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Espulsione dello straniero: illegittima se cittadino

La Corte di Cassazione ha annullato senza rinvio la misura di sicurezza dell’espulsione dello straniero disposta nei confronti di un uomo condannato per reati legati agli stupefacenti. Nonostante la condanna definitiva, la difesa ha dimostrato che l’imputato era in possesso della cittadinanza italiana già al momento della sentenza di primo grado. Poiché la norma sull’espulsione si applica esclusivamente ai cittadini non italiani, la Corte ha rimosso tale sanzione accessoria per difetto del presupposto soggettivo.

Riferimento:
Sentenza di Cassazione Penale Sez. 4 Num. 610 Anno 2023
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Pubblicato il 1 aprile 2026 in Diritto Penale, Giurisprudenza Penale, Procedura Penale

Espulsione dello straniero: quando la cittadinanza blocca il provvedimento

L’espulsione dello straniero rappresenta una misura di sicurezza di forte impatto, spesso applicata automaticamente in caso di condanne per reati gravi, come quelli inerenti al traffico di stupefacenti. Tuttavia, la sua legittimità dipende strettamente dallo status giuridico del condannato. Una recente pronuncia della Corte di Cassazione ha ribadito che tale misura non può essere applicata a chi, pur essendo nato all’estero, ha acquisito la cittadinanza italiana.

Il caso e la condanna per stupefacenti

La vicenda trae origine da una sentenza di patteggiamento emessa dal Giudice per l’Udienza Preliminare. L’imputato era stato condannato a una pena detentiva e a una multa per violazione del Testo Unico sugli stupefacenti. Contestualmente alla condanna, il giudice aveva disposto l’espulsione dello straniero dal territorio nazionale una volta espiata la pena, basandosi sul presupposto che il soggetto fosse un cittadino extracomunitario.

Il ricorso della difesa e la prova della cittadinanza

La difesa ha impugnato la decisione limitatamente alla misura di sicurezza. Il punto centrale del ricorso riguardava la violazione di legge: l’imputato non poteva essere espulso in quanto cittadino italiano. A supporto di questa tesi, sono stati presentati numerosi documenti già presenti nel fascicolo processuale, tra cui il certificato di residenza e di cittadinanza rilasciato dai servizi demografici, oltre ai verbali di identificazione che attestavano correttamente lo status dell’uomo.

Le motivazioni

Le motivazioni della Suprema Corte si fondano sulla mancanza della condizione soggettiva necessaria per l’applicazione dell’articolo 86 del Dpr 309/90. Tale norma prevede l’espulsione dello straniero come conseguenza di specifiche condanne penali, ma presuppone che il destinatario sia, appunto, un cittadino straniero. Nel caso di specie, la documentazione acquisita agli atti del procedimento — inclusi il casellario centrale di identità e i certificati anagrafici — provava in modo inequivocabile che l’imputato fosse cittadino italiano al momento del provvedimento. Di conseguenza, l’ordine di espulsione è stato ritenuto illegittimo per carenza del presupposto fondamentale, ovvero lo stato di straniero del condannato.

Le conclusioni

Le conclusioni dei giudici di legittimità hanno portato all’annullamento senza rinvio della sentenza impugnata limitatamente alla misura di sicurezza. La Corte ha eliminato l’ordine di espulsione, confermando che l’accertamento dell’identità e della cittadinanza deve essere prioritario prima di disporre sanzioni che incidono sulla libertà di circolazione e soggiorno. Questa sentenza sottolinea l’importanza di una verifica documentale rigorosa durante le fasi del merito, per evitare che automatismi sanzionatori colpiscano soggetti non destinatari della norma, garantendo così la corretta applicazione del diritto penale e delle misure di sicurezza.

Un cittadino italiano può essere espulso dopo una condanna per droga?
No, l’espulsione prevista dal Testo Unico Stupefacenti è una misura di sicurezza applicabile esclusivamente ai cittadini stranieri.

Cosa fare se il giudice dispone l’espulsione per errore?
È necessario presentare ricorso dimostrando, tramite certificati anagrafici o atti di identificazione, il possesso della cittadinanza italiana al momento della sentenza.

Quali documenti provano l’illegittimità dell’espulsione?
Il certificato di cittadinanza, il casellario di identità e i verbali di arresto che indicano correttamente la nazionalità del soggetto.

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La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, e Benevento.

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