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Domanda Di Protezione Internazionale

11 provvedimenti applicano questo termine

Definizione

La richiesta formale presentata da un cittadino straniero allo Stato italiano per ottenere lo status di rifugiato o la protezione sussidiaria, in conformità con le convenzioni internazionali e la normativa europea.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Domanda di protezione internazionale contro espulsione dello straniero
La Corte di Cassazione ha esaminato il ricorso di un cittadino straniero contro un provvedimento di espulsione. Il nodo centrale riguarda la validità della domanda di protezione internazionale come ostacolo all'espulsione dello straniero. Il ricorrente aveva manifestato la volontà di chiedere asilo prima che la domanda venisse formalizzata in Questura. La Suprema Corte ha ritenuto la questione di massima importanza e ha deciso di non decidere subito in camera di consiglio, ma di rimettere il caso alla pubblica udienza per stabilire se la semplice manifestazione di volontà, anche se non ancora formalizzata o se contenuta in una domanda reiterata, sia sufficiente a bloccare l'espulsione.
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Domanda di protezione internazionale: stop a espulsioni facili
La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso di una cittadina straniera contro il decreto di espulsione emesso nei suoi confronti. La donna sosteneva di essersi recata in questura per presentare la domanda di protezione internazionale, ma che gli uffici le avevano impedito di farlo, notificandole invece l'espulsione. Il Giudice di Pace aveva respinto il suo ricorso basandosi sul 'foglio notizie', in cui risultava che la donna non desiderava richiedere asilo. La Cassazione ha chiarito che il foglio notizie ha solo valore informativo e non può essere usato come rinuncia alla tutela. Di conseguenza, la Suprema Corte ha annullato la decisione precedente, ordinando un nuovo esame del caso.
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Domanda di protezione internazionale blocca l’espulsione coattiva
La Corte di Cassazione ha stabilito un principio fondamentale: la domanda di protezione internazionale presentata da un cittadino straniero durante l'udienza di convalida del suo accompagnamento forzato alla frontiera non può essere ignorata dal giudice. Anche se il giudice non è l'organo competente per la registrazione, ha l'obbligo di verbalizzare la richiesta e trasmetterla alla Questura. Di conseguenza, il giudice non può convalidare l'espulsione senza prima verificare se esistono le specifiche e tassative eccezioni di legge che negano il diritto del richiedente a rimanere in Italia per l'esame della sua domanda. In questo caso, il provvedimento di espulsione è stato annullato perché il giudice di pace aveva illegittimamente ignorato la richiesta.
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Domanda di protezione internazionale in udienza: espulsione bloccata
Un cittadino straniero, durante l'udienza per convalidare la sua espulsione forzata, presenta al giudice una domanda di protezione internazionale. Il giudice la ignora, ritenendola informale e una tattica dilatoria, e convalida l'espulsione. La Corte di Cassazione ha ribaltato la decisione, stabilendo un principio fondamentale: il giudice ha l'obbligo di ricevere la richiesta, anche se presentata oralmente, e di trasmetterla alle autorità competenti. L'espulsione non può essere convalidata automaticamente. Il giudice deve prima verificare se sussistono le specifiche e tassative condizioni di legge che permettono di derogare al diritto del richiedente di restare in Italia per l'esame della sua domanda. Di conseguenza, il cittadino straniero ha vinto il ricorso e il provvedimento di espulsione è stato annullato.
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Domanda di protezione internazionale: PEC ignorata, espulsione annullata
Un cittadino straniero ha ricevuto un ordine di espulsione nonostante avesse comunicato via PEC la sua intenzione di presentare una domanda di protezione internazionale. Il primo giudice aveva convalidato l'espulsione, ritenendo la comunicazione informale. La Corte di Cassazione ha ribaltato la decisione, stabilendo un principio fondamentale: la semplice manifestazione di volontà di chiedere asilo, anche se espressa tramite PEC e non ancora formalizzata, è sufficiente per sospendere la procedura di espulsione. L'Amministrazione ha il dovere di ricevere e processare la richiesta, rendendo illegittimo l'ordine di allontanamento. La causa torna al primo giudice per una nuova valutazione.
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Espulsione bloccata: basta la domanda di protezione internazionale
Un cittadino straniero si oppone a un decreto di espulsione, dimostrando di aver manifestato la volontà di presentare una domanda di protezione internazionale tramite la prenotazione di un appuntamento presso un'associazione autorizzata. Il giudice di primo grado respinge il ricorso, ritenendo la richiesta non ancora formalmente pendente. La Suprema Corte ribalta la decisione. I giudici chiariscono che la semplice manifestazione di volontà di chiedere asilo attribuisce immediatamente la qualifica di richiedente. Questo status rende temporaneamente ineseguibile il provvedimento espulsivo. Il contrasto tra il rigore formale dell'autorità locale e la tutela sostanziale dei diritti fondamentali evidenzia un principio cardine: la volontà dell'individuo di cercare rifugio prevale sulle tempistiche burocratiche di registrazione.
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Domanda di protezione internazionale: blocca l’espulsione
Una cittadina straniera, destinataria di un decreto di espulsione, ha proposto ricorso affermando di voler presentare una domanda di protezione internazionale. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso, stabilendo che la semplice manifestazione di volontà di chiedere asilo è sufficiente a sospendere l'efficacia dell'ordine di espulsione fino alla decisione della competente commissione. La domanda non annulla il provvedimento, ma ne paralizza temporaneamente gli effetti, garantendo allo straniero il diritto di rimanere sul territorio nazionale.
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Domanda protezione internazionale: no annullamento decreto
La Corte di Cassazione ha chiarito che una domanda protezione internazionale presentata dopo l'emissione di un decreto di espulsione non ne causa l'invalidità. Il provvedimento resta valido ma la sua efficacia viene temporaneamente sospesa, impedendo l'esecuzione materiale dell'allontanamento fino alla decisione sulla richiesta di asilo. Il Giudice di Pace non può quindi annullare il decreto di espulsione per questo motivo.
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Domanda reiterata: stop all’espulsione, dice la Corte
La Corte di Cassazione ha annullato un'espulsione, stabilendo che il giudice di merito ha errato nel non considerare una domanda reiterata di protezione internazionale. La presentazione di tale domanda, anche se successiva a un primo diniego, sospende l'efficacia del provvedimento di allontanamento fino alla decisione, imponendo al giudice una valutazione completa dei fatti. La causa è stata rinviata per un nuovo esame.
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Domanda protezione internazionale: obbligo di sospensione
La Corte di Cassazione ha stabilito che, qualora venga presentata una domanda di protezione internazionale dopo l'emissione di un decreto di espulsione, il giudice che valuta l'opposizione a tale decreto ha l'obbligo di sospenderne l'efficacia. Sebbene la domanda non annulli l'espulsione, ne congela gli effetti fino alla decisione sulla richiesta di protezione. Il caso riguardava un cittadino straniero il cui ricorso contro l'espulsione era stato respinto dal Giudice di Pace senza la dovuta sospensione.
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Domanda protezione internazionale: ordine del giudice
Con l'ordinanza del 03.07.2025 (R.G. 6665/2024), il Tribunale di Ancona ha affrontato il caso del silenzio della Pubblica Amministrazione riguardo una domanda protezione internazionale. Un richiedente, dopo inutili tentativi via PEC di ottenere un appuntamento, ha fatto ricorso d'urgenza. Il Giudice ha accolto il ricorso, ordinando alla Questura di ricevere la domanda e concludere il procedimento entro 60 giorni, condannando l'inerzia dell'Amministrazione.
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