Lo Straniero, precedentemente espulso dall'Italia, vi faceva ritorno violando il divieto di rientro decennale. Condannato nei primi gradi di giudizio, proponeva ricorso in Cassazione. La difesa sosteneva che la successiva espulsione dello Straniero costituisse un legittimo impedimento a comparire all'udienza di appello e che l'imputato ignorasse la durata decennale del divieto, ritenendola quinquennale. La Suprema Corte ha rigettato il ricorso. L'espulsione non costituisce impedimento automatico, potendo lo straniero chiedere un'autorizzazione temporanea per difendersi. Inoltre, l'ignoranza sulla reale durata del divieto non esclude il dolo, poiché l'errore sulla legge penale non è scusabile.
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