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Errore Materiale — Anno 2024

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406 provvedimenti applicano questo termine

Altri anni per Errore Materiale

Provvedimenti

Errore materiale sentenza: quando il ricorso è inammissibile
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso basato su una discrepanza nella pena indicata in una sentenza. La Corte ha qualificato il vizio come un mero errore materiale sentenza, in quanto la motivazione del provvedimento riportava correttamente la pena concordata (sei mesi), a differenza del dispositivo (nove mesi). Si tratta di un errore emendabile con la procedura di correzione e non con un ricorso per cassazione.
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Distrazione spese legali: come correggere l’omissione
Una società, vittoriosa in una causa tributaria, ottiene dalla Corte di Cassazione la correzione di una precedente ordinanza. I giudici avevano omesso di disporre la distrazione spese legali a favore del difensore, che si era dichiarato antistatario. La Corte ha riconosciuto l'errore materiale e ha integrato il provvedimento, ordinando che le spese liquidate venissero pagate direttamente all'avvocato.
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Distrazione spese: come correggere l’omissione?
La Corte di Cassazione, con un'ordinanza, chiarisce che l'omessa pronuncia sulla richiesta di distrazione spese legali non richiede un'impugnazione, ma può essere sanata tramite la più rapida procedura di correzione di errore materiale. Nel caso di specie, i legali di una società vittoriosa contro l'Amministrazione Finanziaria avevano richiesto la distrazione, ma la sentenza non l'aveva disposta. La Corte ha accolto l'istanza di correzione, affermando che questo rimedio garantisce maggiore rapidità e rispetta il principio della ragionevole durata del processo, consentendo ai difensori di ottenere celermente un titolo esecutivo per i propri compensi.
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Motivazione apparente: quando la Cassazione la rigetta
Gli eredi di un costruttore ricorrono in Cassazione contro una sentenza che ordinava l'arretramento di una sopraelevazione. Lamentano vizi procedurali, tra cui l'emissione della sentenza contro il defunto dante causa, e una motivazione apparente. La Corte Suprema rigetta il ricorso, qualificando il primo vizio come mero errore materiale e chiarendo che la motivazione, seppur sintetica, non è apparente quando affronta le questioni cruciali sollevate, confermando così la decisione precedente.
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Titolarità del diritto: la difesa nel merito vale prova?
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 12321/2024, ha stabilito un principio fondamentale sulla titolarità del diritto. Se il convenuto si difende nel merito, con argomenti incompatibili con la negazione della legittimazione dell'attore, tale condotta può superare un'incertezza formale sull'identità della parte contrattuale. Il caso riguardava una richiesta di pagamento per contratti di subappalto in cui il nome del subappaltatore era stato indicato erroneamente. La Corte ha cassato la decisione d'appello che aveva ignorato le difese di merito del convenuto, rinviando il caso per una nuova valutazione basata su questo principio.
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Distrazione spese: correzione per errore materiale
La Corte di Cassazione ha corretto una propria precedente ordinanza per un errore materiale, consistente nell'aver omesso di pronunciarsi sulla richiesta di distrazione spese avanzata dal difensore. Il provvedimento chiarisce che tale omissione non richiede un'impugnazione ordinaria, ma può essere sanata tramite la più rapida procedura di correzione, in linea con il principio della ragionevole durata del processo. La decisione ribadisce che il mancato accoglimento della richiesta di distrazione delle spese costituisce un errore materiale sanabile con apposita istanza.
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Distrazione delle spese: sì alla correzione materiale
La Corte di Cassazione ha corretto una propria precedente ordinanza per un errore materiale. La decisione originale aveva omesso di disporre la distrazione delle spese legali a favore dell'avvocato della parte vittoriosa, nonostante questi si fosse dichiarato antistatario. Riconoscendo l'omissione come una mera svista, la Corte ha accolto l'istanza di correzione, integrando il provvedimento e tutelando il diritto del legale a ricevere il pagamento diretto dalla parte soccombente.
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Correzione errore materiale: quando il giudice sbaglia
La Corte di Cassazione ha emesso un'ordinanza per la correzione di un errore materiale contenuto in una sua precedente sentenza. Invece di rinviare il procedimento al corretto Tribunale di Brindisi, il dispositivo indicava erroneamente il Tribunale di Taranto. L'ordinanza attuale rettifica questa svista, specificando che l'atto va inteso come riferito al Tribunale di Brindisi, garantendo così il corretto proseguimento del giudizio senza alterare la sostanza della decisione.
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Correzione errore materiale: la Cassazione chiarisce
La Corte di Cassazione interviene per la correzione errore materiale in una propria ordinanza. A causa di una svista, era stato indicato un numero di provvedimento errato. La Corte, agendo d'ufficio, ha disposto la sostituzione del riferimento numerico sbagliato con quello corretto, sottolineando che tale intervento non modifica la sostanza della decisione ma ne garantisce la correttezza formale. La procedura non ha comportato l'addebito di spese legali.
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Revoca ordinanza correzione: inammissibile se tardiva
