LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

LexCEDpedia

Disapplicazione

Pagina 10 di 33

643 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Tassazione fondi immobiliari: legittimo il no al rimborso
Una contribuente ha richiesto il rimborso dell'imposta sostitutiva versata nel 2011 per la sua quota in un fondo d'investimento immobiliare. Di fronte al silenzio-rifiuto del fisco, ha avviato una causa, sostenendo che la norma nazionale violasse la Carta di Nizza e la Costituzione. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, confermando la legittimità della tassazione fondi immobiliari introdotta per evitare abusi fiscali (fondi "veicolo"). I giudici hanno chiarito che la tassazione del 5% sulle quote superiori al 5% è una misura transitoria legittima per il passaggio al regime di trasparenza, non contrastante con il diritto europeo poiché la materia delle imposte dirette non è armonizzata. La contribuente ha perso la causa e deve pagare le spese legali.
Continua »
Inottemperanza all’ordine di espulsione: condanna annullata se pende l’asilo
Il Giudice di Pace aveva condannato un cittadino straniero a una multa di 10.000 euro per inottemperanza all'ordine di espulsione. La difesa ha fatto ricorso in Cassazione, dimostrando che, al momento dell'emissione del decreto di espulsione, era ancora pendente la richiesta di protezione internazionale del cittadino. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso, stabilendo che la pendenza della domanda di asilo sospende l'efficacia dell'espulsione, rendendo illegittimo il provvedimento amministrativo. Di conseguenza, il giudice penale deve disapplicare l'atto illegittimo. La Suprema Corte ha annullato la condanna e ha rinviato il caso al Giudice di Pace per un nuovo giudizio.
Continua »
Tariffa rifiuti retroattiva: la Cassazione ferma i Comuni
L'Azienda di Gestione Rifiuti ha richiesto a una Società Contribuente il pagamento di un conguaglio per la tassa sui rifiuti del 2010, basandosi su una delibera comunale approvata nel 2011. La Società Contribuente ha impugnato la richiesta, ritenendola illegittima. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso dell'Azienda, confermando che l'applicazione di una tariffa rifiuti retroattiva è illegittima. I Comuni non possono imporre aumenti retroattivi per anni già conclusi, poiché violano il principio generale di irretroattività delle norme tributarie. Inoltre, i giudici tributari hanno il potere di disapplicare d'ufficio le delibere comunali illegittime che fanno da presupposto alla richiesta di pagamento. Di conseguenza, la Società Contribuente vince definitivamente la causa e non deve pagare il conguaglio richiesto.
Continua »
Inammissibilità del ricorso per cassazione: confermato il rientro
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'inammissibilità del ricorso per cassazione presentato da tre cittadini contro una sentenza della Corte d'Appello dell'Aquila. I ricorrenti contestavano un provvedimento amministrativo, chiedendone la disapplicazione, sostenendo l'incertezza sul comune di rientro. I giudici di legittimità hanno confermato la decisione di merito: il comune di rientro coincide implicitamente con quello di residenza indicato nell'atto. Poiché i motivi di ricorso si limitavano a riprodurre le medesime censure già respinte in appello, senza elementi di novità, la Suprema Corte ha rigettato l'impugnazione. I cittadini hanno perso la causa e sono stati condannati al pagamento delle spese processuali e di tremila euro alla Cassa delle ammende.
Continua »
Specificità dei motivi di impugnazione: ricorso respinto e multa
Lo Straniero ha proposto ricorso in Cassazione contro la sentenza del Giudice di Pace, contestando la mancata disapplicazione del decreto di espulsione e la mancata concessione della particolare tenuità del fatto. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile. I giudici hanno rilevato la mancanza della specificità dei motivi di impugnazione, poiché le contestazioni sulla disapplicazione del decreto erano generiche e non collegate al caso concreto, e la questione sulla tenuità del fatto non si confrontava con la motivazione della sentenza impugnata. Di conseguenza, Lo Straniero ha perso la causa ed è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di tremila euro alla Cassa delle ammende.
