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Errore Materiale — Anno 2024

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406 provvedimenti applicano questo termine

Altri anni per Errore Materiale

Provvedimenti

Distrazione Spese: Errore Materiale e Correzione
La Corte di Cassazione chiarisce che l'omessa pronuncia sulla richiesta di distrazione spese, avanzata dal legale antistatario, costituisce un errore materiale. L'ordinanza analizzata accoglie il ricorso di un Comune, correggendo una precedente decisione e disponendo che le spese legali liquidate fossero pagate direttamente al difensore. La Corte ribadisce che il rimedio corretto è la procedura di correzione dell'errore materiale e che la richiesta di distrazione può essere validamente formulata anche nella memoria illustrativa finale.
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Correzione errore materiale: nome errato in sentenza
La Corte di Cassazione, con un'ordinanza, ha disposto la correzione di un errore materiale presente nel ruolo di un'udienza relativa a una sua precedente sentenza. Nello specifico, il nome del ricorrente era stato trascritto in modo errato. La Corte ha chiarito che tale svista costituisce un mero errore materiale, emendabile attraverso la procedura semplificata prevista dall'art. 130 del codice di procedura penale, ordinando alla cancelleria di effettuare la necessaria annotazione per ripristinare la correttezza formale dell'atto.
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Distrazione spese legali: come correggerla se omessa
La Corte di Cassazione interviene per correggere un proprio precedente provvedimento in cui era stata omessa la pronuncia sulla distrazione spese legali a favore dei difensori di una società. L'ordinanza chiarisce che in caso di tale dimenticanza, il rimedio corretto non è l'impugnazione, bensì la più rapida procedura di correzione dell'errore materiale. Questa decisione, in linea con i principi di economia processuale, ha permesso di emendare l'ordinanza originale, disponendo che le spese fossero liquidate direttamente ai legali che si erano dichiarati antistatari.
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Errore materiale sentenza: quando la correzione è lecita
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato contro l'ordinanza che correggeva un errore materiale in sentenza. L'errore consisteva nell'averlo qualificato come 'assente' anziché 'presente'. La Corte ha chiarito che tale correzione non incide sui termini di impugnazione, soprattutto quando il ricorso contro la sentenza di condanna era già stato presentato tardivamente, rendendo la decisione definitiva.
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Ricorso inammissibile: la Cassazione e l’errore materiale
La Corte di Cassazione ha dichiarato un ricorso inammissibile presentato da un'imputata condannata per lesioni. L'appello contestava sia la valutazione delle prove che la successiva correzione di un errore materiale relativo alla liquidazione delle spese per la parte civile. La Corte ha stabilito che la rivalutazione dei fatti non è consentita in sede di legittimità e che la correzione delle spese era legittima ai sensi dell'art. 130 c.p.p., non ledendo il diritto di difesa.
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Termine impugnazione: l’errore in sentenza non salva
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato per tardività, stabilendo un principio fondamentale: il termine impugnazione non viene modificato da un errore materiale contenuto nella sentenza. Nel caso specifico, l'imputato era stato erroneamente indicato come 'assente' nell'intestazione del provvedimento, nonostante avesse partecipato al processo. La Corte ha ribadito che i termini per appellare sono rigidi e decorrono dalle circostanze effettive del processo, non da sviste formali, condannando il ricorrente al pagamento delle spese.
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Errore materiale: correzione d’ufficio della Cassazione
La Corte di Cassazione interviene per correggere un proprio precedente provvedimento affetto da un palese errore materiale: l'indicazione di un numero di sentenza errato. L'ordinanza chiarisce che il giudice ha il potere-dovere di porre rimedio, anche d'ufficio, a tali sviste per ristabilire la corretta portata della decisione, senza che ciò incida sulle spese di giudizio.
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Conversione del ricorso: errore materiale corretto
La Corte di Cassazione, con un'ordinanza, ha corretto un errore materiale nel ruolo di un'udienza. Invece di una dichiarazione di inammissibilità erroneamente inserita, la Corte ha disposto la conversione del ricorso in appello, ordinando la trasmissione degli atti alla Corte d'Appello competente. La decisione evidenzia l'importanza della procedura di correzione per garantire la corretta qualificazione dei mezzi di impugnazione.
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Distrazione spese legali: come correggere l’omissione
Un avvocato ha richiesto la correzione di un'ordinanza della Corte di Cassazione perché aveva omesso la distrazione spese legali in suo favore, nonostante una specifica richiesta. La Corte ha accolto il ricorso, chiarendo che l'omessa pronuncia sulla distrazione costituisce un errore materiale sanabile con la procedura di correzione ex art. 287 c.p.c., e non un vizio che richiede un'impugnazione. Questa soluzione garantisce una tutela più rapida, in linea con il principio della ragionevole durata del processo.
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Distrazione delle spese: la correzione dell’errore
Un avvocato, dopo aver ottenuto una sentenza favorevole contro l'Agenzia delle Entrate, si accorge che la Corte ha omesso di disporre la distrazione delle spese a suo favore, come richiesto. La Cassazione, con una nuova ordinanza, accoglie l'istanza di correzione di errore materiale, confermando che questo è il rimedio corretto e più celere per sanare tale omissione, senza necessità di un nuovo giudizio di impugnazione.
