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Espulsione Dello Straniero

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113 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Espulsione dello straniero: quando il ricorso è inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un cittadino straniero condannato per traffico di ingenti quantità di sostanze stupefacenti. L'appello contestava la misura di sicurezza dell'espulsione dello straniero. La Corte ha ritenuto la motivazione della Corte d'Appello pienamente adeguata, fondata sull'elevata pericolosità sociale del soggetto, confermando così la decisione e condannando il ricorrente al pagamento delle spese.
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Espulsione straniero: quando il giudice deve decidere
La Corte di Cassazione ha annullato una sentenza di patteggiamento per reati di droga che non aveva considerato l'applicazione della misura di sicurezza dell'espulsione straniero. Il ricorso del Procuratore Generale è stato accolto perché il giudice di merito ha omesso la valutazione obbligatoria sulla pericolosità sociale dei condannati, un presupposto indispensabile per poter disporre tale misura.
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Espulsione dello straniero: no se c’è matrimonio?
Un cittadino straniero, condannato per reingresso illegale, ha impugnato la sostituzione della pena detentiva con l'espulsione, invocando il suo matrimonio con una cittadina italiana come causa ostativa. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, stabilendo che il matrimonio, celebrato dopo un precedente provvedimento di espulsione e senza prova di una pregressa convivenza, non è sufficiente a impedire l'espulsione dello straniero.
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Espulsione dello straniero: quando è discrezionale?
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un Procuratore Generale che lamentava la mancata applicazione della misura di sicurezza dell'espulsione dello straniero nei confronti di un cittadino extracomunitario condannato per gravi reati. La Corte ha ribadito che l'espulsione è una misura facoltativa e non obbligatoria. La sua mancata applicazione da parte del giudice di merito implica una valutazione negativa sulla pericolosità sociale del condannato, senza che sia necessaria una motivazione esplicita.
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Espulsione dello straniero: quando la motivazione è nulla
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 7344/2024, ha annullato la misura di sicurezza dell'espulsione dello straniero poiché la Corte d'Appello aveva completamente omesso di motivare sulla sua effettiva pericolosità sociale. Sono stati invece dichiarati inammissibili gli altri motivi di ricorso relativi alla configurabilità del reato di estorsione e al calcolo della pena.
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Espulsione straniero: i legami familiari non bastano
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un cittadino straniero contro il provvedimento di espulsione. Nonostante l'appellante avesse citato la presenza di una nipote in Italia, la Corte ha stabilito che tali legami erano troppo deboli e generici per impedire l'espulsione straniero, misura alternativa alla detenzione. La decisione sottolinea che il diritto alla vita familiare deve essere bilanciato con le esigenze di sicurezza, e in assenza di una reale integrazione sociale e familiare, l'espulsione è legittima.
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Espulsione straniero: valutazione vita privata d’obbligo
La Corte di Cassazione ha annullato un'ordinanza di un Giudice di Pace, stabilendo un principio fondamentale: nel decidere sull'espulsione dello straniero, il giudice deve sempre effettuare una valutazione concreta della sua vita privata e dei legami sociali in Italia. Non è sufficiente basarsi sulla legittimità formale del diniego di un permesso di soggiorno, ma occorre un'analisi caso per caso per tutelare i diritti fondamentali della persona, come il diritto alla vita privata sancito dalla CEDU.
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Espulsione dello straniero: obbligatoria nel reato
La Corte di Cassazione ha annullato una sentenza di patteggiamento che ometteva di valutare la misura di sicurezza dell'espulsione dello straniero, condannato per traffico di stupefacenti. La Corte ha ribadito che, anche in caso di accordo tra le parti, il giudice deve accertare la pericolosità sociale del condannato prima di decidere sull'espulsione, confermando che tale omissione rende la sentenza appellabile. Il ricorso del condannato è stato invece dichiarato inammissibile.
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Espulsione straniero: quando i legami familiari contano?
Un cittadino straniero, detenuto, ha impugnato il provvedimento di espulsione come misura alternativa alla detenzione, sostenendo che i suoi legami in Italia (un cugino) fossero più significativi di quelli nel suo Paese d'origine. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, confermando la legittimità dell'espulsione dello straniero. I giudici hanno ritenuto che la valutazione del Tribunale di Sorveglianza fosse corretta, poiché la presenza delle figlie nel Paese d'origine e la lontananza del grado di parentela con il cugino in Italia non configuravano una violazione del diritto alla vita privata e familiare del ricorrente.
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Espulsione dello straniero: la pericolosità sociale
Un cittadino straniero, con un lungo curriculum criminale e una recente condanna per reati legati agli stupefacenti, ha presentato ricorso contro il suo ordine di espulsione. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, confermando la decisione del Tribunale di Sorveglianza. La Corte ha stabilito che la valutazione della persistente pericolosità sociale del soggetto, basata sulla sua storia criminale, sulla mancanza di ravvedimento, sulla debolezza dei legami familiari e sull'assenza di integrazione sociale, giustificava pienamente la misura dell'espulsione dello straniero, ritenendola proporzionata rispetto all'interesse pubblico alla sicurezza.
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Espulsione dello straniero: la valutazione del giudice
La Corte di Cassazione ha stabilito che la mancata applicazione della misura di sicurezza dell'espulsione dello straniero, anche a fronte di una condanna significativa, non costituisce un errore se il giudice di merito ha implicitamente valutato l'assenza di una specifica pericolosità sociale. Il ricorso del Procuratore Generale, che lamentava l'omessa applicazione della misura nonostante la gravità dei fatti, è stato rigettato, confermando la natura facoltativa e discrezionale della decisione del giudice.
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Espulsione dello straniero: quando è illegittima
La Corte di Cassazione ha annullato una sentenza che sostituiva una pena di sei mesi di reclusione con l'espulsione immediata di un cittadino straniero. La Suprema Corte ha stabilito che la sanzione sostitutiva dell'espulsione dello straniero non è applicabile per reati previsti dal Testo Unico sull'Immigrazione puniti con una pena massima superiore a due anni. Inoltre, la presenza di cause ostative, come la mancanza di passaporto e di un domicilio stabile, impedisce l'applicazione di tale misura, rendendo la decisione del giudice di primo grado illegittima.
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Espulsione dello straniero: la figlia non basta
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un cittadino straniero contro la misura di sicurezza dell'espulsione dello straniero. La sola nascita di una figlia in Italia, senza ulteriori prove di legami affettivi stabili e attuali e in assenza di un'integrazione lavorativa, non è sufficiente a impedire l'applicazione della misura, soprattutto a fronte di una perdurante illegalità e della commissione di reati.
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