LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

LexCEDpedia

Esimente — Anno 2025

Pagina 4 di 4

80 provvedimenti applicano questo termine

Altri anni per Esimente

Provvedimenti

Diffamazione a mezzo stampa: critica e fatto falso
La Corte di Cassazione conferma una condanna per diffamazione a mezzo stampa a carico di un giornalista e del direttore responsabile di un quotidiano. L'articolo in questione attribuiva falsamente la responsabilità del dissesto finanziario di un teatro al suo sovrintendente. La Corte ha ribadito che il diritto di critica non può essere invocato quando si fonda su fatti oggettivamente non veritieri, dichiarando il ricorso degli imputati inammissibile per la sua genericità.
Continua »
Ricorso inammissibile: Cassazione e limiti del giudizio
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza in esame, dichiara un ricorso inammissibile avverso una condanna per resistenza a pubblico ufficiale. La decisione si fonda sulla natura dei motivi di ricorso, ritenuti generici e volti a una non consentita rivalutazione dei fatti e delle prove. La Corte ribadisce che il suo ruolo è di giudice di legittimità, non di merito, condannando il ricorrente al pagamento delle spese processuali e di un'ammenda.
Continua »
Termini perentori appello: Cassazione su conclusioni
La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso di un imputato per evasione, stabilendo che i termini perentori in appello per il deposito delle conclusioni scritte nel rito cartolare sono inderogabili. Il mancato rispetto di tali scadenze rende inammissibili gli atti, comprese le eccezioni di nullità in essi contenute. La Corte ha inoltre confermato la decisione di non applicare l'esimente della particolare tenuità del fatto, valutando le circostanze dell'evasione (orario notturno, distanza) come ostative.
Continua »
Inammissibilità ricorso Cassazione: motivi generici
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'inammissibilità di un ricorso avverso una condanna per tentata estorsione. I motivi sono stati giudicati generici e ripetitivi di quelli già esaminati in appello. La Corte ha inoltre escluso l'applicazione della causa di non punibilità per l'uso di violenza fisica e ha confermato il diniego dell'attenuante del fatto di lieve entità, data la motivazione logica della Corte d'Appello. L'esito finale è la conferma dell'inammissibilità ricorso Cassazione.
Continua »
Autoriciclaggio: reato punibile dopo il divorzio?
Una donna viene accusata di tentata estorsione e autoriciclaggio per aver rifiutato di consegnare un quadro al nuovo proprietario, pretendendo una percentuale sulla vendita, e per averlo poi usato come garanzia per un prestito. La Cassazione conferma il sequestro probatorio, stabilendo un principio fondamentale: l'autoriciclaggio è punibile se commesso dopo il divorzio, anche se il reato presupposto (appropriazione indebita ai danni dell'ex coniuge) non era punibile al momento dei fatti a causa del vincolo matrimoniale.
Continua »
Ricorso inammissibile: motivi generici e condanna
La Corte di Cassazione dichiara un ricorso inammissibile poiché i motivi presentati erano generici e riproponevano censure già esaminate e respinte dalla Corte d'Appello. Il ricorrente, che lamentava il mancato riconoscimento delle attenuanti generiche e dell'esimente per particolare tenuità del fatto, è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
Continua »
Inammissibilità ricorso: quando l’appello è generico
La Corte di Cassazione dichiara l'inammissibilità di un ricorso contro una sentenza della Corte d'Appello. Il motivo è la genericità del motivo d'appello, che si limitava a riproporre argomenti sulla particolare tenuità del fatto già correttamente esaminati e respinti nel grado precedente. La decisione sottolinea che un ricorso non può essere una mera ripetizione di censure già valutate. Di conseguenza, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
Continua »
Reazione atti arbitrari: quando la violenza è punibile
Un uomo, dopo essere stato trovato con armi in auto, ha tentato la fuga e aggredito gli agenti. In sua difesa, ha invocato la scriminante della reazione ad atti arbitrari. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, stabilendo che l'azione della polizia era legittima e, pertanto, la reazione violenta del soggetto era ingiustificata e penalmente rilevante, anche alla luce delle aggravanti specifiche.
Continua »
Diffamazione avvocato: quando la critica è reato
Un avvocato è stato condannato per diffamazione per aver definito 'fraudolento e doloso' il comportamento di un collega in un atto giudiziario. La Cassazione ha confermato la condanna, stabilendo che il reato di diffamazione avvocato si configura anche se l'atto è destinato solo al giudice, poiché il deposito in cancelleria lo rende accessibile a terzi. La Corte ha ritenuto irrilevante la modalità di deposito (cartacea o telematica) e ha escluso l'applicazione delle esimenti, data la natura calunniosa delle accuse.
Continua »
Stato di necessità: non basta dirsi indigenti
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un individuo condannato per non aver versato una cauzione imposta da una misura di prevenzione. L'imputato aveva invocato lo stato di necessità per indigenza, ma la Corte ha ribadito che una semplice affermazione non è sufficiente. È necessario dimostrare concretamente di aver tentato di reperire le risorse, ad esempio cercando un lavoro o chiedendo una rateizzazione. Il ricorso è stato respinto in toto, confermando la condanna.
