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Espulsione Dello Straniero

113 provvedimenti applicano questo termine

Definizione

Provvedimento con cui si allontana un cittadino non italiano dal territorio dello Stato per motivi di sicurezza o come sanzione.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Espulsione Straniero: Cassazione tutela vita privata e legami sociali
Un Cittadino Straniero ha ricevuto un decreto di espulsione dalla Prefettura, convalidato dal Giudice di Pace. Il Cittadino Straniero ha impugnato la decisione, sostenendo che il giudice non aveva considerato la sua lunga permanenza in Italia, l'attività lavorativa e la rottura dei legami con il Paese d'origine. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso, affermando che, per il divieto di espulsione dello straniero, non contano solo i vincoli familiari ma anche il diritto alla vita privata e i legami sociali. La Corte ha cassato l'ordinanza, rinviando il caso al Giudice di Pace per una nuova valutazione che tenga conto di tutti questi aspetti.
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Espulsione dello straniero: non basta l’autocertificazione
La Prefettura ha disposto l'espulsione dello straniero a causa del mancato rinnovo del permesso di soggiorno, scaduto da oltre due anni. L'uomo ha impugnato il provvedimento sostenendo la convivenza con una cittadina italiana e la pendenza di una richiesta di affidamento in prova davanti al Tribunale di Sorveglianza. Il Giudice di Pace ha confermato il decreto, evidenziando che una semplice autocertificazione di convivenza non impedisce l'allontanamento. La Corte di Cassazione ha rigettato integralmente il ricorso dello straniero, dichiarando i motivi inammissibili per difetto di autosufficienza e infondati nel merito. Il ricorrente deve pagare le spese processuali.
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Espulsione dello straniero e difetti di notifica
Un cittadino straniero ha impugnato il provvedimento relativo all'espulsione dello straniero disposto dal Prefetto. L'uomo sosteneva di avere stabili legami familiari in Italia, tra cui una figlia e una compagna regolarmente soggiornante. Il Giudice di Pace ha rigettato il ricorso. Il cittadino ha quindi proposto ricorso in Cassazione. Tuttavia, la notifica del ricorso è stata effettuata presso l'Avvocatura Generale dello Stato anziché direttamente presso l'ufficio del Prefetto. La Corte di Cassazione ha chiarito che il Prefetto è l'unico soggetto legittimato a stare in giudizio. Conseguentemente, la notifica inoltrata in modo errato risulta nulla. La Suprema Corte ha ordinato la rinnovazione della notifica entro sessanta giorni presso l'ufficio del Prefetto, rinviando la decisione finale.
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Espulsione dello straniero: errore di notifica ma ricorso valido
La Prefettura ha emesso un decreto di espulsione dello straniero verso un cittadino extracomunitario. L'interessato ha impugnato il provvedimento dinanzi al Giudice di Pace, che ha respinto la domanda. Il cittadino ha quindi proposto ricorso in Cassazione. Il difensore ha indirizzato l'atto al Prefetto, ma lo ha notificato per errore presso l'Avvocatura Generale dello Stato a Roma anziché alla sede locale della Prefettura. La Suprema Corte ha chiarito che il Prefetto detiene la legittimazione esclusiva a resistere in giudizio. Trattandosi di un vizio della notificazione e non del contenuto sostanziale del ricorso, i giudici non hanno dichiarato l'inammissibilità dell'atto. La Cassazione ha disposto la rinnovazione della notifica entro trenta giorni, salvando la causa del cittadino.
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Espulsione dello straniero: no all’automatismo dopo la condanna
L'imputato, condannato tramite patteggiamento per detenzione illecita di stupefacenti, ha impugnato l'ordine di misura di sicurezza relativo all'espulsione dello straniero dal territorio nazionale a pena espiata. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso, stabilendo che la misura dell'espulsione dello straniero non può essere disposta in modo automatico. Il giudice deve infatti accertare in concreto la reale pericolosità sociale del soggetto al momento della decisione, valutando gli elementi previsti dal codice penale. Inoltre, è necessario effettuare un adeguato bilanciamento tra le esigenze di sicurezza pubblica e la tutela della vita privata e familiare della persona, stabilmente inserita in Italia. La sentenza è stata quindi annullata limitatamente alla misura dell'espulsione, con rinvio al tribunale per un nuovo giudizio.
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Espulsione dello straniero: Cassazione annulla per motivazione carente
La Corte di Cassazione ha annullato l'ordinanza di un Tribunale di Sorveglianza che aveva confermato l'espulsione dello straniero di un individuo. Il Tribunale non aveva adeguatamente valutato le ragioni ostative all'espulsione, come i legami familiari, la durata del soggiorno in Italia e i vincoli sociali del ricorrente. La Suprema Corte ha ribadito che il giudice deve effettuare un'attenta ponderazione della pericolosità e della situazione familiare complessiva. La motivazione carente ha portato all'annullamento con rinvio per un nuovo giudizio, sottolineando l'importanza di una valutazione completa.
