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Eccezione Di Compromesso

8 provvedimenti applicano questo termine

Definizione

Argomento difensivo con cui una parte sostiene che una controversia non debba essere decisa dal giudice ordinario ma da arbitri, in base a una specifica clausola (clausola compromissoria) presente in un contratto.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Clausola compromissoria: l’arbitrato annulla la causa civile
Un Promissario Acquirente e un Promittente Venditore firmano un preliminare di compravendita immobiliare contenente una clausola compromissoria per devolvere le liti ad arbitri. A causa del mancato rogito, l'Acquirente cita il Venditore in tribunale chiedendo la risoluzione del contratto. Il Venditore eccepisce la presenza della clausola arbitrale e propone una domanda riconvenzionale di risarcimento. I giudici di merito accolgono la domanda dell'Acquirente, ritenendo la clausola inapplicabile e implicitamente rinunciata. La Cassazione ribalta la decisione: la clausola compromissoria copre anche le liti sull'esecuzione del contratto e la domanda riconvenzionale non costituisce rinuncia all'arbitrato. La Suprema Corte cassa senza rinvio la sentenza, stabilendo che la causa non poteva essere proposta davanti al giudice ordinario.
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Clausola compromissoria societaria: accordo tra soci senza l’ente
Un socio amministratore stipulava un accordo privato con l'altro socio per dimettersi e cedere le proprie quote, regolando i rapporti di dare e avere. L'erede del socio chiedeva poi la condanna della società al pagamento delle somme previste dall'accordo, sostenendo che vi fosse stata una ratifica implicita. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, confermando che l'accordo era un negozio privato tra soci estraneo alla società. Inoltre, la Suprema Corte ha stabilito che la controversia rientrava pienamente nella clausola compromissoria societaria prevista dallo statuto, la quale devolveva ad arbitri privati qualsiasi lite tra i soci, e che la proposizione di una domanda riconvenzionale subordinata non comportava la rinuncia a tale clausola.
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Giurisdizione e clausole arbitrali estere
Una società italiana ha avviato un'azione legale contro una multinazionale estera per il pagamento di forniture industriali. La controversia ruota attorno alla giurisdizione, poiché i contratti contenevano clausole che devolvevano le liti ad arbitri in Cina e Singapore. Mentre il Tribunale e la Corte d'Appello hanno escluso la competenza del giudice italiano, la Cassazione ha rilevato la necessità di un intervento chiarificatore. La questione è stata rimessa alle Sezioni Unite per definire se la validità di una clausola arbitrale estera costituisca sempre una questione di giurisdizione e per stabilire criteri uniformi di interpretazione dei contratti internazionali.
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Specificità appello: la Cassazione chiarisce i requisiti
Un'associazione ippica, condannata in primo grado per i danni causati da un cavallo, si è vista dichiarare l'appello inammissibile per mancanza di specificità. La Corte di Cassazione ha annullato tale decisione, chiarendo che per la validità della specificità appello è sufficiente individuare con chiarezza i punti contestati e le ragioni della critica, senza che sia necessario trascrivere parti della sentenza impugnata o formulare un progetto di decisione alternativo. Il caso è stato rinviato alla Corte d'Appello per un nuovo esame.
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Giudicato esterno: vincolante la precedente sentenza
Una società cooperativa ha citato in giudizio un ex socio per il pagamento di una penale. Il socio si è difeso sostenendo l'esistenza di un giudicato esterno, derivante da una precedente sentenza che aveva già dichiarato il difetto di giurisdizione del giudice ordinario a favore di un collegio arbitrale. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza in esame, ha accolto il ricorso del socio, affermando che la precedente decisione sul difetto di giurisdizione, non impugnata, ha creato un vincolo non più discutibile tra le parti. La Suprema Corte ha chiarito che la devoluzione della controversia ad un arbitrato irrituale non è una questione di competenza, ma di merito, che porta all'improponibilità della domanda giudiziale. Di conseguenza, la sentenza che accerta tale improponibilità ha efficacia di giudicato e impedisce che la stessa domanda possa essere riproposta davanti al giudice ordinario.
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Clausola compromissoria per relationem: Cassazione
In una disputa su contratti internazionali tra una società italiana e una malese, la Cassazione si è pronunciata sulla validità di una clausola compromissoria per relationem. La Corte ha stabilito che un rinvio generico alle condizioni generali di contratto non è sufficiente per validare la clausola arbitrale. È necessario un richiamo espresso e specifico alla clausola stessa per derogare alla giurisdizione ordinaria, affermando così la giurisdizione italiana sul caso.
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Clausola compromissoria: domanda inammissibile
Una cooperativa ha citato in giudizio una propria socia per negarle la restituzione di una quota versata a un fondo mutualistico. La socia ha eccepito la presenza di una clausola compromissoria nello statuto. Il Tribunale di Roma ha dichiarato la domanda inammissibile, stabilendo che la controversia deve essere decisa da un collegio arbitrale come previsto contrattualmente, e non dal giudice ordinario.
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Clausola compromissoria: quando non si applica
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 3004/2025, ha stabilito che una clausola compromissoria contenuta nello statuto di un consorzio, che devolve ad arbitri le 'liti tra consorziati', non si applica quando l'azione legale è intentata da un consorziato contro il consorzio stesso. Il caso riguardava l'impugnazione di una delibera consortile. La Suprema Corte ha accolto il ricorso, affermando che la lite contro l'ente non equivale a una lite tra membri, e ha quindi dichiarato la competenza del tribunale ordinario, sottolineando la necessità di un'interpretazione letterale e non estensiva della clausola compromissoria.
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