La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 45005/2024, ha rigettato il ricorso di alcuni imputati che chiedevano la scarcerazione per decorrenza dei termini di custodia cautelare. Il caso verteva sul calcolo di tali termini a seguito dell'astensione di un giudice e la riassegnazione del fascicolo a un altro magistrato dello stesso ufficio. La Suprema Corte ha chiarito che tale situazione non costituisce un 'rinvio ad altro giudice' né una 'regressione del procedimento' ai sensi dell'art. 303 cod. proc. pen., pertanto non giustifica un nuovo inizio dei termini di fase. Inoltre, ha ribadito che il giudice d'appello può confermare una decisione sulla base di motivazioni diverse da quelle del primo giudice, senza violare il principio devolutivo.
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