Continua »
Foro competente personale scuola all’estero: decide sempre Roma
La Corte di Cassazione ha risolto un conflitto di competenza tra il Tribunale di Roma e quello di Ascoli Piceno in merito all'esclusione di una docente dalla selezione per l'insegnamento all'estero. La Suprema Corte ha stabilito che per tutte le controversie riguardanti la selezione e la formazione delle graduatorie dei docenti da inviare all'estero il foro competente personale scuola all'estero è esclusivamente quello di Roma. Questa regola speciale, prevista dal decreto legislativo n. 64 del 2017, prevale sul criterio generale del foro della sede di servizio, concentrando le tutele davanti a un unico giudice per evitare decisioni contrastanti.
Continua »
Raccolta abusiva di scommesse: condanna annullata
I Gestori di un centro scommesse venivano condannati per il reato di raccolta abusiva di scommesse in assenza della licenza di pubblica sicurezza. I ricorrenti lamentavano che il diniego dell'autorizzazione derivasse dalla discriminazione subita dal bookmaker austriaco a cui erano affiliati, in violazione del diritto dell'Unione Europea. La Corte d'appello aveva ignorato la richiesta di acquisire la prova del diniego. La Corte di Cassazione, ribadendo che la normativa penale interna va disapplicata se contraria al diritto eurounitario, rileva che il ricorso non è inammissibile. Tuttavia, essendo il reato ormai estinto per il decorso del tempo, annulla la sentenza di condanna senza rinvio per intervenuta prescrizione.
Continua »
Calcolo del tasso usurario: polizze incluse e banca condannata
Il Debitore ha contestato il tasso di un prestito con cessione del quinto concesso dall'Istituto di Credito nel 2008. La Corte d'Appello ha dichiarato nullo il tasso di interesse perché, includendo i costi della polizza assicurativa obbligatoria, il tasso superava la soglia di usura. L'Istituto di Credito ha fatto ricorso in Cassazione, sostenendo che le istruzioni della Banca d'Italia dell'epoca escludessero tali costi dal calcolo del tasso usurario. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso. I giudici hanno stabilito che, per il calcolo del tasso usurario, tutte le spese collegate al credito, comprese le polizze assicurative, devono essere incluse nel conteggio, a prescindere dalle indicazioni amministrative contrarie. Il Debitore vince definitivamente la causa e l'Istituto di Credito deve restituire le somme indebitamente percepite.
Continua »
Società di comodo: il fisco vince sul terreno vincolato
Una società proprietaria di un terreno, sul quale erano stati imposti vincoli urbanistici per la creazione di un parco naturale, ha chiesto la disapplicazione della disciplina sulle società in perdita sistematica. L'Agenzia delle Entrate ha respinto la richiesta a causa della totale inattività della contribuente. La Corte di Giustizia Tributaria ha dato ragione alla società, ma la Corte di Cassazione ha ribaltato la decisione. I giudici hanno stabilito che spetta esclusivamente al contribuente dimostrare le cause oggettive che impediscono di produrre ricavi. Di conseguenza, per non essere qualificati come società di comodo, non basta invocare l'inerzia o i vincoli sul terreno, ma occorre provare l'impossibilità assoluta di svolgere qualsiasi attività economica. La sentenza è stata cassata con rinvio.
Continua »
Incarico di collaudo: il Comune deve pagare anche senza gara
Due professionisti hanno ricevuto dalla Regione un incarico di collaudo per il recupero di un ex convento. Il Comune ha rifiutato di pagare il compenso, sostenendo che la nomina fosse nulla perché avvenuta senza gara pubblica, in base a una legge regionale ritenuta illegittima. La Corte d'Appello ha dato ragione al Comune, disapplicando la legge regionale. La Cassazione ha invece accolto il ricorso dei professionisti. I giudici ordinari non possono disapplicare una legge regionale per contrasto con le leggi statali, dovendo eventualmente investire la Corte Costituzionale. Inoltre, la nomina è un atto amministrativo: se non viene impugnata tempestivamente davanti al giudice amministrativo, rimane valida e fa sorgere il diritto al compenso per l'attività svolta.
