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Errore Materiale — Anno 2024

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406 provvedimenti applicano questo termine

Altri anni per Errore Materiale

Provvedimenti

Correzione errore materiale: la Cassazione interviene
La Corte di Cassazione ha emesso un'ordinanza per la correzione di un errore materiale contenuto in un suo precedente provvedimento. L'errore riguardava l'errata indicazione del luogo di nascita di uno dei ricorrenti. La Corte ha disposto la rettifica dell'atto, stabilendo che dove è indicato un comune errato, deve intendersi il comune corretto di Palermo, garantendo così l'esattezza dei dati anagrafici e la conformità degli atti giudiziari.
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Ricorso inammissibile: quando pagare le spese
La Corte di Cassazione ha dichiarato un ricorso inammissibile, condannando il ricorrente al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria. I motivi del ricorso, basati su presunti errori materiali e sul diniego di attenuanti generiche, sono stati ritenuti infondati. La decisione sottolinea che l'impugnazione deve fondarsi su vizi concreti e non su meri errori formali che non inficiano la coerenza della motivazione della sentenza.
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Morte dell’imputato: la sentenza successiva non esiste
La Corte di Cassazione ha revocato una propria sentenza e annullato una condanna d'appello a seguito della scoperta della morte dell'imputato, avvenuta prima della decisione. L'evento determina l'inesistenza giuridica della sentenza, poiché il reato si estingue, e l'errore è stato corretto d'ufficio.
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Compenso fase istruttoria: quando spetta all’avvocato?
Un avvocato si vede negare il compenso fase istruttoria perché una memoria è stata giudicata inammissibile. La Cassazione chiarisce che la fase istruttoria è più ampia e non può essere negata per un singolo atto, accogliendo il ricorso e cassando la decisione del Tribunale.
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Distrazione delle spese: errore materiale correggibile
La Corte di Cassazione stabilisce che l'omessa pronuncia del giudice sulla richiesta di distrazione delle spese legali, avanzata dall'avvocato dichiaratosi antistatario, costituisce un errore materiale. Pertanto, tale omissione può essere sanata attraverso il procedimento di correzione, senza necessità di impugnare la decisione. Il caso riguarda un legale che, dopo aver ottenuto una vittoria per la società sua cliente, non si era visto riconoscere la distrazione delle spese nonostante l'esplicita richiesta. La Suprema Corte ha accolto il ricorso, ordinando l'integrazione del precedente provvedimento.
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Distrazione delle spese: la correzione dell’errore
Una società ha ottenuto dalla Corte di Cassazione la correzione di un'ordinanza per errore materiale. La Corte aveva omesso di disporre la distrazione delle spese legali in favore dell'avvocato difensore, che si era dichiarato antistatario. Riconosciuto l'errore come evidente, la Corte ha integrato il provvedimento, assicurando che le spese liquidate venissero pagate direttamente al legale.
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Errore materiale: la correzione di un’ordinanza
La Corte di Cassazione ha corretto un'ordinanza in cui, per un palese errore materiale, era stato indicato il nome di un soggetto estraneo al giudizio al posto di quello della parte effettivamente coinvolta. L'Agenzia Fiscale aveva presentato istanza per emendare l'atto, che è stata accolta per ripristinare la corretta identità delle parti e garantire la precisione formale del provvedimento, senza pronuncia sulle spese.
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Errore materiale: correzione de plano in Cassazione
La Corte di Cassazione, con un'ordinanza, ha corretto d'ufficio un errore materiale presente nel dispositivo di una precedente udienza. L'errore consisteva nell'aver scritto 'la ordinanza impugnata' anziché 'il provvedimento impugnato'. La Corte ha disposto la correzione 'de plano', ovvero con una procedura semplificata e senza udienza, sottolineando l'importanza della precisione formale negli atti giudiziari. Questo caso chiarisce come viene gestita la rettifica di imprecisioni che non alterano la sostanza della decisione.
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Distrazione spese legali: correzione errore materiale
La Corte di Cassazione chiarisce che l'omessa pronuncia sulla richiesta di distrazione spese legali costituisce un errore materiale. Pertanto, il rimedio corretto non è un nuovo ricorso, ma la procedura di correzione prevista dal codice. Nel caso specifico, un avvocato aveva richiesto la distrazione delle spese a proprio favore, ma l'ordinanza finale, pur condannando la controparte al pagamento, aveva omesso questa disposizione. La Corte ha accolto l'istanza, disponendo la correzione del provvedimento originale e confermando un principio di economia processuale.
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Correzione errore materiale: quando è ordinanza?
La Corte di Cassazione interviene per correggere un errore materiale in un proprio provvedimento. Un atto di rimessione alle Sezioni Unite era stato erroneamente intestato come "sentenza" anziché "ordinanza". La Corte ha disposto la correzione dell'errore materiale, chiarendo che tale svista non incide sulla validità o sulla sostanza dell'atto, essendo un mero lapsus calami sanabile con l'apposita procedura.
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Ricorso inammissibile: interesse e diritto di difesa
