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Effetto Devolutivo — Anno 2025

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184 provvedimenti applicano questo termine

Altri anni per Effetto Devolutivo

Provvedimenti

Concordato in appello: limiti al ricorso in Cassazione
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso contro una sentenza emessa a seguito di un 'concordato in appello'. La Corte chiarisce che l'accordo sulla pena implica una rinuncia ai motivi di merito, precludendo un successivo ricorso basato sugli stessi. Il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese e di una sanzione pecuniaria.
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Concordato in appello: limiti al ricorso in Cassazione
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un imputato che, dopo aver siglato un concordato in appello, lamentava il mancato riconoscimento di un'attenuante. La sentenza chiarisce che l'accordo implica la rinuncia a tali motivi, e il ricorso è possibile solo per vizi specifici dell'accordo stesso, non per questioni di merito rinunciate.
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Patteggiamento in appello: limiti al ricorso
Un imputato, dopo aver accettato un patteggiamento in appello rinunciando ai motivi sulla colpevolezza, ha presentato ricorso in Cassazione contestando proprio la responsabilità. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, chiarendo che la rinuncia ai motivi di appello limita la cognizione del giudice ai soli punti non rinunciati, impedendo una nuova valutazione nel merito della responsabilità.
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Concordato in appello: limiti al ricorso per cassazione
Un imputato, dopo aver raggiunto un accordo sulla pena in secondo grado tramite un "concordato in appello", ha presentato ricorso in Cassazione lamentando una carenza di motivazione. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, ribadendo che l'accordo sulla pena implica la rinuncia agli altri motivi di appello, limitando fortemente la possibilità di un ulteriore ricorso, salvo casi eccezionali come l'illegalità della pena. La Corte ha ritenuto che la motivazione del giudice d'appello sulla congruità della pena concordata fosse sufficiente.
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Concordato in appello: limiti al ricorso in Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibili i ricorsi presentati da alcuni imputati avverso una sentenza della Corte d'Appello che aveva accolto la loro richiesta di concordato in appello. Gli imputati contestavano questioni di merito, come la valutazione delle prove e la sussistenza di circostanze aggravanti, che tuttavia si intendono rinunciate con l'accordo sulla pena. La Suprema Corte ha ribadito che, dopo un concordato in appello, il ricorso è consentito solo per vizi relativi alla formazione della volontà di accordo e non per riesaminare il merito della causa.
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Motivazione apparente: sentenza fiscale annullata
La Corte di Cassazione ha annullato una sentenza della Commissione Tributaria Regionale a causa di una motivazione apparente. I giudici d'appello avevano riformato una decisione favorevole ai contribuenti senza però spiegare le ragioni concrete della loro scelta, limitandosi a formule generiche. Questo vizio, equiparabile a una totale assenza di motivazione, ha portato alla cassazione della sentenza con rinvio per un nuovo esame del merito.
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Concordato in appello: i limiti al ricorso in Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato che, dopo aver definito la pena tramite un concordato in appello per reati di droga, ha tentato di sollevare questioni di merito. La Corte ha ribadito che l'accordo procedurale implica la rinuncia a tutti i motivi di impugnazione non concordati, inclusa la richiesta di proscioglimento.
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Impugnazione sequestro: inammissibili i motivi nuovi
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso contro un'ordinanza di sequestro preventivo per reati tributari. La sentenza stabilisce un principio fondamentale sull'impugnazione del sequestro: i motivi di ricorso non presentati in sede di riesame non possono essere sollevati per la prima volta davanti alla Corte di Cassazione. Il ricorso è stato respinto poiché una delle censure era nuova, mentre l'altra, relativa alla sussistenza del reato, è stata ritenuta infondata alla luce dei gravi indizi di colpevolezza.
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Misura cautelare: quando la Cassazione la conferma
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un individuo condannato per associazione di stampo mafioso che chiedeva la sostituzione della misura cautelare della custodia in carcere. La Corte ha stabilito che, per reati di tale gravità, il tempo trascorso dalla commissione dei fatti non è un elemento sufficiente a giustificare un'attenuazione della misura. È necessario presentare fatti nuovi e concreti, non argomenti già valutati in precedenza, per ottenere una revisione della misura cautelare.
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Patteggiamento in appello: limiti al ricorso Cassazione
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 17649/2025, ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato che, dopo aver ottenuto una rideterminazione della pena tramite 'patteggiamento in appello' (art. 599-bis c.p.p.), contestava la mancata motivazione su possibili cause di proscioglimento. La Corte ha ribadito che l'accordo sulla pena implica la rinuncia agli altri motivi di appello, limitando la cognizione del giudice e precludendo un successivo ricorso in Cassazione su tali punti.
