rilevato che i motivi di ricorso erano generici e meramente riproduttivi di quanto già esaminato. In particolare, è stato confermato il diniego delle attenuanti generiche basato sulla condotta post-delittuosa e la legittimità della misura di sicurezza, poiché il solo certificato di matrimonio non è stato ritenuto prova sufficiente di un effettivo radicamento familiare in assenza di uno stato di famiglia.
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Espulsione dello straniero e reati di droga
La Corte di Cassazione ha confermato la legittimità dell'**espulsione dello straniero** disposta a seguito di una condanna per reati legati agli stupefacenti, anche qualora la pena inflitta sia inferiore ai due anni di reclusione. Il ricorrente aveva impugnato l'ordinanza sostenendo che, ai sensi del codice penale, tale misura richiedesse una soglia minima di pena. Tuttavia, i giudici hanno chiarito che in materia di droga si applica la normativa speciale del Testo Unico Stupefacenti, la quale non prevede limiti minimi di pena per l'allontanamento, purché sia accertata la pericolosità sociale del soggetto.
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Espulsione dello straniero: stop della Cassazione
La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso di un cittadino straniero contro il decreto di espulsione dello straniero emesso dalla Prefettura. Il Giudice di Pace aveva inizialmente confermato l'espulsione ignorando la situazione di pericolo nel paese d'origine. Tuttavia, la successiva concessione della protezione sussidiaria da parte del Tribunale e l'annullamento del provvedimento presupposto hanno reso l'atto illegittimo. La Suprema Corte ha deciso nel merito, annullando definitivamente il decreto prefettizio.
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Espulsione dello straniero e pericolosità sociale
La Corte di Cassazione ha confermato il provvedimento di espulsione dello straniero condannato per traffico di ingenti quantità di eroina. Nonostante il ricorrente avesse invocato la pendenza di una domanda di protezione sussidiaria e l'esistenza di un legame matrimoniale, i giudici hanno ritenuto prevalente l'elevata pericolosità sociale. Tale giudizio si fonda sulla gravità del reato, sui precedenti specifici e sulla mancanza di un reale inserimento lavorativo e sociale nel territorio italiano. La Corte ha ribadito che l'espulsione dello straniero richiede un bilanciamento tra sicurezza pubblica e vita familiare, che nel caso di specie è risultato sfavorevole al condannato.
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Espulsione dello straniero: i criteri della Cassazione
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per traffico di stupefacenti e la conseguente misura dell'espulsione dello straniero. Il ricorrente contestava il diniego delle attenuanti generiche e della collaborazione attiva, ma i giudici hanno ritenuto le sue dichiarazioni troppo generiche per essere utili alle indagini. La pericolosità sociale, presupposto per l'espulsione dello straniero, è stata confermata dai precedenti penali, dall'uso di identità fittizie e dal possesso di armi, nonostante la presenza di un permesso di soggiorno.
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Espulsione dello straniero: la Cassazione conferma
La Corte di Cassazione ha confermato l'ordinanza di espulsione dello straniero emessa dal Tribunale di Sorveglianza, dichiarando inammissibile il ricorso. Il provvedimento di espulsione dello straniero detenuto è stato ritenuto legittimo in quanto il soggetto, condannato per reati legati agli stupefacenti, non possedeva un permesso di soggiorno valido, non aveva legami familiari in Italia e presentava un profilo di pericolosità sociale. La Corte ha ribadito che tale misura ha natura amministrativa atipica ed è finalizzata a contrastare il sovraffollamento carcerario.
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Espulsione dello straniero e legami familiari
La Corte di Cassazione ha confermato l'espulsione dello straniero come misura sostitutiva della detenzione per un cittadino extra-UE. Nonostante la presenza di un fratello in Italia, l'assenza di una convivenza effettiva e l'elevata pericolosità sociale hanno reso legittimo il provvedimento, dando priorità alla sicurezza collettiva rispetto al diritto alla vita familiare.
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Espulsione straniero: i legami familiari non bastano
La Corte di Cassazione ha confermato la legittimità del provvedimento di espulsione straniero come misura alternativa alla detenzione. Il ricorso, basato su legami familiari con una cittadina italiana, è stato respinto poiché il ricorrente era legalmente separato e non vi era prova di una convivenza o di un rapporto effettivo, rendendo inapplicabili le tutele previste dalla legge.
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