Una cittadina sosteneva un caso di errore di persona a seguito della correzione del suo nome in una sentenza. La sua istanza di revoca dell'ordinanza di correzione è stata respinta. La Corte di Cassazione ha confermato la decisione, stabilendo che la richiesta di revoca ordinanza correzione non può essere utilizzata come scorciatoia per impugnare un provvedimento quando i termini di legge sono già scaduti. Di conseguenza, il ricorso è stato dichiarato inammissibile.
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Correzione errore materiale: la Cassazione ordina
La Corte di Cassazione, con una recente ordinanza, ha disposto la correzione di un errore materiale in un ruolo d'udienza. Un imputato, la cui posizione era stata precedentemente stralciata a causa di un legittimo impedimento, era stato erroneamente incluso in una sentenza che dichiarava l'inammissibilità dei ricorsi di altri coimputati. La Corte ha quindi ordinato la rimozione del suo nominativo dall'elenco per ripristinare la correttezza formale degli atti.
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Distrazione spese: come correggere l’omissione?
Un avvocato, dopo aver vinto una causa contro l'Agenzia delle Entrate, si accorge che la sentenza omette di disporre la distrazione delle spese legali a suo favore, nonostante la richiesta. La Corte di Cassazione, adita con un'istanza di correzione di errore materiale, accoglie la richiesta. L'ordinanza stabilisce che l'omessa pronuncia sulla richiesta di distrazione spese costituisce un errore materiale sanabile con l'apposita procedura, anche se la dichiarazione di aver anticipato le spese è solo implicita. Viene quindi ordinata la correzione della precedente sentenza.
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Correzione errore materiale: quando il giudice sbaglia
Un lavoratore ha richiesto la correzione del proprio nome, erroneamente riportato in una precedente ordinanza della Corte di Cassazione relativa a una controversia con un Ministero. La Corte, constatato l'evidente sbaglio materiale, ha accolto la richiesta e disposto la rettifica del documento. Questo caso esemplifica la procedura di correzione errore materiale, un istituto che garantisce l'accuratezza formale degli atti giudiziari senza incidere sulla sostanza della decisione.
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Errore materiale sentenza: come correggerlo in Cassazione
La Corte di Cassazione ha corretto d'ufficio un errore materiale contenuto nel dispositivo di una propria precedente sentenza. L'errore consisteva nell'errata indicazione del Giudice del rinvio, individuato nella Corte di appello di Genova anziché in un'altra Sezione della Corte di appello di Firenze. La Corte ha disposto la correzione per ripristinare la corretta designazione del giudice competente, in applicazione della procedura di cui all'art. 625-bis cod. proc. pen.
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Distrazione delle spese: come correggere l’omissione
La Corte di Cassazione ha corretto una propria ordinanza per un errore materiale, consistente nell'aver omesso la distrazione delle spese processuali in favore del legale di una società, che si era dichiarato antistatario. L'istanza di correzione è stata accolta, in quanto l'omissione è un vizio emendabile con una procedura rapida che non incide sul merito della decisione e garantisce al difensore di ottenere un titolo esecutivo in tempi brevi.
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Errore materiale: correzione della Cassazione
La Corte di Cassazione, con un'ordinanza, ha corretto un errore materiale contenuto in una sua precedente sentenza. L'errore consisteva nell'aver menzionato nomi errati nella sezione dei fatti. Il provvedimento chiarisce la procedura per rettificare sviste formali senza alterare la sostanza della decisione.
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Correzione errore materiale: la Corte corregge se stessa
La Corte di Cassazione, con una specifica ordinanza, dispone d'ufficio la correzione di un errore materiale contenuto in una sua precedente decisione. L'errore consisteva nell'aver qualificato un provvedimento annullato come 'sentenza' anziché 'ordinanza'. Questa procedura di correzione errore materiale ripristina la precisione formale dell'atto giuridico senza alterarne la sostanza.
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Correzione errore materiale: l’ordinanza della Cassazione
La Corte di Cassazione, con un'ordinanza, ha disposto la correzione errore materiale in un dispositivo trascritto nel ruolo di una pubblica udienza. L'errore consisteva nell'omissione delle parole 'di appello' dopo il termine 'Corte'. Citando l'articolo 130 del codice di procedura penale, la Corte ha ordinato l'integrazione del testo per ripristinare la corretta dicitura, evidenziando l'importanza della precisione formale negli atti giudiziari.
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Occultamento documenti contabili: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imprenditore condannato per occultamento documenti contabili. La difesa si basava su un errore materiale nella trascrizione della sentenza e su una presunta omessa tenuta delle scritture, piuttosto che sulla loro distruzione. La Corte ha stabilito che l'errore di trascrizione non invalida la decisione e che la mancata reperibilità di fatture emesse configura pienamente il reato contestato.
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Errore materiale: quando la Cassazione lo nega?
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile l'istanza di un contribuente per la correzione di un errore materiale in una precedente ordinanza. Il ricorrente sosteneva che la Corte avesse omesso di considerare la sua adesione a una definizione agevolata, a differenza di un altro co-ricorrente. La Corte ha stabilito che non si trattava di errore materiale, poiché la documentazione relativa non era presente nel fascicolo al momento della decisione. La mancanza di un documento non è una svista correggibile, ma, se mai, un errore di fatto da far valere con il diverso strumento della revocazione.
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