La Corte di Cassazione dichiara un ricorso inammissibile, chiarendo un principio fondamentale della procedura penale: per contestare un errore procedurale, non basta lamentare la violazione della norma, ma è necessario dimostrare un interesse concreto e un pregiudizio effettivo al diritto di difesa. Il caso riguardava la revoca di una sospensione condizionale della pena, effettuata dalla Corte d'Appello senza la prescritta udienza. La Suprema Corte ha ritenuto che la mancata allegazione da parte della difesa di quali argomenti avrebbe speso in tale udienza rende il motivo di ricorso privo di interesse e, quindi, inammissibile.
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Correzione errore materiale: come si rettifica un atto
Un istituto di credito ha richiesto la correzione di un errore materiale in un'ordinanza della Corte di Cassazione. Il provvedimento precedente indicava un importo errato di € 378.219,56 anziché quello corretto di € 327.408,52, come stabilito dalla Corte d'Appello. La Cassazione, riconoscendo l'evidente svista, ha accolto la richiesta e ordinato la rettifica della cifra, ripristinando la corretta quantificazione del debito.
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Distrazione delle spese: errore materiale e correzione
La Corte di Cassazione ha corretto una propria ordinanza per un errore materiale, consistente nell'aver omesso di pronunciarsi sulla richiesta di distrazione delle spese legali a favore dell'avvocato della parte vittoriosa. L'istanza dell'avvocato è stata accolta, stabilendo che tale omissione costituisce una mera svista e non un errore di giudizio, rendendo esperibile il semplice rimedio della correzione anziché un nuovo gravame. La Corte ha quindi disposto che l'ordinanza originaria venisse integrata con la clausola di attribuzione delle spese direttamente al difensore antistatario.
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Errore materiale: quando non basta la correzione?
Una società, pur risultando vittoriosa in un giudizio di Cassazione, non si vedeva liquidate le spese legali a causa di una svista della Corte. Ha quindi richiesto la correzione per errore materiale. La Corte Suprema ha dichiarato la richiesta inammissibile, specificando che non si trattava di un semplice refuso, bensì di un errore di fatto riguardante la posizione processuale della società. Il rimedio corretto sarebbe stato la revocazione dell'ordinanza, non la semplice correzione.
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Errore materiale: Cassazione corregge la sentenza
La Corte di Cassazione, con una nuova ordinanza, ha corretto un errore materiale presente in una sua precedente sentenza. L'errore riguardava l'indicazione numerica dei motivi di ricorso che erano stati rigettati in una causa su tasse portuali. L'ordinanza chiarisce che i motivi corretti sono i numeri 3, 6 e 7, e non 3, 5 e 6 come erroneamente riportato, garantendo così la coerenza del provvedimento senza alterarne la sostanza.
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Errore materiale sentenza: come correggerlo in Cassazione
La Corte di Cassazione ha emesso un'ordinanza per la correzione di un errore materiale in una sentenza. Nello specifico, era stato omesso il nome del difensore di uno degli imputati nell'intestazione di un precedente provvedimento. La Corte ha disposto l'integrazione del documento, ripristinando la corretta indicazione delle parti e dei loro legali presenti in udienza, chiarendo la procedura da seguire in caso di errore materiale sentenza.
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Errore materiale: correzione della condanna alle spese
Una società era stata erroneamente condannata a pagare le spese legali a un ente previdenziale, nonostante quest'ultimo non avesse svolto alcuna attività difensiva nel processo. La Corte di Cassazione, riconoscendo l'evidente contraddizione tra la motivazione e la decisione finale, ha accolto l'istanza di correzione per errore materiale, annullando la condanna al pagamento delle spese.
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Errore materiale sentenza: quando il ricorso è inammissibile
Un imputato ricorre in Cassazione perché la sentenza di patteggiamento per furto aveva omesso la sospensione condizionale della pena, pattuita tra le parti. La Suprema Corte dichiara il ricorso inammissibile per errore materiale, poiché il giudice di primo grado aveva già corretto l'omissione con l'apposita procedura, sanando il vizio prima della decisione della Cassazione e rendendo di fatto l'impugnazione priva di oggetto.
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Correzione errore materiale: cosa fare se la sentenza?
La Corte di Cassazione ha emesso un'ordinanza per la correzione di un errore materiale contenuto in un suo precedente provvedimento. L'errore riguardava l'errata indicazione dei nominativi dei magistrati componenti il collegio giudicante. La Corte, agendo d'ufficio, ha disposto la rettifica dell'epigrafe del provvedimento, sostituendo i nomi errati con quelli corretti dei giudici che avevano effettivamente composto il collegio. Questa decisione sottolinea l'importanza del meccanismo di correzione per garantire l'accuratezza formale degli atti giudiziari.
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Correzione errore materiale: il rinvio al giudice
La Corte di Cassazione, con ordinanza n. 24546/2024, ha disposto la correzione di un errore materiale contenuto in una sua precedente sentenza. Dopo aver annullato una pronuncia del Tribunale di Imperia, la Corte aveva erroneamente disposto il rinvio alla Corte di Appello di Genova. L'ordinanza rettifica tale indicazione, stabilendo che il rinvio debba intendersi al Tribunale di Imperia, ripristinando così la corretta procedura.
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