Continua »
Imposta regionale sulla benzina: la Cassazione batte il Fisco
Una società ha impugnato un avviso di accertamento relativo all'imposta regionale sulla benzina per autotrazione (IRBA). La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso della contribuente, annullando definitivamente l'atto impositivo. I giudici hanno stabilito che l'imposta regionale sulla benzina è incompatibile con il diritto dell'Unione Europea (Direttiva 2008/118/CE) poiché priva di una finalità specifica diversa dal semplice incremento delle entrate di bilancio. Di conseguenza, la Suprema Corte ha disapplicato sia le norme nazionali che quelle regionali che cercavano di fare salvi i debiti d'imposta già sorti per il passato, sancendo la totale illegittimità della pretesa tributaria.
Continua »
Imposta regionale sulla benzina: la Cassazione cancella il passato
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso della Regione Campania, confermando l'illegittimità dell'imposta regionale sulla benzina per autotrazione. La decisione si fonda sulla sentenza della Corte di Giustizia dell'Unione Europea, che ha dichiarato il tributo incompatibile con la direttiva europea sulle accise. L'imposta regionale sulla benzina, infatti, non persegue una finalità specifica diversa dal semplice incremento delle entrate di bilancio. Di conseguenza, i giudici hanno stabilito che le norme nazionali e regionali che cercavano di salvare i pagamenti passati devono essere disapplicate. La Regione non può quindi pretendere il pagamento di questa tassa, anche per i periodi precedenti alla sua formale abrogazione avvenuta nel 2021.
Continua »
Imposta regionale sulla benzina: stop ai recuperi del passato
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso dell'Ente Pubblico, confermando l'illegittimità dell'imposta regionale sulla benzina per autotrazione. La decisione si basa sulla pronuncia della Corte di Giustizia dell'Unione Europea, che ha dichiarato il tributo incompatibile con il diritto comunitario poiché privo di una finalità specifica diversa dal semplice incremento delle entrate di bilancio. Di conseguenza, i giudici di legittimità hanno stabilito che le norme nazionali e regionali che cercavano di fare salvi gli effetti delle obbligazioni tributarie già sorte devono essere disapplicate. L'Ente Pubblico perde la causa e non può riscuotere il tributo illegittimo, venendo inoltre condannato al pagamento del doppio del contributo unificato.
Continua »
Nomina illegittima: risarcita la perdita di chance
Un Ente Pubblico ha affidato un incarico dirigenziale a una candidata priva dei requisiti di esperienza quinquennale richiesti dalla legge. Un'altra partecipante alla selezione, dirigente di ruolo presso un'altra amministrazione, ha impugnato la nomina. I giudici di merito hanno dichiarato nullo il contratto di lavoro della vincitrice e hanno condannato l'Ente Pubblico a risarcire la candidata esclusa con ventimila euro per la perdita di chance, data l'elevata probabilità che avrebbe avuto di ottenere l'incarico. La Corte di Cassazione ha confermato questa decisione, rigettando sia il ricorso dell'Ente Pubblico sia quello della controinteressata. La Corte ha chiarito che l'esperienza maturata in un precedente incarico nullo non è utile per raggiungere il quinquennio richiesto e che la perdita di chance va risarcita quando vi è una concreta e rilevante probabilità di successo nella selezione.
Continua »
Rimborso accise energia elettrica: utenti contro colossi energetici
Una società utente ha citato in giudizio l'azienda fornitrice di energia per ottenere il rimborso accise energia elettrica indebitamente pagate a titolo di addizionale provinciale negli anni 2010 e 2011. Il Tribunale ha accolto la domanda, ma la Corte d'appello ha ribaltato la decisione. La Corte di Cassazione ha infine accolto il ricorso dell'utente, confermando che l'addizionale provinciale sulle accise è illegittima perché contraria al diritto dell'Unione Europea e dichiarata incostituzionale. Di conseguenza, la Suprema Corte ha cassato la sentenza d'appello e ha rinviato la causa per un nuovo esame, stabilendo il diritto dell'utente a riottenere le somme versate ingiustamente.