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Patteggiamento e Espulsione: Inammissibilità Ricorso Cassazione
Il Procuratore Generale ha impugnato una sentenza di patteggiamento che aveva omesso l'applicazione della misura di sicurezza dell'espulsione dello straniero per alcuni imputati condannati a pene superiori a due anni. La Corte di Cassazione ha dichiarato l'**inammissibilità ricorso patteggiamento**. Ha chiarito che l'espulsione, pur prevista per condanne gravi, è una misura di sicurezza facoltativa, non obbligatoria. Le sentenze di patteggiamento possono essere impugnate per l'omissione di una misura di sicurezza solo se questa è obbligatoria per legge. Non essendo l'espulsione una misura obbligatoria in questo contesto, il ricorso del Procuratore Generale non poteva essere accolto.
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Espulsione dello straniero: figli all’estero e ricorso respinto
Un cittadino straniero ha impugnato l'ordinamento del Tribunale di sorveglianza che ha confermato la misura dell'espulsione dello straniero come sanzione alternativa alla pena detentiva. Il ricorrente ha lamentato la violazione del diritto alla salute e della tutela della vita familiare, evidenziando la presenza di figli a suo carico. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. I giudici hanno chiarito che le norme che vietano l'allontanamento sono eccezionali e non si applicano per analogia. Nel caso di specie, i figli risiedevano all'estero al momento dell'istanza e non in Italia. La mancanza dei requisiti di legge ha comportato la condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e al versamento di tremila euro alla Cassa delle ammende.
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Espulsione dello straniero: Patteggiamento non esonera dalla valutazione
Un Tribunale ha condannato un Lavoratore straniero per reati di droga tramite patteggiamento, omettendo di valutare la sua pericolosità sociale per l'applicazione della misura di sicurezza dell'**espulsione dello straniero**. Il Procuratore Generale ha impugnato questa decisione. La Corte di Cassazione ha stabilito che, anche in caso di patteggiamento, il giudice deve sempre accertare la pericolosità sociale del condannato straniero prima di disporre l'espulsione. L'omissione di tale valutazione rende la sentenza impugnabile. La Cassazione ha quindi annullato la sentenza limitatamente a questo punto, rinviando gli atti al Tribunale per una nuova valutazione sulla necessità dell'**espulsione dello straniero** dopo la pena.
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Espulsione dello Straniero: Famiglia vs. Pericolosità Sociale Persistente
Un cittadino straniero, già oggetto di un'ordinanza di **espulsione dello straniero** per reati di narcotraffico e ritenuto socialmente pericoloso, è rientrato illegalmente in Italia dopo essere stato espulso. Ha formato una famiglia e ha cercato lavoro, ma è stato nuovamente segnalato per condotte illecite e frequentazioni con pregiudicati. Il Tribunale di Sorveglianza ha confermato la misura di sicurezza dell'espulsione, ritenendo la sua pericolosità sociale persistente e prevalente sugli interessi familiari. La Cassazione ha rigettato il ricorso, confermando che il rientro illegale e le nuove condotte dimostrano una determinazione criminale che giustifica l'allontanamento per tutelare la sicurezza pubblica.
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Espulsione dello straniero e patteggiamento senza valutazione
Un cittadino straniero ha concordato una pena per spaccio di sostanze stupefacenti tramite patteggiamento. Il giudice ha applicato la pena richiesta, ma ha tralasciato di valutare l'eventuale espulsione dello straniero dal territorio nazionale. Il Procuratore Generale ha proposto ricorso in Cassazione per lamentare la mancata verifica della pericolosità sociale del condannato. La Suprema Corte ha accolto il ricorso e ha annullato la sentenza limitatamente a questo punto. Il giudice di merito dovrà ora svolgere un accertamento specifico per verificare se sussista la concreta pericolosità sociale e stabilire l'applicazione della misura dell'espulsione dello straniero a pena espiata.
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Espulsione dello Straniero: Discrezionalità Giudiziale vs. Obbligo Legale
La Corte di Cassazione ha esaminato il ricorso del Procuratore Generale contro una sentenza che non aveva disposto l'espulsione dello straniero per due imputati condannati per ricettazione e furto. Il Procuratore Generale sosteneva l'obbligatorietà di tale misura e la mancata valutazione della pericolosità sociale. La Cassazione ha chiarito che l'espulsione dello straniero, ai sensi dell'Art. 235 c.p., è una misura di sicurezza facoltativa, non obbligatoria. Se il giudice non la applica, si presume una valutazione implicita di assenza di pericolosità sociale. Il ricorso è stato dichiarato inammissibile, confermando la decisione originaria di non applicare l'espulsione.
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Espulsione dello Straniero: La Cassazione frena l’automatismo
Un individuo ricevette una condanna per furto di energia elettrica e detenzione di stupefacenti tramite patteggiamento. Sia l'Imputato che la Procura Generale proposero ricorso. L'Imputato lamentava vizi di motivazione, mentre la Procura chiedeva l'applicazione della misura di sicurezza dell'espulsione dello straniero, ritenuta obbligatoria. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso dell'Imputato, ribadendo i limiti di impugnazione del patteggiamento. Ha rigettato il ricorso della Procura, chiarendo che l'applicazione dell'espulsione dello straniero non è automatica, ma richiede una valutazione concreta della pericolosità sociale, non desumibile solo dalla recidiva.
