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Esonero Dalle Spese

5 provvedimenti applicano questo termine

Definizione

Un'agevolazione che permette ai cittadini con redditi bassi di non pagare le spese legali in caso di perdita della causa contro un ente previdenziale.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Disoccupazione agricola: stop a maggiorazioni sul terzo elemento
Una lavoratrice agricola a tempo determinato ha chiesto il ricalcolo della disoccupazione agricola per l'anno 2013 e l'adeguamento della contribuzione figurativa. La ricorrente sosteneva che la retribuzione base del contratto provinciale dovesse essere maggiorata del 30,44% a titolo di terzo elemento. Ha inoltre impugnato la condanna alle spese del primo grado, chiedendo l'esonero per motivi di reddito. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso. I giudici hanno chiarito che le tabelle provinciali includevano già il terzo elemento nel salario fissato. Inoltre, la dichiarazione sui limiti di reddito presentata soltanto in appello non può operare retroattivamente per cancellare le spese del primo grado. L'INPS ha ottenuto la conferma della corretta liquidazione del beneficio.
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Disoccupazione agricola: terzo elemento incluso nella paga base
Un lavoratore agricolo a tempo determinato richiede all'ente previdenziale la rideterminazione della disoccupazione agricola e l'adeguamento dei contributi figurativi. Il ricorrente sostiene che la retribuzione provinciale non includa il terzo elemento del 30,44%, destinato a compensare ferie e gratifiche. La Corte di Cassazione rigetta integralmente il ricorso. L'interpretazione complessiva del contratto provinciale dimostra che la paga base tabellare contiene già tale maggiorazione economica. Un ulteriore ricalcolo creerebbe una disparità ingiustificata a danno dei dipendenti a tempo indeterminato. La Corte dichiara inoltre inefficace per il primo grado la richiesta di esonero spese depositata tardivamente in appello. Vince l'ente previdenziale e la prestazione non subisce incrementi.
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Esonero spese giudiziali: la Cassazione cancella la burocrazia
Una pensionata ha chiesto l'adeguamento della pensione, ma i giudici di merito hanno respinto la domanda, condannandola a pagare oltre quattromila euro di spese legali. I giudici avevano negato l'esonero spese giudiziali ritenendo la sua autocertificazione reddituale incompleta, poiché priva dell'indicazione espressa dell'anno di riferimento e dell'impegno a comunicare variazioni future. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso della pensionata, stabilendo che la legge non impone formule rigide. Se l'autocertificazione è firmata personalmente e attesta il rispetto dei limiti di reddito, l'esonero spetta comunque. I dettagli mancanti si desumono direttamente dalla legge. Di conseguenza, la pensionata non dovrà pagare le spese dei primi due gradi di giudizio.
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Esonero spese processuali: la pensionata vince contro l’INPS
L'INPS ha chiesto a una pensionata la restituzione di oltre ventitremila euro per quote di integrazione al minimo non spettanti. La Corte d'appello ha respinto la domanda della donna e l'ha condannata a pagare le spese di giudizio, ritenendo inapplicabile l'agevolazione per i redditi bassi. La Corte di Cassazione ha invece accolto il ricorso della pensionata, stabilendo che l'esonero spese processuali si applica anche alle cause in cui si contesta la richiesta di restituzione di somme pretese dall'ente previdenziale. Di conseguenza, la Suprema Corte ha annullato la condanna al pagamento delle spese legali del secondo grado di giudizio, confermando che il diritto a trattenere la pensione rientra nella tutela previdenziale diretta.
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Disoccupazione agricola: lavoratore perde il ricorso contro INPS
Un lavoratore agricolo ha chiesto la rideterminazione della sua indennità di disoccupazione agricola per il 2013. Il lavoratore sosteneva che il calcolo dovesse includere una maggiorazione del 30,44% a titolo di terzo elemento sulla retribuzione provinciale di riferimento. I giudici di merito hanno respinto la domanda, ritenendo che tale elemento fosse già compreso nella tariffa contrattuale. La Corte di Cassazione ha confermato questa decisione, rigettando il ricorso. La Suprema Corte ha chiarito che l'interpretazione dei contratti collettivi locali spetta ai giudici di merito e che l'autocertificazione per l'esonero dalle spese processuali deve essere presentata tempestivamente all'inizio del giudizio di primo grado, non potendo sanare retroattivamente la mancata allegazione iniziale.
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