Continua »
Ricostruzione di carriera: il giudicato cancella i nuovi aumenti
Una collaboratrice scolastica, dopo l'assunzione a tempo indeterminato, ha chiesto la ricostruzione di carriera per ottenere il riconoscimento integrale del servizio svolto durante il precariato. Il Ministero dell'Istruzione si è opposto, eccependo che un precedente giudizio definitivo aveva già escluso tale diritto. La Corte d'Appello aveva dato ragione alla lavoratrice, ma la Corte di Cassazione ha accolto il ricorso del Ministero. I giudici di legittimità hanno stabilito che la precedente sentenza passata in giudicato impedisce di ridiscutere la stessa questione. Di conseguenza, la decisione d'appello è stata annullata con rinvio.
Continua »
Sgravi contributivi post-sisma: l’Europa blocca lo sconto
L'Inps ha emesso una cartella esattoriale contro una società cooperativa per il recupero di contributi previdenziali. La Corte d'appello ha riconosciuto il diritto della società a beneficiare degli sgravi contributivi del 60% previsti per le aree colpite dal sisma del 2002. L'Inps ha fatto ricorso in Cassazione, sostenendo che tali agevolazioni costituiscono aiuti di Stato illegittimi secondo la Commissione Europea. La Cassazione ha accolto il ricorso dell'Inps, stabilendo che i giudici nazionali devono disapplicare le norme interne in contrasto con il diritto dell'Unione Europea. La sentenza è stata cassata con rinvio alla Corte d'appello per verificare se gli sgravi contributivi rientrino nei limiti del regime de minimis o in altre deroghe consentite.
Continua »
Tassa sui rifiuti TARI: tariffe senza motivazione ma ricorso respinto
Una società ha contestato un avviso di accertamento relativo alla Tassa sui rifiuti TARI per un parcheggio scoperto a pagamento. La contribuente sosteneva che la delibera comunale che stabiliva la tariffa fosse illegittima per mancanza di motivazione sui criteri di calcolo. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo che le delibere comunali sulle tariffe della Tassa sui rifiuti TARI sono atti amministrativi generali e, pertanto, non richiedono una motivazione specifica per ogni singola voce. Inoltre, avendo la società rifiutato la definizione agevolata del giudizio senza valide ragioni, la Corte l'ha condannata per abuso del processo al pagamento di sanzioni pecuniarie in favore della controparte e dello Stato.
Continua »
Mobilità nel pubblico impiego: no a promozioni automatiche
Un dipendente pubblico, transitato per mobilità volontaria da un Ministero all'Autorità Garante, pretendeva il riconoscimento di un inquadramento retributivo superiore (21° livello anziché 9°) basandosi sulla pregressa anzianità e sul trattamento goduto temporaneamente durante il periodo di fuori ruolo. La Corte di Cassazione, accogliendo il ricorso dell'Amministrazione, ha stabilito che la mobilità nel pubblico impiego comporta la continuazione del rapporto ma non dà diritto a una ricostruzione di carriera che ottimizzi l'anzianità pregressa oltre i limiti del nuovo ordinamento. L'inquadramento iniziale previsto dal bando è legittimo e il trattamento precedente aveva solo natura perequativa temporanea. Di conseguenza, la richiesta di differenze retributive del lavoratore è stata definitivamente respinta.
Continua »
Rimborso IRBA: la Cassazione dà ragione alla Regione Lazio
Una società di carburanti ha richiesto alla Regione il Rimborso IRBA (Imposta Regionale sulla Benzina per Autotrazione) per gli anni 2018 e 2019, ritenendo il tributo illegittimo in base al diritto europeo. La Corte di Giustizia Tributaria ha accolto la domanda, ma la Corte di Cassazione ha ribaltato la decisione. I giudici di legittimità hanno stabilito che la Regione non ha la legittimazione passiva (cioè non è il soggetto corretto a cui chiedere i soldi). La gestione, l'accertamento e la riscossione dell'imposta spettano esclusivamente all'Agenzia delle Dogane. Di conseguenza, la Cassazione ha rigettato definitivamente la richiesta di rimborso della società, poiché presentata contro il soggetto sbagliato.
Continua »