Un cittadino straniero, con un lungo curriculum criminale e una recente condanna per reati legati agli stupefacenti, ha presentato ricorso contro il suo ordine di espulsione. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, confermando la decisione del Tribunale di Sorveglianza. La Corte ha stabilito che la valutazione della persistente pericolosità sociale del soggetto, basata sulla sua storia criminale, sulla mancanza di ravvedimento, sulla debolezza dei legami familiari e sull'assenza di integrazione sociale, giustificava pienamente la misura dell'espulsione dello straniero, ritenendola proporzionata rispetto all'interesse pubblico alla sicurezza.
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