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Effetto Devolutivo — Anno 2024

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249 provvedimenti applicano questo termine

Altri anni per Effetto Devolutivo

Provvedimenti

Concordato in appello: limiti al ricorso per Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato contro una sentenza di condanna per reati di droga, poiché emessa a seguito di un 'concordato in appello'. La Suprema Corte ha ribadito che l'accordo tra le parti sulla pena in secondo grado comporta la rinuncia ai motivi di appello, precludendo un successivo ricorso per Cassazione basato su questioni già coperte dalla rinuncia, come la valutazione delle prove.
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Concordato in appello: limiti al ricorso in Cassazione
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 8070/2024, ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato che, dopo aver raggiunto un "concordato in appello" sulla pena, aveva impugnato la sentenza per vizi di motivazione. La Corte ha stabilito che l'accordo e la contestuale rinuncia ad altri motivi d'appello creano un effetto preclusivo che impedisce di rimettere in discussione la responsabilità penale, anche per questioni rilevabili d'ufficio.
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Concordato in appello: limiti al ricorso per Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato contro una sentenza emessa a seguito di 'concordato in appello'. La Corte ha stabilito che, aderendo all'accordo, l'imputato rinuncia a contestare la motivazione sulla pena e la mancata valutazione delle cause di proscioglimento, rendendo il successivo ricorso per tali motivi non consentito.
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Patteggiamento in appello: i limiti al ricorso
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibili i ricorsi di quattro imputati condannati per reati di droga e armi. Per tre di loro, la decisione si basa sulla rinuncia ai motivi di appello a seguito di un patteggiamento in appello, limitando la possibilità di un successivo ricorso. Per il quarto, è stata confermata la gravità del reato di spaccio, escludendo l'ipotesi del fatto lieve a causa delle ingenti quantità di sostanze stupefacenti cedute.
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Patteggiamento in appello: limiti e inammissibilità
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un imputato che, dopo aver effettuato un patteggiamento in appello per reati di droga, aveva impugnato la sentenza chiedendo una riqualificazione del fatto. La Corte ha stabilito che la rinuncia ai motivi di appello limita la cognizione del giudice e preclude la possibilità di sollevare questioni già abbandonate, confermando la condanna al pagamento delle spese e di una sanzione pecuniaria.
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Patteggiamento in appello: limiti del ricorso
Un'ordinanza della Corte di Cassazione chiarisce i limiti del ricorso contro una sentenza emessa a seguito di 'patteggiamento in appello'. La Corte ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato che contestava la motivazione sulla responsabilità e sulla pena, stabilendo che, una volta accettato il patteggiamento e rinunciato ai motivi d'appello, il giudice non è tenuto a motivare sul mancato proscioglimento. Il ricorso è stato quindi ritenuto manifestamente infondato.
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Patteggiamento in appello: limiti del ricorso
Quattro individui, dopo aver definito la loro posizione con un "patteggiamento in appello" per reati legati agli stupefacenti, hanno presentato ricorso in Cassazione. La Suprema Corte ha dichiarato i ricorsi inammissibili, sottolineando che l'accordo sulla pena in appello limita la cognizione del giudice e preclude la possibilità di sollevare questioni relative a un eventuale proscioglimento ai sensi dell'art. 129 c.p.p. Di conseguenza, i ricorrenti sono stati condannati al pagamento delle spese processuali e di una somma alla Cassa delle ammende.
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Patteggiamento in appello: limiti del ricorso
Un imputato, dopo aver concordato la pena in appello (patteggiamento in appello) per un reato di lieve entità, ha presentato ricorso in Cassazione lamentando un mancato proscioglimento. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, specificando che l'accordo sulla pena implica la rinuncia ad altri motivi di gravame, limitando così il potere di controllo del giudice a quanto non coperto dalla rinuncia. Di conseguenza, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Patteggiamento in appello: limiti al ricorso
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un imputato contro una sentenza di "patteggiamento in appello" per spaccio di stupefacenti. La Corte chiarisce che l'accordo sulla pena implica la rinuncia ai motivi di appello, limitando la cognizione del giudice e rendendo non necessario motivare sul mancato proscioglimento. Il ricorso è stato inoltre ritenuto generico, portando alla condanna del ricorrente al pagamento delle spese e di una sanzione pecuniaria.
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Rinuncia motivi appello: inammissibilità del ricorso
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un imputato che, dopo aver concordato la pena in appello tramite una rinuncia ai motivi di appello sulla colpevolezza, ha tentato di contestare nuovamente la sua responsabilità. La decisione si fonda sul principio che la rinuncia limita l'oggetto del giudizio, precludendo questioni non più devolute al giudice.