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Correzione errore materiale: la Cassazione si corregge
La Corte di Cassazione ha disposto la correzione di un errore materiale contenuto in una sua precedente ordinanza. A seguito di un'istanza, la Corte ha riconosciuto di aver erroneamente indicato il Giudice di Pace di Monza come organo competente per il rinvio, anziché quello di Roma. Il provvedimento chiarisce il meccanismo per rimediare a sviste procedurali senza alterare la sostanza della decisione.
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Distrazione delle spese: la correzione della Cassazione
La Corte di Cassazione interviene per correggere un proprio errore materiale in un'ordinanza. La Corte aveva omesso di disporre la distrazione delle spese in favore del difensore di una contribuente, nonostante quest'ultimo si fosse dichiarato antistatario. Riconosciuta la svista, l'ordinanza viene emendata per garantire che le somme liquidate siano versate direttamente al legale che ha anticipato i costi, riaffermando il principio della distrazione delle spese.
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Distrazione delle spese: l’errore va corretto
La Corte di Cassazione corregge una propria precedente ordinanza per un errore materiale. Aveva omesso di disporre la distrazione delle spese legali in favore dell'avvocato del contribuente, nonostante la richiesta esplicita. La Corte ha riconosciuto la svista come un errore evidente, emettendo un nuovo provvedimento per rettificare il dispositivo e attribuire le spese direttamente al difensore antistatario, condannando l'Amministrazione Finanziaria e l'Agente della Riscossione.
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Correzione errore materiale: ordinanza vs sentenza
La Corte di Cassazione ha disposto d'ufficio la correzione errore materiale nel dispositivo di una precedente decisione. Invece di 'annulla la sentenza impugnata', il testo corretto è 'annulla l'ordinanza impugnata'. La Corte ha specificato che si tratta di una modifica puramente formale, necessaria per allineare il testo alla reale volontà del Collegio, senza alterare la sostanza della decisione.
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Errore materiale: Cassazione corregge il suo dispositivo
La Corte di Cassazione, con un'ordinanza, ha corretto un proprio precedente provvedimento a causa di un errore materiale. Nello specifico, nel dispositivo della decisione era stato indicato l'annullamento di una "sentenza", mentre il provvedimento effettivamente impugnato era un'"ordinanza". La Corte ha chiarito che si trattava di un mero refuso, inidoneo a modificare la sostanza della decisione, e ha quindi disposto la rettifica del testo attraverso la procedura semplificata per la correzione dell'errore materiale.
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Correzione errore materiale: come si rimedia in penale
La Corte di Cassazione ha disposto d'ufficio la correzione di un errore materiale contenuto in una sua precedente sentenza. L'errore riguardava l'errata indicazione del luogo e della data di nascita di una persona coinvolta nel procedimento. Applicando l'art. 625-bis del codice di procedura penale, la Corte ha ordinato di rettificare i dati anagrafici, ripristinando la correttezza formale del documento senza intaccarne la sostanza. Questo caso evidenzia l'esistenza di procedure specifiche per sanare sviste che non alterano il contenuto decisionale di un provvedimento.
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Errore materiale: il giudice può correggere l’importo?
Una società chiedeva un rimborso fiscale, ma il suo avvocato commetteva un errore di battitura, indicando una somma molto inferiore nell'atto di appello. La Corte di Cassazione, affrontando la questione, ha chiarito la distinzione tra un semplice errore materiale e un errore che influenza la volontà. Ha confermato che il giudice di merito ha il potere di interpretare la reale intenzione della parte e correggere l'importo richiesto, concedendo la somma corretta e più elevata. Il ricorso dell'Amministrazione finanziaria contro questa correzione è stato respinto.
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Ricorso etilometro: quando è inammissibile?
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un automobilista condannato per guida in stato di ebbrezza. La sentenza chiarisce che un errore materiale sulla sanzione accessoria (revoca anziché sospensione) non invalida la decisione e che un ricorso etilometro basato su contestazioni generiche sul funzionamento dell'apparecchio, senza prove specifiche, è destinato al fallimento.
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Correzione errore materiale: la guida completa
La Corte di Cassazione, con un'ordinanza, ha disposto la correzione di un errore materiale relativo al nome di un ricorrente, trascritto in modo errato nel dispositivo del ruolo d'udienza. Rilevando l'evidenza dello sbaglio da tutti gli atti del fascicolo, la Corte ha applicato la specifica procedura prevista dal codice di procedura penale, ordinando la sostituzione del nome errato con quello corretto. La decisione sottolinea l'importanza della precisione formale negli atti giudiziari e l'esistenza di strumenti per sanare sviste che non inficiano la sostanza del provvedimento.
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Estinzione giudizio tributario: spese compensate
La Corte di Cassazione corregge un proprio decreto, chiarendo che in caso di estinzione del giudizio tributario a seguito di definizione agevolata, le spese legali devono essere compensate tra le parti e non addebitate al contribuente. Il caso riguardava un ricorso per una tassa automobilistica, definito tramite adesione alla procedura speciale prevista dalla L. 197/2022.
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