Continua »
Ricorso inammissibile diffamazione: limiti critica
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un imputato condannato per diffamazione. La decisione si fonda sui limiti specifici del ricorso per le sentenze del giudice di pace, che non ammettono una rivalutazione dei fatti. Viene inoltre chiarito che l'esimente per offese in atti giudiziari non si applica se le espressioni vengono divulgate al di fuori del contesto processuale. La declaratoria di un ricorso inammissibile per diffamazione ha comportato la condanna del ricorrente al pagamento delle spese e di una sanzione pecuniaria.
Continua »
Stato di necessità: quando è giustificato il furto?
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un uomo condannato per furto aggravato. L'imputato invocava lo stato di necessità a causa delle sue condizioni di salute, ma la Corte ha stabilito che la difesa non è valida se esistono alternative lecite, come chiedere aiuto a familiari o al personale sanitario, per evitare il pericolo.
Continua »
Ricorso inammissibile: quando è generico e ripetitivo
La Corte di Cassazione ha dichiarato un ricorso inammissibile poiché i motivi erano generici, meramente riproduttivi di censure già esaminate e basati su doglianze in punto di fatto. Questa decisione ha comportato la condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria a favore della Cassa delle ammende, riaffermando il principio che il ricorso non può essere un terzo grado di giudizio sul merito della vicenda.
Continua »
Ricorso inammissibile: quando è manifestamente infondato
Un soggetto condannato per mancata esecuzione dolosa di un provvedimento del giudice (art. 388 c.p.) ha presentato ricorso in Cassazione, adducendo come giustificazione il caso fortuito o la forza maggiore. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, in quanto manifestamente infondato e meramente riproduttivo di censure già adeguatamente respinte dalla Corte d'Appello con motivazione logica e completa. Di conseguenza, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
Continua »
Ricorso inammissibile: i limiti del giudizio di Cassazione
La Corte di Cassazione dichiara un ricorso inammissibile presentato da un cittadino condannato per violenza a corpo politico. La Corte ribadisce che il suo ruolo non è riesaminare i fatti, ma controllare la corretta applicazione della legge, respingendo motivi di ricorso generici o volti a una nuova valutazione delle prove.
Continua »
Stato di necessità: non giustifica l’occupazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di due persone condannate per occupazione abusiva di una casa popolare. La Corte ha ribadito che lo stato di necessità può giustificare tale reato solo in presenza di un pericolo attuale, transitorio e inevitabile di un danno grave alla persona, non per risolvere un'esigenza abitativa permanente. L'ordinario disagio economico non è sufficiente a integrare questa causa di giustificazione.
Continua »
Fine di lucro e diritto d’autore: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un'azienda di moda sanzionata per aver diffuso musica nei propri negozi senza aver pagato i diritti ai produttori discografici. La Corte ha stabilito che il fine di lucro non richiede un guadagno diretto, ma sussiste anche quando la musica è usata per ottimizzare i profitti, creando un ambiente più piacevole per i clienti. È stata inoltre respinta la tesi della buona fede, poiché l'imprenditore ha l'obbligo di informarsi su tutte le normative vigenti.
Continua »
Imposta unica scommesse: chi paga il conto?
La Corte di Cassazione ha stabilito che un operatore di scommesse estero, anche se privo di concessione italiana, è tenuto al pagamento dell'imposta unica scommesse per le giocate raccolte in Italia tramite i suoi intermediari. La Corte ha però annullato le sanzioni relative agli anni antecedenti al 2011, riconoscendo una condizione di oggettiva incertezza normativa che esclude la colpevolezza del contribuente per quel periodo.
Continua »
Incertezza normativa oggettiva: quando si annullano?
La Corte di Cassazione ha chiarito i rigidi criteri per l'applicazione dell'esimente per incertezza normativa oggettiva. Nel caso di specie, relativo a crediti d'imposta su dividendi esteri, la Corte ha stabilito che né un precedente comportamento favorevole dell'Amministrazione Finanziaria né la condotta dell'autorità fiscale straniera sono sufficienti a configurare tale incertezza. Di conseguenza, ha annullato la decisione di merito che aveva cancellato le sanzioni ai contribuenti.
Continua »
Critica politica e diffamazione: i limiti del diritto
Un politico ha citato in giudizio un avversario per diffamazione a seguito di dichiarazioni rese in TV e durante un comizio. La Corte di Cassazione, nel dichiarare inammissibili i ricorsi di entrambe le parti, ha tracciato una linea netta tra la critica politica, anche aspra, e la diffamazione. La Corte ha stabilito che definire un avversario un 'fallito' rientra nella critica politica se basata su fatti noti, mentre attribuirgli falsamente un accordo corruttivo costituisce diffamazione perché altera la verità dei fatti.
Continua »