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Concordato in appello: limiti al ricorso in Cassazione
La Corte di Cassazione dichiara inammissibili i ricorsi di due imputati che avevano precedentemente accettato un concordato in appello. La Corte ribadisce che, aderendo a tale procedura, si rinuncia ai motivi di impugnazione originari, limitando la possibilità di ricorrere in Cassazione ai soli vizi relativi alla formazione dell'accordo stesso e non più a questioni di merito sulla responsabilità o sulla pena.
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Concordato in Appello: Limiti al Ricorso per Cassazione
Un'ordinanza della Corte di Cassazione chiarisce i limiti del ricorso dopo un concordato in appello. Se l'imputato rinuncia a specifici motivi, non può riproporli in Cassazione. Il ricorso è stato dichiarato inammissibile perché, a seguito dell'accordo, non è possibile contestare la valutazione di merito del giudice o il mancato proscioglimento per motivi a cui si è rinunciato.
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Patteggiamento in appello: limiti del ricorso Cassazione
Un'ordinanza della Corte di Cassazione chiarisce i limiti del ricorso dopo un patteggiamento in appello. La Corte ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per guida senza patente, sia perché proposto personalmente (vietato dalla legge), sia perché, in caso di accordo sulla pena in appello, il giudice non è tenuto a motivare sul mancato proscioglimento per le cause previste dall'art. 129 c.p.p. La rinuncia ai motivi di appello, infatti, delimita l'oggetto della decisione alla sola rideterminazione della pena concordata.
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Tempo silente: custodia cautelare e reati di mafia
La Corte di Cassazione ha stabilito che il 'tempo silente', ovvero il lungo periodo trascorso in custodia cautelare, non è di per sé sufficiente a giustificare la revoca o la sostituzione della misura per un imputato di associazione mafiosa. La presunzione di pericolosità per tali reati richiede prove concrete di rescissione dei legami con il sodalizio criminale per essere superata, e il solo decorso del tempo in carcere non costituisce un 'fatto nuovo' idoneo a tal fine.
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Concordato in appello: limiti al ricorso in Cassazione
Un imputato, dopo una condanna per estorsione, stipula un "concordato in appello" rinunciando a tutti i motivi tranne quello sulla pena. Ottenuta una riduzione, ricorre in Cassazione lamentando che la Corte d'Appello non abbia verificato la presenza di cause di non punibilità. La Cassazione dichiara il ricorso inammissibile: la rinuncia ai motivi d'appello rende la sentenza definitiva su quei punti, limitando il potere del giudice ai soli aspetti non rinunciati e precludendo ulteriori contestazioni.
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Concordato in appello: limiti al ricorso per cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibili i ricorsi di due imputati che, dopo aver raggiunto un accordo sulla pena in appello (cd. concordato in appello) per rapina e lesioni, hanno tentato di contestare la loro responsabilità in sede di legittimità. La Corte ha ribadito che l'adesione al concordato in appello comporta una rinuncia a contestare il merito della colpevolezza, limitando l'impugnabilità a vizi procedurali dell'accordo stesso.
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Patteggiamento in appello: limiti del ricorso
La Corte di Cassazione dichiara inammissibili i ricorsi presentati da tre imputati dopo un accordo sulla pena in secondo grado, noto come patteggiamento in appello. La Corte chiarisce che, una volta raggiunto l'accordo, non è possibile contestare né la misura della pena concordata, né la mancata motivazione del giudice sulle cause di proscioglimento. L'adesione al patteggiamento implica una rinuncia ai relativi motivi di appello, limitando la possibilità di un successivo ricorso.
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Concordato in appello: quando il ricorso è inammissibile
La Corte di Cassazione chiarisce i limiti del ricorso dopo un concordato in appello. In una vicenda di traffico di stupefacenti, la Corte ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato che, dopo aver concordato la pena in secondo grado, chiedeva il proscioglimento. Si stabilisce che l'accordo implica la rinuncia ad altri motivi. Inammissibile anche il ricorso del coimputato sull'aggravante dell'ingente quantità, ritenuta attribuibile anche per semplice colpa o errore colposo.
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Patteggiamento in appello: limiti al ricorso Cassazione
Un imputato, dopo aver concordato la pena in appello per rapina aggravata tramite l'istituto del patteggiamento in appello, ha proposto ricorso in Cassazione chiedendo la riqualificazione del reato in furto aggravato. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, affermando che l'accordo sulla pena comporta la rinuncia ai motivi di impugnazione relativi alla responsabilità penale, creando una preclusione processuale che impedisce di riesaminare nel merito la qualificazione giuridica del fatto.
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Concordato in appello: limiti del ricorso per cassazione
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso basato sul vizio di omessa motivazione avverso una sentenza di "concordato in appello". La Corte ribadisce che, con l'accordo sulla pena in secondo grado, l'imputato rinuncia ai motivi di appello, limitando drasticamente le possibilità di un successivo ricorso per cassazione. La decisione chiarisce che il giudice d'appello non è tenuto a motivare sul mancato proscioglimento quando ratifica un accordo ex art. 599-bis c.p.p.
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