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Lavoro regolare ed espulsione dello straniero per droga
Un cittadino straniero ha patteggiato una condanna a quattro anni e sei mesi di reclusione per spaccio di sostanze stupefacenti. Il giudice ha contestualmente ordinato la misura di sicurezza dell'espulsione dello straniero a pena espiata. L'imputato ha presentato ricorso in Cassazione sostenendo l'assenza dei presupposti, poiché svolgeva un lavoro regolare. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile. Il giudice di merito ha motivato correttamente la pericolosità sociale del soggetto considerando l'ingente quantità di droga e l'inadeguatezza del lavoro stabile a frenare la scelta criminale. Il ricorrente deve versare tremila euro alla cassa delle ammende.
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Espulsione e misure alternative: la Cassazione nega i benefici
Un cittadino straniero ha presentato ricorso contro un'ordinanza del Tribunale di Sorveglianza che negava misure alternative alla detenzione. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ribadito che l'espulsione dello straniero, prevista come sanzione alternativa, impedisce di valutare altre istanze di applicazione di misure alternative alla detenzione. La decisione conferma che l'espulsione prevale sulla possibilità di accedere ad altri benefici penitenziari. Il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione.
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Espulsione dello Straniero: Quando il Giudizio Blocca il Prefetto
Un Cittadino Straniero è stato condannato per spaccio di droga. La Corte d'Appello aveva concesso un 'nulla osta' per la sua espulsione dello straniero dal territorio italiano. La Corte di Cassazione ha esaminato la legittimità di questa decisione. Ha stabilito che l'espulsione dello straniero, quando ha natura amministrativa e non giudiziaria, può essere disposta dal Prefetto solo prima che la persona sia stata formalmente citata a giudizio. Se la 'vocatio in ius' (chiamata in giudizio) è già avvenuta, il potere del Prefetto di disporre l'espulsione immediata si estingue. Pertanto, la Cassazione ha annullato la parte della sentenza che concedeva il nulla osta all'espulsione, eliminando tale statuizione.
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Espulsione dello straniero: condanna annullata dopo il rimpatrio
Un cittadino straniero subiva una condanna a diecimila euro di multa per non aver ottemperato all'ordine del Questore di lasciare l'Italia. Durante il procedimento penale, le autorità avevano eseguito l'effettiva espulsione dello straniero con volo aereo verso il Paese d'origine. La difesa impugnava la condanna davanti alla Corte di Cassazione. I giudici supremi hanno chiarito che l'avvenuto rimpatrio impone al giudice di dichiarare l'improcedibilità dell'azione penale in ogni stato e grado del giudizio. La Suprema Corte ha dunque annullato senza rinvio la condanna pecuniaria precedentemente inflitta, poiché il procedimento non poteva proseguire dopo l'allontanamento forzato.
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Espulsione dello straniero e spaccio di cocaina: la sentenza
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna e la misura di sicurezza della espulsione dello straniero a carico di un cittadino extracomunitario. Le forze dell'ordine avevano sorpreso l'uomo in possesso di 55 grammi di cocaina, suddivisa in ventitré involucri termosaldati pronti allo smercio. La difesa chiedeva la riqualificazione del reato in fatto di lieve entità ed escludeva la pericolosità sociale. I Supremi Giudici hanno dichiarato inammissibile il ricorso. Il quantitativo rilevante e il confezionamento escludono la lieve entità. Inoltre, la recidiva specifica e l'assenza di legami sul territorio giustificano l'allontanamento forzato dallo Stato.
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Espulsione dello Straniero: Ricorso Inammissibile, Confermata la Sanzione
Un cittadino straniero, condannato per ingresso e soggiorno illegale in Italia, ha visto la sua ammenda convertita in espulsione dello straniero. Ha presentato ricorso in Cassazione, contestando la mancanza di motivazione sulla discrezionalità dell'espulsione e sul mancato riconoscimento delle attenuanti generiche. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ribadito che l'espulsione, sebbene discrezionale, è legittima se non sussistono impedimenti e che la motivazione per il diniego delle attenuanti è sufficiente se non emergono elementi positivi dagli atti. Il cittadino dovrà pagare le spese processuali e una somma alla cassa delle ammende.
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Espulsione vs Detenzione Domiciliare: La Cassazione decide l’Inammissibilità
Un cittadino straniero ha chiesto la detenzione domiciliare, ma il Tribunale di Sorveglianza ha dichiarato la sua istanza inammissibile. Questo è accaduto perché il cittadino aveva già ricevuto un ordine di espulsione dal territorio italiano. La Corte di Cassazione ha confermato questa decisione, stabilendo che un ordine di espulsione impedisce di valutare altre misure alternative alla detenzione, come la detenzione domiciliare. Il ricorso del cittadino è stato quindi respinto, e lui ha dovuto pagare le spese processuali e una sanzione pecuniaria.
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