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Dispositivi Di Protezione Individuale (Dpi)

7 provvedimenti applicano questo termine

Definizione

Qualsiasi attrezzatura, complemento o accessorio destinato ad essere indossato o tenuto dal lavoratore allo scopo di proteggerlo contro uno o più rischi suscettibili di minacciarne la sicurezza o la salute durante il lavoro.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Trattore insicuro: Inammissibilità ricorso penale, confisca confermata
Un titolare di ditta individuale è stato condannato per non aver dotato un trattore agricolo dei necessari requisiti di sicurezza, in particolare un telaio antiribaltamento privo di etichetta identificatrice e deformato. Il Tribunale di Viterbo ha inflitto un'ammenda di 400 euro e ha ordinato la confisca e distruzione del mezzo. L'imprenditore ha presentato ricorso, lamentando la sproporzione della misura e l'importanza del mezzo per il suo sostentamento. La Corte di Cassazione ha dichiarato l'inammissibilità del ricorso penale, poiché i motivi presentati non erano specifici e riproponevano argomenti già valutati, confermando la condanna e le sanzioni accessorie.
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Lavaggio dei DPI: la Cassazione condanna l’azienda
Un operatore della manutenzione ha chiesto il risarcimento dei danni per il mancato lavaggio dei DPI da parte del datore di lavoro. Gli indumenti includevano gilet ad alta visibilità, giubbotto impermeabile, pantaloni invernali e guanti. L'azienda sosteneva che si trattasse di semplici abiti da lavoro per evitare l'usura dei vestiti civili, escludendo l'obbligo di manutenzione. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso dell'azienda, confermando che qualsiasi indumento che offra anche una minima barriera protettiva costituisce un dispositivo di protezione. Di conseguenza, il lavaggio dei DPI spetta interamente al datore di lavoro per garantire l'igiene e l'efficienza degli stessi. L'azienda è stata condannata a risarcire il dipendente e a pagare le spese legali.
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Lavare i dispositivi di protezione individuale spetta al datore
Un tecnico della manutenzione ha chiesto il risarcimento dei danni per il mancato lavaggio dei propri indumenti da lavoro da parte del datore di lavoro. La Corte di Cassazione ha confermato che tali indumenti costituiscono dispositivi di protezione individuale, poiché creano una barriera protettiva contro i rischi per la salute e la sicurezza del dipendente. Di conseguenza, l'azienda ha l'obbligo di provvedere al loro lavaggio e alla loro manutenzione per garantirne l'efficienza e l'igiene. La Suprema Corte ha quindi respinto il ricorso del datore di lavoro, confermando il diritto del lavoratore al risarcimento delle spese sostenute.
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Mascherine false: condanna per tentativo di frode in commercio
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per un imprenditore per il reato di tentativo di frode in commercio. L'imprenditore deteneva nel proprio magazzino quasi 1.800 mascherine FFP2 con una marcatura CE contraffatta. Secondo i giudici, la semplice detenzione di un ingente quantitativo di prodotti con marchi falsi all'interno di un esercizio commerciale è sufficiente a dimostrare l'intenzione di venderli. Non è necessario che i prodotti siano stati effettivamente messi in vendita. Questo comportamento integra pienamente gli atti idonei a configurare il reato di tentativo di frode in commercio, poiché inganna i potenziali acquirenti sulla conformità e sicurezza del prodotto.
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Indumenti di lavoro: quando sono DPI e chi paga?
La Corte di Cassazione ha stabilito che gli indumenti di lavoro, anche se non specificamente certificati, possono essere considerati Dispositivi di Protezione Individuale (DPI) se in concreto offrono una barriera protettiva contro i rischi per la salute. Di conseguenza, il datore di lavoro è tenuto a provvedere al loro lavaggio. Nel caso esaminato, una società di pulizie è stata condannata a risarcire i propri dipendenti per non aver provveduto alla manutenzione delle divise, con un importo calcolato equitativamente sulla base di un'ora di lavoro straordinario settimanale.
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Obblighi del datore di lavoro: la sentenza della Corte
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna di un datore di lavoro per non aver fornito caschi protettivi ai dipendenti e per aver omesso il piano operativo di sicurezza. La sentenza chiarisce che la mancata dotazione dei DPI si presume se i lavoratori ne sono sprovvisti e che l'obbligo del casco sussiste anche nei cantieri a cielo aperto. Vengono così ribaditi i rigorosi obblighi del datore di lavoro in materia di sicurezza.
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Lavaggio divise lavoro: spetta al datore di lavoro?
La Corte di Cassazione ha stabilito che l'obbligo del lavaggio divise lavoro spetta al datore quando gli indumenti sono considerati Dispositivi di Protezione Individuale (DPI). Nel caso esaminato, alcuni operatori ecologici avevano chiesto il rimborso per le spese di pulizia delle loro uniformi. La Corte ha annullato la precedente sentenza di rigetto, affermando che il datore di lavoro è tenuto a garantire le condizioni igieniche dei DPI, e quindi a sostenere i costi di manutenzione. Il caso è stato rinviato alla Corte d'Appello per una nuova valutazione del danno patrimoniale subito dai lavoratori.
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