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Patteggiamento in appello: limiti ricorso Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato che, dopo aver accettato un patteggiamento in appello, contestava in sede di legittimità proprio uno dei motivi a cui aveva rinunciato. L'ordinanza ribadisce che la rinuncia ai motivi di impugnazione per ottenere un accordo sulla pena preclude la possibilità di riproporre le stesse questioni dinanzi alla Suprema Corte, in virtù dell'effetto devolutivo dell'appello. La decisione sottolinea come il patteggiamento in appello cristallizzi la situazione processuale sui punti oggetto di accordo.
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Concordato in appello: limiti al ricorso in Cassazione
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 6882/2024, ha dichiarato inammissibili i ricorsi di due imputati che avevano precedentemente accettato un 'concordato in appello' sulla pena. La Suprema Corte ha ribadito che la scelta di questo rito speciale implica la rinuncia alla maggior parte dei motivi di impugnazione, inclusi quelli relativi alla qualificazione giuridica del fatto e alla sussistenza delle aggravanti. Il ricorso in Cassazione, in questi casi, è consentito solo per vizi specifici, come l'illegalità della pena, non presenti nella fattispecie.
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Concordato in appello: quando il ricorso è inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato contro una sentenza di patteggiamento in appello. L'imputato sosteneva di non aver prestato il proprio consenso all'accordo, ma la Corte ha respinto il motivo per genericità, evidenziando la presenza agli atti di una procura speciale conferita al difensore. L'ordinanza ribadisce che il concordato in appello preclude la possibilità di sollevare ulteriori doglianze in sede di legittimità.
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Concordato in appello: limiti al ricorso per Cassazione
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso presentato da un imputato avverso una sentenza di concordato in appello. La decisione sottolinea che l'accordo sulla pena limita la possibilità di impugnazione ai soli motivi non rinunciati, escludendo quelli relativi al merito o alla determinazione della pena, salvo i casi di manifesta illegalità. Il ricorso è stato respinto con condanna alle spese e a una sanzione pecuniaria.
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Concordato in appello: limiti al ricorso per Cassazione
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 6721/2024, ha dichiarato inammissibile il ricorso di un'imputata che, dopo aver accettato un concordato in appello sulla pena, ha tentato di sollevare questioni di merito dinanzi alla Suprema Corte. La decisione ribadisce che il concordato in appello implica la rinuncia ai motivi di impugnazione, impedendo di contestare successivamente la responsabilità penale o la sussistenza di cause di proscioglimento.
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Concordato in appello: limiti al ricorso per cassazione
La Cassazione dichiara inammissibile il ricorso contro una sentenza basata su un concordato in appello. La rinuncia ai motivi di merito impedisce di contestare la congruità della pena, salvo i casi di illegalità della sanzione inflitta.
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Sequestro preventivo e usura: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha confermato un sequestro preventivo di una notevole somma di denaro a carico di un soggetto indagato per usura. Il ricorso dell'indagato è stato respinto perché un motivo, relativo all'inutilizzabilità delle intercettazioni, è stato sollevato per la prima volta in Cassazione e quindi tardivamente. L'altro motivo, sulla presunta carenza di prove, è stato ritenuto infondato, poiché gli indizi raccolti (conversazioni, ritrovamento di denaro e appunti) sono stati considerati sufficienti a giustificare la misura cautelare.
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Revoca misura cautelare: quando è inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imprenditore contro l'ordinanza di custodia cautelare per reati tributari e contro il patrimonio. La sentenza chiarisce che, per ottenere la revoca della misura cautelare, è indispensabile presentare fatti nuovi e concreti, non essendo sufficiente una mera riproposizione di argomenti già valutati. La richiesta di giudizio immediato non elimina automaticamente le esigenze cautelari, come il pericolo di reiterazione del reato.
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Patteggiamento in appello: limiti del giudice
Un imputato, dopo aver concordato una riduzione di pena tramite patteggiamento in appello per reati di droga, ricorre in Cassazione lamentando la mancata valutazione di una causa di assoluzione. La Suprema Corte dichiara il ricorso inammissibile, stabilendo che nel patteggiamento in appello, a seguito della rinuncia ai motivi, il giudice non è tenuto a motivare sul mancato proscioglimento ex art. 129 c.p.p., poiché la sua cognizione è limitata ai punti concordati tra le parti.
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Patteggiamento in appello: il ricorso è inammissibile
Un soggetto, dopo aver ottenuto una riduzione di pena tramite un accordo in appello per detenzione di stupefacenti, ha presentato ricorso in Cassazione contestando la propria responsabilità. La Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, chiarendo che il patteggiamento in appello implica una rinuncia a contestare la colpevolezza, limitando la discussione alla sola entità della pena concordata.
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